martedì 9 ottobre 2007

buona l'ultima?


Dall'ultima intervista di Paolo Borsellino:
(...)
A quanto pare Rapisarda e Dell’Utri erano in affari con Ciancimino, tramite un tale Alamia (Francesco Paolo Alamia, presidente dell’immobiliare Inim e della Sofim, sede di Milano, ancora in via Chiaravalle 7, ndr).

«Che Alamia fosse in affari con Ciancimino è una circostanza da me conosciuta e che credo risulti anche da qualche processo che si è già celebrato. Per quanto riguarda Dell’Utri e Rapisarda non so fornirle particolari indicazioni trattandosi, ripeto sempre, di indagini di cui non mi sono occupato personalmente».
(...)
A questo punto Paolo Borsellino consegna dopo qualche esitazione ai giornalisti 12 fogli, le carte che ha consultato durante l’intervista: «Alcuni sono sicuramente ostensibili perché fanno parte del maxiprocesso, ormai è conosciuto, è pubblico, alcuni non lo so...». Non sono documenti processuali segreti ma la stampa dei rapporti contenuti dalla memoria del computer del pool antimafia di Palermo, in cui compaiono i nomi delle persone citate nell’intervista: Mangano, Dell’Utri, Rapisarda, Berlusconi, Alamia.

E questa inchiesta quando finirà?

«Entro ottobre di quest’anno...».

Quando è chiusa, questi atti diventano pubblici?

«Certamente...».

Perché ci servono per un’inchiesta che stiamo cominciando sui rapporti tra la grossa industria...

«Passerà del tempo prima che...», sono le ultime parole di Paolo Borsellino.

Palermo, 21 maggio, 1992.


Dal "curriculum" di Marcello Dell'Utri su Wikipedia:
(...)
Il 24 ottobre 1976 Dell'Utri si trova insieme a Vittorio Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Antonino Calderone, al ristorante "Le Colline Pistoiesi" di Milano.
Nel 1977 si dimette da Edilnord (di Berlusconi, nda) e viene assunto alla Inim di Rapisarda, che ha relazioni con personalità di spicco della mafia quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana. Diventa poi amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, che dopo pochi anni va in bancarotta fraudolenta.
Nel 1980 la Criminalpol di Milano, nell'ambito di un'indagine di droga, intercetta una telefonata tra Mangano e Dell'Utri. In questa telefonata, divenuta celebre, Mangano parla di un "cavallo" e propone a Dell'Utri di entrare nell'affare. Il defunto giudice Borsellino affermò a riguardo in un'intervista:
« Sì, tra l'altro questa tesi dei cavalli - che vogliono dire droga - è una tesi che fu avanzata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tanto è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi processo per traffico di droga. »(...)


Alamia era socio di Rapisarda, il principale accusatore di Dell'Utri, che ha testimoniato che Dell'Utri gli era stato presentato da un picciotto di Stefano Bontade...Rapisarda avrebbe parlato delle attività nel settore edilizio di Alamia come coperture per il riciclaggio di denaro sporco: le sue rivelazioni furono raccolte nel celebre fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo (definita "la madre di tutti i riciclaggi") e portarono a un indagine su, tra gli altri, Berlusconi, Dell'Utri, Rapisarda e Alamia. La posizione di Berlusconi fu poi archiviata, come quella di Alamia. A processo andò invece Dell'Utri.

Dalla "sentenza Dell'Utri", 11 dicembre 2004:
(...)
Visti gli artt. 110, 416, 416 bis C.P., 533, 535 C.P.P.;
DICHIARA
DELL’UTRI MARCELLO e CINA’ GAETANO colpevoli dei reati loro
rispettivamente contestati e, ritenuta la continuazione tra gli stessi,
CONDANNA
DELL’UTRI MARCELLO alla pena di anni nove di reclusione
e CINA’
GAETANO alla pena di anni sette di reclusione ed entrambi, in solido, al
pagamento delle spese processuali, nonché il CINA’ anche a quelle del
proprio mantenimento in carcere durante la custodia cautelare.
Visti gli artt. 28, 29,32 e 417 c.p.,
DICHIARA
Entrambi gli imputati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, nonché in
stato di interdizione legale durante l’esecuzione della pena.
APPLICA
A ciascuno degli imputati la misura di sicurezza della libertà vigilata per
la durata di anni due, da eseguirsi a pena espiata.
Visti gli artt. 539 e 541 c.p.p.,
CONDANNA
Entrambi gli imputati in solido al risarcimento dei danni in favore delle
costituite parti civili, Provincia Regionale di Palermo e Comune di
Palermo, da liquidarsi in separato giudizio, rigettando le richieste di
pagamento di provvisionali immediatamente esecutive.
Condanna, infine, gli imputati in solido al pagamento delle spese
sostenute dalle medesime parti civili che liquida in complessivi euro
ventimila per il Comune di Palermo ed euro cinquantamila per la Provincia
Regionale di Palermo, somme comprensive di onorari e spese.
Visto l’art. 544, comma 3, C.P.P.,
indica in giorni novanta il termine per il deposito della sentenza.
Palermo, 11 dicembre 2004.
I GIUDICI ESTENSORI Il PRESIDENTE
Gabriella Di Marco L. Guarnotta
Giuseppe Sgadari


In questa sentenza di primo grado (di 1771 pagine) il nome di Francesco Paolo Alamia compare 63 volte.
Ricordo gli articoli del codice penale citati:
Art. 110 Pena per coloro che concorrono nel reato(...)
Art. 416 Associazione per delinquere(...)
Art. 416 bis Associazione di tipo mafioso(...)


Alamia era socio nella Immobiliare Calliope srl con tali Salvatore Bandiera e Dario Lopez. Consulente finanziario era Antonio Maiorana, scomparso col figlio Stefano il 3 agosto da un cantiere edile di Isola delle Femmine (PA). Maiorana, nel mese di luglio, aveva di fatto rilevato le quote della Calliope di Alamia e Bandiera con modalità che la ex-moglie di Maiorana (che però respinge la testi della lupara bianca) definisce ricattatorie...

to be continued?

lunedì 8 ottobre 2007

curami curami prendimi in cura da te


Berlusconi: "votiamo a primavera con questa legge elettorale".

Non si conosce una cura definitiva per il disturbo bipolare. Tuttavia la malattia può essere tenuta sotto controllo e i pazienti bipolari possono condurre una vita normale e produttiva. È talvolta necessario molto tempo prima di trovare la terapia adatta.
(da Wikipedia, voce Psicosi maniaco-depressiva: TERAPIA)

mercoledì 3 ottobre 2007

prima di uscire


Sto uscendo di corsa per prendere un volo per Palermo, per un altro "caso", ma faccio almeno in tempo a fare un copiaincolla.
Ecco qua

Da La Nuova Ferrara di oggi:

Aldrovandi, gli interrogatori di garanzia
Nell’ambito dell’inchiesta-bis sentiti tre poliziotti della questura



L’inchiesta bis sulla questura di Ferrara entra nel vivo: si sono svolti nei giorni scorsi, infatti, davanti al pubblico ministero Nicola Proto, gli interrogatori di garanzia di tre poliziotti della questura di Ferrara, indagati per vari reati, tra cui falso, omissione e mancata trasmissione di atti, commessi durante la prima fase «approssimativa» dell’indagine sulla morte di Federico Aldrovandi.
Si tratta di atti dovuti e conseguenti all’acquisizione di atti e documenti, trasmessi in ritardo alla procura, di cui avevano dato notizia i legali della famiglia Aldrovandi, sottolineando le stranezze e la mancata trasparenza di una inchiesta che si trascina da due anni con ripetuti e continui retroscena, negativi per le istituzioni coinvolte.
L’inchiesta bis è stata aperta parallelamente a quella sulla morte di Federico e ha visto concretizzarsi gli interrogatori di garanzia dopo l’invio degli «avvisi» a carico dei rispettivi tre poliziotti che avrebbero avuto ruoli nei presunti ritardi, manipolazioni od omissioni. Ieri sera, interpellati, tutti i tre legali difensori dei tre poliziotti, Dario Bolognesi, Eugenio Gallerani e Gianluigi Pieraccini che hanno assistito i loro clienti davanti al pm Proto, si sono trincerati dietro il più stretto e assoluto riserbo istruttorio, lo stesso usato dalla procura. E così degli interrogatori non è trapelato alcunché.
Ma da tempo si sa che le persone coinvolte sono rispettivamente il responsabile della centrale operativa del 113 che il 25 settembre 2005 registrò nei brogliacci gli interventi e gli orari relativi alle due pattuglie in servizio, che ebbero una colluttazione violentissima con Federico Aldrovandi, che morì durante il loro intervento. Il secondo indagato è il dirigente, dell’epoca, che comandava la sezione dell’Upg, Ufficio prevenzione generale, mentre il terzo indagato è un ispettore del nucleo di polizia nella procura cittadina, che aveva incarichi di polizia giudiziaria e che all’epoca era diventato il punto di riferimento delle indagini e stretto collaboratore del pm Mariaemanuela Guerra che seguiva allora l’inchiesta Aldrovandi (poi si è astenuta per motivi personali di incompatibilità). L’inchiesta bis venne aperta nel maggio scorso, in parallelo all’indagine ormai conclusa sulla morte di Federico Aldrovandi, per cui è fissato il processo a carico di 4 poliziotti per il 19 ottobre prossimo. Inchiesta bis che sta accertando i motivi per cui il brogliaccio delle chiamate al 113, redatto dall’operatore, la mattina del 25 settembre fu corretto nello spazio in cui venivano riportati i dati dell’intervento eseguito dai quattro agenti delle due pattuglie accusati dell’eccesso colposo che ha causato la morte del ragazzo. Ma non solo. Anche il ritardo nell’invio di tamponi e reperti ematici prelevati il giorno della morte e tenuti in frigorifero per mesi. Atti trattenuti, inspiegabilmente. Una catena di responsabilità, presunte, che ha portato ad evidenziare negli atti dei poliziotti, non ancora chiari, ciò che può essere visto come ritardi, presunte omissioni, o ancora mancate trasmissioni di atti. Stranezze che da tempo legali e famiglia Aldrovandi avevano segnalato, sulle quali potrà fare luce l’inchiesta bis e alla luce degli interrogatori potrà anche sancire, in ipotesi, che da parte dei tre indagati non siano stati commessi illeciti. Soprattutto il pm Proto dovrà capire, come chiede la famiglia, se questi atti furono compiuti per depistare o rallentare le indagini o si trattò di pasticci burocratrici - discutibilissmi ma senza rilievo penale - commessi nella gestione approssimativa dei primi momenti dell’indagine.

Daniele Predieri

labambinazingara


Ho appena scoperto l'esistenza di questa signora, che si chiama Mariella Mehr. Non ne sapevo nulla fino a qualche minuto fa e non ho tempo di leggere il suo sito, di vedere l'intervista che le ha fatto Rainews24, di leggere approfonditamente del genocidio culturale organizzato in Svizzera da Pro Juventute ai danni degli Jenisch...
ma voglio almeno trovare un suo libro e leggerlo prima possibile.
Sono sconvolto: mi ricordo quando andavo a scuola, in Svizzera, le raccolte di fondi per Pro Juventute (dopo il 1976, nda).
Questa organizzazione, o meglio l’opera assistenziale «Bambini della strada», dal 1926 al 1973 (1973!) ha lavorato, d'accordo con le autorità pubbliche, a rastrellare i figli degli zingari, toglierli dalle famiglie, recluderli in istituti totalizzanti e dar loro nuovi nomi ed una educazione tesa a toglier loro di dosso qualunque "germe" di nomadismo...
Altro che zingari che rapiscono i bambini: qua si rapivano i bambini agli zingari!

martedì 2 ottobre 2007

Bernardo e le altre



Ammazzati col veleno Bernardo, la sua "compagna" Gemma e un'altra femmina di orso marsicano del Parco d'Abruzzo.
Davano fastidio? Uccidevano forse qualche gallina... che avranno fatto di male?
Lavavano forse i vetri di qualche SUV?
Sono convinto che a San Sebastiano dei Marsi qualcuno sa qualcosa... bisognerebbe indagare. Lo scrivo senza ironia.

P.S.Qui un blog dedicato a questi splendidi animali.

lsd gratis per tutti!


Guardate fisso al centro della figura per almeno 30 secondi.
Poi distogliete lo sguardo: le cose intorno a voi cominceranno ad apparire "strane"... fico, eh!;o)

Un sacco di altre interessanti illusioni ottiche qui.

lo sguardo sconosciuto del lago


Ci ho pensato a lungo: "lo scrivo, non lo scrivo...". Ho deciso di scrivere.
Che ho visto un bel film italiano che s'intitola "La ragazza del lago". E che ho letto che il candidato italiano per l'Oscar per il miglior film straniero sarà "La sconosciuta", il brutto film di Tornatore.
Non voglio fare una recensione dei due film, metterli a confronto, tranciare giudizi. Ne trovate a decine, favorevoli o meno.

Quello che mi interessa qui è fermarmi un secondo a riflettere su quale Italia rappresenta certo nostro cinema all'estero. Perché ho sempre avuto la sensazione che il manierismo compiaciuto e barocco di Tornatore, che sotto sotto è pizza e mandolini, sia più adatto per gli americani che ci guardano ancora con gli occhi de "Il Padrino". E dunque non fa una grinza che candidato all'Oscar sia il suo "thriller" grottesco e lirico, cinema di maschere più che di persone, di felliniana ricchezza visiva e di televisiva sciatteria strappalacrime. Cinema di conflitti psicologici un tanto al chilo che tanto piaceranno ("mi ci giocherei una palla") agli sceriffi alla Cofferati...

Forse non a caso Tornatore ha fatto un film nel cui titolo compariva l'oceano: "ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai", verrebbe da cantare. E invece al bordo del lago di Molaioli vien voglia solo di stare un pò in silenzio, per capire come e perché quella ragazza è finita lì, uccisa così.

Infatti il "noir" di Molaioli, che viene non a caso da un romanzo norvegese (nella foto la copertina), appartiene a un altro mondo. Il mondo della lentezza, del silenzio, di sussurri e sguardi indifesi, dei tempi morti e della riflessione.
Parentesi: a casa ci siamo abbonati a Sky da qualche mese, e guardiamo quasi solo "Fox Crime": tonnellate di CSI, NCIS, Senza traccia, Criminal Minds, Num3ers...
Davanti al film di Molaioli, l'aspettativa del "giallaro" (patito dei generi giallo-noir-thriller onnivoro e vorace, simile al "metallaro") finisce per essere delusa: la "trama" non s'infittisce di colpi di scena, non c'è il crescendo drammatico prima della confessione, non ci sono sparatorie o scene in cui i conflitti esplodono con violenza esteriore. Resta tutto sotto la pelle, e nei paesaggi calmi della provincia italiana di un certo nord... niente laboratori della Scientifica, niente inseguimenti a sirene spiegate, niente duri che si prendono a cazzotti o a bicchieroni di bourbon...
si passano in rassegna i vari sospettati (prima o poi, per un attimo, sottilmente, lo diventano tutti), finché il mistero si svela, come togliere una garza dalla statua impolverata di un angelo prefabbricato in un cimiterino di campagna...
ed è tutto lì. Il male sottile che incrinava la teiera de "La stanza del figlio" anche qui separa le vite, le famiglie, la possibilità di redenzione, di perdono, di comprensione. Non c'è nessuna liberazione nel confessare un omicidio, nell'ammetterne due, nel desiderarne forse tre...
Quasi bergmaniano più che hitchockiano per l'elaborazione del senso di colpa, questo piccolo film entra in profondità e rimane con lo spettatore.
Parentesi: ieri ho visto due CSI Miami e non ricordo quasi la trama, le facce delle vittime... di questo film invece ti rimane addosso come una rugiada sulla pelle: piccole gocce non di sangue ma che danno i brividi lo stesso.

E allora penso che quest'Italia che urla sempre, che manda affanculo, che dà la caccia ai romeni e prepara i fucili padani contro i ladroni romani, che dà addosso agli unici sospettati di certi omicidi e non pensa nulla di altri, quest'Italia sempre pronta a indicare, a condannare, a giudicare un film senza prima vederlo, un film così fatichi ad apprezzarlo. E' lento, è noioso, diranno. Meglio i primi piani urlati di Tornatore, le lacrime frontali e gli sfruttatori di prostitute brutti sporchi e cattivi. Così si capisce che il male deve fare schifo, e chi fa schifo fa anche del male.

P.S. Sono solo io a vedere, nella posizione della ragazza del lago, una certa somiglianza con questa statua?

E' la Santa Cecilia di Stefano Maderno, un ticinese...
Ho trovato anche questa foto:

Beh, il manifesto del film è questo:

lunedì 1 ottobre 2007

oktoberfesten


Il calciatore Luca Toni si è vestito così per esprimere solidarietà ai bavaresi oppressi ogni anno da ettolitri di birra. Di fianco a lui la fidanzata (quella senza scritte).

Intanto la Birmania è scivolata tra le notizie secondarie, più in basso dell'annuncio che a Fonzie verrà dedicata una statua di bronzo a Milwaukee. Hey!

venerdì 28 settembre 2007

beautiful red dress


Oggi anche questo blog indossa qualcosa di rosso a sostegno della popolazione birmana.
Il pavone combattente della bandiera è simbolo di eternità.
Intanto la situazione nel paese è precipitata nel sangue, quello rosso vero...

mercoledì 26 settembre 2007

mai più senza (n°0)


Ve la ricordate una delle migliori rubriche di "Cuore", assieme al "Giudizio Universale" e a "Botteghe Oscure"?
Presentava ogni volta un gadget assurdo e completamente inutile, ma trashissimo.
Ebbene, ecco a voi il numero zero di quello che conto di far diventare uno spazio più o meno fisso di questo blog!

Il primo aggeggio è questo:

Dei guanti imbottiti con un buco tra indice e medio per fumare al freddo: sono in vendita qui alla modica cifra di 15 sterline, ma bisogna aspettare metà ottobre per ordinarli (quando comincia a far freddo sul serio)...

L'annuncio avverte: "Il fumo uccide. Ma almeno morirete con le mani al caldo!"

genio puro



O.J.Simpson ha pagato Steve Jobs di Apple per clonare la pecora Dolly il 20 aprile 1998. Dolly era un regalo per me da parte della principessa Diana, ma O.J. l'ha rubata(...) O.J. è stato assoldato una ventina di anni fa da Jobs per compiere attentati con bombe a mano(...) La mia vita è messa in pericolo da parte delle persone che denuncio con la presente(...)

Quest'uomo è un genio: si chiama Jonathan Lee Riches è sta nel carcere federale di Williamsburg (Carolina del Sud), condannato per reati legati al furto d'identità, alle truffe telematiche, ecc.
Per gli americani è forse malato di paranoia delirante, fatto sta che ha intentato finora una quarantina di cause legali contro vari personaggi (della realtà e della fantasia) del tono di quella citata.

Pura poesia situazionista, un mito!

Burma shave


Myanmar, Birmania, Burma, Pyidaungzu: chiamatela come vi pare, ma laggiù la dittatura militare sta reprimendo con la forza una protesta che coinvolge centinaia di migliaia di persone, in testa alle quali sfilano i monaci buddisti (come il pericoloso sovversivo ritratto nella foto), che chiedono democrazia.
Dagli arresti domiciliari, tra i militari si è affacciata per qualche secondo anche Aung San Suu Kyi.

Qui il punto della situazione, e qui invece notizie in tempo reale direttamente da Democratic Voice of Burma.

Non voglio che i bonzi si debbano dare fuoco, non voglio i carrarmati in piazza come a Tien An Men, non voglio che a parlare siano ancora il sangue e le armi, perché ad accorgersi di quello che succede da qualche parte nel mondo ci siano finalmente anche i nostri media. Sono 60 anni che laggiù subiscono colpi di stato e capi di governo in uniforme: mò basta!

martedì 25 settembre 2007

putain de service


Servizio al TG1 sui pompieri svizzeri che hanno realizzato un divertente video rap per aiutare gli utenti a non confondere il loro numero 118 con il nuovo numero delle informazioni (vedi questo articolo del Corriere)...

Viene trasmesso il video in sottofondo mentre il giornalista racconta la vicenda, poi il volume sale e si sentono alcuni versi:
ceci n'est pas une agence, mais un putain de centrale d'urgences...
che vengono tradotti.
La frase in italiano suona così:
questa non è un'agenzia, ma una centrale d'emergenza...

Peccato che nel tradurre sia "saltato" quel "putain" che letteralmente significa "puttana", ma nel linguaggio quotidiano corrisponde al nostro "cazzo", o "merda".
Insomma: va bene che i pompieri facciano il rap, ma se dicono "118: questa non è un'agenzia, ma una cazzo di centrale d'emergenza", quell'interiezione è meglio non tradurla...


P.S. Per chi avesse curiosità di scoprire come hanno fatto dei veri pompieri della Svizzera francese a realizzare il videoclip, cliccando qui (e masticando un pò di francese) si può sapere chi sono e come lavorano.

la rettifica


Devo precisare qui ora subito il senso di un vecchio post per il quale sono stato redarguito, a mio parere ingiustamente. Non lo posso cancellare, e sarebbe una sciocchezza farlo ora: chi mastica un minimo di Internet, sa che da qualche parte, ormai, quella cosa lì è stata comunque stampata, salvata, letta, memorizzata...
Cerco solo, come sempre qui, di dire la mia, di mettere nero su bianco le mie opinioni, i miei sentimenti, i miei sfoghi più o meno umorali - ammettendo gli sbagli e cercando di chiarire i possibili malintesi.

Nel post di lunedì 3 settembre storie incredibili avevo scritto una frase che può essere, e lo è stata, letta in malo modo, come se fosse stata scritta con un intenzione che non avevo, per "attaccare" qualcuno o qualcosa per cui lavoro con passione e orgoglio.

L'antefatto: quel lunedì mattina ricevo, a poche decine di minuti l'una dall'altra, due telefonate:
- la prima è di mia madre, e ne riporto una parte nel post stesso;
- un'altra dagli uffici del personale Rai, in cui mi si comunica che è quasi pronto il contratto da firmare per la nuova stagione di "Chi l'ha visto?" e che tale contratto, quest'anno, prevede una diminuzione della retribuzione del 5% in base ad una circolare interna (di cui non ho mai avuto copia né visione).
Sono due aneddoti spiacevoli, che però hanno un legame unicamente di casuale contemporaneità.

Riporto la frase-chiave:
Ma come: a me quest'anno propongono unilateralmente di abbassarmi il compenso del 5% secco e poi producono questo? perché? PERCHE'?

Ho scritto quel post come personale sfogo, per raccontare le storie(lle) incredibili che mi erano capitate quel giorno, così senza pensarci su troppo. Il tono, e la sede, davano a quel testo il senso di un "capitano tutte a me!": ogni sfogo è lo sbuffare di un attimo, non risentimento che dura nel tempo.

Quel giorno, la mia passione e il mio orgoglio mi sono suonati un pò stonati (non era la prima volta, ma non ci si deve abituare: anche il personaggio di Al Pacino, alla fine di "The Insider", preferisce abbandonare - evidentemente lui se lo poteva permettere)...
Mi sentivo un pò come tenuto all'oscuro di informazioni sul programma per cui lavoro, e anche su trattative intorno al mio contratto di lavoro che non prevedevano il mio coinvolgimento. Ma senza aver mai voluto collegare le due cose direttamente e senza aver mai pensato che certe cose accadano per la volontà di qualcuno in particolare. Però accadono.

Accade che in un periodo di "vacanza" (o di disoccupazione estiva), chi aspetta un contratto che lo ricompensi un pò della passione e dell'orgoglio (sì, anche in denaro) da parte dell'azienda a cui bene o male sta dedicando la sua vita (professionale e anche non), si senta annunciare una diminuzione (poca cosa, certo) di stipendio decisa altrove. E che non abbia nessuno, dico nessuno, con cui potersi confrontare: e quando uno ha un blog, gli capita pure di consegnare a queste pagine senza carta anche certi pensieri che non ha occasione di far diventare serena contrattazione lavorativa, costruttivo dibattito con i colleghi, azione comune sindacale o chiacchiera davanti a una birra con un amico...

Accade anche che, lavorando con un gruppo (numeroso) di persone, per un "marchio", per un programma televisivo sempre più autorevole e incisivo, chi non vede l'ora di tornare al lavoro - magari per presentare proposte di storie difficili come quella di Federico Aldrovandi (morto due anni fa oggi), di Mauro Rostagno o dei fatti di Piazza Alimonda, che magari nove volte su dieci non si possono raccontare (anche se poi Minoli, Lucarelli o altri lo fanno tranquillamente secondo il loro stile: perché?)- resta amareggiato quando viene a sapere dalla propria madre che quel "marchio", e evidentemente qualcuna e non tutte le persone di quel gruppo (di cui crede in qualche modo di far parte) produce una cosa come "Chi l'ha visto?"-Storie incredibili.
Non intendevo parlare di produzione in termini (cine)televisivi, nel senso di "costi di produzione", di budget: ho saputo, solo stasera vedi caso, che Storie incredibili è prodotto a costo zero. Ne prendo atto, ma non era questo l'argomento di quelle due righette. Intendevo "produrre", fare, nel senso di realizzare (qualcuno avrà scritto, montato, messo in onda quei filmati)...

Tutto qui: sono capitate due cose contemporaneamente che mi hanno fatto sentire un pò solo, senza interlocutori. Non è una bella esperienza. Come non è bello che si legga in quello che non è scritto ciò che si vuole attribuire a chi scrive perché si teme sia un nemico personale o un qualche tipo di avversario. Perché?

Ma cazzo, io sono solo uno che a 37 anni, venendo da una famiglia anonima della Svizzera Italiana che lavora da una vita e non si è nemmeno potuta permettere di comprare una casa, senza tessere di partito né tesserini, senza aver scambiato favori sessuali per lavorare in Rai, sta qui a fare un lavoro che a volte corrode l'anima, a volte gonfia il cuore, a volte fa piegare dal ridere, alcune fa incazzare e molte fa crescere. E sempre fa andare a testa alta.
No, non proprio sempre: vorrei essere romantico, ma non è così. Vorrei poter andare sempre a testa alta, vorrei sentire passione e orgoglio in ogni momento della mia vita lavorativa e non. Ma non è così. Perché?
Io devo moltissimo a chi mi permette di fare quello che faccio, sono fiero di saper fare quello che faccio nel modo in cui lo faccio, sono grato a chi ogni giorno mi insegna cose nuove per farlo meglio. Ma se ogni tanto c'è qualcosa di storto, avrò almeno il diritto di sfogarmi su un blog, che poi non legge nessuno, dài...

P.S. Per chi magari ha letto fin qui senza capirci molto: se hai tra i 25 e i 45 anni; se non hai un contratto a tempo indeterminato per un lavoro che ti ripaghi, in denaro e soddisfazioni, dei tuoi sforzi e della tua passione; se non hai figli o una casa perché non hai un vero futuro perché non te lo puoi permettere; se ti capita di sentirti solo, senza qualcuno con cui confrontarti su argomenti che dovrebbero interessare i tuoi interlocutori quanto te... forse un pò ci puoi capire lo stesso.

Per chi invece ha letto fin qui sapendo di cosa stiamo parlando, continuo volentieri la chiacchierata a quattro, o più volentieri a quaranta occhi. Magari davanti a una birra, che a furia di scrivere mi si secca la lingua e mi sudano i polpastrelli!

mercoledì 19 settembre 2007

diparto!


Questa la devo proprio raccontare perché mi sto tagliando in due dal ridere, come si dice a Roma...

Sto per partire per Taormina alla ricerca di James "Whitey" Bulger, il ricercato numero due dell'EFFEBBIAI!

Qualcuno avrà visto Raitre lunedì sera, o Blob ieri... Il capo della mafia irlandese (mafia irlandese?) di Boston che ha ispirato il personaggio interpretato da Jack Nicholson in "The departed" avrebbe trascorso qualche giorno con la sua signora, intorno al 10 aprile scorso, a Taormina.
E io vado a verificare...


P.S. AGGIORNAMENTO DELLA DOMENICA SERA, della serie NONCIPOSSOCREDERE!
Grandi novità... vedetevi la trasmissione, e il mio filmato, domani sera!!

:-) birthday

19-Sep-82 11:44 Scott E Fahlman :-) From: Scott E Fahlman I propose that the following character sequence for joke markers: :-) Read it sideways. Actually, it is probably more economical to mark things that are NOT jokes, given current trends. For this, use :-(

martedì 18 settembre 2007

manifesta incapacità


Cazzo vuoi decidere, se alle 7 e mezza sei ancora in un ufficio con un contratto co.co.pro? E soprattutto, cazzo ci hai da ridere?

lunedì 17 settembre 2007

peel slowly and vote



Grillo, il demagogo dieci e lode.

Provate a uscire a votare qualcun altro, adesso...

mai morta


Oggi voglio commentare un commento.
E' anonimo, o meglio firmato "AncoraViva"...

AncoraViva ha lasciato un nuovo commento sul post "la pistola come strumento di contenimento risolutivo della resistenza":

Vado un po' OT, ma sono capitata qui per caso.. Non è possibile che qualsiasi cosa io cerchi su internet mi venga fuori Carlo Giuliani...

Quando il 7 gennaio 1978 il Capitano dei Carabinieri Edoardo Sivori sparò in piena fronte al diciannovenne DISARMATO (sì, senza estintori, senza sassi, senza un bel niente) Stefano Recchioni a una manifestazione nessuno si è lamentato tanto.
Basti pensare che alla commemorazione, L'ANNO SEGUENTE, l'agente di polizia Alessio Speranza sparò al diciassettenne Alberto Giaquinto, uccidendolo.
Queste sono le vostre forze dell'ordine, non le mie.
Per voi diventano brutte e cattive quando ammazzano un compagno, ma "uccidere un fascista non è reato" neanche per loro?
ACAB PER TUTTA LA VITA!
ANTICOMUNISTA PER TUTTA LA VITA!


Ora, innanzitutto quando esprimo le mie opinioni, io sono abituato a metterci nome, cognome e faccia; specialmente qui che è "casa mia", dove scrivo solo io (non c'è un noi) quello che penso e quel che mi pare: non è tollerabile che qualcuno venga a commentare per dire di cosa dovrei parlare io e soprattutto in che modo... il mondo è grande, e Internet di più: se non trovi quel che vorresti leggere, scrivitelo tu, da un'altra parte! Questo è un principio dei blog. E questo è il mio blog... Right or wrong, it's my blog.

Poi, cara AncoraViva, non sei proprio capitata qui "per caso". Basta dare un'occhiata alle statistiche di accesso per stabilire che venerdì sei stata una dei 56 visitatori del blog quel giorno, che la tua visita risulta essere la prima (o perlomeno da un IP non registrato prima), che ti sei collegata alle 18.14 da una località che preferisco non rivelare per tutela della tua privacy (so anche tipo di browser, risoluzione del monitor e altre cosette)... ma soprattutto non è che sei arrivata a quel post cercando "qualsiasi cosa": tu hai cercato su Alice le parole "quando butteranno giù a calci la tua porta" (questo il link).
Quelle parole traducono l'incipit della canzone dei Clash "The Guns of Brixton" (ma ti rimando ai link contenuti nel post o una bella ricerchina con Google, per sapere di che si tratta).

Venendo ai fatti e ai nomi che citi, ti posso solo dire quel che ho detto sopra: se non ne parlo io qui, parlane tu altrove (su un tuo blog) o leggi il blog di qualcun altro... questa non è un'enciclopedia.
E poi io detesto la "par condicio", o peggio la "riconciliazione" coi fascisti. Mi spiace, non raccolgo la provocazione. Il giudizio della Storia è inappellabile, ed è di condanna definitiva nei confronti del fascismo. Punto.

martedì 11 settembre 2007

undici settembre


Sappiamo tutti cos'è successo,
l'11 settembre 2001.
Lo sappiamo tutti.







Lo sappiamo tutti?

lunedì 10 settembre 2007

primo giorno di squola



School is like jail. Without sex. (Jimmy Kimmel)

In Italia un precario ha una probabilità di esser licenziato nove volte maggiore di un lavoratore regolare, una probabilità di trovare un nuovo impiego, dopo la fine del contratto, cinque volte minore e fino al 40% dei lavoratori precari è laureato. Ma se li mettete a servire patatine fritte o nei call-center, perché spendere tanto per istruirli?
(Joseph Stiglitz, Nobel per l'Economia, nella prefazione del libro Schiavi Moderni)

giovedì 6 settembre 2007

l'ora è fuggita


...e olezzava la terra...


P.S. del giorno dopo: grandi folle a rendere omaggio alla salma di Pavarotti. La camera ardente è stata allestita nel Duomo di Modena. E in quelli di Reggio Emilia, Parma, Bologna...

V-day: Sympathy for mr. Vendetta?


Disclaimer: questo sarà un post impopolare perché è un post anti-popolare.

"Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale."
Questo è il primo dei tre punti della proposta di legge popolare che Beppe Grillo promuove con il V-DAY, dopodomani.

Un paio di premesse.
1) Dalla Costituzione di questo paese:
Art. 27
La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.


2) Dal Codice Penale:
Art. 28 Interdizione dai pubblici uffici
L'interdizione dai pubblici uffici e' perpetua o temporanea. L'interdizione perpetua dai pubblici uffici, salvo che dalla legge sia altrimenti disposto, priva il condannato: 1) del diritto di elettorato o di eleggibilita' in qualsiasi comizio elettorale, e di ogni altro diritto politico; 2) di ogni pubblico ufficio, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio, e della qualita' ad essi inerente di pubblico ufficiale o d'incaricato di pubblico servizio (...): qui trovate l'articolo integrale.

Articolo 29: Casi nei quali alla condanna consegue l'interdizione dai pubblici uffici
La condanna all'ergastolo e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni importano l'interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici; e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque. La dichiarazione di abitualita' o di professionalita' nel delitto, ovvero di tendenza a delinquere, importa l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.



Dunque la proposta di Grillo mi sembra incostituzionale, o almeno io la trovo sbagliata (e superflua nelle parti giuste):
- una condanna definitiva, anche la più grave, comporta la rieducazione del condannato; una volta scontata la pena, pagato il proprio debito con la giustizia, si torna ad essere cittadini con pieni diritti. Non esistono, in Italia, né pena di morte né ergastolo, dunque non si capisce in base a quale principio si vorrebbero togliere per sempre i diritti politici di un cittadino;
- la condanna in primo e in secondo grado, non definitive, se non comportano restrizioni delle libertà individuali (detenzione, arresti domiciliari, obbligo di firma, ecc.) non si capisce perché dovrebbe comportare la perdita dei diritti politici (anche qui per sempre: e se poi la Cassazione assolve, che si fa?)...

In generale sono contrario alla cultura che vede nel carcere (nella esclusione, in generale) la cura dei mali di una società*, senza scomodare Foucault...
perché sotto sotto è la stessa intolleranza che alimenta il fascismo degli sceriffi che arrestano i lavavetri, che sparano ai gommoni dei migranti, che bruciano i campi rom, che infibulano le donne, che sparano in faccia ai manifestanti o manganellano a morte i diciottenni (forse) impasticcati, che sbattono nei lager (o CPT, o all'inferno dei loro dèi) ebrei, zingari, omosessuali, clandestini; che compiono le stragi: Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus... ECCETERA ECCETERA ECCETERA.

Letture consigliate: una bella lista, da scaricare qui

Quindi, l'8 settembre un bel Vaffanculo alle galere!

* P.S. E sempre in generale detesto l'idea che togliere un diritto a un altro dia maggiori diritti a me...

mercoledì 5 settembre 2007

eco


Qualcuno ha definito Gigi Sabani inimitabile. E non era una battuta...

dieci piccole domande sulle pensioni


Dal Manifesto di ieri: perché è sbagliato chiedersi se sia giusto o sbagliato che membri di un governo manifestino contro le promesse non mantenute del loro stesso governo, e quanto invece sarebbe più giusto chiedersi cosa va e cosa non va nel sistema pensionistico attuale e nel modo in cui questo governo lo vuole riformare.

1. Non è vero che bisogna ridurre le pensioni (attraverso età, scalini o altre pensate) perché il bilancio pensionistico dell'Inps sarebbe in deficit. Il bilancio delle pensioni, cioè il saldo fra contributi pagati dai lavoratori e pensioni erogate è in attivo. Vero o falso?
2. Il bilancio dell'Inps è in rosso esclusivamente perché sono messe indebitamente a suo carico le spese per casse integrazioni lavoro e una serie di altre misure assistenziali. Esse dovrebbero cadere su regimi speciali con relativa legge, lasciando ai lavoratori il bilancio delle proprie pensioni. Vero o falso?
3. I pensionati non costano nulla alla fiscalità pubblica, mentre vi contribuiscono pagando le tasse anche sul reddito che da esse proviene. Vero o falso?
4. La gobba che avrebbe gonfiato la spesa pensionistica secondo le previsioni del governo Dini, non si è verificata. Erano sbagliate. Vero o falso?
5. Che un paese civile abbia circa sei milioni di pensionati (su sedici) a meno di euro 500 al mese è una vergogna. O no? Gradirei risposta firmata.
6. Molto altro resterebbe da dire sulle pensioni. Intanto Massimo D'Alema cessi di giurare che non ci sono i soldi. Per le pensioni non occorrono. La proibizione di usare il tesoretto per l'assistenza non è un dogma di Santa Romana Chiesa. Si occupi dell'Afghanistan (in politica estera finora non se l'era cavata male) invece che di Welfare di cui non sa. A proposito, non l'aveva definito una trovata del maschio adulto e garantito. Vero o falso?
7. Precariato. Secondo il calcolo di Luciano Gallino i precari sono da quattro a cinque milioni, circa un lavoratore su quattro. E non smettono di crescere. Vero o falso?
8. La cosa fa comodo alle imprese, specie del terziario (in quelle più grosse della manifattura il precariato esiste già alla grande), dove pagare il lavoratore solo nei giorni che serve riduce i costi e aumenta il profitto. Vero o falso?
Quando il lavoro è qualificato, l'usa e getta giova a breve all'impresa ma spreca una gran quantità di know how. Vero o falso?
Quando la qualifica è bassa (tipo call center) il precariato è quello che più somiglia al lavoro parcellizzato del secolo scorso, con elementari diritti in meno. Vero o falso?
9. Soltanto i giovani che hanno una famiglia alle spalle o possiedono una qualifica forte sul mercato (cioè pochi), preferiscono il lavoro precario a quello fisso. Vero o falso?
10. Puntare a un salario generale di cittadinanza, è una chiacchiera. Esso ammonterebbe, secondo i calcoli fatti in Francia da Marc Augé, a circa la metà del salario minimo di sussistenza quando fosse ricavato dall'abbattimento di tutta l'attuale struttura del Welfare. Vero o falso?
Sono dieci tesi e domande. Soltanto dopo avervi risposto si discuta di estremismo e massimalismo, eccetera. Farlo prima significa nascondere a se stessi e al prossimo delle semplici verità elementari.
Rossana Rossanda

lunedì 3 settembre 2007

storie incredibili


Mia madre: "Hai visto Chi l'ha visto?"
Io: "Cos'è, una battuta?"
Mia madre: "No, c'era Chi l'ha visto? ieri sera"
Io: "Ma no, sarà stato Blob..."
Mia madre: "Ti dico di no, era dalle 20.30 alle 21... beh, poi lo saprai, no? Ci lavori da quattro anni, ormai..."

Saluto e chiudo, col pensiero che mia madre si stia convincendo che suo figlio sia protagonista di una storia tipo "L'avversario", o "Nobody's life", o alla Giuditta Russo...
e divento verde come Lou Ferrigno alla scoperta di "Chi l'ha visto? - Storie incredibili".
Ma come: a me quest'anno propongono unilateralmente di abbassarmi il compenso del 5% secco e poi producono questo? perché? PERCHE'?


P.S. di martedì 25 settembre 2007, ore 13.15: viste le numerose visite, nelle ultime ore, a questa pagina da certi IP, vi invito a leggere il post "la rettifica", cliccando qui. Grazie

surprais


Su tutti i TG titoloni sparati e notizia d'apertura: "Visita a sorpresa: Bush in Iraq".
Ma che è, una notizia?
Sarei più sorpreso da una notizia tipo: Sorpresa: Bush via dall'Iraq!

venerdì 31 agosto 2007

deathproof Diana


Clamoroso! A dieci anni esatti dalla morte di Lady Diana nuove rivelazioni: "Non è stato un incidente: è tutta colpa del lavavetri!", ha rivelato alla stampa l'autista che guidava ubriaco quella notte.
"Non c'era nessun lavavetri!", ha replicato Fabrizio Corona, mostrando una foto esclusiva dove si vede Diana dopo l'incidente (prima che qualcuno tirasse su la zip di Dodi).
"Appunto", ha risposto l'autista. "Burp".

Eddài, la storia di questa mediocre fagiolona che non ha combinato niente nella vita mi ha ufficialmente rotto i coglioni!

Pure Stiv Bator, Marc Bolan, Falco e Bessie Smith sono morti in incidenti stradali, o Fred Buscaglione e James Dean, e moltissimi altri... e loro mi mancano di più. Forse Falco un pò meno... "Alles klar, herr kommissar?"

la risposta di Uolter


Uolter (quello a sinistra) ha risposto al suo amichetto Lucagnello, ovviamente sulle pagine "di sinistra" del giornale del PD.

Senza stare a scrivere un pamphlet come quello di ieri (tanto le due lettere si assomigliano come due chiappe), il riassunto è:
"Beh, è il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda"(Mr. Uolter in Pulp Diction).

giovedì 30 agosto 2007

La vendetta di Montezumolo


Qualcuno di voi sarà stato in vacanza in paesi caldi, in climi tropicali (beati voi) magari in Centro America: beh, se avete evitato l'uragano Dean, difficilmente sarete sfuggiti alla Vendetta di Montezuma...

E se anche questa l'avete scampata, ora siete tornati nel Belpaese della Libertà Obbligatoria ("…ma come, con tutte le libertà che avete volete anche la libertà di pensare?...").
Ecco: allora beccatevi quella facciazza del Luca Agnello (ah, sapete che in spagnolo "cordero" vuol dire "agnello", no? Discendenza naturale da camuffare: in Italia "si fa ma non si dice"...). E le sue ormai quotidiane deiezioni sui media.

Oggi gliene deve essere venuta una grossa, una letterona di quasi 8.000 battute al Corriere della Sera.
Vi invito a leggerla.
Qui di seguito, premettendo che non sono certo un economista, qualche mia osservazione su quella bella letterina.*

Le prime righe sono chiaramente una dichiarazione di guerra e di amore: amore per Veltroni e guerra a Prodi. In sostanza Montezemolo dice: "W Walter e abbasso le tasse", facciamo cadere il governo Prodi sulla Finanziaria 2008 con una campagna antitasse e che nasca un nuovo governo Democristoindustrialliberale con Veltroni primo ministro...
Dunque Montezemolo e i padroni delle industrie italiane hanno scelto la faccia di zio Valter da appiccicare sulla carcassa di Berlusconi. E nel corso della lettera manda segnali trasversali (mafiosi, verrebbe da dire) a Prodi e Berlusconi, della serie "sono anni che vi avevo avvisati"...

E quale Nuova Frontiera ha in mente come panorama a cui guardare? Certo non la "Vecchia Europa", ma quella "nuova" dell'Est. Dove molte industrie italiane delocalizzano (quelle grandi per convenienza, quelle piccole&medie per sopravvivenza) la produzione, grazie ai vantaggi del sistema che il nostro chiama "flat tax" a cui vuole ispirare il fisco italiano prossimo venturo. Ma che in italiano si traduce soprattutto in corruzione: si sa quanta deregulation sia in vigore nei paesi dell'ex-oltrecortina, e quanto sia facile aggirare le deboli leggi delle istituzioni (si chiamano "giovani democrazie" ma sono vecchissimi regimi feudali) ungendo qualche ruota con una bella mazzetta per ottenere di tirar su capannoni, aprire fabbriche qua e là, schiavizzare contadini e ex-operai di Stato con salari da fame e senza contratti o sindacalisti tra i coglioni...
Il generale dei padroncini Monty invoca poi una "tregua fiscale", una specie di indultino sulle tasse (un'altro? ah, già: quelli del passato governo Berlusconi hanno lasciato fuori Valentino Rossi & Amici) come panacea di tutti i mali; e lo fa invocando contemporaneamente la minaccia: "abbiamo pochi mesi", ovvero abbassate le tasse (solo) alle industrie nella prossima Finanziaria, sennò saranno cazzi!
Primo punto dell'elenco della spesa la patacca falsa che luccica sul petto di qualunque populista contemporaneo, le paroline magiche: "lotta all'evasione". Bene, caro Agnello, allora perché non rendi obbligatorio presentare il proprio Bilancio (o modello Unico, ex-740) per potersi iscrivere a Confindustria?; e perché non cacci dal vostro Club chi ha subito verifiche fiscali ed è risultato (parzialmente o totalmente) evasore?
Per non parlare di un'altra richiesta semplice semplice espressa poco tempo fa da Forgione, presidente dell'Antimafia nazionale: "perché Montezemolo non caccia un solo imprenditore condannato per mafia dalla sua associazione?"

La formula magica che LCdM spara come soluzione al problema sollevato è di quelle semplici, che capiscono anche gli scemi: "per ogni € che entra dalle tasse, 1€ in meno sulle prossime tasse".
Bene, ma così vuol dire lasciare servizi e infrastrutture pubbliche nello stato attuale e abbandonarle al loro inevitabile sfascio definitivo: anche uno scemo che si compra casa lo sa, che ogni tanto gli va data almeno un'imbiancata (e questa costa)...

Il secondo punto è: "dove vanno a finire le nostre tasse". Ora, intanto l'uso da persuasore occulto del termine "nostre", inteso come "non loro, non dello Stato" e non come "di tutti i cittadini italiani" è quanto mai banalmente capzioso.
Oggetto della filippica, i consulenti e i consiglieri d'amministrazione delle imprese pubbliche. Ce ne sono troppi, pagati troppo e spesso superflui. Come non essere d'accordo: in Rai il Consiglio d'Amministrazione pullula di magnapane a tradimento mentre a me la "prima industria culturale del paese" riduce i compensi del 5% secco per questa prossima stagione. Eppure verrebbe da chiedersi: chi ha spacciato per anni la fuffa dell'outsourcing, del delegare all'esterno (quindi ai privati) competenze vitali per le imprese (pubbliche e private)? Il mondo degli industriali, ovviamente! Che promuovevano l'esternelizzazione da esterni per poi lamentarsene da interni (e quanti soldi hanno preso Fiat&Co. dallo Stato?)... o dentro o fuori, sennò facciamo confusione! Se l'outsourcing è "male", allora bisogna andare nella direzione opposta: impiego pubblico qualificato (formazione e ricerca), tutelato e garantito (stipendi adeguati e contratti a tempo indeterminato) e utilizzo intelligente delle risorse interne alle imprese (pubbliche e private). Così le nostre tasse andrebbero a pagare lo stipendio di gente che sente di lavorare per un'impresa anche "sua", dunque davvero "nostra", per il bene di tutti e non a scapito del malessere sociale altrui (di chi resta "fuori" dall'esternalizzazione)...

Il terzo punto toccato dal nostro è una lamentela tipicamente italiana da padroncino post-tangentista: i cantieri e le infrastrutture che non crescono... ma come, se al primo punto avevi sparato la formuletta "per 1€ che entra, 1€ in meno di tasse", con cosa li fai crescere gli investimenti? Con la riduzione del debito pubblico? Qui ci vorrebbe davvero un economista, o qualcuno che in modo semplice spiegasse che non basta togliere da una parte (sbagliata) e dare a un'altra (ancora più sbagliata) per ottenere ciò che la prima non sa realizzare. La formuletta "meno tasse=meno spesa pubblica=più investimenti" funziona solo se quegli investimenti li gestisce chi gestisce le tasse, ovvero lo Stato, che deve sapere dove è meglio (per tutti i cittadini) e non più conveniente (per pochi industriali) investire. Altrimenti altro che "regalo ai ricchi", saremmo al cannibalismo di stato!
Seguono poi i soliti rosari: meno burocrazia (quale? come?), federalismo fiscale (e qua mi vengono i brividi pensando alla Triplice Alleanza Veltroni-Bossi-Montezumolo), amministrazione più efficiente (ovvero più snella). Ora, a parte la solita filosofia anoressica che "(Stato) magro è bello", perché non spiegare meglio cosa si intende con amministrazione più snella? E' forse quella che permetterebbe ai padroni d'industria di fare quel cazzo che gli pare (secondo l'antico slogan della Casa delle Libertà di guzzantiana memoria)?
Guarda caso subito dopo ecco il diktat per la politica (ormai dépendance dell'industria e della finanza), dello stesso tono (meno regole per chi comanda): riforma elettorale (chi vince governa "davvero" e non per finta come finora, coi governi costretti a mediare con leggi, Costituzione, opposizione, magistratura) e scelta diretta dei candidati (senza passare dai partiti, ormai superflui nella Vallettopoli dove candidati alla Camera e nominati del Grande Fratello si mischiano nel calderone televisivo dunque mentale degli italiani)...

In conclusione, i totem del Merito e della Concorrenza, già sconfitti dalla Storia, riesumati senza pudore: bisogna "smontare i monopoli pubblici (locali)". Per esempio si potrebbe privatizzare l'acqua come si fa in certe zone della Sicilia dove è gestita direttamente dalla mafia? La formuletta "più concorrenza=servizi meno cari" è una balla che non regge più da vent'anni (dalle privatizzazioni dell'epoca Prodi-IRI) nella repubblica dei monopoli privati (Telecom, gruppo Fiat, Fininvest, Barilla & co.), ma questo signore la tira fuori come una novità. Ci vorrebbe una di quelle belle vecchie prime pagine di Cuore per dire che "ci ha la faccia come il culo", sto Lucagnello...

Soprattutto perché la vera bomba terrorista è tra le (pen)ultime righe: legare i salari (degli operai) ai risultati (dell'impresa) e abbassare il costo (per l'industria) degli straordinari (degli operai).
Dunque, la vecchissima guerra frontale ai lavoratori, per abbassarne il valore umano a merce inerte: tu lavoratore che ti fai un culo come una casa lavorando di notte e di domenica per mantenere il figlio all'Università che costa palate di soldi perché privatizzata e la moglie cassintegrata o che aspetta il prossimo co.co.pro di merda in un callcenter, non vorrai mica essere pagato di più! Accontentati di quello che diamo a un cinese o a un ungherese a casa loro (giorno e notte, domeniche e festivi) sennò poi l'industria non guadagna abbastanza e dunque dovremo abbassarti ancora lo stipendio, accorciarti i contratti e toglierti straordinari, ferie, congedi per malattie e gravidanza... e se ancora non basterà, andremo all'Est dove in sostanza rompono meno i coglioni. E non ti lamentare se non hai più un soldo per comprarti ciò che produci: a noi che siano i tuoi soldi a far girare il mercato non interessa, meglio gli investimenti dello Stato che ti toglie i soldi in tasse che usa non per gli ospedali per i tuoi vecchi o per gli asili per i tuoi figli, ma per sovvenzionare noi che minacciamo di traslocare in Ungheria...

Mi ricordo che c'era una volta qualcuno che rapiva figli di industriali per chiedere il ricatto. Poi li lasciavano andare, o qualche disgraziato gli sparava, a loro o ai loro padri, padroni o padrini politici. Li chiamavano terroristi, banditi...
A gente come Lucagnello, che rapisce i lavoratori per chiedere il ricatto degli investimenti pubblici con la minaccia di portare sequestrati e covo all'estero (dove non pagherebbero le tasse che non pagano qua), e ogni tanto ne uccide qualcuno nei cantieri o nelle fabbriche (la sicurezza è un costo per l'industria e un risultato per i lavoratori), si dà spazio per sparare in prima pagina i loro comunicati-pizzini. Son proprio cambiati i tempi...


*Per chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, lascio un commento finale a un'immagine. Che, come si dice spesso, può dire più di molte parole...


P.S. Vi ricorda qualcosa? Rispondete nei commenti a questo quizzino, con dei link. Grazie. :-)

martedì 28 agosto 2007

per fortuna che c'è l'Europa, sennò eravamo ancora italiani!


Una notizia dal valore storico, antropologico, sociologico, davvero importante: la potete leggere qui.

La signora nella foto è Neelie Kroes, ed è Commissaria per la Concorrenza della UE, più o meno l'arbitro antitrust europeo...
ebbene, ha più o meno preso carta e penna per chiedere allo Stato italiano:"Come cacchio è che la Chiesa lì da voi non paga le tasse?"
Vai, Neelie!

che cosa stiamo diventando


(clic sull'immagine per vederla ingrandita)

A parte che i giudici già hanno un fottio di lavoro arretrato e spesso manco i fondi per le fotocopie,
a parte che le galere sono già strapiene di gente che non c'entra un cazzo,
a parte che le multe sono una forma abusiva di tassazione indiretta,
a parte che vigili urbani e forze dell'ordine in genere avrebbero ben altro da fare che controllare i lavavetri ai semafori,
a parte che mi chiedo come fa un comune a fare una legge così,
a parte che l'etichetta "di centrosinistra" non è uno scudo antipirla per la giunta comunale o la coalizione di governo,
a parte tutto questo e tanto altro ancora,
ma
perché Repubblica.it fa sondaggi del genere (e non su altri argomenti),
perché a Firenze non multano i giapponesi che fotografano tutto, anche gli stronzi che galleggiano nell'Arno,
perché in Italia bisogna sempre inventare leggi nuove e non si impara a usare quelle che ci sono,
perché ho perso tempo a votare (no!) questo sondaggio capzioso e a commentare questa non notizia?

Perché sento le pareti del cervello di questo paese "di centrosinistra" stringersi sempre di più?

lunedì 27 agosto 2007

Le fotoricordo nell'epoca della loro riproducibilità tecnica

Niente immagini, per questo post. Basta sfogliare le pagine di questo link per vedere di cosa stiamo parlando.
C'è stato l'omicidio di una ragazza in un paese della provincia dell'Impero, il principale sospettato è il fidanzato. Due ragazze, cugine della vittima, hanno fatto realizzare un fotomontaggio dove apparivano insieme a lei. Subito scoperto, il "trucco" per apparire sui media, si è rivoltato loro contro. Su Internet è partito lo sberleffo alla loro smania di protagonismo, con una gara di fotomontaggi che le ritraevano con una serie di personaggi, della finzione e della realtà, vittime o colpevoli di omicidi, della Storia o del gossip più spicciolo... comunque, dell'Immaginario Collettivo.
Evidente bersaglio dello sberleffo erano loro due, le gemelle Cappa. La ragazza uccisa erano state loro per prime a metterla in secondo piano, anzi su un secondo livello (di Photoshop)...
Eppure, proprio quei media stessi che tra plastici della villa di Cogne e poltrone di Maria De Filippi, creano quest'Immaginario che tende a far sfumare confini, definizioni, identità, in generale ogni differenza tra realtà e finzione in nome dell'Immagine, proprio quegli stessi media si scandalizzano e puntano il dito contro gli artefici dello scherzo. Così, chi ci bombarda tutto il giorno con le tette della Moric e le lacrime della Franzoni, decontenstualizzandole-oggettivandole-assimilandole, rovescia la prospettiva. Ma ormai non c'è (più) prospettiva da rovesciare, l'Immagine è bidimensionale, piatta. E sembra aver vinto...

poi per fortuna, uno ogni tanto spegne la tv, e apre Internet... o casomai si registra un documentario di Spike Lee...

giovedì 23 agosto 2007

Il partito della Pubertà


La sciura Brambilla (rossa tinta di capello ma azzurra fin nell'intimo) ha depositato nome e simbolo del nuovo partito di Berlusconi: "Casa" della Libertà non va più bene, la rivolta fiscale deve cominciare dal non pagare l'ICI!
E allora per l'antipolitico, per l'uomo che si è fatto da solo e che da 15 anni fa il politico sbraitando contro i partiti e i politici di professione, niente di meglio e di più originale che un bel partito.
Il nome assomiglia casualmente a quello del partito che portò al successo Jörg Haider, il Partito della Libertà Austriaco, ma sono dettagli...quello che conta è come dire, la ciccia.

Tra i primi rappresentanti del nuovo partito vedrei bene Valentino Rossi, Lele Mora e Fabrizio Corona, Briatore e la Gregoraci, Montezemolo...

martedì 21 agosto 2007

Go, Dean, go... right!


L'uragano Dean (che non si chiama come me perché il mio nome non si pronuncia "dììn") si rafforza di ora in ora e, dopo aver devastato la Jamaica, minaccia Cuba e punta dritto verso lo Yucatan... ma perché almeno una volta non sterzano puntando verso i pozzi di petrolio in Texas, le ville degli stramiliardari di Miami, i ranch di Bush? Dài, Dean, ce la puoi ancora fare! E lascia stare i poveracci, dal Chiapas alla Martinica alla Louisiana, per una volta!

giovedì 2 agosto 2007

ferie


Questo blog chiude per ferie fino al 18 agosto (almeno!).
Hasta la vista!

prendi questi calci, zingara/ dimmi pure che destino avrò


E' stata arrestata senza che gliene venisse spiegato il motivo, è stata interrogata in una lingua non sua ed è stata obbligata a firmare un verbale che non poteva pienamente comprendere, è stata sbattuta in cella per tre giorni, non ha avuto neanche un bicchier d'acqua, ma solo calci e manganellate che le hanno riempito di lividi le gambe.
Maria Feraru è una donna di 45 anni di età, rumena di cittadinanza. Non è nomade, ha una casa. E non si è mai sognata di rapire un bambino.

Gli zingari non rapiscono i bambini, eppure questa leggenda urbana è sempre più diffusa.
Innanzitutto per colpa dei media, come (ahimè) per esempio "Chi l'ha visto?" - va detto.

martedì 31 luglio 2007

de vois ov de buffalo



E' stata messa online una versione sottotitolata in inglese dell'ultimo mio filmato di "Chi l'ha visto?"
(ne parlavo qui):
a parte qualche difficoltà di sincronizzazione e qualche piccolo refuso*, è un lavoro fatto in casa da persone che non hanno nulla da guadagnarci e a cui, per questo, va il mio apprezzamento: per vedere il filmato basta cliccare qui.

Forse sto post lo dovrei tradurre...

* Il primo video con una piccola parte della telefonata doppiata da un attore è andata in onda il 25 giugno e non il 2 luglio.
Sembra un'inezia ma è importante chiarirlo: io ho anche incontrato personalmente l'autore della telefonata, la mattina del 6 luglio,
dopo la conclusione dell'indagine e prima della conferenza stampa di cui si parla nel filmato (andato in onda il successivo 9 luglio).

Per quel che riguarda la traduzione, mi ha fatto venire in mente un gioco di parole: in inglese, il corrispettivo di "bufala", "stronzata", "balla" è "bullshit", letteralmente "cacca di toro", insomma letame di bovino, di bufalo...

lunedì 30 luglio 2007

storie di ordinario squadrismo


Nella foto, l'ex-ministro Giovanardi. Quello a destra.


Il nostro, degno rappresentante di un partito di cocainomani e puttanieri (quelli a sinistra, come Cosimo Mele) erede della DC mafiosa, stragista, tangentista, piduista, dei gladiatori, dei picconatori, dei servi della Chiesa e dei padroni della Confindustria, aveva scritto un libro.
Nell'introduzione si poteva leggere: "possiamo fare un consuntivo di un impressionante numero di errori ed orrori giudiziari di quella stagione 'rivoluzionaria' (parla di Tangentopoli, nda), alcuni dei quali sono ricostruiti in questo libro. E ciò nella speranza che mai più il nostro paese si trovi a rivivere momenti così bui e incivili".
I momenti bui e incivili sono stati quelli delle indagini, secondo il nostro, e non i quarant'anni prima di corruzione e quant'altro ha reso necessarie quelle indagini. Copernico gli fa un baffo, per la capacità di ribaltare le prospettive... solo che (capisco che per gli amici di Giovanardi e Ratzinger questo può essere un trauma) Copernico aveva RAGIONE!

E' come dire che, se il medico del 118 trova un ragazzino di 18 anni morto a terra in una pozza di sangue, con manganellate in tutto il corpo, viene prima di tutto "invitato" dagli agenti di polizia lì intorno a cercare buchi di siringa nelle braccia, tra le dita dei piedi e in altre zone del corpo. Non trovandoli, solo in un secondo momento, girando il corpo, il medico si accorge dell'unico buco, dietro la nuca, un buco di quattro centimetri che sfonda il cranio del ragazzino.
Cosa lo avrà provocato? Uno dei due manganelli che il nostro ha ammesso essere stati rotti addosso al ragazzino, usati da uno dei quattro agenti ora a processo per omicidio colposo, o una siringa inesistente (con un ago spesso quattro centimetri) usata dal ragazzino, che dopo due anni (di indagini che hanno ribaltato la prospettiva delle prime "indagini") il nostro provocatore fascista può ancora permettersi di definire "un eroinomane"?

P.S.
Chi vuol farsi un'idea di chi stiamo parlando può vedere che ne dicono Beppe Grillo e Marco Travaglio...
Qui invece potete vedere un conduttore tv che (almeno una volta nella vita) reagisce alla prepotenza del nostro...

giovedì 26 luglio 2007

la guerra del fuoco

"Gli incendi sono tutti dolosi o colposi, non esiste l'autocombustione. Lo dice Bertolaso, capo della protezione civile, qui.

Mi domando come mai non abbiano ancora sequestrato gli accendini degli imam del Gargano, quando è evidente che c'è un complotto anarco-insurrezionalista con addentellati negli ambienti islamici e con contatti con la mafia albanese (che viene in Italia a rubare il lavoro alla nostra), un gruppo di terroristi che passano nove mesi l'anno come "cellule dormienti" e d'estate dànno fuoco allo Stivale. Si camuffano da contadini con qualche sterpaglia da eliminare...
Ma non è colpa dei videogiochi, stavolta: lì, il lanciafiamme è sempre meno efficace di bazooka, mitraglie e cannoncini laser, e non li scelgono neanche gli adolescenti più problematici.
Dunque la piaga della piromania si deve diffondere con altri mezzi: su Internet non si trovano "Il manuale del piromane fai-da-te" o "Come costruirsi una scatola di fiammiferi in casa"; e nelle cantine è difficile trovare taniche di benzina, oggigiorno, con la moda dei decespugliatori elettrici... la polizia brancola nel buio. Ha finito pure le candele.

(Per fortuna all'Eni si va a lavorare senza cravatta: così si risparmia sull'aria condizionata, si lotta contro il riscaldamento globale e si può produrre meglio. E cosa produce l'Eni?)

mercoledì 25 luglio 2007

il pomeriggio di un giorno da gatti


Oggi fa caldo...

Molto caldo...

Ma chi è che rompe?

le morti degli altri


E' morto Ulrich Muehe, attore 54enne tedesco, protagonista del capolavoro "Le vite degli altri".

Un minuto di silenzio per lui.

Che lo possa sentire, con le sue cuffie.
E che nessuno trascriva quest'intercettazione. Solo questa.

in breve


Perché "fascista" tra virgolette? Perché l'Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci, si costringe a mettere tra virgolette quel termine? La Cassazione ha pure stabilito (il 20 luglio scorso) che non è un offesa, se rivolto a un politico: allora?
Perché avete perso il coraggio di chiamare le cose con il loro nome?

Chissà se è successo prima o dopo che vi siete dimenticati
cose di questo genere:
È più criminale fondare una banca che rapinarla. (Bertolt Brecht)

Clem Clem!


Oggi, non per pigrizia, copincollo uno di quegli articoli di Travaglio che lo meritano dall'inizio alla fine
(fonte: L'unità)

Clementina, sia Clemente

Siccome in Italia, invece delle notizie, si preferisce commentare le fughe di notizie, e non è importante il fatto ma evitare che la gente lo conosca, proviamo a fare un po’ d’ordine nel casino organizzato del «caso intercettazioni». «Possibile - domanda Violante - che una Procura in grado di scoprire chi ha rapito Abu Omar non riesca a scoprire chi passa le intercettazioni ai giornali?». La risposta è semplice: le due ordinanze in cui il gip Clementina Forleo chiede al Parlamento il permesso di utilizzare (e dunque riporta) le intercettazioni tra i furbetti e sei parlamentari è stata depositata nella cancelleria del Tribunale venerdì alle 12.30. Da quel momento avvocati e indagati han potuto prenderne copia. Ed, essendo caduto il segreto, se qualche avvocato o indagato passa le carte ai giornali, non è affare dei magistrati e soprattutto non è reato né fuga di notizie.

Lo stesso giorno in cui i politici inscenavano il pianto greco, uscivano sui giornali le telefonate dei presunti terroristi arrestati a Perugia: perché nessuno ha protestato per la «fuga di notizie»? Perché le ordinanze erano pubbliche. Ecco: lo stesso vale quando c’è di mezzo qualche politico.

A questo punto, però, si lamentano i presidenti Marini e Bertinotti: «È grave che un’ordinanza destinata al Parlamento esca sui giornali prima di arrivare al Parlamento». In realtà, non è grave: è fisiologico, salvo che, depositata l’ordinanza, i giudici facciano pedinare gli avvocati per sincerarsi che non la passino ai giornalisti (peraltro senza commettere alcun reato). La terza obiezione è più seria. Non quella del ministro Mastella (la Forleo avrebbe addirittura «violato la Costituzione»: il che, detto da un Guardasigilli che pretende di sindacare l’atto di un giudice con lo strumento disciplinare dell’ispezione, fa dubitare che egli conosca la Costituzione). Ma quella mossa da giuristi insigni come Grosso e Grevi e da ex magistrati come D’Ambrosio e Casson: il gip non può «accusare» parlamentari non indagati rubando il mestiere alla Procura.

Grevi parla, sul Corriere, di «anomala forzatura» e «abnorme invasione di confini», perché «non è ammissibile che il gip prospetti ipotesi accusatorie, o anche soltanto apprezzamenti di colpevolezza, a carico di soggetti non sottoposti a indagine dal pm». In effetti, se fosse vero che la Procura non ha mai considerato l’ipotesi che qualche parlamentare a colloquio coi furbetti abbia commesso reati, si tratterebbe di un’invasione di campo da parte del gip. Ma nella richiesta inoltrata dalla Procura al Gip sulle telefonate da inviare al Parlamento, i pm han chiesto di poterle utilizzare a carico sia degli indagati (i furbetti) sia di «altre persone da identificare», cioè da indagare dopo l’eventuale autorizzazione.

Ed è evidente chi siano le «altre persone», visto che al telefono si è sempre in due: i politici non (ancora?) indagati. La Forleo potrà facilmente ribattere di aver semplicemente esplicitato il concetto espresso dai pm, illustrando - come la legge le impone - la rilevanza penale che a suo avviso hanno le posizioni dei soggetti coinvolti (sugli aggettivi usati, ciascuno può pensarla come crede). Così nessuno, al momento del voto in Parlamento, potrà dire di non aver saputo che, in caso di autorizzazione, le telefonate potrebbero essere usate contro qualche politico. La qual cosa spetterà comunque alla Procura.

Solo a fine indagine il gip, se riterrà che i pm abbiano dimenticato qualcuno, potrà ordinare l’«imputazione coatta». Che però il gip - preposto al controllo delle indagini - non possa «accusare» e debba tenersi sulle generali, è discutibile: basta leggere le ordinanze d’arresto, perquisizione, sequestro scritte dai gip per capire che i gip «accusano» eccome. Solo che non lo fanno in veste di «parte», ma di giudici «terzi», dunque le loro accuse sono più gravi.

È curioso che, dopo anni di polemiche sul presunto «appiattimento» dei gip sui pm, ora si rimproveri a un gip di non appiattirsi sui pm. Ancor più curioso che, dopo tante polemiche sullo scarso garantismo dei giudici, si voglia negare alle difese l’accesso agli atti per evitare che l’opinione pubblica sia tempestivamente informata. La prossima volta, se un gip vuole vivere sereno, sa quel che deve fare. Mai intercettare un Vip indagato, onde evitare il rischio che questi parli con politici. Se i reati risalgono a due anni prima, bruciare tutto perché «comunque è roba vecchia».

E se la Procura chiede di inoltrare certe intercettazioni al Parlamento, evitare di spiegare perché sono penalmente rilevanti o, meglio ancora, dire che son tutte fesserie e invitare le Camere a negare l’autorizzazione. In ogni caso, prima di prendere qualsiasi iniziativa, chiedere il permesso a Clemente Mastella, noto giureconsulto di scuola ceppalonica.

Marco Travaglio - L'Unità