domenica 12 dicembre 2010

12 dicembre



Non è che bisogna proprio definirsi dei geni come Montanelli, per pensare questo, eh...

domenica 28 novembre 2010

LER...RIG

Ho costruito il mio spallaccio fai-da-te per la mia Canon 7D!
L'ho chiamato Lerrig©, sia in omaggio al mio blog, sia perché l'impugnatura viene da un vecchio bastone da sci LEKI.
E poi perché suona meglio di DIY HDSLR Shoulder Rig...

Mi è costato 20€ di materiale, un paio d'ore di lavoro molto divertenti, e appunto un vecchio bastone da sci!
Volevo un oggetto leggero, pratico, smontabile e trasportabile... anche in valigia.

Ecco qui l'opera compiuta (per ora): le foto le ho fatte tutte con l'iPhone...



Ho comprato il materiale da Leroy Merlin, ma sono cose che si possono reperire facilmente in qualunque ferramenta.

ISTRUZIONI per la costruzione di un LERRIG:

1) INGREDIENTI:

1a) Acquistati:
- 1 gancio a tubo zincato in alluminio, di quelli per appendere la bicicletta al muro in cantina: lunghezza 52cm, portata 60kg - costo: 4,90€
- 1 piastra in acciaio inox con vari buchi, dal reparto porte e serrature: 170*65mm - costo: 8,50€
- 1 manicotto per coprire i tubi dell'acqua calda "Climasnap" in poliuretano espanso: lunghezza 1m, diametro interno 18mm - costo: 1,75€
- 1 rotolo di nastro isolante nero: 15mm * 25m - costo: 1,75€
- 3 bulloni con testa a vite, in acciaio zincato: 8*40mm - costo: 0,57€
- 1 confezione di 6 dadi ad alette, in acciaio zincato: 8mm - costo: 2,00€

1b) Reperiti in casa:
- scotch grosso trasparente
- attrezzi: trapano, punte per metallo varie, seghetto del ferro, morsetto, lima, coltello da pane, pennarello

1c) Speciali:
- 1 vite fotografica (1/4"), che viene da una vecchia piastra a sgancio rapido Manfrotto PL 200-14,
di cui avevo perso la piccola molla che tiene la vite alla piastra...
(la piastra intera, nuova, si trova nuova da 13-14€)
- 1 moneta da 10 centesimi


2) PREPARAZIONE:

Per prima cosa, la piastra deve poter essere lunga almeno 15 centimetri, in modo che appoggiando lo spallaccio sulla spalla, il monitor lcd della 7D si trovi allineato ai nostri occhi; e deve essere larga 5-6cm in modo che la base della 7D si appoggi bene.
Quella che ho scelto io aveva già diversi buchi, ma la maggior parte sono di misure diverse dal diametro dei bulloni e della vite che ho scelto di usare.




Dunque la prima operazione è quella di individuare i buchi adatti e allargarli.
Sul lato che andrà sul tubo dello spallaccio segno due buchi allineati, larghi quasi 8mm


Tenendo la 7D sottosopra, appoggio la piastra e individuo il buco più adatto a cui fissare la camera con la vite fotografica.

N.B. avrei potuto scegliere un buco più centrale, o farne uno ex-novo, ma ho preferito quello perché la camera, una volta appoggiata alla piastra, sia allineata al bordo e che niente sporga dietro.
Nell'ingrandimento si nota anche che il buco è di pochissimo più stretto di quello alla base della camera,
che è di 1/4", cioè un quarto di pollice ovvero 0,635 centimetri.


Non avendo in casa un calibro, ho misurato a occhio il diametro dei buchi...

... in realtà le punte che si vedono nella foto possono ingannare: la vite fotografica da 1/4", come detto sopra, richiede un buco da 7mm; per i due bulloni da 8mm per lo spallaccio, ho usato la punta del 9.

Ma procediamo con ordine:
il buco più importante è quello a cui andrà fissata la camera con la vite fotografica.
Le due foto qui sotto mostrano da dove viene la vite che ho usato (a destra nella prima foto)

A sinistra una piastra nuova con tutti i posti, a destra la piastra senza molla e la sua vite a destra.
Sopra l'etichetta della busta in cui è contenuta la piastra quando viene venduta
(o almeno era così quella della piastra che comprai una decina d'anni fa)...

Nel dettaglio è evidente nella piastra a sinistra la piccola molla a "C" che teneva la vite al suo posto.

Ho fatto i buchi con un semplice trapano domestico, tenendo gli oggetti da bucare con un piccolo morsetto da tavolo;
ovviamente con attrezzi più professionali viene un lavoro fatto meglio...

Ecco la piastra dopo l'allargamento del buco, appoggiata alla base della 7D.


Lo spessore della piastra è ideale perché avvitando la vite fotografica si riesce a fissare bene il tutto:

Qui vedete come la piastra avvitata regge perfettamente la 7D, che non si muove in nessun modo.

Ed ecco il pezzo forte, quello che sarà il corpo principale dello spallaccio:


Un dettaglio per chi volesse essere sicuro di scegliere il gancio giusto (ne esistono diversi tipi) tra i prodotti Leroy Merlin:

Tenete presente che il buco nella parte finale piatta del gancio sarà importante!

Queste sono le rondelle a farfalla, o "dadi ad alette" come dice lo scontrino, per poter montare e smontare il LERRIG a mani nude (o quasi):


Si procede segnando nella parte superiore finale del gancio (dalla parte corta, eh!) i punti da bucare con la punta del 9.
Io li ho segnati un paio di centimetri prima della curva del tubo, dove lo spessore è regolare e la distanza giusta dagli occhi:
ho fatto qualche prova empirica tenendo in mano tubo, piastra e 7D... per questo non avevo mani libere per fare foto!

Ed ecco il buco bucato.

Aguzzando la vista, si noterà che i 2 buchi non sono perfettamente paralleli: ripeto, non avevo un trapano verticale, e stringendo troppo il morsetto avevo paura di schiacciare il tubo!

Queste invece sono due rondelle a farfalla insieme a due bulloni: fisseranno la piastra al tubo.


Ho scelto questi bulloni particolari perché, insieme ai dadi a farfalla che si possono stringere a mano nuda, avendo una testa a vite a croce, si possono avvitare con una moneta da 10 centesimi, come mostra la foto:


Foto della piastra avvitata ai bulloni: non essendo paralleli ed essendo i buchi di diametro giusto, già così la piastra non cade via, girando il tutto sottosopra. La foto mostra come infilare il dado a farfalla (nel caso aveste dei dubbi!):


Ancora una volta, di profilo, si vede come da una parte si stringe il bullone a vite con una monetina... dall'altra parte ci volevano due dita che contemporaneamente stringevano il dado, ma stavano fotografando!


Tenendo la 7D rovesciata sulle cosce, si fissa la piastra (rovesciata a sua volta) con la vite fotografica:


Ah, nostalgia: questa operazione mi ricorda quando fissavo la mia vecchia Steadicam JR alla mia Sony TRV900...
Ma bando alle ciance, che ce ne vuole ancora...

Ecco lo scheletro dello spallaccio montato:


In questo autoscatto allo specchio si possono diversi dettagli:

Sulla destra del tubo, nella parte destra sporgente della piastra, ci sono dei buchi che si potrebbero sfruttare per fissare accessori (luci, monitor esterni, audio, ecc.)... ma a questo penserò poi.
La bretella dà fastidio, e in generale per fare video con una HDSLR è sempre meglio toglierle, anche girando a mano.
La mano regge il tutto con la parte corta del gancio a tubo, ma come vedete l'impugnatura sparisce un pò nella mano, se uno ce l'ha un pò grande...
ma soprattutto il tubo di alluminio sulla spalla non è proprio piacevole: va imbottito!

Ecco la soluzione, economicissima e molto più pratica della gommapiuma:

E' in poliuretano espanso, più denso e rigido della gommapiuma.

Notare l'incisione ad incastri lungo il manicotto: è comoda per avvolgerlo intorno al tubo senza infilarlo a forza.


Il manicotto che ho comprato è lungo un metro: un pò troppo: l'ho tagliato, a occhio, con un coltello da pane!


Altra questione: l'angolo a 90° del tubo non è comodo per la spalla. Tenendolo appoggiato alla clavicola, ho spinto dolcemente allargandolo fino a sentirlo comodo.

Con una costudia da CD si nota che l'angolo ora è un pò più di 90°:


Ho avvolto il manicotto intorno all'angolo, con l'incisione sulla parte esterna in modo che a contatto con la spalla va la parte intera:

Si nota che, data la curva del tubo, l'incisione non si richiude perfettamente.

Qui si vede che la curva rimane circa a metà del pezzo di manicotto tagliato.

Notare che il buco alla base della parte piatta, che andrà dietro la scapola, viene lasciato scoperto.

Un primo fissaggio dell'imbottitura al tubo può essere fatta con del semplice scotch, magari largo come questo:


Ed ecco l'imbottitura "impacchettata" con lo scotch e chiusa bene intorno al tubo.


Per chiudere bene il tutto e coprire con un bel nero l'imbottitura, niente di meglio che del nastro isolante, elastico e ben adesivo:


Ad avvolgimento finito, avanza ancora molto nastro - ma ho preferito non fare troppi giri, in modo da non irrigidire troppo il tutto.


Il buco sulla parte piatta ad altezza scapola lasciato libero.


Notare che oltre il manicotto, il nastro isolante chiude e continua un pò sul tubo, in modo da evitare anche che l'imbottitura si possa bagnare, sporcare o danneggiare.


Con un pennarello ho segnato i buchi e ho indicato la direzione dell'obiettivo della 7D, in modo da non confondersi quando si monta il tutto al volo (ci vuole un minuto!).



Ed ecco lo spallaccio completo, con la 7D montata
(c'è ancora la bretella):

Notare quanto è corta la parte da tenere in mano... ci voleva una trovata.

E siccome amo sciare, l'idea è venuta spontanea. Ho trovato un paio di vecchi bastoni da sci di Eloisa, abbandonati con i vecchi sci (quelli stretti piatti e lunghi, altro che carving del cacchio...).
Ah, e si chiamano bastoni, non "racchette" o "bastoncini"!

Notare la polvere...


Dopo aver staccato la cinghia dall'impugnatura, e dopo aver sfilato l'impugnatura di gomma dal bastone, con un semplice seghetto del ferro ne ho tagliato un pezzo che si infilasse facilmente nel nostro tubo e fosse lungo abbastanza da unire impugnatura e tubo. Ecco il risultato finale, già avvolto dal nastro isolante:



Ultima notazione: ricordate il buco nella parte piatta finale, ad altezza scapola, che ho detto di tenere libero?
Eccolo qua, col buco allargato con una passatina veloce di trapano. Ci ho infilato un altro bullone e un'altro dado a farfalla...

...in realtà devo ancora procurarmi qualcosa da fissare in questo punto: un contrappeso che faccia sentire più leggera la 7D sul LERRIG. Ho fatto una prova con un sacchetto di farina da 1 kg e sembra bastare quel peso. Ora devo procurarmi di qualcosa di piccolo e non ingombrante da fissare lì, e il LERRIG sarà perfetto!

Ed eccolo qui, finalmente. Rismontato diventa piatto (quasi come il gancio a tubo originale). In un sacchettino ci stanno tutte le parti mobili.

Nella foto si vede lo scontrino con quello che ho speso.
Se penso che vendono aggeggi che fanno lo stesso servizio per 1800$, mi viene da ridere!
Basta ricordarsi di avere sempre in tasca una monetina da 10 centesimi.

Piaciuta la spiegazione?
Se avete altri dubbi, basta mandarmi una mail e vi spiegherò meglio.

Ah, e come funziona?
Ecco qua una prova fatta di corsa, con movimenti volutamente estremi (ed esce il bastardissimo rolling shutter, infatti!) e messe a fuoco approssimative... e pure compressa a cavolo da Quicktime e da Youtube:

video

Il LERRIG così com'è ha due difetti: si sente la mancanza di un contrappeso e mi piacerebbe che fosse più fissato sulla spalla... si può migliorare, ma per ora va bene così!
Non vedo l'ora di provarlo sul serio...

mercoledì 27 ottobre 2010

Un iPhone nel 1928?

E' già rimbalzata sui media italiani, da Repubblica.it a Macity, la "notizia" secondo cui George Clarke, un signore di Belfast, che si è comprato un cofanetto DVD di Charlie Chaplin, avrebbe scoperto in una sequenza di "Circus" (film del 1928) l'immagine di una donna che cammina parlando e tenendosi all'orecchio un oggetto scuro che sembra un cellulare, addirittura un iPhone.

Ovviamente la curiosità ha scatenato un notevole buzz in Rete e ha suscitato le ipotesi più varie: dal viaggiatore nel tempo (e oggi, che ri/esce "Ritorno al futuro", ci sta pure questa fantasia) al vangelo usato per nascondersi alla macchina da presa...

In realtà, tra i commenti al filmato originale di Clarke, c'è l'indicazione giusta, che rimanda ad un altro video.
In questo video si vede la schermata di un sito: il Museo (americano) degli apparecchi acustici, e in particolare si può leggere l'indirizzo di questa pagina.
Dunque, l'oggetto misterioso non sarebbe nient'altro che un apparecchio acustico.


Mistero risolto, dunque: chissà quanto ci metteranno i media italiani a dare la soluzione...

L'apparecchio, secondo la pagina citata, commercializzato dal 1925, pesava circa 900 grammi (con le batterie) e misurava circa 20 centimetri per 10 per 4.
A giudicare a occhio dal filmato di Clarke, sono misure verosimili...
Invece l'iPhone 4, per esempio, come riportato da Apple, pesa 137 grammi e misura circa 12 centimetri per 6 per 1...

Certo il design dell'apparecchio è impressionante: l'auricolare ha un bottone lungo il filo che sembra il microfono del melafonino, l'altoparlante sembra la ghiera di un iPod... notevole!

sabato 16 ottobre 2010

pian piano

Oggi (alla buon'ora) ho capito come impostare un URL sensato su Facebook. Ora mi si trova più facilmente all'indirizzo:
http://www.facebook.com/dean.buletti. E so' conquiste, eh...

lunedì 4 ottobre 2010

Necronomicon


Ho fatto il salto dall'altra parte del buio: mi sono iscritto a Feisbuco...
mò so' cazzi miei!

Una ragione in più perché qui scriva ancora meno. Peccato, perché
personalmente sarei più per l'uno-a-molti che per il tutti-per-tutti,
come un qualunque presdelcons, o grillino o dipietrino... ;o)

mercoledì 29 settembre 2010

Via i gatti...


... i topi ballano, si dice dalle mie parti. O meglio, in dialetto ticinese, "Bala i ratt".
E' rimbalzata sui media italiani la notizia di una campagna pubblicitaria/politica che ha luogo in questi giorni nella Svizzera Italiana. Subito bollata come razzista, è già stata stigmatizzata a dovere.
Vedi qui per seguirne gli sviluppi e gli (in/evitabili?) commenti...
E qui un editoriale di uno dei più diffusi quotidiani locali, liberale di centrodestra...

Dietro il sito oggetto della campagna di affissioni pare ci sia l'UDC, che in Svizzera era il tradizionale partito della destra contadina delle vallate di lingua tedesca della Svizzera centrale (o meglio, di dialetto "schwyzerdütsch"), che da una quindicina d'anni s'è vista togliere una fetta d'elettorato dalla Lega dei Ticinesi (una pantomima di quella di Bossi capitanata da un cocainomane soprannominato "Il Nano")...
a Sud delle Alpi, però, le idee dello storico leader Christoph Blocher non sono mai passate di moda, e ultimamente si sono imposte portando al successo un referendum di cui vi mostro come promemoria, il manifesto:




Qualcuno se lo ricorderà...
Da quali soggetti "politici" può essere stata ripresa una tale iniziativa?
Ecco qua:


Serve un commento?






"Forse non tutti sanno che..." (chi ricorda la rubrica della Settimana Enigmistica?) in Ticino, il settimanale gratuito della Lega locale, esce ogni domenica con copertine come questa:



Che altro aggiungere?
I disoccupati che vivono nella Svizzera Italiana sono un decimo dei lavoratori italiani che ogni giorno varcano il confine per portare il loro sudore in Ticino. Senza italiani, senza contare gli altri "stranieri" che sostengono l'economia regionale, l'economia del Ticino fallirebbe più in fretta di quell dell'Islanda. E senza mutui subprime o derivati...
E se solo la Svizzera tassasse dell'1 per mille i depositi bancari (il 99,9% dei quali di cittadini stranieri, una percentuale incalcolabile dei quali frutto di illeciti di vario tipo), ci sarebbero soldi per risanare l'economia di qualche paese africano...
E se il 60% dei crimini è compiuto da "stranieri", beh sono pochi - perché se in proporzione, il 40% dei crimini è compiuto da svizzeri, che sono numericamente molti di più, vuol dire che tra la popolazione indigena c'è una percentuale di criminali parecchio più alta!
Eccetera eccetera eccetera
ma se i deliri dei razzistileghistifasciodemocentristi di tutte le risme si possono facilmente smontare con un minimo di razionalità e di cifre, perché da anni non è stato fatto?
Ad essersene andati, più che i gatti del titolo, sono forse i lumi?

lunedì 27 settembre 2010

Run and gun


Ho appena letto che per il suo nuovo documentario Spike Lee ha usato tra le altre "macchine da presa", anche delle Canon EOS 7D come quella che uso io.

(La foto è un autoscatto di prova di un adattatore fantastico che ho comprato qui, provato con un obiettivo Nikon di Eloisa)

Qui si può leggere una lunga intervista al direttore della fotografia di Lee che tesse le lodi di queste macchine, le cosiddette HDSLR (macchine fotografiche che girano anche video full HD...).

C'è un passaggio che mi ha fatto gonfiare il petto:
“Everyone got an opportunity to work with the cameras, including Spike, who shot some footage with the 7D. He would not have been able to shoot and direct if he was using anything larger than a DSLR camera.”

Più o meno vuol dire che Spike, mentre dirige l'operatore durante le riprese, contemporaneamente gira in prima persona con una 7D...

è quello che ho fatto anch'io in alcune occasioni, recentemente!
Per esempio per alcune recenti ricostruzioni di "Chi l'ha visto?".
Per chi ne fosse curioso, ecco qualche esempio:
1) Sul “caso Mollicone”:
a) puntata del 31.05.10
b) puntata del 07.06.10
c) puntata del 12.07.10 (da 1h01’35” a 1h18’35”)
2) e più di recente, alcuni pezzetti nel caso Maiorana

L'espressione "run-and-gun", gli americani la usano per quelle riprese fatte "al volo", a mano, senza treppiedi o altri accessori; spesso e volentieri si usa in ambiti documentaristici o televisivi, insomma in quelle situazioni in cui si usa tenere "carica" la telecamera andando in giro, sempre pronta a "sparare" al volo...
in inglese "girare/riprendere" si dice "to shoot" non a caso.

Insomma: un maestro del cinema mondiale utilizza la stessa macchina con cui lavoro io, in situazioni simili.
C'è solo una differenza: che per lui è un'opzione in più.
Per me, a volte, è una necessità: se non girassi in questo modo, le cose non verrebbero come le vorrei io.
Dunque nel mio caso la produzione risparmia tempo e mezzi (ce li metto io) e la qualità del risultato è notevolmente migliore (le troupe che la Rai ingaggia usano delle telecamere miniDV...).
Ne conseguirebbe che il mio investimento personale e la qualità del prodotto finale potrebbero essere ricompensate, anche economicamente.
E invece non frega niente a nessuno...

Il dono della sintesi

In moltissimi avranno visto il videomessaggio confezionato da Fini,
che ha me ha ricordato le autointerviste al caminetto preconfezionate in cassetta (all'epoca usava così) di Berlusconi.
Gilioli ha riassunto magistralmente in poche gli oltre nove minuti di solilocquio (nove minuti!).

«Dunque, io sono un cretino che si fa raggirare da un semicognato mascalzone.
Il mio alleato invece è un farabutto che tiene i capitali nei paradisi fiscali per non pagare le tasse, fabbrica dossier su chi non è d’accordo con lui e manda in giro per il mondo barbe finte pagate con i soldi dei contribuenti per fottermi.
Quindi, insieme, governiamo l’Italia per altri due anni e mezzo».


Nove minuti, eh.
No, perché tra l'altro sono molto più efficaci questi 54 secondi...

venerdì 24 settembre 2010

Ri-presentazioni

Ieri pomeriggio, alle 18.30, alla libreria FNAC del centro commerciale Porta di Roma, ho presentato il libro+DVD dell'amico e collega Filippo Vendemmiati "È stato morto un ragazzo".
C'erano quattro gatti, letteralmente: le persone sedute in platea si contavano sulle dita di una mano. Ma è stata comunque una chiacchierata piacevole e l'occasione di scambiare qualche opinione con Filippo.

Domani, nel giorno del quinto anniversario dell'uccisione di Federico Aldrovandi, a Ferrara, avrò l'onore di "presentare" una parte della giornata di manifestazioni (trovate il programma sul blog qui a fianco). Sicuramente ci sarà molta più gente, e sarà l'occasione per lanciare una associazione tra familiari di vittime di abusi "da uniforme".

Il giorno dopo, altro anniversario, altra presentazione: a Trapani verrà presentata un nuovo fumetto su Mauro Rostagno.
Non credo di riuscire ad esserci, ma mi farebbe molto piacere...

Per il resto, si tira a campare (sempre peggio)
in attesa che nel lavoro riesca a ritrovare stimoli
che da un pò di tempo vedo periodicamente sfumare
e non è che a me, fare il mio lavoro piaccia di meno, eh!!!

martedì 13 luglio 2010

il palazzo di vetro e il palazzo di sterco


L'ONU invita l'Italia a buttare nel cesso la legge-bavaglio. I soliti comunisti...
però pensiamoci bene, potrebbe essere un'idea: visto che da soli non ci riusciamo,
forse l'unico mezzo per liberarci da Berlusconi, sono i caschi blu!