mercoledì 30 gennaio 2008

si! può! fareee!


Capolavoro del cinema parodistico, Frankenstein Junior.
Scena-culmine: il professor Frederick Frankenstein ("si pronuncia Frankestiin!"), nipote del famoso Viktor Von Frankenstein, scopre che il nonno aveva ragione: con scariche elettriche si può ridare la vita alla materia inanimata. Pronuncia così la frase del titolo, scandendola in modo indimenticabile.
Per chi volesse (ri)vedere la scena, ecco il linketto.

Fin qui la finzione comica.
Ora la realtà, tragicomica.


A Ferrara continua il processo contro quattro poliziotti per omicidio colposo, omissione di soccorso eccetera. Ingaggiando una colluttazione con il 18enne incensurato Federico Aldrovandi, durante la quale si sono rotti due manganelli, ne avrebbero causato la morte. Poi lo avrebbero lasciato a pancia sotto, manette ai polsi, inanimato come lo trovano i carabinieri giunti sul posto poco dopo. Il personale medico del 118, dopo aver fatto togliere le manette, ne constata il decesso: il suo cuore era in asistolia (assenza totale di segnali di attività muscolare e elettrica) da diversi minuti.
Qui e qui, in due parti, il mio ultimo filmato sul caso.

Una delle due volanti era dotata di defibrillatore. Uno dei quattro agenti era istruito, ma non obbligato, ad usarlo.
Forse il ragazzo sarebbe morto lo stesso.
Ma almeno, forse, si poteva tentare di salvargli la vita.

Assumendo il rischio di suscitare polemiche su un intervento di soccorso sbagliato (che sarebbe stato pur sempre meglio che l'intervento messo in atto dagli agenti, secondo il loro stesso racconto).

Abbiamo saputo che nel frattempo la Questura di Ferrara avrebbe deciso che i defibrillatori, sulle sue auto, è meglio toglierli.
Per non sapere né leggere né scrivere, come si dice...

Viviamo strani giorni, come cantava Battiato: piuttosto che fare e sbagliare, si preferisce non fare, non aiutare chi sta male, chi è in pericolo, chi è meno fortunato, più debole, chi è vittima. Meglio non intervenire, lasciar stare a crepare qualcuno per terra piuttosto che sporcarsi le mani. Meglio non assumersi responsabilità, evitare di andarsi ad intrigare in guai, meglio chiudersi in casa dietro le tende, dietro la paura e i confini del proprio quieto vivere...
qualcuno poi ci mette del suo, facendo soffrire di più, fino a morire, qualcun altro più debole, più indifeso, più incosciente.
Questa è la filosofia che va per la maggiore, di questi tempi: la chiamano berlusconismo, qualche vecchio anche fascismo, ma è qualcosa di più antico, di più ampio, di più profondo.

9 commenti:

Giorgio ha detto...
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pclroma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marcello ha detto...

Non c'era bisogno di usare il defibrillatore per salvarlo, sarebbe stato molto più facile non picchiarlo a morte.

Dean ha detto...

@marcello:
che sia stato picchiato a morte o che gli sia stato fatto il solletico fino a crepare, spetta solo al processo stabilirlo.
Ognuno può avere opinioni diverse, ma le sentenze le emettono solo i giudici (per fortuna).

Posso d'altronde anche essere d'accordo con te sul fatto che si poteva evitare PRIMA di giungere alle condizioni in cui si rendesse necessario usare un defibrillatore. Ma questa è pura retorica, buona per darsi ragione ma inutile in tribunale.

Resta il fatto che, dopo qualunque cosa sia successa, si è omesso di soccorrere in almeno uno dei tanti modi possibili una persona inanimata. Punto. Questo è provato e indiscutibile. Il resto meno.

marcello ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marcello ha detto...

Scusa ma la risposta al mio commento è un cumulo di strafalcioni logici.
1- cosa sia successo è indipendente dallo svolgimento del processo;
2- l'opinione, o la conoscenza del fatto no ha necessariamente un legame con quello che stabilisce il giudice;
3- che la cosa sia una fortuna è una tua opinione;
4- chi avrebbe dovuto usare un defibrillatore, forse chi l'ha ucciso? Prima ti picchio a morte e poi ti salvo?
5- io conosco la dialettica, non so cosa sia la retorica. Se non l'avessero picchiato a morte, e non c'era ragione legale per farlo, non vi sarebbe stato bisogno di nulla, anzi, sarebbe ancora vivo, ciò è una verità, non uno spot pubblicitario;

Dean ha detto...

@marcello:
scusa tu, non avevo capito che tu hai la verità.

ISHTAR ha detto...

Certo che rimmarrà sempre il dubbio che forse se il defibbrillatore fosse stato utilizzato magari Federico si sarebbe potuto salvare!
Fatto strano che ora nelle volanti non venga più messo!
Ma quello che più mi fa imbestialire è che colei che ha visto e potrebbe chiarire molti dubbi e dare le risposte meritate ad una famiglia che ne ha il sacrosanto diritto, non lo faccia per vigliaccheria.
Quando si capirà che al posto di Federico poteva esserci chiunque!
Ovvio, oltre che scontato che tutti avremo preferito che lui si fosse salvato e vivo tra noi raccontasse cosa realmente accadde!
Ciao

Andrea ha detto...

Sui defibrillatori:
l'abilitazione all'uso del cardiodefibrillatore semiautomatico (DAE), che si ottiene a seguito di un corso di formazione tuttaltro che leggero (almeno quì in Veneto), non è che semplicemente "consiglia" o "suggerisce" l'uso dello strumento a discrezione dell'abilitato, ma impone (ed al corso quì da noi lo dicono sempre, anche in occasione dei retaining) all'abilitato di farne uso ogni qualvolta si verifichino certe circostanze. Non eseguire le istruzioni impartite che poi, a seguito di verifica periodica, abilitano ufficialmente all'uso dello strumento, allarga molto le responsabilità di un'omissione di soccorso.
La decisione poi, se ufficiale e formalizzata, di togliere i DAE dalle volanti, sottraendolo così probabilmente alla disponibilità di personale abilitato, a maggior ragione se è una decisione unilaterale e non concordata motivatamente con il 118, non penso meriti commenti ulteriori.