sabato 26 gennaio 2008

en train de




In francese si dice "en train de", che letteralmente significa "in treno di", "sul treno per", e sta per il presente continuo, lo "stare+gerundio" dell'italiano per indicare qualcosa che succede mentre succede.
E siccome sto weekend non succede niente e il tunnel è ancora lungo, io sto pigliando un treno.
Au revoir...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Bon voyage Dean.
Cerca di divertirti (questa volta il treno lo prendi per divertimento, spero).
Grazie di essere così come sei.
Tiziana

ISHTAR ha detto...

Ciao Dean, fai benissimo, distrarsi aiuta, mi raccomando rilassati e cerca di scacciare via i pensieri negativi!
Come si dice, godetevela e pazienza, vedrai che nonostante il tunnel ti sembri infinito, quando meno te lo aspetti, lo avrai non solo superato ma anche dimenticato!
Spero di esser stata abbastanza chiara...aha aha aha!
Ciao!

Anonimo ha detto...

sicuramente sarai tornato, raccontaci le cose belle che hai visto........i tunnel ci sono sempre pronti ad ogni curva...ma poi da lontano si vede la luce fortunatamente.

stefania

piervi ha detto...

E all'uscita di una galleria,
col cuore in gola,
ti trovi in faccia il sole
che ti fruga i pensieri:
Ti legge dentro la nostalgia
del buio fresco in cui fino a ieri
gettavi via i tuoi giorni d'eternità.
Ma la voglia di vivere,
forse ti salverà,
all'uscita di una galleria.

Vivere é perdersi e ritrovarsi,
corrersi dietro per poi lasciarsi andare,
una volta di più.
Vivere è una tela di cose,
con cui riempire i lunghi intervalli,
tra un momento e l'altro di felicità.
Che la voglia di vivere,
forse ti porterà,
se il suo Sole corto basterà.

Ed in un viaggio può capitare,
di ritrovarsi a ricontare tutto,
quel che è stato di te.
Quello che hai perso, quel che hai trovato, quel che hai goduto, quel che hai sprecato, quello che hai chiuso e quello di te che hai aperto.
Ma la voglia di vivere,
nel suo tratto scoperto,
in un viaggio ti capiterà.

Cose che passano, non ti voltare, non riuscirai a trattenere un giorno,
un silenzio di più.
Cose che passano, vestiti stretti, amori che hanno disfatto i letti, che hanno raccolto i semi e la sterilità,
di una voglia di vivere
che è già nostalgia,
si entra in un'altra galleria.

(claudio lolli, 1975)