sabato 22 dicembre 2007

chi m'ha visto?

Blog temporaneamente chiuso causa neve.
;-)

Ogni tanto, dando un'occhiata a questa immagine (o a una delle altre webcam di Zermatt), potreste vederci passare.
Buone Feste a chi passa di qua...

(P.S. Per chi attendeva i miei filmati su Mauro Rostagno, appuntamento rimandato al 7 gennaio!)

venerdì 21 dicembre 2007

beccato


Berlusconi: "In Rai lavora solo chi si prostituisce o chi è di sinistra".
Azz, mi ha beccato. Due volte!

Come cantava Dalla quando ancora sapeva fare canzoni:
Non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra...


(Comunque in quella telefonata c'è la storia degli ultimi vent'anni di questo paese,
concentrata e messa in scena come neanche Shakespeare...)

giovedì 20 dicembre 2007

senza neanche bisogno di chiedere


Pubblicata in file audio e trascritta una telefonata tra Saccà e Berlusconi.

(...)
Saccà (S): (...)Grasso sul Magazine del corriere della sera ... scrive il potente Saccà fa quello che gli dice Berlusconi e basta ... ecc. .. che poi, non è vero, lei non mi ha chiesto mai ...
Presidente (P): allora ascoltami...
S: lei è l'unica persona che non mi ha chiesto mai niente ... vogliodire ...
P: io qualche volta di donne ... e ti chiedo ... perchè ..
S: si, ... ma mai ...
P: ... per sollevare il morale del capo .. (ridendo)
S: eh esatto, voglio dire ... ma, mi ha lasciato una libertà culturale di ... ideale totale .. voglio dire .. totale .. e questo lo sanno tutti...

(...)

P: Senti, tu mi puoi fare ricevere due persone ...
S: assolutamente...
P: .. perchè io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso ....
S: assolutamente ..
P: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
S: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di...
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ...
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io ..
P: ti spiego che cos'è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ...
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) ....
S: ma questo nome è un problema mio ...
P: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ...
S: capito tutto ...
P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando ...


Un paio di considerazioni a casaccio:
la libertà o ce l'hai (e te la riesci a conquistare tu), o non è che te la regalano/prestano tipo ombrello,
perché prima o poi lo rivogliono indietro e soprattutto di piovere "rischi di illibertà" non smette mai...
poi se lo sanno tutti, perché leccare così il culo ringraziando? Excusatio non pentita!
Eppoi, che bisogno c'è di chiedere: ti hanno messo lì per fare quello...
è come se il salumiere chiedesse ogni volta all'apprendista: "scusa, ti va di tagliare quel prosciutto per questo cliente? e poi un pò di salame per quell'altro?": non c'è bisogno, l'ha messo lì apposta!
Tant'è che al solo nominare due persone, il soldatino scatta sull'attenti e dimostra la sua complicità col "capito tutto";
al CAPO basta fare il nome, il resto è problema del... servo (come altro lo vogliamo chiamare?).

Per carità, nulla di illegale, fino a un giudizio definitivo della Cassazione (se mai ci si arriva). Ma quel saporino che rimane in bocca dopo aver sentito la telefonata, intanto, chi me lo leva? Ferrara?!
E avete capito di che saporino parlo, vero?!

mercoledì 19 dicembre 2007

vittorie


Moratoria Onu sulla pena di morte. Vittoria italiana.
Peccato che in Italia esistesse ancora fino all'ottobre 2007. Giuro: è solo di un mesetto fa la riforma di legge costituzionale che abolisce la pena di morte dalle leggi militari di guerra italiane.
Appena in tempo per fare gli sboroni in giro per il mondo...

Finalmente il piú sicuro ma piú difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l'educazione, oggetto troppo vasto e che eccede i confini che mi sono prescritto, oggetto, oso anche dirlo, che tiene troppo intrinsecamente alla natura del governo perché non sia sempre fino ai piú remoti secoli della pubblica felicità un campo sterile, e solo coltivato qua e là da pochi saggi. Un grand'uomo, che illumina l'umanità che lo perseguita, ha fatto vedere in dettaglio quali sieno le principali massime di educazione veramente utile agli uomini, cioè consistere meno in una sterile moltitudine di oggetti che nella scelta e precisione di essi, nel sostituire gli originali alle copie nei fenomeni sí morali che fisici che il caso o l'industria presenta ai novelli animi dei giovani, nello spingere alla virtú per la facile strada del sentimento, e nel deviarli dal male per la infallibile della necessità e dell'inconveniente, e non colla incerta del comando, che non ottiene che una simulata e momentanea ubbidienza.
(Cesare Beccaria, "Dei delitti e delle pene")

martedì 18 dicembre 2007

oltre il fondo



Una volta arrivati al fondo,
si può sempre cominciare a scavare...

domenica 9 dicembre 2007

il fondo


Luttazzi non parlava del bagno di Giuliano Ferrara. Parlava di Abu Ghraib e degli orrori della guerra in Iraq.
Il portavoce dell'ex-presidente del Consiglio (che confezionava una sera sì e l'altra pure degli spottoni pro-guerra, su La7) ha subìto un contrappasso dantesco, uno sbeffeggiamento rabelaisiano, un rovesciamento carnevalesco (mai letto Bachtin?)...

Stiamo toccando il fondo della malabolgia RaiSetTe...


(...)Lo fondo è cupo sì, che non ci basta
loco a veder sanza montare al dosso
de l'arco, ove lo scoglio più sovrasta.

Quivi venimmo; e quindi giù nel fosso
vidi gente attuffata in uno sterco
che da li uman privadi parea mosso.

E mentre ch'io là giù con l'occhio cerco,
vidi un col capo sì di merda lordo,
che non parëa s'era laico o cherco.(...)


(Dante, Inferno, "Canto XVIII, ove si descrive come è fatto il luogo di Malebolge e tratta de' ruffiani e ingannatori e lusinghieri")

martedì 4 dicembre 2007

altri sei mesi


Sembra una strana coincidenza, ma poche settimane dopo che la GIP Maria Pino a Palermo ha respinto la richiesta di archiviazione del PM Antonio Ingroia e gli ha concesso altri sei mesi per indagare sull'omicidio di Mauro Rostagno,
il GIP Emanuele Cersosimo a Roma ha respinto la richiesta di archiviazione del PM Franco Ionta e gli ha concesso altri sei mesi per indagare sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Alla faccia delle vergognose conclusioni del presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta, secondo cui Ilaria e Miran erano in vacanza e furono colpiti da rapinatori inesperti.
E' come pensare che Rostagno sia stato colpito da quattro tossici che si sono fatti scoppiare in mano un vecchio fucile, invece che da professionisti che hanno poggiato la canna di un 12mm al vetro dell'auto e che hanno evitato di ferire la ragazza che viaggiava con lui, uscita "miracolosamente" indenne dall'agguato.


Due omicidi su commissione. Due giornalisti scomodi da eliminare.
Due scoop da non mandare in onda?
Due traffici paralleli o intrecciati, tra Italia e Somalia?

lunedì 26 novembre 2007

distanze


Ho l'impressione che non riuscirò ad aggiornare molto spesso il blog, prossimamente. Non che voglia prendere le distanze, ma il lavoro mi terrà distante da questa attività che ho sempre svolto con passione a tempo perso. E adesso, di "tempo da perdere", ne ho poco: sto per imbarcarmi in un lavoro intenso che mi porterà da Roma a Torino, a Palermo, da Trapani a Trento, all'Umbria e forse altrove in poche settimane.

Dopo più di due anni che raccolgo materiale mi fanno finalmente partire per una "missione impossibile":
raccontare qualcosa della vita e della morte di Mauro Rostagno, i 19 anni di indagini, di piste e depistaggi
che hanno portato a indagare anche la moglie e la figlia, il socio, gli amici, gli ex-compagni di Lotta Continua, parecchi mafiosi, a ventilare l'ipotesi dell'intervento della massoneria, dei servizi segreti, di Gladio, a rincorrere tracce sottilissime che collegano questa morte a quella di Ilaria Alpi in Somalia, eccetera eccetera eccetera: una bella sfida, un lavoro importante che mi fa già venire il mal di testa! ;o)

Mi ricordo l'autore di "Chi l'ha visto?" (il mio capo, insomma!), nel gennaio 2006, quando gli proposi "il caso Aldrovandi": mi disse di aspettare con Rostagno, e di affrontare prima quello; sarebbe stato, disse, il mio esame di maturità.
Siamo arrivati ad un processo, a Ferrara: ed è già un piccolo risultato.
E nonostante le minacce, le pressioni, le censure, le querele ai colleghi, siamo ancora in ballo. Anche se all'udienza di giovedì non potrò esserci...
E' stata dura e non è finita, ma la lezione di civiltà di Lino e Patrizia mi hanno insegnato molte più cose di quelle che potevo imparare sul mio mestiere.
E su "la giusta distanza" di cui si parla nel bel film di Mazzacurati (che consiglio a chi non l'ha ancora visto!).

Ecco: (ri)parto per prendere altre ripetizioni, diciamo!

martedì 20 novembre 2007

re-petizione

Ho trovato il link della petizione per chiedere al Capo dello Stato "Verità e Giustizia" per Mauro Rostagno. Ho firmato (sono il 1616°). Forza, pelandroni: click qui e seguite le istruzioni (semplici anche se in inglese)!


P.S. Un altro buon articolo si trova qui.

lunedì 19 novembre 2007

ripartire (da Kinisia)


(Quando non lavoro, ci sono giorni che mi vibrano i polpastrelli, e scorrono sulla tastiera in preda ad una passione di sapere, di scoprire, di raccontare che troppo spesso resta limitata a queste pagine...)

Oggi mi è capitata una serie di caratteri, in fila, sotto le dita: M A U R O R O S T A G N O e click su Google Notizie.
E tra gli articoli linkati, in cui si parla della nuova proroga di sei mesi sull'indagine per la morte di Mauro Rostagno, ucciso il 26 settembre 1988 vicino ad Erice (TP), ne voglio segnalare tre:
- quello riassuntivo, sintetico e completo, su Repubblica, firmato dall'ottimo Salvo Palazzolo, che conobbi due anni fa nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Palermo, grazie a Alberto Castiglione (regista di un bel documentario, "Una voce nel vento") e a Salvo Mugno, all'inizio di un lavoro di documentazione sul "caso Rostagno" che non ho mai smesso;
- quest'altro, dove si parla di un fumetto su Ilaria Alpi, e vedrete leggendo che c'entra, eccome;
- ma soprattutto quest'ultimo, che mi fa "tremar le vene e i polsi"...

..perché è da lì, da quella ex-pista d'atterraggio militare, che tutto deve ripartire. Tutto il lavoro di chi indaga e di chi cerca di raccontare.
"Io so", e son due anni che lo so...immodestia a parte (ne parlavo persino nel mio primissimo post).
Intorno a Kinisia ruota il mistero che forse può spiegare la morte di quell'uomo sempre sorridente e vestito di bianco, ma anche molte altre cose di ieri e di oggi, di Trapani e non solo.


P.S. del giorno dopo: si trova qui la galleria fotografica di Repubblica che rischia di sparire nei meandri del sito.
Questa la foto più interessante, relativa alla perizia di cui si parla nell'articolo di Palazzolo citato sopra.

Il finestrino posteriore sinistro sarebbe stato spaccato (e non rotto dai colpi d'arma da fuoco) per prevelare la fantomatica videocassetta.

lui ha visto la luce!


Anch'io, come Carmelo Bene, posso dire: "Sono apparso alla Madonna"!

Spulciando nelle statistiche di questo blog, ogni tanto balza agli occhi qualche visita... particolare.

Tanti ci capitano cercando in Rete le informazioni più disparate. Tra le parole-chiave più gettonate ci sono:
- "gnocche", per questo post;
- "posizione missionaria", per quest'altro e magari cercavano questo libro;
- "sconti auto giornalisti", per quest'altro;
e così via...

Tanti ci capitano, a volte, cliccando da altri blog...

L'altroieri è capitato qui qualcuno da un link sul blog della famiglia Aldrovandi, e non è certo la prima volta. Ma questo visitatore ha una particolarità in più, e cioè che si connette alla Rete da dentro il Vaticano!
Che dire? Allelujah!



P.S. Speriamo che l'apparizione sia stata gradita...
(certo non pretendo che lo possa essere
più di questa)

licenze

Serve una licenza per guadagnarsi da vivere,
una patente per stare sulla terra,
un permesso per occupare coi propri piedi e un carretto
qualche metro quadro di strada.
Se non ce l'hai, arriva qualcuno
con l'autorizzazione a punire
con la ricetta per curare
con il permesso di abusare
con il libretto d'istruzioni del tuo cervello,
e a volte
con la licenza
non poetica, di uccidere...



Vendeva frutta senza licenza, arrestato in piazza e "legato al letto"

Accusa di omicidio colposo
per il primario dell'ospedale
in cui morì Giuseppe Casu


Walter Falgio

L'assurda storia di Giuseppe Casu, pensionato di Quartu Sant'Elena morto a 60 anni dopo aver subito un ricovero coatto e sette giorni di contenzione, con mani e piedi legati al letto, giunge a una svolta. A conclusione dell'inchiesta aperta sulla vicenda, il sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Giangiacomo Pilia, ha rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo il primario del Servizio psichiatrico dell'ospedale cagliaritano Santissima Trinità, Giampaolo Turri, e la psichiatra dello stesso reparto che ha avuto in cura il pensionato, Maria Cantone. A breve si attende l'udienza preliminare.
Storia ancora più assurda se si tiene conto che il trattamento sanitario obbligatorio subito da Giuseppe Casu il 15 giugno dello scorso anno non è stato comunicato al giudice entro i termini di legge. Il pensionato è morto nelle stanze dell'ospedale "Santissima Trinità" durante un ricovero coatto non convalidato nei tempi stabiliti.
Si aggiunga che parti anatomiche di Casu, utili per lo svolgimento dell'inchiesta aperta dalla Procura di Cagliari, sono sparite misteriosamente dagli scaffali dello stesso ospedale.
Giuseppe Casu non poteva essere costretto nel letto di contenzione per sette giorni di seguito. Per di più il paziente era stato sottoposto a trattamento farmacologico. La commissione di inchiesta interna della Azienda sanitaria 8 ha ritenuto «non accettabile sotto il profilo clinico, oltre che etico, un così prolungato provvedimento di contenzione fisica in assenza di tentativi finalizzati alla sua interruzione».
Un secondo procedimento, oltre quello per omicidio colposo, è stato aperto dalla Procura sulla distruzione di parti di cadavere. Ad accorgersi che il flacone con i pezzi anatomici di Casu era stato sostituito sono gli stessi consulenti tecnici della Procura. Il barattolo con le parti del corpo del pensionato, morto per tromboembolia, sarebbe stato scambiato con un recipiente contenente parti del corpo di un altro paziente, morto sempre per tromboembolia, causata da un tumore. Ma all'origine di questo disturbo ci può essere anche una immobilizzazione prolungata, così come successo a Casu. In questa direzione la Procura indaga anche per il reato di frode processuale.
La questione della ritardata notifica del trattamento sanitario obbligatorio è un altro aspetto che gli avvocati della famiglia Casu, Mario Canessa e Dario Sarigu, hanno sottoposto all'attenzione della magistratura. «Il fatto documentalmente provato della trasmissione tardiva al giudice dell'ordinanza sindacale relativa al Tso applicato a Casu, può rappresentare un'ipotesi di reato da approfondire», dicono i legali. Il sindaco di Quartu Sant'Elena ha disposto il ricovero con l'ordinanza numero 7 del 15 giugno 2006. Per legge il provvedimento del sindaco deve essere trasmesso al giudice tutelare per la convalida entro le 48 ore successive. Invece il giudice riceve la notifica solo il 20 giugno, come risulta dal timbro di deposito della Cancelleria del Tribunale. Cioè cinque giorni dopo l'ordine di ricovero. Il 21 giugno, con procedimento numero VG. 1176/06, avviene la convalida del Tso. Il 22 giugno Casu muore. Gli avvocati Canessa e Sarigu sottolineano come desti sconcerto la motivazione addotta dai medici per giustificare il Tso. In un modulo prestampato della Asl si legge: "Agitazione psicomotoria". Due parole che hanno attivato la procedura d'urgenza nei confronti di Casu mentre esercitava la sua occasionale attività di venditore ambulante. Ma se si osservano le fotografie del freelance Italo Orrù, depositate in Procura, si vede Casu quella mattina in atteggiamento sereno e scherzoso nei confronti di carabinieri sorridenti. Atteggiamento che pare incompatibile con lo stato di agitazione che ha giustificato il ricovero. Scavando nella vicenda si scopre invece che Casu si rifiutava di sgomberare la sua bancarella e che: «Era un pensionato che saltuariamente faceva l'ambulante senza avere la licenza. Non era l'ultimo, né l'unico degli ambulanti abusivi di Quartu Sant'Elena, era piuttosto il soggetto più vulnerabile. Svolgeva questa attività in modo anomalo perché in realtà spesso lasciava la merce e il mezzo incustoditi», racconta il "Comitato verità e giustizia per Giuseppe Casu" nel sito Comitatogiuseppecasu.it , ricco di informazioni e documenti sulla vicenda. «Nella tarda mattinata del 15 giugno, come in molte altre occasioni, si presentano al signor Casu i vigili urbani, i quali, va sottolineato, la mattina precedente avevano comminato a quest'ultimo una contravvenzione di ben 5000 euro "per vendita senza licenza di frutta e verdura in strada"», spiega nella interrogazione presentata dal senatore Mauro Bulgarelli ai ministri dell'Interno e della Salute. «Sanzione di importo analogo viene elevata a Casu anche nella mattinata del 15, suscitando la comprensibile reazione di quest'ultimo. Una reazione assolutamente pacifica», continua il senatore. Dopodichè in pochissimo tempo intervengono i carabinieri e un'ambulanza. Casu viene afferrato di fronte a molti passanti. Cade a terra, viene immobilizzato e ammanettato, come appare chiaramente nella fotografia di Orrù pubblicata in questa pagina . Quindi caricato sull'ambulanza. Ancora Bulgarelli: «Non vi è, apparentemente, alcuna spiegazione plausibile che giustifichi un intervento tanto violento, essendo il signor Casu un individuo indifeso e pacifico, tanto da far pensare che l'intervento delle forze dell'ordine sia motivato dall'intenzione di infliggere una "punizione esemplare" a uno dei tanti venditori abusivi che ogni mattina affollano la piazza».

(da "Liberazione", 18/11/2007)

sabato 17 novembre 2007

mai più senza (n°3)


Questo è Mirra mentre legge su Internet la notizia che domani sarà la giornata dedicata ai gatti neri come lui.

Stiamo organizzando la settimana bianca e siccome ci piacerebbe portarcelo, forse ho trovato la soluzione:
questo pratico aggeggio per trasportare e tenere buono il micio scavezzacollo!
(Click sulla foto per ingrandire)

giovedì 15 novembre 2007

mercoledì 14 novembre 2007

a funeral song

(Click qui prima di leggere oltre)



All around me are familiar faces
Worn out places
Worn out faces

Bright and early for their daily races
Going nowhere
Going nowhere

Their tears are filling up their glasses
No expression
No expression

Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow (...)

(Colonna sonora: Mad World, cantata da Gary Jules).


p.s. del giorno dopo: qualcuno, indirettamente, in privato, mi ha fatto venire in mente che forse questo post non era molto chiaro. C'era dietro amarezza, tragica ironia nel vedere quelle facce, quel saluto romano, quell'appropriarsi di una morte da "malapolizia" come fosse quella di un caduto sul fronte di una guerra, che in quelle teste (più o meno rasate) è "ultras contro poliziagiornalistipoliticidemocrazia", mentre è di nessuno contro nessuno, e porta solo a una sconfitta civile... invece quello lì era il momento di un ragazzo morto ingiustamente e basta, che appartiene al dolore della sua famiglia, che è privato e universale come tutte le morti, che appartiene all'intera società democratica. E invece se ne sono appropriati quelli, che appartengono a una cultura antidemocratica, di sopraffazione violenta, a una cultura di morte.
Ci sono passato in scooter, da piazza della Balduina, ieri verso le 11.30, e ho visto quei bomber, quegli occhiali a specchio, quelle teste, portare dei fiori. Come maneggiassero spranghe...

martedì 13 novembre 2007

to comment or not to comment?


I fatti di domenica continuano a far scorrere fiumi di bit, ne scrivono tutti. E' il tentativo collettivo di leggere un racconto dei fatti che non soddisfa i suoi lettori, che non ci si rispecchiano. E tentano di raccontarlo a loro modo. Un enorme gioco di scrittura collettiva, un wiki come si dice oggi...

E allora, il massimo che il sottoscritto, labilmente memore dei suoi trascorsi di letterato a tempo perso, poteva fare, era questo. Scrivere un commento (il 60°) in un post interessante di un blog scritto (e letto quasi solo) da tanti letterati, che si chiama Nazione Indiana: un nome spesso più simpatico e leggibile di molti interventi...

... però - pensandoci - forse, non so, il minimo che il sottoscritto poteva fare, era non parlarne oltre. Per non aggiungere la sua alle troppe voci del vento, la sua goccia (o pisciatina) al fiume...
ma ormai "Post comment" l'avevo già premuto!

lunedì 12 novembre 2007

area di sosta


"Gabriele Sandri, ragazzo" si potrebbe intitolare questo post.

Perché, se davvero - come riporta questo articolo di D'Avanzo- il poliziotto ha sparato pensando ad una rapina al distributore, questa non è una vicenda di "calcio malato", di "tifo violento", di "scontri tra ultras e forze dell'ordine" come i soliti forzati del commento del lunedì raccontano.
No, questo è l'ennesimo tragico episodio di abuso delle armi da parte delle forze dell'ordine, di chi detiene il monopolio della violenza nella nostra società.

E chiedersi se andava/andrebbe fermato il campionato di calcio, è una questione di lana caprina.
E lasciare a quattro (s)fascisti incappucciati di nero il monopolio di una protesta che dovrebbe coinvolgere l'intera società civile e portare, pacificamente, al disarmo di chi deve gestire l'ordine pubblico, è una sconfitta.

Dovremmo fare una sosta tutti quanti, e chiederci chi e perché arma la mano di quell'agente della Stradale, o di un Placanica qualunque. Perché se non ce lo chiediamo, tiriamo anche noi quel grilletto. E io non ci sto.
E mi va ancora meno che a chiederselo si rischi di finirci davanti, a una pistola carica, o a un manganello...
o (quasi) peggio ancora davanti alle (im)perizie ballistiche del portavoce della Polizia Sgalla, lo stesso che fuori dalla Diaz che colava sangue e barelle zittiva giornalisti e operatori, come ha fatto in molte altre occasioni, dal caso Aldrovandi alla conferenza stampa di ieri ad Arezzo...

Questo episodio non mi fa venire in mente altre "morti da stadio", ma piuttosto i troppi casi di adolescenti uccisi a colpi di arma da fuoco perché non si erano fermati a un posto di blocco, o ancora mille altri ragazzi morti sulle strade "per mano poliziotta", come recitava una vecchia canzone di Guccini:

Libera nos domine (da "Amerigo", 1978)

Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale,
per mano poliziotta, di pazzo generale,
diossina o colorante, da incidente stradale,
dalle palle vaganti d' ogni tipo e ideale,
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da tutti gli imbecilli d' ogni razza e colore,
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
da visionari e martiri dell' odio e del terrore,
da chi ti paradisa dicendo "è per amore",
dai manichei che ti urlano "o con noi o traditore!",
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti,
da eroi, navigatori, profeti, vati, santi,
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti,
dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti,
dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d' ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d' ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine,
libera, libera, libera, libera nos Domine...

venerdì 9 novembre 2007

quello che si doveva dire



E' toccato a un vecchio prete, riassumere quello che è capitato a Enzo Biagi dopo l'editto bulgaro.
"E' stato ucciso", ha detto il cardinal Tonini.
Il movente è la vendetta per l'uso criminoso del mezzo televisivo pubblico che avrebbe fatto, l'arma del delitto una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui gli si comunicava il licenziamento. Gli esecutori sono noti, e sono stati nominati ieri sera da Santoro, e da allora hanno fatto carriera.
Il mandante, l'Innominato, a cadavere ancora caldo, ha fatto la sua parte: ha quasi pianto. Lacrime di caimano.

giovedì 8 novembre 2007

iSpot

Non sapete chi è Nick Haley?
Date un'occhiata qui.
La Apple, o meglio la sua agenzia pubblicitaria TBWA, ha trovato in Rete uno spot "finto" realizzato da un ragazzino (Haley, appunto), che ha rimontato alcuni filmati pubblicitari della casa della Mela su una musica particolarmente azzeccata. E il risultato è diventato ora il nuovo spot ufficiale dell'iPod Touch sul loro sito: vedere per credere.

Beh, e allora?
Allora, visto che ho appena scoperto (grazie a Firefox, mannaggia a Safari!) che su Blogspot.com posso anche inserire video, ecco qua la mia creaturina di oggi pomeriggio.



La canzone è "Touch me" di Samantha Fox, un mito degli anni '80...
Il video è anche SU YOUTUBE, qui.

Ehi, TBWA/Apple: here I am!

English translation:
Almost everybody now knows who Nick Haley is. Don't you? Click here if you still don't. (Well, the english-speking should click here, instead)...

Apple, and its advertising agency TBWA, have discovered on the Web (on the Tube, exactly) a fake commercial made by an 18y.o. who re-edited some promotional videos found on Apple website with a very appropriate song. The result is the new official Apple iPod Touch Ad.

So, what?
Well I just discovered a blogspot.com feature I didn't know of before (thanks to Firefox, damn it Safari!): I can post videos!
So here is my today's little creature (in two slightly different versions):



The song is "Touch Me" by Samantha Fox, a myth of the '80s...
Ammericà, facce Tarzan! (This is kinda untranslatable, if I might say...)

The video is also on Youtube, here.

Bella ciao


TG1 di oggi, servizio sui funerali a Enzo Biagi nel suo paesino dell'Appennino tosco-emiliano. All'uscita della bara dalla chiesetta un coro intona "Bella ciao".

L'ultima volta che ho sentito questa bella canzone alla Rai, la cantava Santoro...