lunedì 19 novembre 2007

licenze

Serve una licenza per guadagnarsi da vivere,
una patente per stare sulla terra,
un permesso per occupare coi propri piedi e un carretto
qualche metro quadro di strada.
Se non ce l'hai, arriva qualcuno
con l'autorizzazione a punire
con la ricetta per curare
con il permesso di abusare
con il libretto d'istruzioni del tuo cervello,
e a volte
con la licenza
non poetica, di uccidere...



Vendeva frutta senza licenza, arrestato in piazza e "legato al letto"

Accusa di omicidio colposo
per il primario dell'ospedale
in cui morì Giuseppe Casu


Walter Falgio

L'assurda storia di Giuseppe Casu, pensionato di Quartu Sant'Elena morto a 60 anni dopo aver subito un ricovero coatto e sette giorni di contenzione, con mani e piedi legati al letto, giunge a una svolta. A conclusione dell'inchiesta aperta sulla vicenda, il sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Giangiacomo Pilia, ha rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo il primario del Servizio psichiatrico dell'ospedale cagliaritano Santissima Trinità, Giampaolo Turri, e la psichiatra dello stesso reparto che ha avuto in cura il pensionato, Maria Cantone. A breve si attende l'udienza preliminare.
Storia ancora più assurda se si tiene conto che il trattamento sanitario obbligatorio subito da Giuseppe Casu il 15 giugno dello scorso anno non è stato comunicato al giudice entro i termini di legge. Il pensionato è morto nelle stanze dell'ospedale "Santissima Trinità" durante un ricovero coatto non convalidato nei tempi stabiliti.
Si aggiunga che parti anatomiche di Casu, utili per lo svolgimento dell'inchiesta aperta dalla Procura di Cagliari, sono sparite misteriosamente dagli scaffali dello stesso ospedale.
Giuseppe Casu non poteva essere costretto nel letto di contenzione per sette giorni di seguito. Per di più il paziente era stato sottoposto a trattamento farmacologico. La commissione di inchiesta interna della Azienda sanitaria 8 ha ritenuto «non accettabile sotto il profilo clinico, oltre che etico, un così prolungato provvedimento di contenzione fisica in assenza di tentativi finalizzati alla sua interruzione».
Un secondo procedimento, oltre quello per omicidio colposo, è stato aperto dalla Procura sulla distruzione di parti di cadavere. Ad accorgersi che il flacone con i pezzi anatomici di Casu era stato sostituito sono gli stessi consulenti tecnici della Procura. Il barattolo con le parti del corpo del pensionato, morto per tromboembolia, sarebbe stato scambiato con un recipiente contenente parti del corpo di un altro paziente, morto sempre per tromboembolia, causata da un tumore. Ma all'origine di questo disturbo ci può essere anche una immobilizzazione prolungata, così come successo a Casu. In questa direzione la Procura indaga anche per il reato di frode processuale.
La questione della ritardata notifica del trattamento sanitario obbligatorio è un altro aspetto che gli avvocati della famiglia Casu, Mario Canessa e Dario Sarigu, hanno sottoposto all'attenzione della magistratura. «Il fatto documentalmente provato della trasmissione tardiva al giudice dell'ordinanza sindacale relativa al Tso applicato a Casu, può rappresentare un'ipotesi di reato da approfondire», dicono i legali. Il sindaco di Quartu Sant'Elena ha disposto il ricovero con l'ordinanza numero 7 del 15 giugno 2006. Per legge il provvedimento del sindaco deve essere trasmesso al giudice tutelare per la convalida entro le 48 ore successive. Invece il giudice riceve la notifica solo il 20 giugno, come risulta dal timbro di deposito della Cancelleria del Tribunale. Cioè cinque giorni dopo l'ordine di ricovero. Il 21 giugno, con procedimento numero VG. 1176/06, avviene la convalida del Tso. Il 22 giugno Casu muore. Gli avvocati Canessa e Sarigu sottolineano come desti sconcerto la motivazione addotta dai medici per giustificare il Tso. In un modulo prestampato della Asl si legge: "Agitazione psicomotoria". Due parole che hanno attivato la procedura d'urgenza nei confronti di Casu mentre esercitava la sua occasionale attività di venditore ambulante. Ma se si osservano le fotografie del freelance Italo Orrù, depositate in Procura, si vede Casu quella mattina in atteggiamento sereno e scherzoso nei confronti di carabinieri sorridenti. Atteggiamento che pare incompatibile con lo stato di agitazione che ha giustificato il ricovero. Scavando nella vicenda si scopre invece che Casu si rifiutava di sgomberare la sua bancarella e che: «Era un pensionato che saltuariamente faceva l'ambulante senza avere la licenza. Non era l'ultimo, né l'unico degli ambulanti abusivi di Quartu Sant'Elena, era piuttosto il soggetto più vulnerabile. Svolgeva questa attività in modo anomalo perché in realtà spesso lasciava la merce e il mezzo incustoditi», racconta il "Comitato verità e giustizia per Giuseppe Casu" nel sito Comitatogiuseppecasu.it , ricco di informazioni e documenti sulla vicenda. «Nella tarda mattinata del 15 giugno, come in molte altre occasioni, si presentano al signor Casu i vigili urbani, i quali, va sottolineato, la mattina precedente avevano comminato a quest'ultimo una contravvenzione di ben 5000 euro "per vendita senza licenza di frutta e verdura in strada"», spiega nella interrogazione presentata dal senatore Mauro Bulgarelli ai ministri dell'Interno e della Salute. «Sanzione di importo analogo viene elevata a Casu anche nella mattinata del 15, suscitando la comprensibile reazione di quest'ultimo. Una reazione assolutamente pacifica», continua il senatore. Dopodichè in pochissimo tempo intervengono i carabinieri e un'ambulanza. Casu viene afferrato di fronte a molti passanti. Cade a terra, viene immobilizzato e ammanettato, come appare chiaramente nella fotografia di Orrù pubblicata in questa pagina . Quindi caricato sull'ambulanza. Ancora Bulgarelli: «Non vi è, apparentemente, alcuna spiegazione plausibile che giustifichi un intervento tanto violento, essendo il signor Casu un individuo indifeso e pacifico, tanto da far pensare che l'intervento delle forze dell'ordine sia motivato dall'intenzione di infliggere una "punizione esemplare" a uno dei tanti venditori abusivi che ogni mattina affollano la piazza».

(da "Liberazione", 18/11/2007)

13 commenti:

Natascia Casu ha detto...

Ciao Dean,
grazie per aver riportato nel tuo blog questo articolo, ero sicura per il poco che posso conoscerti, che lo avresti fatto.
Tutto quello che avevo da dire penso di averlo espresso nella lettera pubblicata insieme all'articolo,
quindi ciao e a presto, ti terrò informato,
buona giornata
Natascia

Dean ha detto...

Era il minimo che potessi fare.
Anzi, grazie a te di aver voluto condividere la tua storia con me, anc he prima, anche in altri modi.

Un abbraccio e... forza!

marcello ha detto...

Si potrebbe praticare un TSO a chi ha imposto il TSO? Vediamo poi che dice.

Anonimo ha detto...

Natascia,
la notizia ti soleverà un poco ma non potrà ridarti tuo padre.
Ti ho conosciuta, virtualmente, sul blog di Federico.
Spero avremo occasione di incontrarci.
Che per te, come per noi, chi ha ucciso papà e chi ha rubato la verità, sia chiamata a pagare.
MKA

Natascia Casu ha detto...

Ciao MKA,
Ho notato tutti i frequentatori del blog di Federico.
Sono consapevole che niente e nessuno ridarà la vita a mio padre, ma la mia speranza è quella che dalla sua tragica fine possa nascere qualcosa di buono per chi è in vita, che necessità di determinati aiuti e servizi,che possa farlo nel pieno rispetto della propria dignità, e nel rispetto dei diritti personali imprescindibili che non devono cessare quando oltrepassi una certa porta!
Solo così la sua morte non sarà inutile!
Un caro saluto Natascia

Anonimo ha detto...

Ciao Natascia e grazie Dean,
anch'io vengo da Fede...
Quella brutta storia dello scambio dei reperti m'induce a ricordare i depistaggi e le omissioni a noi purtroppo ben noti... anche qui non basta pensare ad un errore in buona fede, perché, so quel che dico per personale esperienza di circa 3,5 anni fa, una tromboflebite di origine tumorale è assai diversa da un'altra di natura traumatica, nella fattispecie 'imputabile a qualcuno'... è doveroso indagare approfonditamente le carenze nel dovere di custodia, alla base di uno smarrimento sospetto... e torniamo all'insufficente tipologia del reato, per ora definito colposo.
Un saluto affettuoso a Dean, a Marcello, a Mauro.
Ciao Natascia, non ti perderemo di vista, siamo anche con te... un abbraccio.
Giorgio.

Natascia Casu ha detto...

Dean:
<:)

Giorgio:
Sento che voi tutti mi siete vicini e questo è importante, io farò quello che mi sarà possibile poi sarà quel che sarà, sono previsti tempi lunghi e pazienza ma aspettare in questo caso non è un problema!
Una notizia fresca: a breve il senatore Bulgarelli presenterà la 3° interpellanza parlamentare sul caso di papà,
buona giornata a tutti
Natascia

stefania ha detto...

Naty sono felicissima dell'incriminazione data al primario, finalmente un baronetto dovra' rispondere dell'omicidio di papa'.
Ma comunque io e te sappiamo bene che i ns cari sono vivi, essendoci parlate varie volte su questo argomento.
Ti abbraccio a sentirci piu' tardi

Natascia Casu ha detto...

Cara e dolce Stefania
speriamo che le cose andranno nel modo giusto io non sono tanto ottimista, forse per prudenza o forse perchè è meglio non farsi illusioni.
Posso gioire del fatto che a breve ci sarà l'udienza preliminare e dato che gli Aldrovandi hanno dovuto aspettare ben due anni, direi che è un bel traguardo. Ma come mi hanno spiegato i miei legali, non è detto che a questo faccia seguito un processo dipende dal giudiche che potrebbe anche chiudere il caso.
Prendo le cose come vengono e se così fosse sarebbe solo più difficile e dispendioso ma non impossibile, quindi non ci resta che aspettare.
A presto tesoro!

stefania ha detto...

lo so e' vero tesoro, comunque puoi dire ai tuoi legali di preparare gia' un ricorso nel caso che dovesse archiviare il caso.
comunque meglio non fasciarsi la testa incrociamo le dita aspettiamo.
chiedi a checchino di liberazione di fare articoli prima del processo, e poi fate fare una conferenza stampa agli avvocati chiamando la stampa
un abbraccio

Natascia Casu ha detto...

Caio Stefy
grazie come semrpe dei tuoi consigli appena sapremo la data dell'udienza sicuramente avviserò Walter che sta seguendo il caso per liberaazione.
Chi è checchino?
Sai con Walter mi trovo bene posso essere spontanea senza il timore che dia un taglio all'articolo diverso da quello concordato insieme anche con comitato e avvocati, per la conferenza stampa penso che hai legali non dispiacerebbe, vedremo.
L'unica cosa che mi secca che a questo punto mi vedranno tutti in foto o in qualche modo e come so uscirò molto di meno a piedi come solitamente amo fare.
Ho appena visto che sei su messenger continuiamo il discorso li.

stefania ha detto...

Naty non badare a messenger lo lascio acceso sempre, scusami se non ti ho risposto subito ma ho avuto da fare, checchino e' un giornalista di liberazione molto molto bravo un vero amico una persona con una splendida sensibilita', sai piu' leggo la vs storia e piu' mi fa schifo tutto, comunque andiamo avanti.
baciiiiii

Dean ha detto...

Non mi dà assolutamente alcun fastidio che vi scambiate messaggi personali qui, ma non è la modalità più comoda per voi e la più adatta allo scopo.
Vi propongo di scrivermi una e-mail ciascuno, così io vi faccio scambiare privatamente i vostri indirizzi senza doverli esporre qui; in questo modo potrete comunicare direttamente e senza che le vostre conversazioni siano costrette a diventare pubbliche qui. Ok? :-)

Il mio indirizzo lo trovate nel mio profilo, comunque è dean.buletti@email.it.