martedì 25 luglio 2006

Due o tre cose che ho visto in Piazza Alimonda (anche se non c'ero)

Ho guardato e riguardato attentamente il video “Quale verità per Piazza Alimonda?” (in DVD distribuito con alcuni quotidiani, in vari formati scaricabile da qui).
Propongo una modesta guida alla visione.
E’ un esercizio lungo, faticoso, che non tutti avranno voglia di fare. Ma chi vuol provare ad osservare come comune cittadino, testimone, giudice popolare, potrà farsi un’idea più precisa, o farsi venire qualche dubbio in più ma circostanziato.

N.B. Non avendo strumenti più sofisticati che il lettore DVD domestico, l’indicazione di minutaggio non sarà sempre precisissima.

1’45”: Immagini del Forte San Giuliano, dei black block a stretto contatto con le forze dell’ordine, notazione sulla “giornata particolare” passata dai vertici di Alleanza Nazionale nella caserma da cui si coordinava tutto il sistema di sicurezza.
Le considerazioni di Giuliano Giuliani, che siano condivisibili o meno, toccano un elemento che sta “a monte” di tutto quanto accaduto durante il G8: la gestione della sicurezza, l’incapacità di fatto di fermare un solo black-block, la morte di Carlo Giuliani, il blitz alla Diaz e le torture di Bolzaneto, hanno delle responsabilità che vanno rintracciate in qualche punto della scala gerarchica che va dalla semplice recluta agli ufficiali in comando, alla gestione governativa delle forze di PS, su su fino a chi ha pensato a Genova dicendo “funzionerà!” (ma ce l’avete presente la morfologia di quella città?)…

3’30”: Iniziano le cariche al fianco del corteo su Via Tolemaide, almeno 400 metri prima della “zona rossa”; cariche ripetute più volte e senza giustificazione, che passano da Via Caffa.
A Giuliano Giuliani, ma anche alla Costituzione Italiana (che tutela il diritto di manifestare le proprie opinioni), quelle cariche andrebbero giustificate meglio: lì, in quel punto, in quella fase, il corteo è pacifico e ha pieno diritto di avanzare; non esiste che si giustifichi una carica in un punto, in un certo momento, per “compensare” le devastazioni che avvengono in altri punti, in altri momenti…

5’10”: La piazza viene “bonificata”; un’ambulanza è già sul punto dove morirà Carlo mezz’ora dopo. Dal filmato della microcamera impiantata nel casco di un agente (una delle parti più claustrofobiche del video, lasciata giustamente senza audio: la miglior scelta registica del filmato), si evince che un manifestante viene pestato e trascinato fino all’ambulanza.
“Come un trofeo” è un commento superfluo: qualcuno gli porge anche dell’acqua, però insomma quel che non si capisce è perché trascinino sull’asfalto il corpo esanime e non facciano avvicinare il mezzo.

7’37”: Arriva, in piazza, la Jeep del comandante (Truglio).
Contate quanti sono i carabinieri che scendono dal mezzo… sono quattro!


8’44”: la battuta sugli annichilitori di Nassiriya è un’altra uscita di G.Giuliani che si poteva tralasciare: piuttosto ricorderei come molti “dirigenti” delle operazioni di piazza sono gli stessi coinvolti nello scandalo (metà anni ’90) degli stupri e delle torture alla popolazione civile in Somalia, nella vicenda del “check-point Pasta”, eccetera.

9’39”: La Jeep di Truglio si allontana; ambulanza e cassonetto sono nella stessa posizione da almeno venti minuti.
Quanti sono, sulla Jeep che si allontana? L’altra resta all’inizio di Via Ilice.

10’20”: Al balcone un anziana seduta e vicino al cassonetto un vecchietto in calzoni corti non appaiono particolarmente minacciosi.
Al di là dell’apparente ironia, questa immagine la dice lunga sul clima che precede le cariche, tra Via Tolemaide e piazza Alimonia: gente tranquilla che passeggia per strada, che guarda dal balcone…

10’55” e seguito: I Carabinieri e le due Jeep aggirano l’aiuola centrale…
Perché? Perché semplicemente non vanno diretti?
In meno di un minuto attaccano il corteo e corrono all’indietro. Il vicequestore Lauro raccoglie un sasso e lo lancia verso via Tolemaide, sui manifestanti. Si vede anche Carlo.
Quando i CC arretrano si vedono 2 estintori, uno in mano a un Carabiniere, un altro per terra: vengono dalle Jeep? E’ mai stato appurato se sul Defender di Placanica ci fosse un estintore? Chi lo lancia o usa impropriamente per primo?
Numerosi agenti su Via Caffa, meno numerosi dei manifestanti che avanzano, ma non così meno da giustificare una “ritirata”, sono di fatto frapposti tra questi e la Jeep, che dunque non è isolata.

17’20”: ”se non addirittura lui stesso”
L’amarezza è del tutto comprensibile nel padre di questo ragazzo; comunque, quella frase è una considerazione, non un fatto.

17’55”: Il comandante chiama rinforzi, un manifestante lancia l’estintore verso la macchina.
La pistola è visibilmente già puntata (in orizzontale); l’estintore rimbalza contro il finestrino dell’auto, o viene respinto dalla suola degli anfibi del carabiniere?

18’10”: L’asse non entra nel vetro
Sì, ma primo: il vetro non c’è (aperto? Rotto in precedenza?); secondo: la foto congela un istante – dalla posizione del corpo, l’asse potrebbe (condizionale) anche entrare nel finestrino un attimo dopo…

19’10” e seguito:
La pistola è puntata in orizzontale, dritto in faccia al manifestante.
Foto D’Auria: - un fotografo di colore con pantaloni militari controlla il suo apparecchio
- un manifestante sulla sinistra dello schermo lancia qualcosa davanti alla Jeep… poco più in là, Truglio è sulle strisce pedonali, e altri agenti si muovono lungo la via, piuttosto libera…

…Ora, chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui, si domanderà: e allora? Niente di nuovo. Può essere…ma l’osservazione seguente, se posso permettermi, non trova riscontri nelle varie fonti che ho consultato:

20’14” e seguito: Siamo al momento dello sparo
Una sequenza che va vista e rivista molte volte, al rallentatore e con frequenti fermo-immagine, distinguendo di volta in volta dettagli, zone dello schermo, azioni…
Guardate sulla sinistra del retro della Jeep, sotto la targa: una nuvola nero-grigiastra si espande qualche istante prima dello sparo, prima del sasso che colpisce il tettuccio della Jeep (o che devia il proiettile, secondo i giudici). Non può essere il fumo uscito dalla canna della pistola, anche perché sarebbe troppo veloce, pesante, e poi perché al secondo sparo non c’è. No, quello è fumo di scappamento! Il Defender era a motore acceso quando parte lo sparo!
Guardate ancora: la mano sinistra dell’autista si muove sul volante, come per iniziare una manovra, (ancora) possibile prima dello sparo!
Guardate ancora: sulla destra della Jeep sembra di intravedere la luce di retromarcia accesa!
Guardate un’altra volta: Carlo cade avvolto nel fumo di scarico della Jeep!


Quando Carlo cade, notiamo:
- il fotografo di colore notato prima scatta immediatamente delle foto (chiamiamolo fotografo 1); un altro, con t-shirt nera e bermuda verdi si avvicina scattando (chiamiamolo 2).
- due manifestanti (t-shirt rossa e coda di cavallo) scappano.
- un manifestante (braccio imbottito) fa segno ad altri di arretrare, di scappare via.
E’ ovvio che ognuno reagisce secondo un istinto. E la solidarietà non è tra i più forti e diffusi…

21’45”: La telecamera si abbassa e si rialza: in 6 secondi, la Jeep è sparita.
In realtà, dallo sparo passano quasi 10 secondi, ma sono comunque pochissimi.

Rivediamo il filmato, con qualche altra annotazione:
- l’estintore, a ben guardare, sembra rimbalzare sulla ruota di scorta; ma la mano che impugna la pistola si ritrae (verso l’interno e verso l’alto) solo un attimo e torna subito ad altezza uomo, come era già nei fotogrammi precedenti!
- dall’altro lato della Jeep spunta un terzo fotografo, con una bandana sulla bocca, il gilet blu, t-shirt bianca e pantaloni “alla pescatora” (chiamiamolo fotografo 3): anche lui sta scattando raffiche di foto.
- tralasciando per un attimo la fondamentale differenza di velocità tra luce e suono, se poniamo come zero l’istante in cui si sente lo sparo (e visivamente il sasso va in frantumi), circa quattro secondi e mezzo dopo, mentre Carlo sta ancora rotolando per terra, la ruota anteriore sinistra della Jeep si muove: si notano i fori del coprimozzo, che iniziano a girare in senso orario (retromarcia)!
- l’auto passa sopra Carlo: l’immagine, prima di uscire bruscamente di campo, ci mostra la gamba e il piede destro di Carlo muoversi verso l’alto per reazione alla ruota che lo schiaccia all’addome. E’ una reazione meccanica, riflessa dai muscoli, o c’è una volontà inconscia di difesa, c’è ancora la vita dietro quel movimento?
- appena la camera torna a inquadrare, i fotografi 1 e 3 sono sopra Carlo.
- il fotografo 3 poi si avvicina alla camera: a 20’50” c’è un fotogramma in cui è ben riconoscibile, con le Birkenstock ai piedi, stempiato, i capelli corti, il collo muscoloso, la t-shirt nera con un disegno simile a un “atomo” giallo e rosso.
- arriva un altro fotografo (4) con un vistoso teleobbiettivo, la camicia bianca e rossa, il casco in testa.

23’06”: Seconda telecamera
All’inizio si vede l’altra Jeep uscire di campo a sinistra, mentre un finestrino va in frantumi per il colpo inferto da un dimostrante con quello che somiglia a una sbarra di ferro.

23’10”: L’estintore lanciato la prima volta contro la Jeep
può sembrare anche fermato dalla suola della scarpa dell’agente, ma non è così:
23’44”: qui si vede bene il piede che rimane appoggiato sulla ruota di scorta. Non viene ritratto: quel carabiniere non ha paura di un estintore vuoto, e sa che potrebbe benissimo fermarlo con un piede, se gli arrivasse addosso!

Di nuovo indietro:
23’12”: All’angolo posteriore sinistro si vede benissimo il tubo di scappamento che esce dal lato della vettura
e inizia ad emettere il fumo nero!

25’16”: Il PM fa tre ipotesi; la terza è che Placanica abbia sparato per colpire
Giuliano Giuliani dice che è “l’unica vera” e lui può dirlo. Fa anche una considerazione sui proiettili dum-dum in dotazione quei giorni alle forze del cosiddetto ”ordine”, sulla quale non ho prove per smentire o confermare.

26’30” e seguito: Raffone è sdraiato; dichiara in aula che “Placanica ci copriva”
C’è un quarto uomo sulla Jeep, come si è visto a 7’37”? Potrebbe essere lui a sparare?
Placanica ha entrambe le mani sulla testa, sulle orecchie
Lo sparatore potrebbe anche aver sparato “alla cieca”, se coperto?

27’23” e seguito: I Carabinieri avanzano verso il corpo di Carlo
L’unico vicino al corpo ormai è solo il fotografo 3.
27’31”: è ancora lui.
27’49”: qui vediamo il fotografo 2 sopra il corpo di Carlo
28’05”: appare un altro fotografo (5) con pantaloni e t-shirt neri
28’26”: un altro fotografo di colore (6) con casco, camicia bianca, badge giallo da giornalista

28’36": un agente sferra un calcio al cadavere di Carlo.
Ancora: il fotogramma fisso non dice nulla sugli istanti prima e dopo, come per quello dell’asse sferrato in direzione del finestrino: potrebbe essere involontario, potrebbe inciampare; oppure potrebbe sollevare il piede (chi ha detto che lui stia avanzando?) per non urtare il corpo…anche se l’impressione principale è che stia come “caricando” la gamba (cfr. un calciatore che sta per punire una punizione rasoterra)!

30’40”: Un fotografo viene picchiato e schiacciato sul corpo di Carlo
Dovrebbe essere Eligio Paoni, fotoreporter di guerra: è lui? Dalle immagini, dove appare soverchiato dalle tute nere, pardon dalle uniformi scure, di CC e PS, sembrerebbe il nostro numero 5…

Infine, sulla “performance” di Lauro in favore delle telecamere, e il supposto vilipendio di cadavere per cui con una pietra un agente avrebbe infierito sulla fronte di Carlo:
- sulla prima, è palesemente ridicola la corsetta appresso ad un supposto assassino lasciato andare così;
- prego di notare che, oltre alla troupe di "Terra!" di Tony Capuozzo arriva anche "il vicedirettore di Libero": ovvero la fonte "Betulla" del SISMI...c'è anche una betulla, a Piazza Alimonda!
- sulla seconda, non so che dire: non oso pensarlo. Resta il mistero di quella pietra che “cammina” da un lato all’altro del cadavere, tra una foto e un’altra…

E resta, amara e indelebile, resta amara e indelebile, resta amara e indelebile
la traccia aperta di una ferita…



Per chi ha avuto la forza di arrivare fin qui, di leggere magari rivedendo il DVD, un paio di osservazioni finali (ma non conclusive).
Innanzitutto è chiaro che avendo occhi per vedere, e rivedere, da queste immagini qualche stimolo sulla riapertura delle indagini, se fossi il giudice, me lo farei venire; dunque lo scopo di questo prodotto audiovisivo, per il sottoscritto, è riuscito. Pur nei limiti di uno strumento mediatico, culturale, e non giudiziario.
Non condivido, d’altronde, molte delle affermazioni fatte nel filmato (Giuliano Giuliani se ne assume la responsabilità con coraggio e senso civico), perché mi mancano elementi per poter giudicare meglio.
Dunque, di tutti quei fotografi, e ne abbiamo contati almeno sei (6!) apparentemente professionisti, vorrei vedere qualche altro scatto, per esempio. A Eligio Paoni hanno distrutto macchine, strappato rullini, rotto una mano e, se è lui, fatta molta paura schiacciandolo sul cadavere caldo di un ragazzino appena ammazzato con una pallottola in uno zigomo.
Gli altri? Chi sono, come si chiamano, dove hanno messo le loro foto? E non ci sono altri video?
E i testimoni, chi era in piazza, perché non si presenta a testimoniare? Perché nessuno porta una testimonianza nuova che, anche da sola, qualora fosse interessante, porterebbe alla riapertura del caso? Hanno ancora paura? Sono stranieri? Sono ricattati? Sono imputati al processo per devastazione e saccheggio? Chi sono? Sono tutti no-global? C’è qualcuno che dopo cinque anni, si sta ancora facendo mangiare dentro dai rimorsi? …Non vorrei che queste persone permettessero che si pensi di loro che sono vigliacchi. Forza, fatevi avanti! Che aspettate? Se avete visto qualcos'altro, venitemelo a raccontare.

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