Caro Babbo Natale,
non ti volevo offendere con il mio post del
13 novembre. So che
ti fai un culo così e neanche i no-global si ricordano di te quando gridano contro la Coca-Cola che sfrutta i suoi lavoratori!Se non ce l'hai con me e non mi calerai la notte del 24 dai tubi dei termosifoni con un sacco di carbone, di cui non saprei che farmi, avrei una lista di desideri da esprimerti:
Per come stanno messe le cose
a Ferrara, arriveremo vicini alla
Pasqua prima di sapere se ci sarà un processo o no.
E se eventualmente sarà un processo con rito ordinario (e pubblico), per omicidio preterintenzionale (pena da 10 a 18 anni) o per omicidio colposo (pena da 6 mesi a 5 anni); oppure se la difesa nel caso opterà per il rito abbreviato, dunque a porte chiuse e con pene ridotte di un terzo.
Ma se anche l'anno nuovo ci portasse una richiesta di archiviazione, un'assoluzione piena o comunque una condanna che non li vedrà scontare un solo giorno di carcere
(che non auguro a nessuno: per me le abolirei, ma questa è un'altra questione), caro Babbo,
fai in modo che quei quattro abbiamo modo di pensare ai Natali che la famiglia Aldrovandi avrebbe potuto passare, se quel 25 settembre fossero intervenuti come si deve.
Alle persone che non sono felici di passare il solito Natale in famiglia, ricorda loro che possono non farlo.
Alle persone che sono felici di passare il solito Natale in famiglia, buon per loro.
A chi crede in te, in Dio, in Allah, nella
fusione fredda, nel
riconteggio delle schede bianche, o nel suo
tritatutto (un consiglio per gli acquisti: clicca qui per trovare il regalo adatto a chi ti fa girare le palle!)... porta in regalo, ogni tanto, un dubbio: non è che vivendo per il proprio paradiso postumo, spesso fanno della vita altrui un inferno presente? D'altronde ognuno ha i paradisi che si merita...
A chi ha rotto i coglioni persino a Ikea perché non vende presepi, visto che sicuramente ce ne hanno già uno in casa, porta un altro presepe e poi guarda la faccia che fanno. Quando gli porgi il foglietto delle istruzioni.
Ad Anna La Rosa, sospesa per sei mesi dall'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma che va ancora in onda col suo pornosalotto dove i politici non si vergognano di farsi fare soffietti
neanche tanto metaforici (vero, Piero Fassino?), porta un frustino di pelle nera: se non sa che farsene, darà sicuramente argomenti più coinvolgenti ai suoi telespettatori...
A Berlusconi porta un cuore nuovo, che funzioni.
A Prodi non portare niente, tanto se lo prenderà con la prossima finanziaria.
A Casini porta un frustino di pelle nera, quello di Fini.
A chi aspetta l'anno nuovo perché spera che le cose migliorino, porta il coraggio di guardarsi indietro con rabbia.
A chi non si aspetta niente di buono, dal prossimo anno con più tasse, più immigrati, più inquinamento, più rotture di coglioni, porta come nuovo vicino un evasore totale della Brianza che gli parcheggia tutti i giorni il SUV davanti al cancelletto di casa. E all'evasore totale della Brianza portagli un esattore, perché non se ne vede mai in giro uno.
Per quelli che il 25 dicembre è un giorno come un altro,
per quelli che sei in gamba perché non ti candidi in politica,
per quelli che meglio Santoro di Ballarò,
per quelli che il campionato è falsato,
per quelli che il polonio lo darebbero a palate alla suocera, al capufficio, al collega più giovane e bravo, ai musulmani e a tutti quelli che gli stanno sulle balle,
per quelli che destra e sinistra son tutti uguali: a tutti loro porta un biglietto con su scritto "Hai ragione".
Sarà il più bel regalo della loro vita. Uno dei pochi.
Per quelli che non hanno niente, non gli portare niente, neanche l'ipocrisia di chi ci pensa di più a Natale.
A quelli che hanno perso un amore, una scarpa, un Clay Regazzoni, una puntata di Lost: fagli trovare sotto l'albero quello che gli manca di più - non quella cosa lì, non quella persona che se n'è andata e che non torna comunque, ma quel pezzo di loro che si è staccata un pò di tempo fa.
A quelli che hanno vinto, che hanno avuto fortuna, che trovano parcheggio, che sono guariti, che hanno avuto culo, porta loro l'ignoranza. Che non sappiano mai quanto sono minoranza.
A Welby porta una dolce morte senza sofferenza; a chi è contrario a staccargli la spina non portare sofferenza, dolore, o addirittura morte: mi basta un piccolo malditesta. Ma le aspirine gliele requisisco io.
A Natascha Kampusch, tornata oggi
in tv ingrassata e imbruttita rispetto a quando era appena uscita dalla cantina, le chiavi di un'altra cantina dove rinchiudersi e per non rompere più le balle con la sua famiglia.
Alla Franzoni, un pigiama nuovo.
A Taormina, gli originali della
sua perizia psichiatrica per cui ha mollato la Franzoni.
Alla famiglia di Ilaria Alpi, gli originali dei documenti che Taormina ha insabbiato per non far venir fuori la verità sulla morte della giornalista. Che non era più coraggiosa delle altre, è che al TG1 ti danno una scorta migliore (e che costa di più).
Ai giornalisti italiani col tesserino un bel contratto nuovo nuovo, che senza certe firme non sai a chi dare la colpa.
E che non si debbano più vergognare del loro mestiere, se lo fanno.
A quelli che vogliono diventare famosi in TV senza saper fare un cazzo, porta due lauree da 110 e lode, abilità di prestidigitazione, funamboliche e di contorsionismo, forza erculea e aspetto apollineo, un pò di raccomandazioni e le amicizie giuste, così poi ci fanno una figura peggiore e non solo loro.
A quelli che vogliono rimanere se stessi, falli diventare famosi.
A tutti quelli che non ne possono più dei Telethon, della solidarietà via sms, con carta di credito,
a tutti quelli che non sopportano più chi si lamenta che non ci ha una lira e va allo stadio, segue le trasferte, compra i gadgets, si abbona a SkyCalcio,
a tutti quelli che non ce la fanno più dei cinepanettoni e di chi ne parla, di chi li fa anche se è di sinistra,
a chi non vuole le discariche, le centrali a carbone, gli anelli ferroviari, le targhe alterne
porta
una fetta di salame condivisa con uno sconosciuto sulla porta di casa,
un pallone di carta e scotch in quei corridoi delle medie,
una pellicola di Stanlio e Ollio al cinemino dell'Oratorio,
una biciclettata in campagna,
un ricordo pulito. E la forza di pulire intorno a sé.
Caro Babbo Natale, agli amici che sì, sì ci vediamo e poi non ti invitano mai,
ai colleghi che ti danno pacche sulle spalle e appena le giri spettegolano di te,
ai parenti che si fanno vivi una volta l'anno e chiedono se va tutto bene,
a quelli che non ci riescono, ad essere più buoni,
porta qualche altra occasione. E la capacità di approfittarne.
A tutti quelli che ho dimenticato: ci siete anche voi, in questa lista: rileggetela...
Buone Feste e all'anno prossimo!