martedì 19 dicembre 2006

Una letterina a Babbo Natale...e una velina a Prodi!


Caro Babbo Natale,
non ti volevo offendere con il mio post del 13 novembre. So che ti fai un culo così e neanche i no-global si ricordano di te quando gridano contro la Coca-Cola che sfrutta i suoi lavoratori!

Se non ce l'hai con me e non mi calerai la notte del 24 dai tubi dei termosifoni con un sacco di carbone, di cui non saprei che farmi, avrei una lista di desideri da esprimerti:

Per come stanno messe le cose a Ferrara, arriveremo vicini alla Pasqua prima di sapere se ci sarà un processo o no.
E se eventualmente sarà un processo con rito ordinario (e pubblico), per omicidio preterintenzionale (pena da 10 a 18 anni) o per omicidio colposo (pena da 6 mesi a 5 anni); oppure se la difesa nel caso opterà per il rito abbreviato, dunque a porte chiuse e con pene ridotte di un terzo.
Ma se anche l'anno nuovo ci portasse una richiesta di archiviazione, un'assoluzione piena o comunque una condanna che non li vedrà scontare un solo giorno di carcere (che non auguro a nessuno: per me le abolirei, ma questa è un'altra questione), caro Babbo, fai in modo che quei quattro abbiamo modo di pensare ai Natali che la famiglia Aldrovandi avrebbe potuto passare, se quel 25 settembre fossero intervenuti come si deve.

Alle persone che non sono felici di passare il solito Natale in famiglia, ricorda loro che possono non farlo.
Alle persone che sono felici di passare il solito Natale in famiglia, buon per loro.

A chi crede in te, in Dio, in Allah, nella fusione fredda, nel riconteggio delle schede bianche, o nel suo tritatutto (un consiglio per gli acquisti: clicca qui per trovare il regalo adatto a chi ti fa girare le palle!)... porta in regalo, ogni tanto, un dubbio: non è che vivendo per il proprio paradiso postumo, spesso fanno della vita altrui un inferno presente? D'altronde ognuno ha i paradisi che si merita...

A chi ha rotto i coglioni persino a Ikea perché non vende presepi, visto che sicuramente ce ne hanno già uno in casa, porta un altro presepe e poi guarda la faccia che fanno. Quando gli porgi il foglietto delle istruzioni.
Ad Anna La Rosa, sospesa per sei mesi dall'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ma che va ancora in onda col suo pornosalotto dove i politici non si vergognano di farsi fare soffietti neanche tanto metaforici (vero, Piero Fassino?), porta un frustino di pelle nera: se non sa che farsene, darà sicuramente argomenti più coinvolgenti ai suoi telespettatori...
A Berlusconi porta un cuore nuovo, che funzioni.
A Prodi non portare niente, tanto se lo prenderà con la prossima finanziaria.
A Casini porta un frustino di pelle nera, quello di Fini.
A chi aspetta l'anno nuovo perché spera che le cose migliorino, porta il coraggio di guardarsi indietro con rabbia.
A chi non si aspetta niente di buono, dal prossimo anno con più tasse, più immigrati, più inquinamento, più rotture di coglioni, porta come nuovo vicino un evasore totale della Brianza che gli parcheggia tutti i giorni il SUV davanti al cancelletto di casa. E all'evasore totale della Brianza portagli un esattore, perché non se ne vede mai in giro uno.

Per quelli che il 25 dicembre è un giorno come un altro,
per quelli che sei in gamba perché non ti candidi in politica,
per quelli che meglio Santoro di Ballarò,
per quelli che il campionato è falsato,
per quelli che il polonio lo darebbero a palate alla suocera, al capufficio, al collega più giovane e bravo, ai musulmani e a tutti quelli che gli stanno sulle balle,
per quelli che destra e sinistra son tutti uguali: a tutti loro porta un biglietto con su scritto "Hai ragione".
Sarà il più bel regalo della loro vita. Uno dei pochi.

Per quelli che non hanno niente, non gli portare niente, neanche l'ipocrisia di chi ci pensa di più a Natale.

A quelli che hanno perso un amore, una scarpa, un Clay Regazzoni, una puntata di Lost: fagli trovare sotto l'albero quello che gli manca di più - non quella cosa lì, non quella persona che se n'è andata e che non torna comunque, ma quel pezzo di loro che si è staccata un pò di tempo fa.
A quelli che hanno vinto, che hanno avuto fortuna, che trovano parcheggio, che sono guariti, che hanno avuto culo, porta loro l'ignoranza. Che non sappiano mai quanto sono minoranza.

A Welby porta una dolce morte senza sofferenza; a chi è contrario a staccargli la spina non portare sofferenza, dolore, o addirittura morte: mi basta un piccolo malditesta. Ma le aspirine gliele requisisco io.
A Natascha Kampusch, tornata oggi in tv ingrassata e imbruttita rispetto a quando era appena uscita dalla cantina, le chiavi di un'altra cantina dove rinchiudersi e per non rompere più le balle con la sua famiglia.
Alla Franzoni, un pigiama nuovo.
A Taormina, gli originali della sua perizia psichiatrica per cui ha mollato la Franzoni.
Alla famiglia di Ilaria Alpi, gli originali dei documenti che Taormina ha insabbiato per non far venir fuori la verità sulla morte della giornalista. Che non era più coraggiosa delle altre, è che al TG1 ti danno una scorta migliore (e che costa di più).
Ai giornalisti italiani col tesserino un bel contratto nuovo nuovo, che senza certe firme non sai a chi dare la colpa.
E che non si debbano più vergognare del loro mestiere, se lo fanno.

A quelli che vogliono diventare famosi in TV senza saper fare un cazzo, porta due lauree da 110 e lode, abilità di prestidigitazione, funamboliche e di contorsionismo, forza erculea e aspetto apollineo, un pò di raccomandazioni e le amicizie giuste, così poi ci fanno una figura peggiore e non solo loro.
A quelli che vogliono rimanere se stessi, falli diventare famosi.

A tutti quelli che non ne possono più dei Telethon, della solidarietà via sms, con carta di credito,
a tutti quelli che non sopportano più chi si lamenta che non ci ha una lira e va allo stadio, segue le trasferte, compra i gadgets, si abbona a SkyCalcio,
a tutti quelli che non ce la fanno più dei cinepanettoni e di chi ne parla, di chi li fa anche se è di sinistra,
a chi non vuole le discariche, le centrali a carbone, gli anelli ferroviari, le targhe alterne
porta
una fetta di salame condivisa con uno sconosciuto sulla porta di casa,
un pallone di carta e scotch in quei corridoi delle medie,
una pellicola di Stanlio e Ollio al cinemino dell'Oratorio,
una biciclettata in campagna,
un ricordo pulito. E la forza di pulire intorno a sé.

Caro Babbo Natale, agli amici che sì, sì ci vediamo e poi non ti invitano mai,
ai colleghi che ti danno pacche sulle spalle e appena le giri spettegolano di te,
ai parenti che si fanno vivi una volta l'anno e chiedono se va tutto bene,
a quelli che non ci riescono, ad essere più buoni,
porta qualche altra occasione. E la capacità di approfittarne.

A tutti quelli che ho dimenticato: ci siete anche voi, in questa lista: rileggetela...

Buone Feste e all'anno prossimo!

8 commenti:

nicola ha detto...

a te un figlio che ti cambi la vita come l'ha cambiata a me il mio, buon natale e figli come vengono

erpischello ha detto...

Caro Babbo Natale,
io vorrei una persona che mi dicesse "Non aver paura" almeno ogni 15 secondi...ma forse è più facile ricevere in dono un ricovero in manicomio.
Condivido la tua rabbia, pienamente. Buon Natale e soprattutto buon anno a te e alle persone che ami.

Anonimo ha detto...

Lettera al Corriere della Sera, Resto del Carlino, Estense.com, Liberazione, La Repubblica, Telestense, Avvenimenti, La Nuova Ferrara, Chi l’ha visto?


Cari Giornalisti

alcuni giorni fa si è tenuta a Ferrara la parte finale dell’incidente probatorio relativo alla "Super Perizia": è stato ribadito che la droga e l’alcool nulla hanno a che vedere con la morte di Federico.

Eppure il mattinale della Questura il 26 settembre 2005 parlava di una morte per malore...Eppure il Questore Elio Graziano ed il Capo della Squadra Mobile, Pietro Scroccarello, hanno detto alla famiglia, dandolo per scontato, che "Federico era morto per droga"... Le stesse affermazioni sono state ribadite a Dean Bulletti. Giornalista di Chi l’ha Visto, dal Questore Graziano. Neanche menzionando, anzi tacendo, che Federico era pieno di lividi, di manganellate, che aveva lo scroto rotto, la natica destra abrasa dall'asfalto, lividi sul collo, ai polsi, tumefazioni in front, gli abiti intrisi di sangue…

In quella sciagurata mattinata anzi, il Sig. Pietro Scroccarello aggiungeva una frase sibillina: "purtroppo succede nelle migliori famiglie": cosa? Che cosa? Che uno non rientri mai più a casa perchè incontra i manganelli di 4 Agenti della Polizia di Stato?

Oggi, dopo 15 faticosi mesi, sappiamo che sono bugie, inventate di sana pianta.

Lo dico e lo gridiamo forte: BUGIE!

Ne siamo sicuri, perché tante, troppe, mille stranezze, ruotano attorno all’omicidio di Federico: il Magistrato che non interviene per l’ispezione del cadavere, che non sequestra la vettura asserita danneggiata a calci da Federico dagli agenti, il mancato ascolto dei 4 agenti nelle ore immediatamente successive all’omicidio, l’aver posto sotto vigilanza non chi quella mattina in un qualche modo a avuto a che fare con la morte di Federico: lo dico con una nota di disappunto personale, per essermi visto piombare in Ufficio 5 agenti della Digos spediti dal Procuratore Capo Messina per via delle mie diffamazioni, oltraggi e minacce ai "massimi vertici della Questura", cioè quelli che hanno detto le "bugie". Decisione legittima, ma che di fronte a quello che è emerso (e che emergerà) ci rende ancora più convinti della verità di fondo.

Come noto, in questi mesi c’è chi ha cercato di trasformare un episodio di delinquenza comune in fatto politico, a mio modesto avviso per sviare il nocciolo della questione: la morte di Federico ci ha fatto riscoprire tutti senza la certezza dei diritti civili.

Né più né meno di ciò che negli anni ‘50 e ’60, e ancor prima e ancor dopo in Sudafrica, veniva negato ai neri del sud degli Stati Uniti: il diritto alla dignità di persone.

Sabato 16 dicembre, un bel gruppo si è ritrovato a Ferrara, al cimitero di San Luca: lì è stato intonato "Amazing Grace", un canto composto nel 1782 da tal John Newton, schiavista e commerciante di neri, il quale pentitosene, compose questo inno, che divenne da subito, per assurdo, uno degli inni più cantato dai neri, di protesta, di dolore...

Ecco, quello che sta accomunandoci alla lunga lista delle Ingiustizie che la Storia ci presenta è proprio questo: loro erano schiavi e cantavano, noi abbiamo patìto un lutto e non abbiamo odio nei nostri cuori, ci hanno chiamati "sciacalli", "savana ululante" e siamo davanti ad una tomba a piangere. Tanti volti, sabato, sono stati rigati dalle lacrime.

Raggiungeremo, con la determinazione e l’ostinazione dei nostri cuori, Giustizia e Verità.

MAURO CORRADINI ALDROVANDI

Dean ha detto...

Mauro

A parte che il mio cognome è con una "L" sola,
ti pregherei di non cercare di avallare le tue opinioni personali, attribuendo a me affermazioni false:
a me l'ex-questore Graziano disse che "tanto prima o poi verrà fuori che è morto per la droga" ma NON tacque sulle ferite che sommariamente riporti nella frase successiva, sapendo che io avevo accesso alle foto dell'autopsia e avevo filmato i vestiti di Federico: le spiegò per come gli erano stati riferiti i fatti dai suoi "ragazzi". Tutto qui.

Tutto il resto sono tue considerazioni che hai pieno diritto di esprimere, ma che non trovano giustificazione nel frutto del mio lavoro,
per il quale non mi posso certo vantare di avere avuto conseguenze solo piacevoli (ma questa è un'altra storia)...

Buon Natale
sereno anche per te
se possibile

Anonimo ha detto...

Beh, più che FALSE, direi INESATTE...
In realtà la seconda parte, quella che riguarda le feritre, la riferisco alla famiglia, mesi prima che tu incontrassi il (ex) Questore.

A te, giornalista di Chi l'ha visto? disse quello che sappiamo: la platea era troppo ampia ed importante per lasciarsi sfuggire una così ghiotta occasione!

Ma, avendo Dean BULETTI intervistato, ora l'affermazione si trasformerà in un pericoloso boomerang, almeno lo speriamo tutti.

In sostanza, un conto e che lo dica io che Il Sig. (ex) Questore Graziano ha detto cose non rispondenti alla realtà, un conto è che lo dica Dean nell'ultima puntata di Chi l'ha visto? dedicata a Federico: questo hai ricordato al nuovo Questore Savina.

Ma a proposito di "altra storia", ma Rai 3 non era la patria di Tele Kabul?

Un abbraccio!
MAURO

nicola ha detto...

visto che siamo in argomento di interviste, chi ha deciso i tagli dell'intervista dean/savina? tu dean, affermasti che si trattò di una lunga chiaccherata serena o qualosa del genere, e in trasmissione avete mandato 2-3 minuti

i tagli li hai fatti tu?

ti dispiace pubblicare l'intervista integrale?

grazie anticipatamente per quando risponderai

Roswita ha detto...

Che la vita ti sia festa carissimo Dean
una vecchia amica

Anonimo ha detto...

buon natale dean e buon anno nuovo
Debora