giovedì 12 febbraio 2009

è un ragazzo!

Questo cosetto qua, intorno al 21 luglio, sarà Raffaele Buletti.

Qui il suo profilo sinistro. Notare il cervello... tutto suo padre, specie negli attributi! ;-)

Già, è definitivamente maschio, come si può vedere dalla protuberanza nel cerchietto rosso.

(E' ecografato da sotto: quelle due righe bianche sono i femori, ora lunghi 2 centimetri e mezzo circa - clic sulle foto per ingrandirle).

La ecografista, quando gliel'ha visto, ha esclamato: "E' un ragazzo".

Benvenuto, Papocchietto!
E GRAZIE Eloisa. TI AMO. Anzi, VI!

qualcuno era democratico

Cantava - o meglio, recitava-, tra l'altro, Gaber:
"(...) Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.(...)"


Oggi mi vien da dire:
Qualcuno era democratico perché Ignazio Marino è una brava persona.
Qualcuno era democratico perché Renato Schifani non è una brava persona.



L'ultima trovata del PD è di far fuori il senatore Marino dal suo ruolo di Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e di sostituirlo con una carneade teodem che tanto piace a Rutelli.
Il motivo evidentemente sono le sue recenti dichiarazioni sul caso Englaro e non quello "tecnico" da lui stesso commentato (p.es. qui).
Ora la relazione di minoranza sulla proposta di legge sul testamento biologico sarà presentata da una cattolica che fondamentalmente è d'accordo con le posizioni retrograde del Governo. Evviva l'opposizione democratica italiana.

Il senatore, che ha un ottimo sito internet (e tiene pure un blog vero), è un chirurgo specializzato in trapianti, un luminare, come si dice. E' stato ospite a Chi l'ha visto? qualche puntata fa per smentire le leggende urbane terroriste del ministro Maroni (che aveva sparato stronzate tipo "In Italia scomparsi 3-400 bambini clandestini utilizzati per il traffico d'organi"...).
L'ho incrociato nei corridoi di Via Teulada quella sera, con i suoi occhialetti alla Harry Potter. Non ci ho parlato personalmente, ma fino a un minuto prima non sapevo nemmeno chi fosse e ho pensato: "questo è un ottimo medico e una brava persona". Niente di più, niente di meno.

Poi, durante la diretta, un funzionario ha insistito che sotto la sua faccia venisse messo un "sottopancia" che oltre che nome e cognome, portasse anche la dicitura "senatore PD". Ho pensato "e chissenefrega, non è qui per quello", evidentemente in solitudine.

mercoledì 11 febbraio 2009

meno male che c'è Schifani


Lo scrivo solo adesso, ma è un paio di giorni che mi gira nel cervello...
DEL PERCHE' IL CENTROSINISTRA NON HA UNA CLASSE DIRIGENTE IN GRADO DI GUIDARE QUESTO PAESE*

Lunedì sera, ora di cena: i TG danno la notizia che Eluana Englaro è morta (o meglio: ha finito di morire dopo 17 anni di inutili sofferenze e deperimento).
Aula del Senato riunita per approvare un disegno di legge aberrante voluto da Berlusconi contro la sentenza della Magistratura, contro la Costituzione, contro la posizione del Presidente della Repubblica, contro l'opinione della maggioranza degli italiani (a credere ai sondaggi)...
un debosciato sbraita che "Eluana è stata ammazzata", gli risponde la Finocchiaro. Non entro neanche nel merito: accettare di rispondere nel merito a certe provocazioni con un ragionamento civile significa già cedere terreno all'avanzare di un certo fascismo...
ma non è di tutte queste cose, arcinote, viste riviste e ritrite su TV e giornali in questi giorni, che voglio parlare.
L'ho visto e ascoltato a Blob, ripreso dal canale televisivo del Senato:
presiede la seduta il vicepresidente Vannino Chiti (PD). Un uomo che nella vita non ha mangiato abbastanza prugne secche.
Durante la bagarre torna il presidente Schifani e riprende il suo posto, proclama il minuto di silenzio e così via. Quando Schifani si avvicina al trono della presidenza, il microfono capta alcune parole di Chiti che si è accorto del suo arrivo.

"Meno male", ha detto. Meno male.


* Perché non mangia abbastanza prugne secche.

punto tivvù


Inaugurati i nuovi portali Rai, rai.it e rai.tv.

Sul secondo in particolare si posso seguire le trasmissioni in diretta web e (ri)vedere molti filmati.
Come per esempio (ma è proprio un esempio a caso, eh!) i miei due ultimi filmati di Chi l'ha visto? sulla scomparsa di Alessandro Ciavarrella, sedicenne di Monte Sant'Angelo (FG) che da oltre un mese manca da casa e per il quale qualcuno parla ormai esplicitamente di lupara bianca.

Trovare questi filmati con chiavi di ricerca è quasi impossibile, partendo da Google ancora peggio. Dunque, rimane la pressoché totale impenetrabilità dei siti Rai, pieni zeppi di schifezze Microzozz (se non avete l'ultimo Silverlight i video non si vedono, ma anche quando si vedono si piantano che è una bellezza), pagine in flash e codici "nascosti" dunque illeggibili da parte dei motori di ricerca, e che spesso e volentieri fanno "piantare" il browser...
Dunque a che serve tutto questo (dispendio di danari compreso)? Non a far "trovare" informazioni, filmati e altre cose "targate" Rai da parte di normali navigatori del web, ma solo da parte di chi "parte" digitando l'indirizzo dei portali Rai e da lì dentro sa come arrivare (se dotato di fortuna) a qualcosa che già stava cercando. Oppure a mostrare cose casuali a cui l'utente può accedere grazie a link interni decisi dall'emittente. Demenziale, vero?

Nel nostro caso, per segnalare i due filmati, non resta altro che appiccicare due bei link: qui c'è il primo filmato, qui il secondo. Andate, cliccate, visualizzate (pure più volte), votate, e moltiplicatevi! ;o)

Giusto per fare un esempio dell'assurdità ecco l'indirizzo per esteso di uno di questi video:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-87805725-45d9-4967-8128-323abc116702.html
... facile, no?

quasi come point brecc


La battuta è fin troppo facile: ma quelli veri, quando li beccano?

(fonte: "Rapina in banca con le maschere di Berlusconi e Dell'Utri", su corriere.it)

martedì 10 febbraio 2009

testamento bio-logico

Per fortuna che sono svizzero.
Per fortuna che da noi c'è gente come Ludwig Minelli, che ha fondato Dignitas.
Per fortuna però che esiste anche Exit Italia, anche se pochi lo sanno.

Mi chiamo Dean Buletti, sono nato a Lugano (Svizzera) il 18.06.1970.
Questo è il mio testamento bio-logico.
Nel pieno possesso delle mie facoltà mentali e morali, che appartengono solo a me stesso, dichiaro quanto segue:
se dovessi ammalarmi irrimediabilmente, se dovesse capitarmi un incidente o qualunque altro evento che mi rendesse la vita non degna di essere vissuta pienamente per come la concepisco ora, esprimo il desiderio,
se ne fossi ancor in grado, di rivolgermi a Dignitas o associazioni simili, per ricorrere al suicidio assistito o eutanasia che dir si voglia;
se non avessi più coscienza, se mi trovassi in coma irreversibile, in stato vegetativo, o in altro stato che renderebbe non dignitoso il far proseguire artificialmente le sole funzioni biologiche di questa meravigliosa macchina che è il mio corpo, chiedo che, per un gesto che sarebbe solamente d'amore, chi mi fosse vicino davvero in quei momenti (penso alla mia compagna Eloisa, in primo luogo), eseguisse la decisione che con queste parole prendo e dichiaro essere il mio volere per sempre: staccatemi macchine, tubi, sonde, qualunque oggetto artificiale che entri o tocchi o solamente controlli il mio corpo, lasciatemi andare, lasciatemi morire. Evitatemi di soffrire, anche per mezzi di oppiacei o altre sostanze adatte a questo scopo, anche se dovessero accelerare il cammino verso la morte.
Se poi qualcuno degli organi del mio corpo fosse utilizzabile per un trapianto, non esitate un solo secondo a farlo.
Poi, evitatemi l'ipocrisia di un funerale religioso: cremate il mio corpo e disperdete le mie ceneri, magari tra i boschi vicino il mio Monte (chi mi conosce sa dove intendo).
E non piangete, anzi bevete vino e ascoltate buona musica allegra.
E liberatevi dal virus della religione e dalla schiavitù del potere dell'uomo sull'uomo.
Io ci provo, ogni giorno, finché ho la forza e la ragione per farlo.

venerdì 6 febbraio 2009

eutanasia

C'era una volta una bella ragazza che sorrideva sempre.
Poi è successo qualcosa di terribile, forse un incidente.
Da anni è come un vegetale.
Ora finalmente un uomo ha deciso di porre fine alle sue inutili sofferenze,
staccando la macchina che la nutriva artificialmente.

Lui si chiama Silvio. La ragazza, Costituzione.


(post ispirato da questo articolo, da questo post, oltre che da un pò tutto quello che accade in Italia ultimamente).

vigili inurbani


Ecco perché da trentanni i vigili a Roma non avevano la pistola.
Finora.


Alberta è sera, d'estate, e Roma la sera d'estate è dolce e leggera e Alberta è giovane e lo sa bene. Luglio. 16 Luglio. 16 Luglio 1980. A Roma nel 1980 il sindaco si chiama Petroselli, alla Roma non è ancora arrivato né Falcao, né lo scudetto del Barone Liedholm e qualche punk si ritrova ancora sotto la scalinata di piazza di Spagna. Già, proprio fashion square! Ma Alberta chissà a che pensa, e chi può dirlo?, nella sua fiat 500 che era già vecchia all'epoca, perché su quei sedili ci si saranno innamorati i genitori o gli zii, o forse pure lei, chissà? Chissà se era innamorata, quella notte, a Trastevere, una Trastevere non ancora invasa dai turisti americani, dove però gli anziani già vedevano davanti agli occhi la loro giovinezza strappata via, pure nei ricordi, pure nelle abitudini. Una Trastevere che poco lontano, poco tempo prima aveva visto una ragazza cadere, sotto il proiettile di una divisa. E Alberta è sera d'estate, Alberta che poteva essere Giorgiana, che poteva essere chiunque nella fiat 500, passa il varco di Santa Maria in Trastevere, già terra proibita, senza togliere il piede dall'acceleratore, perché 21 anni, perché a Roma la sera d'estate è dolce e leggera e poi chi lo sa, chi lo sa perché. Dopo alcune decine di metri, Alberta si ferma, la fiat 500 si ferma, il mondo intorno no. Quello non si ferma. E' ferita Alberta. Sanguina. Ma ci vorrà poco a capirlo. E' morta Alberta. Alberta Battistelli. Alberta Battistelli, 21 anni. Alberta Battistelli, 21 anni, studentessa romana. E tra i proiettili che le hanno sparato i vigili urbani, dopo il varco, dopo l'infrazione, uno, quello mortale, e lo dirà la perizia balistica, gliel'hanno esploso da 20 cm. Da 15-20 cm. Per essere esatti.

(Ho preso questo testo da qui)

P.S. Pare che Alberta fosse tossicodipendente. Non lo so, ma non cambia di una virgola.
Perché nella Capitale, dove periodicamente qualcuno muore in motorino per le buche nelle strade, male illuminate, piene di detriti, ci mancavano pure i pizzardoni pistoleros.

giovedì 5 febbraio 2009

post 413 - intorno ai perché dell'inutilità di questo blog

L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.
[...]
Non esiste solo il potere che si esercita nelle decisioni, ma anche un potere meno visibile che consiste nel fatto che certe decisioni non sono neanche proposte, perché difficili da gestire o perché metterebbero in questione interessi molto stabili.
La grande differenza tra i valori proclamati e i valori reali della società, l’omologazione, fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza degli esseri umani, non più l’ingegno delle élites culturali o l’attività dei politici.
L'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti "moderati", dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà - se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia - una forma "totale" di fascismo. Ma questo Potere ha anche "omologato" culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e della joie de vivre.
Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare.


Questo era Pasolini, era il 1962.

Oggi, quel Potere non ha più un volto bianco, ed è rappresentato dalla Maggioranza.
E la Maggioranza è rappresentata da chi fa televisione...


Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè - come dicevo - i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.
L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che “omologava” gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale “omologatore” che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo? No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i “figli di papà”, i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli. Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari - umiliati - cancellano nella loro carta d’identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di “studente”. Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo borghese, nell’adeguarsi al modello “televisivo” - che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale - diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio “uomo” che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali. La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto "mezzo tecnico", ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre.


(P.P.Pasolini, Corriere della Sera, 9 dicembre 1973)


Ma se (...) non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare.

lunedì 22 dicembre 2008

purple haze

Papa Razzy: "Non sono una rockstar".

Peccato. Chissà come gli verrebbe, suonare il crocefisso coi denti.

Merry Crisis and a Happy new Fear

come parlare sporco e influenzare la gente


Mi torna improvvisamente in mente il titolo del libro di Lenny Bruce, andando a dare un'occhiata alle statistiche degli accessi a questo blog in questi giorni. Cercavate un consiglio per un regalo di Natale? Ciccia, il libro risulta esaurito. Segno dei tempi.

Sabato addirittura 3'729 visitatori, 3500 dei quali provenienti da motori di ricerca. Il 99% di loro cercava Ilaria D'Amico.
Di solito sto sotto il centinaio, dovrei solo che esserne contento.
Evidentemente sono tutti alla ricerca di un nuovo leader dell'opposizione, in Italia.

Chissà quanti capiteranno qui se scrivo un post tipo questo:
Ilaria D'Amico quando non è vestita, è nuda. Su Internet si vedono diverse foto di lei più o meno svestita. E' bona, e questo si sa già senza cercare su google. Eppure io nel mio post ne scrivevo per fare satira su Berlusconi e Veltroni. Ha il culo di fare la presentatrice in tv, su Sky e su La7, ma si sa che lì ci vanno pure i Bocchino e i Latorre. Non ce ne importa una sega, di Bocchino. Qui ci importa di Ilaria D'Amico. Ha due tette, ma se scrivo che ha tre tette forse arriva qualche visitatore in più. Lei i giocatori di calcio li fa parlare. Qualche collega li frequenta nell'intimo, e non per giocarci a scopa, e quando parlano non ci capisce una sega. Specie se non parlano sporco.

Fin qui qualche utente in più si raggranella. Ma se avvicino al nome, all'insieme di caratteri che forma le parole Ilaria D'Amico a paroline magiche tipo sesso, scopare, figa, trombare, eccetera
è sicuro che tiriamo su più gente che gli amici di Veltroni su feisbùc.
O forse no. Perché ho commesso l'errore di scrivere la parola satira. Due volte.

rapitori di bambini

Unione Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. U.N.I.T.A.L.S.I., si chiama così la banda di malviventi a volto coperto che gestisce un lager ad Ascoli Piceno dove viene tenuto segretato un bambino di 3 anni, strappato alla madre con la forza. E' nato a Mazara del Vallo ed è figlio di una ragazza madre. Che per questo non ha la capacità educativa, secondo un'altra associazione a delinquere chiamata Tribunale dei Minori. Ma soprattutto ha il torto di appartenere ad una razza inferiore: è infatti una rom. E quando ha cercato di riprendersi suo figlio, l'hanno arrestata.

Questa è una notizia all'incontrario*. Ma neanche troppo. E' più raccapricciante dell'originale? Scopritelo da soli.Qui quella "vera". Brrr!


*Reference: il sogno all'incontrario di Paolo Rossi.

craig & barack

Qualche tempo fa a Mosca una tigre è scappata da uno zoo.
Vladimir Putin le ha dato la caccia di persona.
Non vedrete mai Barack Obama dare la caccia a una tigre.
Barack Obama ci si metterebbe a ragionare, con la tigre.
La tigre si renderebbe conto di avere torto nel conflitto
e tornerebbe pacificamente nella gabbia.
(Craig Ferguson, The Late Late Show, 18/12/2008, CBS).


Barack Obama ha detto che andrà a Washington per il giuramento da presidente in treno.
E' stato un annuncio a sorpresa per molti.
Tutti pensavano che ci sarebbe andato camminando sull'acqua.
(Craig Ferguson, The Late Late Show, 19/12/2008, CBS).

Craig Ferguson è un attore scozzese brizzolato, ex-alcoolista, che ogni sera va in onda sulla CBS dopo il ben più famoso (da noi) David Letterman. Un mio piccolo mito. Non ai livelli del compianto, infinito George Carlin, ma un ottimo artigiano della satira.

venerdì 19 dicembre 2008

in pyramid we trust

"Tutti ricordano i nomi dei faraoni per cui le piramidi sono state costruite, ma nessuno si ricorda il nome degli schiavi che sono morti per costruirle". (Bertolt Brecht)

Il più grande genio della truffa finanziaria di questi tempi (di crisi) si chiama Bernard Madoff.
Fino a poche settimane fa era uno dei guru del capitalismo mondiale, era stato persino direttore del NASDAQ, la borsa elettronica di Wall Street.
Adesso è uno degli uomini più odiati dagli investitori di tutto il mondo.
A leggere i giornali e a guardare telegiornali e siti web, sembrerebbe un diabolico manipolatore di hedge funds, blue chips, covered warrants, futures e junk bonds.

Invece la sua è la solita truffa, vecchia come il mondo ma evidentemente rivalutata dall'avanguardia del capitalismo monetario: la catena di Sant'Antonio, lo schema piramidale del marketing multilivello, lo schema di Ponzi.
Finché si trovano sempre nuovi gonzi disposti a cedere il loro denaro ad un sistema a piramide in cambio di promesse di guadagni mirabolanti, chi sta in cima ci guadagna; ma prima o poi i soldi e/o i gonzi finiscono, o vogliono avere (specie in tempi di crisi) almeno una parte di quei fantastici guadagni che gli avevano promesso. E la piramide si sgretola.
E adesso tutti a dare addosso a Madoff e a sperare che Obama ci salvi dalla crisi.

Ma come è possibile che praticamente l'intero sistema finanziario mondiale abbia beccato una botta del genere, un terremoto che tocca tutti (TUTTI!) i professionisti del settore, le maggiori banche e imprese del mondo globalizzato?
Non ce la stanno raccontando giusta: o sono complici, e nella vita il loro scopo è costruirsi una propria piramide o almeno scalare quelle degli altri; oppure sono tutti dei creduloni senza cervello?
Come si fa a credere che il sistema può crescere all'infinito arricchendo qualcuno sempre di più senza impoverire la base della piramide, che per forza si allarga continuamente?
Dov'è la logica, la razionalità degli economisti? Davvero credono che l'economia sia un sistema aperto?
Non bisogna essere dei matematici o dei fisici, e nemmeno dei filosofi o dei geni della finanza...

Non so voi, ma quando quelli del Kirby mi suonano al citofono, io li mando gentilmente a quel paese: perché loro no?

giovedì 18 dicembre 2008

a una settimana da Natale


E' una settimana che non scrivo sul blog. E' una settimana che è successo di tutto.
Le cose che accadono in italia ormai aumentano solo la depressione, e commentarle pure. Quindi eviterei.

Invece ben altre novità "nella vita privata", come direbbero gli oroscopi, mi hanno distratto altrimenti! ;o)
Ma ne parlerò più avanti...

Due avvisi per chi si trovasse a passare di qui tra oggi e lunedì/martedì prossimi:
1) lunedì a "Chi l'ha visto?", dopo 5-6 rinvii, dovrebbe finalmente andare in onda un mio doppio filmato su una storia complessa e drammatica di 'ndrangheta, lupare bianche e latitanze dello stato... ma ancora non ci credo.
Intanto è on-line il nuovo sito del programma. Che fa schifo.

2) ripassate di qua prima di Natale e vi garantisco una bella sorpresa, su questa "novità nella vita privata"! :-)

Intanto cominciate a slacciarvi le scarpe. Tutte quelle che avete nell'armadio. E' una questione morale.

venerdì 12 dicembre 2008

Caro amico ti scrivo


(...) e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra (...)

WIP

Work in progress...

prova MU from Dean Buletti on Vimeo.

(post per verificare alcune cosucce tecniche).

mercoledì 10 dicembre 2008

di rimbalzo in rimbalzo


Il poliziotto greco non ha sparato ad altezza uomo.
Per forza: aveva davanti un ragazzino.

La ballistica è una scienza esatta.
Anche l'udito, però, può essere un'arma: io, nel video, sento almeno due colpi ravvicinati...



P.S.
Non so voi, ma io col greco me la cavo maluccio, perciò seguo un pò l'andamento delle cose su
Indymedia-Atene in inglese... alla faccia dell'antiglobalizzazione.

martedì 9 dicembre 2008

A.A.A. ... Z


Andreas, Alexis, Alexandros Andreas, non so il tuo nome
non so come si pronuncia o si scrive.
Leggo Grigoropoulos e sento l'odore secco degli ulivi
e della cordite,
e i marmi antichi che non sorridono quasi mai
e i ragazzi che s'incontrano in giro
per Atene, Kos, Alonissos, Creta
che sorridono quasi sempre.
Ma oggi hanno nascosto i loro sorrisi
dietro un foulard, ha preso in mano un pezzo di marmo
per restituirlo al potere che non sorride
o quando sorride, lo fa troppo,
perché lo fa mentre uccide.

Avevi solo 16 anni, o forse 15,
e l'idea dell'Anarchia
forse la cominciavi a conoscere appena,
come certe ragazze
che si fanno accarezzare fino al ginocchio e basta
non si va più su, a quell'età
non si arriva alla testa
l'Anarchia è un orgasmo, irrefrenabile,
e da inseguire con urgenza,
come se domani non ci fosse,
come se domani si dovesse morire,
come se domani non ci fosse più il tempo
l'energia, di raccogliere un sasso
e dargli fuoco e scriverci sopra il tuo nome.

Perché domani si avrà una faccia diversa
e un cuore meno ubriaco.
Ho visto il tuo volto, è come il mio
a 15 anni hai la faccia della libertà.

L'Anarchia, Exarchia, parole della tua lingua
sangue delle tue strade
che ancora una volta
dopo i millenni di marmo
scorre ancora
attraverso di te.

Te che avevi l'idea giusta,
te che avevi l'età giusta
per morire,
per non morire mai.


E adesso Atene brucia, e non è come a Genova
perché è come sempre,
col potere che celebra la sua orgia e il suo porcile.



P.S. Mentre Atene brucia, a Berlino si occupa l'ambasciata greca. E in Italia si dorme...