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mercoledì 10 dicembre 2008

di rimbalzo in rimbalzo


Il poliziotto greco non ha sparato ad altezza uomo.
Per forza: aveva davanti un ragazzino.

La ballistica è una scienza esatta.
Anche l'udito, però, può essere un'arma: io, nel video, sento almeno due colpi ravvicinati...



P.S.
Non so voi, ma io col greco me la cavo maluccio, perciò seguo un pò l'andamento delle cose su
Indymedia-Atene in inglese... alla faccia dell'antiglobalizzazione.

martedì 9 dicembre 2008

A.A.A. ... Z


Andreas, Alexis, Alexandros Andreas, non so il tuo nome
non so come si pronuncia o si scrive.
Leggo Grigoropoulos e sento l'odore secco degli ulivi
e della cordite,
e i marmi antichi che non sorridono quasi mai
e i ragazzi che s'incontrano in giro
per Atene, Kos, Alonissos, Creta
che sorridono quasi sempre.
Ma oggi hanno nascosto i loro sorrisi
dietro un foulard, ha preso in mano un pezzo di marmo
per restituirlo al potere che non sorride
o quando sorride, lo fa troppo,
perché lo fa mentre uccide.

Avevi solo 16 anni, o forse 15,
e l'idea dell'Anarchia
forse la cominciavi a conoscere appena,
come certe ragazze
che si fanno accarezzare fino al ginocchio e basta
non si va più su, a quell'età
non si arriva alla testa
l'Anarchia è un orgasmo, irrefrenabile,
e da inseguire con urgenza,
come se domani non ci fosse,
come se domani si dovesse morire,
come se domani non ci fosse più il tempo
l'energia, di raccogliere un sasso
e dargli fuoco e scriverci sopra il tuo nome.

Perché domani si avrà una faccia diversa
e un cuore meno ubriaco.
Ho visto il tuo volto, è come il mio
a 15 anni hai la faccia della libertà.

L'Anarchia, Exarchia, parole della tua lingua
sangue delle tue strade
che ancora una volta
dopo i millenni di marmo
scorre ancora
attraverso di te.

Te che avevi l'idea giusta,
te che avevi l'età giusta
per morire,
per non morire mai.


E adesso Atene brucia, e non è come a Genova
perché è come sempre,
col potere che celebra la sua orgia e il suo porcile.



P.S. Mentre Atene brucia, a Berlino si occupa l'ambasciata greca. E in Italia si dorme...

giovedì 17 luglio 2008

no comment, no party

Lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede. (Errico Malatesta)

C'è da commentare la vicenda tribunalizia che riguarda le violenze di Stato alla Diaz e a Bolzaneto...?
C'è da non farlo?

C'è chi lo fa rivolgendo un pensiero ai nostri cari concittadini, al "popolo":
Sono convinti che in fin dei conti quelli se lo meritavano, peggio, sono convinti che sia giusto che la polizia ci vada con la mano pesante, che la faccia pagare a ragazzi, per di più in maggioranza stranieri, tanto per aggiungere vigliaccheria a vigliaccheria, che stavano manifestando, punto. Ma anche fossero stati tutti criminali incalliti, ma per caso si perdono i diritti umani quando si delinque?
Non sappiamo proprio più cosa sia la democrazia, come ho letto da qualche parte c'è una prepotente richiesta di dittatura in questo paese

(la scrittrice Licia Troisi in un commento sul blog dello scrittore Sandrone Dazieri)

C'è chi (ri)scopre Bakunin, come Giuseppe Genna, che ho letto su Carmilla.

Allora forse c'è da tornare a citare uno degli ispiratori di questo blog:
Il governo fa legge. Esso dunque deve avere una forza materiale (esercito e polizia) per imporre la legge, poiché altrimenti non vi ubbidirebbe che chi vuole ed essa non sarebbe più legge, ma una semplice proposta che ciascuno è libero di accettare e di respingere. Ed i governi questa forza l'hanno, e se ne servono per potere con leggi fortificare il loro dominio e fare gl'interessi delle classi privilegiate, opprimendo e sfruttando i lavoratori. limite all'oppressione del governo è la forza che il popolo si mostra capace di opporgli. Vi può essere conflitto aperto o latente, ma conflitto v'è sempre, poiché il governo non si arresta innanzi al malcontento ed alla resistenza popolare se non quando sente il pericolo dell'insurrezione. Quando il popolo sottostà docilmente alla legge, o la protesta è debole e platonica, il governo fa i comodi suoi senza curarsi dei bisogni popolari, quando la protesta diventa viva, insistente, minacciosa, il governo, secondo che è più o meno illuminato, cede o reprime.
(Errico Malatesta, Il nostro programma)

martedì 1 aprile 2008

la buca della lepre

Ho fatto anch'io lo stupido giochino di Voisietequi.it. Ecco il risultato:


Volete saperne di più? Click sull'immagine:
Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Ah, il titolo, dite? Ecco qua il link...
Viva!

mercoledì 13 febbraio 2008

in sicurezza


Se Destre e Sinistri fanno a gara a chi è (o ce l'ha) più duro,
tra pacchetti sicurezza (o sicurezza-pacco) e sindaci-sceriffi,
qualcun altro ha un altro punto di vista.
Mi sa che stavolta non gliela faccio proprio ad andare a votare: dovrei turarmi il naso coi gomiti...