mercoledì 31 maggio 2006

God Save Fallaci

In una lunga intervista, che trovate qui in originale, Oriana Fallaci (?) esprime (?) ancora una volta le sue (?) idee (?)...
Repubblica cita l'intervista di The New Yorker col titolone: Fallaci, l'ultima provocazione "Faccio saltare la moschea in Toscana".
Una frase in particolare mi ha colpito: "andrò dai miei amici a Carrara, la città dei marmi. Lì sono tutti anarchici; con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare per aria"

Che a Carrara ci siano ancora degli anarchici, lo sapevo. Tra l'altro per coincidenza il giorno prima ho visto un "documentario" a proposito: questa a fianco è la brochure (clic per ingrandire!).


Che potessero essere amici della Fallaci non ci potevo credere... E infatti, per fortuna ho trovato il comunicato del circolo Germinal: lo trovate riportato qui, ma vale la pena trascriverlo per intero senza ulteriori commenti:

30/05/2006
Ancora una volta ci troviamo di fronte all'ennesima provocazione verso il movimento anarchico; questa volta è la signora Fallaci a dare il la ed ecco tutta la stampa in coro che ripropone a gran voce lo stereotipo dell'anarchico bombarolo a tutta pagina.
Non soltanto: la signora Fallaci insiste nel suo delirio paventando amicizie che a suo dire sarebbero pronte ad accompagnarla nella sua arrogante scelleratezza.
Ci dispiace per la signora Fallaci, ma noi siamo amanti e fautori della libertà nel suo senso più alto.
Ci spiace per la signora Fallaci, ma noi non abbiamo amicizie razziste e guerrafondaie.
Ci dispiace per la signora Fallaci, ma noi siamo contro tutte le religioni nel preciso momento in cui tentano di imporsi con i loro dogmi e le loro credenze, non ultima quella cattolica romana che da millenni deturpa i paesaggi toscani e non solo.
Ci dispiace per la signora Fallaci, ma le nostre idee non collimano certo con le sue.
Teniamo a far presente ai quotidiani che hanno dato tanto rilievo a queste scempiaggini che se invece che la signora Fallaci fosse stato il signor X a destare tanto scalpore anzichè a guadagnarsi le prime pagine gli sarebbe valso soltanto a una denuncia per ubriachezza molesta.

Gruppo Anarchico Germinal-FAI Carrara

lunedì 22 maggio 2006

gli infiniti strati dell'azzurro cielo


Ieri pomeriggio, io&eloisa abbiamo visitato una mostra a Villa Medici, che consiglio (nonostante gli 8€ del biglietto):
Il colore si stende asciuga spessisce,si riposa.
Ettore Spalletti



Ecco una citazione dell'artista tratta dalla cartella stampa della mostra:

“Le radiazioni azzurre e violette, quando l’atmosfera è attraversata dalla intensità della luce, producono
nei giorni di sereno la colorazione azzurra del cielo.

I rossi di Roma impasteranno di nuovo colore il colore

Un piano nero
Non c’è racconto, non c’è ironia
È così com’è, rompe lo spazio
Non c’è sopra ne sotto
È sistemato all’altezza degli occhi
Non senti la città
Non senti la campagna
Non senti la luna

Nel dormiveglia del mare troviamo il grigio argento. L’accoglienza è un grigio, un colore che si muove
verso il bianco ma anche verso il nero, che offre la più alta qualità di tutti i colori.
L’azzurro è atmosferico, gli azzurri usati nelle mie opere sono sempre diversi, anche dosi quasi
impercettibili li distinguono.
L’azzurro è un colore che ci è sempre intorno. È un colore dentro cui viviamo.
Nell’azzurro lo sguardo vi affonda senza incontrare ostacoli.
Il rosa, il colore dell’incarnato.

Il colore cerca dentro il colore

Il colore si stende, asciuga, ispessisce, si riposa.”
(Ettore Spalletti)


Si parte con un trittico in rosa, di carne delicata; si attraversano stanze, colori e polveri, quasi da sfiorare col palmo della mano aperta; e si arriva alla stanza azzurra - un'immersione in cui il fiato si allarga anziché stringersi.
Le opere di Spalletti non sono, come troppa arte contemporanea, aggressive, violente, dimostrative. No, le opere di Spalletti, anzi, non ti parlano. Ti ascoltano, in silenzio.

mercoledì 17 maggio 2006

Allora è proprio vero che...


... ce lo siamo tolto dalle palle!


Arrivedòòòòrci!

martedì 16 maggio 2006

Ma quale scandalo?


Ebbene sì, ho resistito finora, ma non riesco a non parlare di questo "scandalo calcio" in scena su tv e giornali da qualche giorno. Che Luciano Moggi non fosse una persona perbene si sapeva da molto prima. Che non sia l'unico, anzi che appartenga antropologicamente ad una razza di arroganti al potere, è una banalità che però ogni tanto è meglio tirar fuori (forse sarebbe bello che qualche schiena dritta dell'ultim'ora se lo ricordasse quando le acque, e il fango, sono fermi).
Che il prendere accordi sottobanco e dietro le quinte per ottenere vantaggi personali sia una prassi lo dimostriamo tutti i giorni: da quello che si fa mettere da parte i tagli migliori dal macellaio amico (e io, mi devo prendere i pezzi peggiori?) in su (o in giù). Ora, alcune belle teste come Beppe Grillo e Michele Serra si scandalizzano dello scandalo come sto facendo io, tirando in ballo l'etica.

Per l'etica ci vuole coraggio, per resistere ci vuole forza, non solo personale ma condivisa con altri. Ci vorrebbe un terreno comune di "minima moralia" da condividere comunitariamente e dal quale partire. Oggi, neanche nei discorsi "destruens" di Grillo, Serra e neppure nel mio, ne vedo la possibilità.

Allora, per restare al calcio, forse bisognerebbe riuscire tutti quanti a fermarsi, per un attimo. E tornare a rincorrere una palla in un campo spelacchiato, sudati e impolverati, per ricordarci cosa sarebbe il calcio.
Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia...

lunedì 15 maggio 2006

Per mezzo centimetro Beethoven vinse la cappa


Per la serie. "Lo sapevate?" - "No, e chi se ne frega?", Baricco ha cominciato a scrivere una roba a puntate sul sito di Repubblica. Oggi, tra gli sbadigli, mi si è soffermato un occhio su questa frase:

"Perché i cd sono grandi così e contengono quella certa quantità di minuti di musica? In fondo, quando li hanno inventati potevano farli un po' più grandi, o un po' più piccoli, perché proprio quella misura lì? Risposta: alla Philips, nel 1982, quando si trattò di decidere, pensarono questa: ci deve stare dentro l'intera Nona Sinfonia di Beethoven(...)"

Ora, chi si accontenta, gode, e va bene. Io ho fatto una ricerchina, ed ecco qui la mia storiella a proposito
(per la serie "Chi se ne frega again"):

Alla Philips nel 1979 arrivarono a "inventare" un progenitore del CD con queste caratteristiche: diametro 11,5cm; durata 60 minuti - questo perché la pietra di paragone era l'audiocassetta (che misurava in diagonale 11,5cm) e la durata potesse contenere un intero LP. Sti olandesi, oh: precisi, puliti, di idee aperte, all'epoca, ma insomma fantasia pochina...
Nei vari incontri per mettere a punto lo standard comune da far adottare al mercato, i capoccia della Philips dovettero vedersela con l'allora presidente della Sony Norio Ohga, che aveva studiato da cantante lirico in gioventù ma che era pure un bel paraculo: si era fatto assumere alla Sony dopo aver scritto una lettera in cui si lamentava della qualità del suo walkman! Ma soprattutto nel 1982 sapeva che la Polygram (proprietà dei soci-concorrenti della Philips) era in grado da subito di produrre milioni di CD da 11,5cm e da 60 minuti. A lui piaceva il Ludovico Van Beethoven, e potersi ascoltare tutta la Nona Sinfonia di fila senza doversi alzare a girare il disco e piazzare la puntina dovette sembrargli una cosa buona e giusta. Però, mannaggia, quel crucco di Karajan la eseguiva in 66 minuti. Mandò sicuramente un'occhialuto impiegato a scartabellare i cataloghi della Polygram, ed ecco che quello tornò trafelato urlando "見つけられる!", il corrispettivo nipponico di "Eureka!": c'era una registrazione della Nona registrata alla Bayreuther Festspiele nel 1951 e diretta da Wilhelm Furtwängler di ben 74 minuti!

Norio Ohga (ritratto qui mentre si diletta a dirigere un'orchestra di impiegati Sony che scoreggia l'Inno alla Gioia) tirò fuori il vinilone alla riunione e chiese gentilmente ai signori della Philips perché non si potesse mettere quella "loro" meravigliosa musica su un unico supporto. Quelli, piuttosto che dire "nun se pò ffà", risposero a caldo "Ma certo, che ci vuole: mezzo centimetro in più e risolviamo tutto".
Così nacque lo standard che ancora oggi usiamo, e che ha fatto diventare bello ricco il signor Ohga, che un paio d'anni fa è andato in pensione (chissà se si ascolta la superba versione di Abbado che dura SOLO 61 minuti?)...

La storia, raccontata dagli olandesi, la trovate qui. Ma qui un ingegnere che faceva parte del progetto della Philips dice che è solo una leggenda (stà a rosicà?)...chissenefrega: è una storiella divertente anche se non sarà proprio vera del tutto, no?
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A proposito: perché si dice "per un punto Martin perse la cappa?" E che cavolo è sta cappa che Martino ha perso? Soluzione qui!

venerdì 12 maggio 2006

Questa mi era sfuggita


Oggi sulla consueta rubrica di Marco Travaglio su Repubblica.it
(a Travà, mo' bbasta: à pperso, daje tregua! Mo' passa a quell'artri!!),
una serie di frasi di Berlusconi sui sondaggi elettorali degli scorsi mesi.

Tra le tante, ce n'è una che merita di essere citata pari pari:

"Era tardi, mi era passato il sonno e in tv c'erano solo film preistorici. Ho fatto zapping in tv e sono finito su un canale dove si vedevano delle signorine che invitavano a telefonare. Ho voluto tastare il polso della situazione: 'Mi consenta, signorina, ma lei il 9 e 10 aprile per chi voterà?'. Sette su nove hanno detto Berlusconi" (Silvio Berlusconi, Libero, 2 aprile 2006)

L'articolo citato è riportato integralmente (con commento) sul blog di Franco Grillini.
Ora, a parte l'osservazione col senno di poi che pure le signorine lo hanno preso per il culo (un consiglio: mentite sempre ai sondaggi!), ma voglio dire: ve lo immaginate?



No, dico: provate ad immaginarvelo...

giovedì 11 maggio 2006

Chi l'ha visto Omar quant'èbello (megamix)


Fabrizio Gatti e Peter Gomez, due giornalisti tra i pochi in Italia a meritarsi questo titolo, hanno scritto sull'Espresso un articolo molto interessante: lo potete leggere qui.

Giuseppe D'Avanzo, altro giornalista e saggista serio, ha scritto un commento molto diretto ed efficace, a cui vi rimando.

Il Governo (scaduto) ha prontamente smentito, mentendo su un elemento della notizia secondario e soprattutto sbagliato e sostanzialmente lasciando tutti i dubbi che una vicenda come questa suscita in chiunque abbia un minimo di senso civico: è possibile che una persona, che sta (a pieno diritto) in Italia, venga rapita dalla CIA con l'aiuto o almeno col consenso di fatto delle autorità italiane, torturata e letteralmente fatta sparire dalla (libera) circolazione? Sì.

E invece di occuparcene, preferiamo fare i voyeur con le ennesime intercettazioni telefoniche, di Moggi stavolta, o farci le pippe su Provenzano ("liberato" il giorno dei risultati elettorali), o ancora sulla morte del piccolo Tommy? Magari, nel frattempo, dimenticando che a Ferrara quattro poliziotti si avvalgono della facoltà di non rispondere al giudice che ha recapitato loro degli avvisi di garanzia per l'omicidio preterintenzionale di Federico Aldrovandi.

Di un imam scomparso nel nulla, di un 18enne un pò sballato morto così, chi se ne frega, finché c'è il Totoministri?

A proposito: l'ex-ministro degli Interni Napolitano, per non aver rivelato nulla dei troppi misteri di cui è fatta la storia di questo paese quando ricopriva quella carica, è stato messo sul Colle. Chissà chi sarà il prossimo? Non sto nella pelle per l'eccitazione di saperlo!

lunedì 8 maggio 2006

A heart of gold never rusts!


Ho appena ascoltato il divertito e divertente nuovo disco di Bruce Springsteen: banjo, violino, trombe e cori gospel per un tuffo nella (buona) vecchia musica popolare americana...voto8.

Ho ascoltato per caso dal vivo i Melon Rouge, un trio salernitano di cui sentiremo ancora parlare (con un altro nome, pare): qui potete sentire la loro musica.

Ma sopra tutti il grande vecchio Neil Young (a quando l'uscita in Italia del documentario biopic di Jonathan Demme?)
è tornato con i Crazy Horse per il disco più diretto, ruvido, politicamente deciso, semplice ed efficacemente quattroquarti!

Living with war si può ascoltare per intero cliccando qui

Grandioso.
Ecco un testo "tanto per fare a capirci", visto che qua rischiamo di avere la Bonino ministro della Difesa...

Back in the days of shock and awe
We came to liberate them all
History was the cruel judge of overconfidence
Back in the days of shock and awe
Back in the days of “mission accomplished”
Our chief was landing on the deck
The sun was setting on a golden photo op
Back in the days of “mission accomplished”
Thousands of bodies in the ground
Brought home in boxes to trumpet’s sound
No one sees them coming home that way
Thousands buried in the ground
Thousands of children scarred for life
Millions of tears for a soldier’s wife
Both sides are losing now
Heaven takes them in
Thousands of children scarred for life
We had a chance to change our mind
But somehow wisdom was hard to find
We went with what we knew and now we can’t go back
But we had a chance to change our mind

mercoledì 3 maggio 2006

Una risata li seppellirà?




Una risata durante un lungo, pallosissimo, ingessatissimo, funerale? Beh, e allora? Quanti funerali di vecchi parenti più o meno sconosciuti vi siete sorbiti da piccoli? Vi siete mai, sinceramente, rotti le palle? E' umano.
Trovo più discutibile continuare a mitizzare, santificare, eroicizzare esseri umani armati, vivi o morti.

P.S. E' da molto che non aggiornavo il blog, a causa di impegni personali, di lavoro e altro. Era previsto fin dall'inizio...nulla di preoccupante

mercoledì 22 febbraio 2006

senza parole



Sì, questo è Federico Aldrovandi.
Ecco perché da più di un mese non aggiornavo il blog.
Io so...
Io so che non è morto per droga,
io so anche che la droga non spiega il suo comportamento
e quindi quell'intervento di quei poliziotti.
Io so, ma non ho le prove...

giovedì 12 gennaio 2006

Senza respiro


E' il 25 settembre 2005, siamo dalle parti dell'Ippodromo di Ferrara. Sono quasi le 6 del mattino. Un ragazzo di 18 anni muore per strada, "a contatto" con agenti di polizia. Solo dopo le 11 i familiari saranno contattati dalle forze dell'ordine che raccontano di aver tentato di evitare che Federico si facesse del male da solo, perché in escandescenza per aver preso droghe. Non si è fatto male da solo, è morto per arresto respiratorio. E nel suo sangue ci sono piccole tracce di chetamina, niente di che. Ma soprattutto ci sono altre cose: il viso sfigurato, il sangue alla bocca e un’ecchimosi all’occhio destro, e poi due ferite lacero-contuse sul collo, lo scroto schiacciato. L'autopsia non è ancora ufficialmente conclusa, ad oggi. Federico ha smesso di respirare tre mesi e mezzo fa, la versione della questura sembra avere il respiro corto.
Per uscire dal silenzio soffocante che da subito ha avvolto questa morte misteriosa, la madre ha pubblicato un blog (che invito a leggere, per la dignità e il linguaggio con cui una madre racconta questa morte assurda), e da questo la notizia è "tornata" (o meglio, diventata per la prima volta) d'attualità, (ri)presa tra gli altri ieri da "Il Resto del Carlino" e oggi da "Liberazione".
La madre lo ha fatto, oltre che per uno sfogo comprensibile e magari con la speranza che in questo modo si faccia più luce su questa vicenda, per un senso civico che solo tramite un blog poteva esprimere: quello di sentire la necessità di condividere con gli altri una storia che deve essere resa pubblica, perché la coscienza pubblica - o almeno quella parte che tramite Internet ancora si esercita- non lasci cadere questo episodio (simile ad altri) nel dimenticatoio.

Dove cacchio lo trovo il programma dell'Unione?



Se ne parla ovunque, lo commentano tutti. Dopo anni di attesa, in 274 pagine è stata condensata la proposta dell'Unione (o Ulivo, insomma del Centrosinistra) per le prossime elezioni politiche.
Bene, tra i mille commenti che ho sentito e letto, sul Manifesto di ieri (pagina 5) ce n'era uno che, a proposito della Rai, sintetizzava così: "Rai. La Rai non sarà privatizzata e manterrà «il duplice compito di servizio pubblico e tv commerciale»".
Allora, mi dico: faccio una ricerchina con Google, che ti trova pure i siti di chi si colleziona la lanugine dell'ombelico, leggo o scarico in PDF il testo integrale originale e mi leggo nel dettaglio cosa dice il programma sull'azienda che in qualche modo mi dà da mangiare.
Ebbene, sarò rincoglionito io forse, ma dopo 20 minuti di ricerca (tempo assolutamente spropositato per qualunque argomento: il sito della lanugine l'ho trovato in 3 secondi cercando "belly hair collection") non l'ho ancora trovato!.
Ora, non capisco perché non ci sia, tra i collaboratori di Prodi, un tredicenne brufoloso che in 5 minuti abbia saputo copincollare il testo e metterlo su qualche sito: quello dell'Ulivo (ma allora si chiama ancora così!), o quelli dei principali partiti, DS e Margherita...oppure su quelli di qualche leader, tipo Romano Prodi o magari Fausto Bertinotti. NIENTE! Boh.

N.B. Questo post che c'entra con il blog? Beh, se questi vogliono essere l'autorità che organizza un governo di centrosinistra per l'Italia, stiamo freschi...il punto è che di questi signori non abbiamo bisogno.

martedì 10 gennaio 2006

Dignità

Fazio se n'è andato, dimenticato e perdonato. Pure la Befana è passata, e s'è portata via tutte le feste.
Fassino intercettato, ha serenamente terminato la sua vacanza messicana, e tra i resort di Cancun e la selva del Chiapas lascio immaginare a voi dove sia stato...
Ora, che sia criminalmente irrilevante, fino ad oggi, è chiaro: la sue telefonate con Consorte non sono certo del calibro di quelle intercettate a Totò Cuffaro. Quindi, per chi si consola, un augurio che le elezioni arrivino presto e che si possa votarli prima che vengano accusati dalla magistratura. Magrissima consolazione a termine.
Che fosse moralmente disonesto, personalmente ne ho le prove da ben prima del caso Unipol...
Che tutta questa vicenda lo mantenga al potere nei DS, come si evince dalle ultime dichiarazioni attribuite a Dalema che ne ha sposato la linea "morbida" dell'autocritica (invece del muro contro muro, del contrattacco berlusconiano nello stile prima che nel merito, come avrebbe preferito baffetto), lo deciderà la riunione di segreteria di dopodomani, che si concluderà con una autoassoluzione generalizzata.
Dunque, tutti al loro posto, come da un decennio nonostante l'incapacità politica a frenare il fenomeno Berlusconi e anzi la continua dimostrazione di collateralità con quella mentalità. Dunque, nonostante tutto, resta in sella al principale partito di opposizione una coppia indegna: non solo moralmente, non solo politicamente, ma direi antropologicamente.
Non che Dalema non possa avere la barca: tra l'altro, con gli stipendi che lor signor si dànno, ce la potrebbe fare onestamente; il punto è la loro bruttura umana, spirituale. Non posso fare a meno di convivere con gli squali, come diceva Fassino l'estate scorsa; allo stesso modo in cui Lunardi disse che bisogna convivere con la Mafia. Ognuno fa il tifo per la propria squadra, dunque. La calcistizzazione della politica italiana è completa.

E non so perché mi viene in mente una certa tavolata di un certo libro di Orwell...

domenica 18 dicembre 2005

Fazio: un passo avanti!

Da Destra e da Sinistra si moltiplicano gli inviti più o meno formali al governatore della Banca d'Italia a "fare un passo indietro". Cosa c'è dietro Fazio, oggi che lo stanno scaricando tutti? Un burrone, il baratro, il vuoto. Quindi, lo si sta invitando ad un suicidio, ad un silenzioso harakiri: si tolga di mezzo senza disturbare più oltre. Peccato però che fino ad oggi, a quanto pare emergere dalle indagini, Fazio abbia "coperto" operazioni illegali che hanno favorito guelfi e ghibellini. E tutti, appena scoperte le relazioni pericolose di Fazio con alcuni dei furbetti del capitalismo finanziario italiano (il quartierino si estende da Trapani a Brescia, ma i furbetti sono solo pallide copie del furberluscone), a nascondere le dita sporche di marmellata dietro la schiena. Gli unici, l'estate scorsa, a fargli da scudo, i leghisti (la cui banca è stata "salvata" da Fazio tempo fa) - che oggi se ne stanno zitti.
A parte Borghezio che gira con un colletto di gommapiuma lamentando di aver ricevuto un trattamento di quelli che lui propone da palchi pubblici nei confronti di migranti e cittadini con meno diritti di lui (bianco, benestante, ben pasciuto e con documenti e stipendio invidiabili da 4/5 degli esseri umani di questo pianeta): fosse vero, c'è una giustizia nel mondo (anche per Sharon, il boia di Sabra e Chatila)...
E il piazzista di Arcore, in tutto questo, cosa fa? Antropologicamente incapace di pensare al bene pubblico (di tutti e quindi degli altri), coglie l'ennesima occasione per fare un affare: ottenere l'appoggio della Sinistra (minacciata da questa Tangentopoli che non scoppierà, visto il decennio di denigrazione della Magistratura) nel varare la legge sul risparmio che, da una parte otterrebbe lo scopo pratico immediato di far licenziare Fazio (e magari metterci un suo portaborse, magari qualcuno che portava i soldi in Svizzera per lui nei begli anni), e contemporaneamente porre anche la Banca d'Italia (come già altri pezzi dello Stato, e nei suoi desideri anche la stessa Magistratura) sotto il controllo del Governo, dall'altra gli permetterebbe una nuova modifica devastante delle regole del gioco con il beneplacito del Centrosinistra (che se la sta facendo sotto).
Ebbene, se un passo potessi suggerire a Fazio, sarebbe in avanti, non indietro: al grido di "Muoia Sansone con tutti i Filistei", prenda coraggio e spari tutto, dica tutti i nomi, faccio esplodere il Caos! Non dico di fare come Gaetano Bresci che uccise Umberto I (avo degli Agnelli e dei Savoia, stessi tratti somatici di intelligenza), che oggi di re in Italia ce ne sono pure troppi per farli fuori tutti con un colpo - ma certo, con quello che sa, potrebbe davvero fare scoppiare un bel casino.
E invece non succederà nulla di tutto ciò, perché siamo in Italia, dove tutti vorrebbero essere furbetti come il Furberlusconi, tutti vorremmo pagare meno tasse e qualche spesa (dal meccanico piuttosto che con l'idraulico) senza ricevuta ci ha fatto comodo a tutti...abbiamo il massimo rappresentante di questo paese, ce lo meritiamo. E quindi anche un "arbitro che gioca con le squadre in campo" come Fazio, e guardacaso la metafora è sempre quella del calcio, l'oppio di quest'Italia che di Gaetano Bresci non ha alcuna memoria.

(Vabbè, sul finale c'è un pò di delirio, ma sono parole di getto, che getto lì così)

venerdì 16 dicembre 2005

Consorte...rie


Oggi merita una citazione integrale la rubrica "Carta Canta" di Marco Travaglio,
quello che nel gennaio 2004 osò dire al teatro Vittoria a Roma dei DS:
«Sono entrati a Palazzo Chigi con le pezze al culo e ne sono usciti ricchi»

Massimo e gentil Consorte


"Sono contento che quella di Unipol sia una solida realtà finanziaria, tra l'altro quotata in Borsa, che nasce dal movimento cooperativo. Ma questo non incide minimamente sul futuro di Bnl: vedremo se vincerà il Golia rappresentato da una grande banca spagnola o il Davide che è l'Unipol. L'esito non dipende certo dalla politica. E' comunque assurdo dire che è uno scandalo che anche Unipol sia in corsa per acquistare Bnl" (Massimo D'Alema, Ansa, 15 luglio 2005).

"Io nell'operazione Unipol non c'entro nulla. Quella è un'azienda, una grande azienda risanata e quotata in borsa da anni, con il 70 per cento di azionisti risparmiatori, tra le meglio gestite del panorama italiano. Se l'operazione che sta facendo sarà buona o cattiva lo giudicherà il mercato. A me sembra un'operazione del tutto limpida, fatta con tre grandi banche internazionali. Il fuoco di sbarramento è dovuto a determinati interessi contrastanti. Se andrà in porto, se ne gioverà il pluralismo della nostra economia... Ma sa che le dico? Che nei confronti dell'Unipol c'è una campagna razzista" (Massimo D'Alema, la Repubblica, 21 luglio 2005).

"Unipol è un'azienda seria e gestita con grande efficacia. Posso capire che dia fastidio che le cooperative entrino nel salotto buono ma vorrei che si guardasse loro con rispetto. Sono una grande risorsa del Paese" (Massimo D'Alema, la Repubblica, 1° settembre 2005).

"Consorte e io siamo amici da 25 anni, non è reato, ci siamo sentiti per dirci dove saremmo andati in vacanza... (Le cooperative rosse e Unipol) sono quasi una riserva di etica protestante" (Massimo D'Alema, Corriere della sera, 3 settembre 2005).

"(Contro Ds e Unipol) c'è una campagna politica e giornalistica che risponde a certi interessi e a certi salotti... I Ds non favoriscono nessuno... Che cos'ha che non va Gnutti? E' socio anche di Olimpia (la finanziaria che controlla Telecom Italia, ndr) e nessuno ha mai detto niente. In queste critiche c'è un evidente elemento di ipocrisia. La sostanza dell'operazione Unipol-Bnl è chiara" (Massimo D'Alema, Il Sole-24 ore, 5 agosto 2005).

"Con D'Alema parliamo di questioni politiche, legislative, finanziarie" (Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol, Corriere della sera, 8 settembre 2005).

"Dobbiamo pensare che tutti i cittadini che chiedono un prestito alla Banca Popolare di Lodi devono essere indagati, ci sarebbero delle retate... Consorte è un cittadino privato che chiede un prestito alle banche e credo sia in grado di ottenere tutte le garanzie per un prestito privato, visto che credo guadagni molto, molto più dei politici. Se uno chiede a una banca cifre anche consistenti, ma può dare le garanzie... Un comportamento lineare, fino a prova contraria. C'è un limite oltre il quale viene meno il rispetto delle persone" (Massimo D'Alema, La7, 2 settembre 2005).

"Si è aperta una competizione e sono state presentate due offerte con pari dignità da un importante gruppo bancario spagnolo e da Unipol, che è una società quotata in borsa. A decidere è il mercato, come è giusto che sia. Ha vinto Unipol perché l'offerta degli spagnoli era carta contro carta, mentre Unipol offriva denaro" (Massimo D'Alema, Ansa, 23 settembre 2005).

"Una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di quattro persone accusate di aggiotaggio su azioni Unipol privilegiate è stata presentata dal pm di Milano Eugenio Fusco, titolare di un'altra inchiesta su aggiotaggio su Unipol e per la quale è in corso il processo a Milano dove tra gli imputati figurano il finanziere Emilio Gnutti e Giovanni Consorte. Il pm Fusco questa volta ha chiesto il processo per Stefano Dall'Aglio e Carlo Cimbri, dirigenti dell'area finanza di Unipol, Emilio Tonini ora direttore generale di Mps (all'epoca direttore generale della fondazione Mps) e un trader. L'inchiesta nasce da una segnalazione della Consob su fatti avvenuti all'inizio del 2003 e che hanno coinvolto la holding di controllo di Unipol Finsoe e la Fondazione Mps" (Ansa, 5 dicembre 2005).

"Si allunga l'elenco, nel registro degli indagati della Procura di Milano, degli iscritti nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata ad Antonveneta. Da qualche giorno i pm Giulia Perrotti ed Eugenio Fusco hanno iscritto per concorso aggiotaggio anche il presidente e amministratore delegato di Unipol Giovanni Consorte e il vicepresidente Ivano Sacchetti. Secondo l'ipotesi d'accusa, Consorte e Sacchetti avrebbero preso parte al rastrellamento dei titoli dell'istituto di credito padovano insieme agli altri 'concertistì già indagati, appoggiando quindi l'ex Ad di Bpi Gianpiero Fiorani nel tentativo di acquisire la banca veneta" (Ansa, 7 dicembre 2005).

"Ci sono altri sette conti sospetti nell'integrazione della denuncia presentata la scorsa settimana dai legali di Bpi alla Procura di Milano. Tra questi conti ci sono anche quelli che riguardano il presidente e l'Ad di Unipol Giovanni Consorte e il vice presidente Ivano Sacchetti. Da quel che risulta sui conti di Consorte e Sacchetti è stato segnalato in entrambi i casi un addebito di 794 mila euro avvenuto nel 2002" (Ansa, 7 dicembre 2005).

"Unipol segue le sorti dei suoi vertici ed ora appare in difficoltà anche la sua Opa su Bnl. La compagnia assicuratrice bolognese è stata infatti iscritta nel registro degli indagati dai pm di Milano Giulia Perrotti ed Eugenio Fusco per la violazione della legge 231, quella sulla responsabilità amministrativa delle società, che secondo la normativa non avrebbe predisposto i modelli organizzativi per evitare la commissione dei reati" (Ansa, 7 dicembre 2005).

"Unipol è una questione della quale nulla so: ci sarebbe da interrogarsi su come l'informazione per tutelare gli interessi specifici della proprietà finisca per deformare la realtà. L'informazione deve poter tutelare gli interessi specifici che sono legittimi, ma bisogna che ci sia la trasparenza" (Massimo D'Alema, Ansa, 11 dicembre 2005).

mercoledì 14 dicembre 2005

Miao




Questo post è dedicato alle creature più meravigliose di questo pianeta (in questo caso lo sgorbietto nero sulla mia spalla è Mirra, il maschietto di casa; nell'altra foto Zerlina)
E alla loro follia.
Cliccate QUI e guardatevi questo spassosissimo video. Se il link non funziona, lo potete anche scaricare da qui.

P.S. Non ci posso fare niente, ma non sopporto i cani. Non più di tanto.

martedì 13 dicembre 2005

E.T.


Oggi si è manifestata un'immagine misteriosa in casa mia, un ectoplasma dall'inquietante rassomiglianza con il piccolo alieno del film di Spielberg. Che gli alieni vogliano comunicarmi qualcosa? Che il massimo dell'immagine sacra, della visione ascetica che posso permettermi è E.T.?

Cerco di analizzare l'icona e medito profondamente, poi ho una folgorazione: Berlusconi è un alieno! Avete presente il mitico film "Essi vivono" di John Carpenter e il suo prodromo L'invasione degli ultracorpi"?

Ebbene, ecco la spiegazione: Berlusconi è un baccellone!
E la spiegazione metafisica di tutto ciò si ha analizzando la chiazza da vicino: è olio extravergine di oliva (5 euri e 99 al supermercato, porca puttana!) - chiaro riferimento all'Unto dal Signore!


(P.S. Per chi non l'avesse capito: stavo scherzando... ma la bottiglia d'olio mi si è rotta davvero, dentro il sacchetto della spesa)

Gli stadi dentro il cervello

In Italia c'è una legge, la legge n. 205 del 25/6/1993, che punisce "chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni."
Di Canio, un passato da ultras rivendicato con orgoglio e un'ammirazione per Mussolini "l'ultimo dei grandi nazionalisti (sic)", è fascista ma non può dirlo pubblicamente perché sa che è reato.
Perciò lui e i suoi camerati la buttano sempre in goliardia, in folklore. E dall'altra parte c'è chi risponde con Che Guevara e la Stella Rossa, simboli discutibili quanto si vuole ma perlomeno non illegali.
Ma quel che mi interessa è il tipo di reazione di chi, rappresentando le istituzioni pubbliche, quindi lo Stato, come per esempio il vicepresidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, che ha dichiarato: "La politica deve restare fuori degli stadi: commetteremmo un errore grave a trasformare gli impianti in teatri per esternazioni di culture che non appartengono a quella calcistica".
Ecco questa retorica della "politica fuori dagli stadi", nel paese di Berlusconi in particolare, farebbe ridere se non fosse così seria. La politica non è un corpo estraneo alla società ed alle sue numerose rappresentazioni: il teatro, la letteratura, il cinema, la televisione, ogni tipo di manifestazione pubblica di sé e di ciò che, volontariamente o meno, si rappresenta, sono politica. La politica non è una cosa sporca da tenere lontana, fa parte dell'uomo che vive in società (e nel villaggio globale nessuno vive fuori dalla socialità), anzi sarebbe la progettazione di modi sempre migliori di convivere.
Eppure viene ormai vista solamente come schieramento, come dicotomia: non è il calcio metafora della politica, ma la politica come viene intesa oggi (in Italia, col maggioritario in particolare) ad essere una metafora del calcio, dello stadio. Anche fisicamente, siamo tutti disposti su un ampio anello, diviso verticalmente in tribune di vario prezzo (la classi sociali) ma anche orizzontalmente in tifoserie, in partiti opposti, in fazioni e in correnti. Ora, è curioso come si guardi solo alla divisione orizzontale e mai a quella verticale. Forse perché il nostro sguardo è attirato a forza sul campo o sulla curva opposta alla nostra.

mercoledì 7 dicembre 2005

Cortocircuito mediatico o amanuensi medievali?

Notizia di Repubblica.it:
La violenza del branco in un blog: "Lo hanno fatto con tutte"
Qui l'articolo.

Nell'articolo vengono citate ampie parti del "quotidiano on line (sic!), che nel pomeriggio di oggi è stato oscurato su disposizione dell'autorità giudiziaria, è stato registrato al tribunale di Lanciano lo scorso mese di marzo."

Ora, un semplice esercizio:
su Google.it basta fare una ricerca
immettendo una frase qualunque tra quelle citate,
per esempio "L'hanno molestata di brutto, ce l'ha raccontato"
(così, con le virgolette, viene cercata esattamente questa sequenza di caratteri),
salta fuori un unico risultato, precisissimo:
un link al blog Dannatamente pura ospitato da splinder.com.

Cliccando sul link però si apre una pagina di Splinder che recita:
"Il blog che hai richiesto e' stato cancellato, oppure l'indirizzo che hai digitato non e' corretto.
www.splinder.com".

Ma Google ha una funzione molto utile, e che chi lo usa conosce bene:
vicino al link dei risultati si può cliccare su una "Copia cache" della pagina web
che si cerca e che per qualche motivo non è più online, ma che è stata memorizzata automaticamente da Google nel momento in cui l'ha catalogata.

Ed ecco che il blog salta fuori, con tanto di nomi, immagini
e link (non funzionanti perché splinder.com ha chiuso il sito).

Ora, gli inquirenti hanno fatto oscurare il sito,
certamente contattando questa società, intestataria del dominio splinder.com:
Tipic Inc.
David Linch
23 Floor - 600 Madison Avenue
New York, NY 10022
US
Phone: 212 4007574
Fax..: 212 7598980
Email: info@tipic.com

Ma non sanno che Google ha questa funzione? Qualcuno glielo dovrebbe dire: non certo un semplice utente come me,
e nemmeno qualche super-esperto hacker, ma magari qualche giornalista "di settore", che invece di passare il tempo a leccare il culo alla Microsoft che regala a piene mani gadgets e divertimenti vari (tanto per fare un esempio, a quelli di Repubblica, ma ai "giornalisti professionisti" in generale), potrebbe compiere il loro dovere: INFORMARE.

Molto interessante che sia scattato un meccanismo di oscuramento così grossolano: perché Repubblica.it ha diritto di copiare-incollare parti consistenti del testo originale, e un normale utente non può leggere quello che una persona ha volontariamente pubblicato (reso pubblico)?
Perché vengono citati i nomi dei minorenni coinvolti, certo, ma se la ragazza che tiene il blog ha deciso di sua spontanea volontà di pubblicarli? E soprattutto, se comunque quel testo si trova così facilmente, proprio grazie alle citazioni testuali?

Evidentemente qualcuno avrebbe bisogno di un bel ripasso di Filologia romanza e di approfondire i concetti di intertestualità e di ipertesto! Il massimo della versione spuria è quello che si legge sul sito www.lanciano.it, esattamente qui, dove viene riportato il testo originale con i nomi cancellati ma anche con tutta una serie di "correzioni" alle parole della ragazza:
i "xò, ke, xké" diventano "però, che, perché" eccetera!