lunedì 23 luglio 2007

nitrati, nitriti e ragli

(Nell'immagine il temibilissimo ferrocianuro ferrico, detto comunemente "Blu di Prussia")

Nella cantina dell'imam di Perugia trovate oltre sessanta sostanze che, se opportunamente dosate e miscelate, potevano essere usate per fabbricare esplosivi.
Tra queste, dice p.es. La Stampa, cloralio idrato, idrazina solfato, potassio fosfato monobasico, magnesio solfato, solfato ammonio, acido ossalico (...).

Ora, a parte che volendo, un esplosivo rudimentale si può costruire anche con dell'acetone...

ecco cosa si trova in Rete su queste sostanze:
- cloralio idrato: è una sostanza che si trova in medicine contro l'insonnia, come si spiega qui;
- idrazina solfato: è contenuta in medicine che stimolano l'appetito in anoressici e malati terminali di tumore, come si dice qui;
- potassio fosfato monobasico: oltre che essere contenuto nel collirio Alfa e nel Powerade, è incombustibile come si dice qui ed è contenuto nel corpo umano;
- magnesio solfato: oltre che essere usato come normale concime, è componente di medicine contro la stitichezza e di creme contro i brufoli, come si legge qui;
- solfato ammonio (o ammonio solfato, volendo mantenere uno standard di denominazione): è un classico fertilizzante da giardinaggio, di per sé né infiammabile né combustibile, come si legge qui;
- acido ossalico: si trova in vernici antiruggine, prodotti usati in apicoltura contro degli acari come si spiega qua, ed è contenuto in grande quantità in spinaci, barbabietole, rabarbaro e patate (lo dicono qua)...

Ora, sarà, ma a me pare che abbiano svuotato l'armadietto dei medicinali e lo sgabuzzino del giardiniere, per tirare insieme questo elenco di potenziali esplosivi...
Chissà se trent'anni fa mi avessero beccato a giocare col "Piccolo Chimico"!

un rischio maschio senza caschio


Maurizio Costanzo (tessera P2 numero 1819) stava per prendere il posto di Gigi Proietti alla direzione del Teatro Brancaccio.

Qualcuno l'aveva sentito confidare a un'amica: C'ho certi cazzi Mafà che manco tu che sei 'n esperta li hai visti mai!

Pericolo scampato.
Non sono nemmeno servite le petizioni al grido di "Salviamo il teatro italiano di qualità": tranquilli, l'anno prossimo potrete ancora assistere a innovativi spettacoli con Manuela Arcuri, Marisa Laurito, Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia...

(Nel frattempo Costanzo è tornato a guardare Maria De Filippi e Paola Barale che giocano coi dildo...)


P.S. Detto questo, tutto il rispetto a un vero animale da palcoscenico come Proietti: guardatelo qui oppure qui oppure qui oppure qui oppure qui oppure qui...

sabato 21 luglio 2007

la pistola come strumento di contenimento risolutivo della resistenza


Premessa: oggi ho scoperto che anche Sandrone Dazieri (il geniale autore dei gialli del "Gorilla") ha un blog. Dove ieri ha scritto un post (intitolato "Venti luglio") fatto di due autocitazioni di brani di suoi libri. E che ha generato un paio di commenti.
Uno degli autori dell'ottimo blog Noantri, l'altro di un tale Marco: "(...)mi dovete spiegare se buttare un estintore ad un carabiniere all'interno della jeep puo' considerarsi "dovere di cittadino e ragazzo."

Non lo è, un dovere. E forse non è nemmeno un diritto,
di questi tempi, da queste parti.

Soprattutto
certe cose non le può spiegare, chi non c'era.

Eppoi non te le voglio spiegare io perché, francamente, ne ho piene le palle della favola del ragazzo con la pistola che si difende dal ragazzo con l'estintore.

Ricordo solo due cose.
Uno: la GIP Daloisio accettò la richiesta del PM Franz di archiviare la posizione di Mario Placanica perché questi aveva agito, non "solo" per legittima difesa come sosteneva Franz, ma addirittura entro i limiti del suo legittimo dovere.
Due: di recente alcuni alti ufficiali delle forze dell'ordine hanno ammesso che la gestione dell'ordine pubblico a Genova2001 travalicò i limiti del legittimo dovere di servizio.

Dunque, delle due l'una:
o a Genova l'opera dei tutori dell'ordine era legale (compresi i gas CS contenuti nei lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo, le spranghe di ferro mimetizzate da manganelli, le fondine da coscia ad estrazione rapida, eccetera eccetera eccetera) e dunque era "dovere" sparare in faccia a Giuliani;
oppure non lo era, e allora era "diritto" di Giuliani, e di quelli in piazza con lui, resistere ai soprusi delle forze dell'ordine.

Ricordo, en passant, che esiste il diritto-potere del cittadino a reagire in opposizione all'atto del pubblico ufficiale, che sia connotato da profili di illegittimità.
Se ne può leggere un esempio istruttivo qui.



Ma poi, in fin dei conti...

Quando butteranno giù a calci la porta di casa tua
Come ne verrai fuori?
Con le mani sulla testa
O sul grilletto della pistola?
Quando irromperà la legge
Che fine farai?
Steso morto sul pavimento
O in attesa nel braccio della morte?
Potete schiacciarci
Potete pestarci
Ma dovrete rispondere
Alle pistole di Brixton
Il denaro ti fa sentire bene
E ti piace la vita che fai
Ma senz'altro verra la tua ora
che sia in paradiso o all'inferno
Vedi lui si sente come Ivan
Nato sotto il sole di Brixton
Il suo gioco si chiama sopravvivere
Al finale di "The Harder They Come"*
Sapete che significa "nessuna pietà"
L'han preso con una pistola
Non c'è bisogno del furgone cellulare
Addio al sole di Brixton
Potete schiacciarci
Potete pestarci
Ma dovrete rispondere
Alle pistole di Brixton
Quando butteranno giù a calci la porta di casa tua
Come ne verrai fuori?
Con le mani sulla testa
O sul grilletto della pistola?
Potete schiacciarci
Potete pestarci
Si, anche spararci
Ma oh… le pistole di Brixton
Steso morto sul pavimento
O in attesa nel braccio della morte
Il suo gioco era la sopravvivenza
Tanto in paradiso quanto all'inferno
Potete schiacciarci
Potete pestarci
Ma dovrete rispondere
Alle pistole di Brixton


("Guns of Brixton", canzone dei Clash)


  • * - The harder they come


  • Well they tell me of a pie up in the sky
    Waiting for me when I die
    But between the day you're born and when you die
    They never seem to hear even your cry

    So as sure as the sun will shine
    I'm gonna get my share now of what's mine
    And then the harder they come the harder they'll fall, one and all
    Ooh the harder they come the harder they'll fall, one and all

    Well the officers are trying to keep me down
    Trying to drive me underground
    And they think that they have got the battle won
    I say forgive them Lord, they know not what they've done

    So as sure as the sun will shine
    I'm gonna get my share now of what's mine
    And then the harder they come the harder they'll fall, one and all
    Ooh the harder they come the harder they'll fall, one and all

    ooh yeah oh yeah woh yeah ooooh

    And I keep on fighting for the things I want
    Though I know that when you're dead you can't
    But I'd rather be a free man in my grave
    Than living as a puppet or a slave

    So as sure as the sun will shine
    I'm gonna get my share now of what's mine
    And then the harder they come the harder they'll fall, one and all
    Ooh the harder they come the harder they'll fall, one and all

    Yeah, the harder they come, the harder they'll fall one and all
    What I say now, what I say now, awww
    What I say now, what I say one time
    The harder they come the harder they'll fall one and all
    Ooh the harder they come the harder they'll fall one and all


    ("The harder They come", canzone di Jimmy Cliff
    protagonista nei panni di Ivan nell'omonimo film)

    mercoledì 18 luglio 2007

    astrophytum


    (Ieri pomeriggio, al cimitero di San Luca, non lontano dall'Ippodromo di Ferrara...)

    Mi giro intorno, nel caldo fermo di cicale che sa di noia,
    e un pensiero mi sbuffa dietro il collo:
    visto? ci pensi, cosa vuol dire
    stare qui tutto il tempo?
    in questo posto
    fermo
    sempre?
    A ventanni?
    Lo so, lo sento nei muscoli indolenziti delle gambe,
    negli occhi strizzati dietro gli occhiali da sole
    che cercano un cartello che spieghi
    il perché
    di tutto questo silenzio
    qua.
    Non c'è, non si vede
    lo stiamo cercando di scrivere
    graffiando con le unghie il vetro blindato di questo caldo.
    E riesco solo a riempirmi gli occhiali
    di ditate
    di sudore.
    Le lacrime, quelle
    le tengo dentro
    e poi stasera
    sarà ancora musica
    sarà ancora vento
    saranno ancora stelle
    ma adesso mi giro
    e lasciamo una pianta grassa
    a forma di stella
    che le lacrime le tiene dentro
    molto meglio di me.

    mercoledì 11 luglio 2007

    la moglie del bufalo


    Non è che non mi va di scrivere, è che in questi giorni sono un pò... imbufalito.

    Questa è la parte iniziale di una certa telefonata che non è andata in onda lunedì:

    Testimone: Sì?
    Dean: Pronto? Salve, io mi chiamo Dean Buletti, la chiamo da “Chi l’ha visto?”…
    T: Sì…
    D: La disturbo?
    T: No, nessun disturbo…
    D: Senta, mi ha dato il suo numero la collega con cui lei ha parlato oggi… io sono la persona che si sta occupando del caso Aldrovandi; sono qui a Ferrara oggi, tra l’altro, per l’udienza preliminare…
    T: Sì, ma io non sono proprio di Ferrara, sono di XXX
    D: Ho capito… la mia collega dice che lei ha visto qualcosa, insomma…
    T: Io, insomma, quello che ho visto gliel’ho detto…
    D: Eh, lo può ripetere anche a me?
    T: Non posso espormi, assolutamente no, perché io ci ho un’età, e sono sposato… ci ho XX anni…è stata per me una cosa terribile, che mi emoziona ancora a parlarne, guardi: mi sento male ancora a parlarne…però quello che io ho visto, io gliel’ho riferito: per me, guardi, quello che penso è che loro l’abbiano massacrato di botte, ecco: tutto lì. Poi dopo… io non ho visto il ragazzo prima, io non lo conosco…io ero lì per caso con una persona che non doveva esser lì, perché io mi alzo al mattino presto e ci incontravamo lì… ecco, non posso dire di più…eravamo distesi dentro la macchina, quando è arrivata la polizia: mi sono alzato… prima non mi ero accorto di niente…
    D: Posso chiederle in che punto stava con la macchina?
    T: C’è il vialetto dritto… io ero avanti 45-50 metri da dove sono arrivati loro. Loro sono entrati sulla destra, io ero là in fondo sulla destra, fermo.(...)


    Fin dall'inizio della conversazione, l'uomo espone i motivi per cui non poteva esporsi.
    Ma quella spiegazione iniziale manca, nel filmato andato in onda lunedì.
    Senza quella spiegazione, chi guarda il filmato può immaginare chissà quali terribili condizionamenti che hanno spinto l'uomo ad una rocambolesca smentita di tutto il contenuto di quella telefonata (di quaranta minuti) davanti al PM e ai carabinieri. Anche dei dettagli della sua vita intima che non c'era bisogno che mi rivelasse, e che risultano invece confermati da altri, negli atti d'indagine (di cui quella telefonata ormai fa parte)...
    insomma:
    bufala o non bufala, è solo una questione di corna?


    Dal primo (fulmineo) commento di cannigo, ecco un link al video

    martedì 26 giugno 2007

    inviti


    Domenica sono riuscito a convincere i responsabili di "Chi l'ha visto?" a invitare Patrizia e Lino in trasmissione. Ne valeva più che mai la pena. Sapevo che sarebbe stata dura, ma dovevano essere con noi, con me, mentre andava in onda quel mio nuovo filmato su Federico...

    Ieri sera erano collegati in diretta dalla sede Rai di Bologna: all'inizio della trasmissione sono salito in regia e li ho guardati nel monitor accomodarsi sulle sedie, mentre venivano "microfonati" come si dice in gergo. E guardavo la loro dolcezza, la dignità, e sentivo i pensieri scorrere a fiumi nella testa abbassata di Lino. Un invito a ripensare a tutta questa storia.

    Poi, collegati con Federica, hanno lanciato un invito importante: c'è una persona che sa, che ha visto, che forse non si rende bene conto, che forse ha paura. Che il 25 settembre 2005 era dove non doveva essere, ma non importa cosa ci faceva lì, o con chi stava: importa quel che ha visto, importa che lo vada a dire al magistrato.

    Ancora ieri pomeriggio al telefono, mentre lo invitavo a guardarsi la trasmissione, mi ripeteva che lui non conosceva quel povero ragazzo, che non aveva mai visto i genitori. L'ho invitato a seguire con attenzione la puntata...mi ha detto che la guarda sempre, con la moglie...

    Vorrei poterlo invitare a parlare a quattr'occhi con Lino.
    Ma prima o poi dovrà essere invitato anche a parlare col PM,
    invitato dalla legge della sua coscienza, o da quella della giustizia.

    P.S. Per chi fosse interessato: qui e qui i vecchi post su Federico Aldrovandi...

    martedì 19 giugno 2007

    trattamento fine regata


    Continua la raccolta di cadaveri sulle spiagge di Lampedusa.
    Altra gente che non farà in tempo a farsi fregare il TFR entro il 30 giugno.

    lunedì 18 giugno 2007

    occasioni perse


    Romani: passano sempre col rosso, meno quando serve davvero...

    venerdì 15 giugno 2007

    la prova del cuoco


    Come si fa una macedonia in una macelleria? O viceversa?

    Gli ingredienti, dopo sei anni, cominciano a venir fuori.
    Ma la ricetta conserva ancora intatto il suo segreto.

    Qui sotto il Maître d'hotel e il Commis che si complimentano per la riuscita del prelibato banchetto.

    giovedì 7 giugno 2007

    L'acqua di Federico



    Acqua: trasparente, fresca,
    che scorre, che lava, che fa vivere.

    Acqua che costa fatica, e tempo
    e soldi, per tirarla su
    dal sottosuolo,
    da tutto il fango, da tutta la sabbia
    che ci hanno gettato addosso.

    Che quest'acqua pulisca
    il tuo sangue secco dalla strada
    la sabbia dagli armadi, dai documenti
    e il sangue secco dei tamponi
    mischiato alla sabbia,
    il fango che abbiamo portato addosso
    per aver cercato di raccontare,
    il fango secco dei "colleghi",
    la parole di pietra del dottore dell'ippodromo,
    parole di giustificazione,
    e i silenzi di terra
    di chi si è chiuso in casa, di chi si è coperto gli occhi,
    di chi si è riempito le orecchie di terra,
    e la bocca di fango
    per non parlare, per poter sputare.

    Che quest'acqua spazzi via la polvere
    e nutra la terra che ti accoglie,
    Federico.

    è tutto un equilibrio sopra la foll(i)a



    Nella foto Ansa un giovane mentre dimostra al papa come modernizzare la Chiesa: mollare la papamobile e darsi allo stagediving!


    P.S. No, ma l'avete notata la targa? Neanche un bòro della Florida saprebbe fare di meglio...

    martedì 5 giugno 2007

    Sex (Pistols) and the City


    La mia amica Cinzia non me ne vorrà se pubblico qui il suo contributo che chiarisce una volta per tutte il mistero delle Torri Gemelle.
    Copincollo un brano della sua Gnusletter sul suo viaggio a New York*:

    Avrete sentito dire che a NY ci sono un sacco di grattacieli. Palazzoni enromi nella city. Li’ per li’ non mi aveva fatto grande impressione. Non è che bisogna arrivare a new york per vedere un grattacielo. Dopo qualche giorno pero’ sono stata colta da un turbamento. Cazzo, ma è proprio pieno di grattacieli. Cioè sono tantissimi, ovunque. E il bello è che nessun architetto contemporaneo ha pensato di fare la provocazione: un edificio nel centro della city a un piano. Bello flat. Basso, bassissimo. No, nessuno.

    E’ che i grattacieli sono fichi. Soprattutto quelli di vetro. E infatti gli americani non se lo fanno dire due volte e li costruiscono tutti di vetro. Cioe’, non hanno spirito di contraddizione. Tipo: e’ fico il grattacielo di vetro, e io faccio un palazzo basso di pietra. Proprio non esiste. Lo so: io morirei.

    La storia dei grattacieli, invece, ha l’effetto esattamente contrario. La prima volta non ci credi che il signor X e il signor Y, l’uno capitalista, l’altro pure, decisero di sfidarsi a un tiro di schippo l’uno dall’altro nella city a chi costruiva il palazzo piu’ alto. C’è uno, non mi ricordo chi, che alla fine, mentre il suo rivale pensava ormai di aver vinto, tiro’ fuori un lungo pennone di ferro fatto costruire in gran segreto. O almeno cosi’ narra la leggenda. Be’, divertente. Ma giunti alla trentesima sfida tra il signor X e il signor Y capisci che la storia e’ sempre quella: quasi tutti i grattacieli sono frutto di una sfida a colpi di mattone tra due cazzoni pieni di soldi per far vedere chi ce l’ha piu’ lungo.
    Pero’ funziona.

    Quindi per la prima volta mi è sembrato di capire veramente cosa abbia significato l’11 settembre e l’abbattimento delle due Torri per i newyorchesi. Potevano abbattere la statua della Libertà (ma figurati, l’hanno costruita i francesi) o qualche altra cosa. Ma quelli erano i due palazzi più alti. Si è sempre detto, certo. Ma io solo adesso ho capito che cosa singifichi “più alto”.




    *Forse va ricordato che Cinzia è negli IUESEI senza fidanzato...va ricordato? ;o)

    lunedì 28 maggio 2007

    romeni

    Cristian Mungiu e Cristian Nemescu, entrambi con precedenti, hanno sottratto un ingente bottino da una villa sul litorale della Costa Azzurra: della refurtiva fanno parte un albero stilizzato ricoperto d'oro, una targa con iscrizioni francesi (qualcosa come "un certo sguardo", forse opera d'arte contemporanea), pergamene con timbri in ceralacca, due completi abiti da cerimonia, videocamere, macchine fotografiche digitali.

    Fermati al confine italiano, i due, che avevano sicuramente intenzione di tentare altri colpi in Norditalia, forse nel Veneto,
    hanno avuto un conflitto fuori fuoco con le forze dell'ordine. Nemescu è scomparso prematuramente, ma nessuno lo cerca, se non i figli lasciati a qualche semaforo con un secchio in mano.
    Raggiunti da un decreto di espulsione, i due hanno ribattuto al Ministero che l'ha emanato, Rutelli*,
    che la Romania è ormai parte integrante dell'Unione Europea. E soprattutto che per raggiungerla dovevano passare da lì.

    Rutelli ha sbuffato commentando che non ne può più di questi zingari che vengono qua a rubare il lavoro e le donne, poi gli hanno chiesto quale lavoro e quale moglie, e lui non ha saputo rispondere...

    (*la battuta più assurda e comica è su Rutelli ministro: ammetto che non l'ho scritta io).


    Nella foto qui sotto, Mungiu colto sul fatto:

    giovedì 17 maggio 2007

    differenze di stile

    Che differenza di stile c'è tra Grillo che segnala (meglio tardi che mai) sul suo blog, correttamente cioè con un link, il documentario della BBC sul Vaticano e la pedofilia, e Repubblica che qualche ora dopo mette direttamente il video come fosse suo nel sito, senza una segnalazione né un grazie per il lavoro di traduzione, sottotitolatura e pubblicazione di Bispensiero.it?

    E che differenza di stile c'è tra quel filmato della BBC, come durata, come ritmo, come immagini, come cura, come mezzi con cui è stato realizzato e un qualunque filmato di"Chi l'ha visto?" sullo stesso argomento (magari alla ricerca di quel padre Henn latitante a Roma, protetto dal Vaticano, quando in USA è ricercato per 13 abusi su minori) che non verrà realizzato?

    Frustrato da queste domande retoriche, me ne sono uscito sul terrazzo a prendere una boccata d'aria
    e a contemplare la differenza di stile che hanno i miei gatti quando dormono sul divanetto
    (debitamente protetto con un vecchio tappeto perché non si impeli...):
    l'unica differenza di stile che mi fa sorridere, oggi.


    mercoledì 16 maggio 2007

    materassi a (ende)mol


    Leggo in un articolo su Liberazione che riporta un comunicato di tale Uni.rai, composta, come dice l'articolo da professionisti (autori, conduttori, registi eccetera) (...) un'associazione costituita nel 2005 all'interno del servizio pubblico radiotelevisivo.:

    "Quando è stato nominato presidente, Flavio Cattaneo ha aiutato lo "svoltone" della Rai. A gestire la pubblicità è arrivata la Bergamini, che è una segretaria di Silvio Berlusconi, tutti i vertici sono stati occupati da persone di fiducia di quell'entourage ed è stato firmato il fantastico contratto con la Endemol che si è accaparrata tutta la programmazione importante ed è entrata trasversalmente in tutte le reti.".

    Non fa una grinza.

    Però...di Uni.rai non sapevo nulla fino a questo articolo: dove c...o eravate finora?!
    Eppoi magari ora Mediaset si (ri)prenderà anche un pò di quelle belle professionalità di Viale Mazzini: dirigenti, markettari (quelli del marketing), impiegati, sottovicedirettori e stuoli di incapaci, ammuffiti, raccomandati, fancazzisti, eccetera...
    lasciando spazio alle meravigliose idee che non vi hanno lasciato produrre in questi anni... sì, ma QUALI?

    Ecco, una cosa che manca sempre a una certa sinistra italiana: la part construens,
    oltre la lamentela e l'autocommiserazione incorporate...sempre lì, ad assorbire qualunque colpo,
    ad assecondare la forma di qualunque bacino...

    martedì 15 maggio 2007

    Udite, udite!


    Fissata la data per l'udienza preliminare del processo per la morte di Federico Aldrovandi.
    Il 20 giugno 2007, 633 giorni dopo i fatti.
    Finalmente i genitori potranno vedere in faccia i quattro poliziotti.
    E magari anche noi.

    (Qui i post precedenti sulla vicenda)

    sabato 12 maggio 2007

    Vauro santo subito!

    in cerca d'asilo


    Da abusati a abusivi: che fine fanno ora i bimbi di Rignano?

    Discorso a un bambino

    Se ti dicono sempre che sei bravo, sta' in guardia:
    qualcuno cercherà di sfruttarti.
    Se ti dicono sempre che sei intelligente, sta' in guardia:
    qualcuno cercherà di farti schiavo.
    Se ti dicono sempre che sei buono, sta' in guardia:
    qualcuno cercherà di opprimerti.
    Ma
    Se ti dicono Studia, non temere;
    tu potrai fare un mondo senza scuole;
    se ti dicono Taci, non temere;
    tu potrai fare un mondo senza bavagli;
    se ti dicono Obbedisci, non temere;
    tu potrai fare un mondo senza padroni;
    se ti dicono Chiedi perdono, non temere:
    tu potrai fare un mondo senza inferni.
    Non credere
    A chi ti comanda, a chi ti punisce,
    a chi ti ammaestra, a chi ti insulta, a chi ti deride,
    a chi ti lusinga, a chi ti inganna, a chi ti disprezza.
    Essi non sanno che tu sei ancora un uomo libero.


    Speranza per un bambino

    Che egli sia diverso da noi.
    Che non abbia genitori né figli né famiglia
    né maestri né discepoli né casa né rifugio.
    Che non incontri Conquistatori né Condottieri
    E neppure Santi.
    Che non conosca Legge né Ordine né Patria né Religione.
    Che non abbia ricchezza né povertà né successo
    e che non provi mai l'amarezza della vittoria
    né il rancore della sconfitta
    e nemmeno l'illusione della pace.
    Che tutti gli uomini siano per lui padre e madre e figlio
    Che la mente sia il suo maestro
    ed egli stesso il suo discepolo.
    Che il cielo e la terra siano per lui casa e patria e chiesa.
    Che il suo ordine sia la fermezza
    e la benevolenza la sua legge.
    Che l'immaginazione e il coraggio siano la sua ricchezza
    e il suo potere.
    Che non lasci cadere mai la sua spada
    e che la lotta sia per lui vittoria e sconfitta.
    Che la gioia dell'attimo presente
    sia per lui vita e morte.
    Che egli non sia come noi
    e che possa credere,
    almeno lui,
    in un mondo nuovo.

    Due testi di Marcello Bernardi.

    giovedì 10 maggio 2007

    2 (giornali) italiani su 3 sono disonesti?


    (foto dal sito di Repubblica.it - il dottor Sottile ritratto in posa di combattimento stile Geronimo Stilton)

    A quanto pareva, vi erano state anche manifestazioni di ringraziamento al Grande Fratello per aver aumentato la razione settimanale di cioccolato, portandola a venti grammi. Ma se appena ieri, pensò Winston, avevano annunciato che la razione di cioccolato doveva essere abbassata a venti grammi! Possibile che potessero mandare giù una balla simile a distanza di sole ventiquattr’ore? Sì, era possibile. Parsons se l’era bevuta tranquillamente, con la stupidità di un animale. Quell’essere senza occhi seduto al tavolo di fronte se l’era bevuta con l’entusiasmo di un fanatico e avrebbe snidato, denunciato, vaporizzato come una furia chiunque avesse fatto notare che fino alla settimana precedente la razione di cioccolato era stata di trenta grammi. E pure Syme, magari in una maniera più complessa, implicante una qualche dose di bipensiero, pure Syme se l’era bevuta. Era quindi solo lui, Winston, a possedere una memoria?

    (da: G. Orwell, "1984")

    mercoledì 9 maggio 2007

    di rosso c'era solo la Renault 4



    Carabiniere di sinistra (indicando l'auto): "Anvedi che ce stava, dentro ar baule..."
    Carabiniere di spalle: "Gajardi, avemo scoperto er Partitodemocratico 29 anni prima!"
    Personaggio calvo in basso a destra: "Sì, ma è già morto..."

    tana!


    Capita a volte di leggere "delle cose" (articoli, blog, e-mail che copincollano cose da Internet) e accorgersi che aver studiato filologia può rovinarti, nel post-moderno ipertestuale della grande Rete.
    Perché se ti vengono in mente due o tre paroline, tipo recensio, collatio e emendatio, quando leggi certa roba pubblicata di recente e che magari i colleghi spacciano per notizia fresca e originale, tu che hai in mente le fonti, ti senti un certo prurito sotto la pelle delle mani...

    Tanto per fare un esempio, in un vecchio post avevo già parlato di una cosa del genere.
    E guarda caso siamo ancora dalle parti di L'Espresso/Repubblica...

    Ieri mi è capitato di intravedere una "cosa", che come dovrebbe essere prassi in Internet, cito mettendo il link relativo: si intitola "Sorpresa: ecco chi, come e quando ha deciso in Vaticano di sottrarre i preti pedofili alla magistratura. Non lo indovinereste mai…".
    E invece io l'ho "indovinato" prima di leggere, o meglio: lo sapevo già che si tratta di Ratzinger.
    E non perché l'altro giorno ne parlavo qui, ma perché lo avevo saputo da Daniele Luttazzi, da una sua battuta sentita e/o letta almeno un paio d'anni fa.
    L'articolo è molto interessante e parla ovviamente della famosa lettera Crimen Sollicitationis: consiglio di leggere comunque (e anche il link)...

    Ma alcuni passaggi mi suonavano di rimasticato...poi ho cliccato sull'homepage e oggi trovo quest'altro articolo datato domenica 6 maggio: "I più seri sono i tanto vituperati comici irriverenti"
    e mi torna in mente il post di Luttazzi del 3 maggio, che riporto integralmente:
    Libera satira in libero Stato
    La satira non è nè terrorismo nè odio: è solo irriverenza. Se non si capisce questo, non se ne esce.
    Tutta la mia solidarietà ad Andrea.

    Non solo il titolo mi ha fatto sobbalzare, ma il contenuto, con quel ragionamento sulla bambina polacca uccisa a Napoli e la ragazza che ne ha uccisa un'altra con un'ombrellata in un occhio nella metropolitana di Roma (e nessuno ha fatto niente), francamente farraginoso (Nicotri non brilla certo per dono della sintesi), mi suonava di già sentito...infatti mi era arrivata sabato la newsletter dell'ottimo Gennaro Carotenuto dal titolo Italiano uccide "per errore" bimba polacca. Da Jon Cazacu, a Karolina, l'informazione razzista, articolo che trovate anche nel suo blog, esattamente qui.

    P.S. Voglio con l'occasione ringraziare Carotenuto per il suo post sulla condanna al Ministero dell'Interno per le violenze nei confronti di Marina Spaccini (vedi mio post): io ho ripreso l'originale articolo ma devo alla sua newsletter di avermelo fatto scoprire.
    E a Nicotri andrebbe a pennello un consiglio: si legga questo post di Carotenuto - Web 2.0: conoscenze comuni, abusi privati, parla proprio di lei! ;-)

    la linea d'ombra del dubbio


    Ho trovato per caso in redazione un articolo di giornale davvero molto interessante, e visto che è anche on-line,
    ecco un bel link per andarvelo a leggere.

    E' un'intervista a Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta, vicepresidente della Commissione parlamentare per l'infanzia, nonché direttore scientifico da anni del «Centro aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia» del Comune di Roma.
    Insomma, uno che ci capisce. E che non chiacchiera di Rignano, ma parla di bambini, sessualità e indagini.

    martedì 8 maggio 2007

    la posizione della missionaria


    Copio e incollo un articolo uscito sull'edizione genovese de La Repubblica,
    che merita di essere conosciuto


    Missionaria picchiata, risarciti invalidità e danni morali
    G8, condannato il Ministero


    'Ho solo ottenuto quello che attendevo da 6 anni: giustizia' Prima condanna per le violenze delle forze dell' ordine contro i manifestanti: 'Non furono iniziative isolate' in primo piano

    MASSIMO CALANDRI

    LA PRIMA condanna nei confronti del Ministero dell' Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria. Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie, quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell' iniziativa isolata o dell' autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno - così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze - , che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato. Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzava in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!". Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c' era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c' erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell' Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa - cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali - , ma il punto è evidentemente un altro. «Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia - scrive il giudice - , non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un' iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l' ordine pubblico gravemente messo in pericolo». Perché l' intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l' ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant' anni, di cui giustamente si sottolinea l' aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».

    il gioco del torre

    Oggi parliamo di... espertoni



    CARLO TORRE
    Docente di Medicina Legale all’Università di Torino
    Esperto di residui di sparo


    Il 24 marzo 2007 rende pubbliche le conclusioni della sua perizia per la difesa Franzoni: conclude che il piccolo Samuele sarebbe stato ucciso con uno scarpone (o zoccolo-sabot) e non con un mestolo o altro oggetto domestico.
    Nominato dal primo difensore di Anna Maria Franzoni, l’avv. Carlo Federico Grosso, Torre sarebbe la causa dell’abbandono di Carlo Taormina, il quale ha dichiarato di non essere d’accordo con le conclusioni della perizia.

    Eppure era stato proprio Taormina, come presidente della commissione parlamentare sull’omicidio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin a nominare Torre come perito: le sue conclusioni parlavano di un colpo sparato non a bruciapelo ma almeno a 40 cm di distanza; da qui la conclusione dell’inchiesta parlamentare: non si trattò di un’esecuzione, ma di un tentativo di rapina o rapimento finito “male”.

    Ma soprattutto Carlo Torre è l’espertone di Piazza Alimonda: membro del pool di tecnici guidati da Paolo Romanini (v. link), è lui –secondo il suo stesso “capo”, a “tirar fuori la teoria del calcinaccio” che avrebbe deviato il colpo sparato in aria da Placanica deviandolo e frantumandolo. La prima ipotesi di Torre era stata che a deviare il proiettile poteva essere stato l’estintore, ma dopo diverse prove di sparo in un poligono, dovette arrendersi all’evidenza che ciò non era possibile. Un anno dopo i fatti di Genova, Torre trova un frammento di proiettile rovesciando il passamontagna di Carlo Giuliani, e su di esso rinviene residui di materiale edilizio.
    Torre è coinvolto in un’altra indagine del G8: nella vicenda dell’irruzione alla scuola Diaz, le forze dell’ordine giustificarono il loro intervento con il ritrovamento di due bombe molotov (che poi si scoprì portate sul posto da agenti, e che recentemente sono andate perdute negli archivi della questura di Genova), ma soprattutto con l’accoltellamento di un poliziotto: il RIS, mostrando la non coincidenza tra il taglio nella giacca e quella nella camicia, provò che la supposta coltellata era stata un’invenzione per depistare le indagini. Torre stese una relazione in cui affermava che era tutto vero in quanto le coltellate erano due!

    Da notare che Torre si pone spesso e volentieri in competizione con il RIS, così a Genova come a Cogne.

    La carriera di Torre è alquanto lungo e fitta di colpi di scena: attorno al 1994, perito del caso Castellari, concluse che gli spari erano compatibili con l’ipotesi del suicidio. Questo nonostante il dirigente delle partecipazioni statali fu ritrovato con la pistola infilata nella cintura e accanto una bottiglia di whisky senza le sue impronte.

    Torre si era anche occupato di riesaminare la morte di Enrico Mattei: secondo lui in basi ai reperti esisteva compatibilità con un’esplosione interna all’aereo.

    1997, rapimento Soffiantini: durante la liberazione si scatenò una sparatoria, dove rimase ucciso l’ispettore dei NOCS Samuele Donatoni. Torre escluse il “fuoco amico”. Nel 2005 i periti del PM Ionta concludono in modo opposto.

    Nel caso della contessa Vacca Agusta è consulente del PM, e conclude senza dubbi che si sia trattato di incidente.

    Altra vicenda che ha visto Carlo Torre al centro della scena, insieme al suo amico Romanini, è l’uccisione di Marta Russo: secondo lui le particelle di sparo trovate sulla finestra dell’aula 6 sono non significative, inoltre trova che la traiettoria del colpo sarebbe compatibile con altre 6 o 7 finestre: smonta a suo modo l’ipotesi accusatoria.

    Una delle vicende più recenti che vede ancora Torre alla ribalta è quella dell’agguato in cui rimase ucciso Nicola Calipari: per Torre a uccidere l’agente del SISMI è stato un solo colpo, sparato dal soldato Mario Lozano da circa 130 metri contro l’auto di Calipari e Sgrena che avanzava a circa 60-65 km/h (diversamente per gli esperti USA l’auto procedeva a oltre 90 km/h).


    Link:
    - l'editoriale di Romanini (leggete da soli)

    lunedì 7 maggio 2007

    con l'otto per mille alla chiesa cattolica avete fatto molto per tanti


    In prima fila, alla fiaccolata sotto il carcere di Rebibbia, il parroco di Rignano.
    Uno che sa da che parte stare, un servitore fedele di questo modello di Chiesa.
    Adoro i preti: ti mandano all'inferno ma per il tuo bene...

    venerdì 4 maggio 2007

    la scuola è trasparente?


    Non ricordo, dopo l'arresto di Totò Riina o di Provenzano, fiaccolate con striscioni con scritto "Corleone non è il paese dei mafiosi".
    Il fatto che a Milwaukee ci sia stato un famoso mostro non vuol certo dire che i milwaukeesi siano tutti mostri o che si siano sentiti in obbligo di dimostrarlo con manifestazioni di piazza.
    Allora perché una manifestazione di solidarietà nei confronti di alcune persone arrestate con accuse molto pesanti (non solo pedofilia)? Se lo sono chiesto persino i carcerati "normali".
    Qualunque indagato, arrestato, chiunque riceva un avviso di garanzia, chiunque provochi (anche solo involontariamente) un incidente stradale, ha la vita rovinata. E si sbaglia a voler ritenere colpevole chi, secondo la legge, è innocente fino alla sentenza di terzo grado in Cassazione. Queste son cose che non bisogna mai dimenticare.
    Ma da qui a difendere a spada tratta chiunque solo perché appartenente al proprio "branco" (famiglia, ambiente di lavoro, paese, ecc.) c'è un passo ulteriore, che mi fa un pò paura.

    Io non ho letto le carte, non conosco la vicenda dal punto di vista giudiziario. Ho letto sui giornali delle cose che, se da un lato mi fanno venire (come accade spesso, e a me deve accadere per mestiere) qualche dubbio sulle modalità con cui è stata gestita questa indagine, dall'altra mi fanno immaginare che "qualcosa" ci sia: con tutti i difetti, ma la giustizia farà il suo corso e appurerà i fatti - e se qualcuno ci sarà andato di mezzo per sbaglio, gli si chiederà scusa.
    Ma se anche uno solo di quei bambini è stato davvero sfiorato da una sola di quelle persone, chi ha sfilato con le fiaccole cosa dovrà pensare? Chi avrete difeso?

    Al TG regionale, tra le altre, ho sentito frasi già orecchiate nei giorni scorsi: ragionamenti del tipo "noi non ci siamo mai accorti di niente, dunque non è possibile che sia successo" e soprattutto "la scuola è trasparente" nel senso che le aule hanno grandi vetrate e dunque per metafora sarebbe un'istituzione trasparente...

    Ora, io a Rignano Flaminio ci sono stato, lunedì, e ho anche conosciuto alcuni genitori e altre persone coinvolte nella vicenda. E ho visto quella scuola, e ve la descrivo: il paese sorge su una collina lungo la Flaminia, la scuola è incassata in un fondovalle che rimane sotto il livello stradale di un centinaio di metri, messa lì come una colata di cemento a riempire un vallone franoso.

    L'entrata principale, davanti a cui c'è un piazzale, è quella fotografa e ripresa dai media: giardino con giocattoli di plastica, portico con travi di acciaio rosse e facciata di vetrate che danno sulle aule.
    Ma forse non tutti sanno che quello è il piano terra, e solo tre lati hanno alcune aule affacciate sull'esterno con queste vetrate. E a pochi metri dalle facciate laterali sale il burrone in cui l'edificio è incassato: se le vetrate fanno entrare luce, i bambini non vedono altro che pareti di rocce e sterpaglie... nel sottosuolo c'è un altro piano, di sale e sgabuzzini semivuoti, dove tra l'altro è ospitata una palestra di karate, tutt'altro che "trasparente": bisogna entrare dal retro, e scendere per scale a chiocciola rigorosamente di cemento per accedervi - da fuori, da sopra, non si immagina neanche...
    Ma la cosa più allucinante è, sul lato sinistro, guardando l'entrata principale, un'uscita laterale che conduce dentro il burrone con una serie di tre piani di rampe e corridoi, tunnel non illuminati di cemento armato con tanto di torrette di osservazione stile carcere e scale a chiocciola e pozzi ciechi. Inquietantissimo!
    Io, se scegliesse di andare a vivere in campagna, e se avessi un figlio, non lo manderei mai in un tale lager, se non costretto!

    Ecco: penso che i primi a fare violenza ai bambini, i primi da condannare, moralmente, sono gli architetti e ingegneri che hanno progettato, le giunte che hanno approvato, tutti quelli che hanno contribuito a costruire, questo bunker atomico con doppie pareti cieche e trombe di scale che non portano da nessuna parte (si vede che avanzava del cemento) dove perdersi, o nascondersi, è facile e spaventoso.

    Purtroppo non ho immagini da mostrare qui, ma ho ripreso quei tunnel, e vi giuro che fanno impressione.
    A prescindere (ma neanche tanto) da cosa vi sia davvero capitato, fanno orrore di per sé.

    mercoledì 11 aprile 2007

    amen


    Il Barbiere della Sera è morto: le mie condoglianze.

    Sarà colpa di Gino Strada?

    mercoledì 28 marzo 2007

    una foto troppo compromettente?



    Secondo voi è giusto pubblicare questa foto? Non è troppo scandalosa?

    Nella foto si vede uno dei massimi rappresentanti del principale partito di governo sporgersi verso il rappresentante del principale partito d'opposizione (o viceversa, nel senso che non si capisce chi si chinerà di più, ma anche nel senso che anche cambiando i tempi e i fattori, il risultato sarebbe lo stesso).

    Sembra di poter intuire un volgare mercimonio, come la richiesta di una prestazione sessuale. Si noti anche il tariffario: siamo senza dubbio in una fase delicata di trattativa...
    poi si dirà che ci si può sporgere anche solo per chiedere l'ora, che la curiosità in certe notti di mezza crisi può fare brutti scherzi, che in fondo non c'è nulla di male a trattare sul prezzo della prossima spartizione -pardon, riforma elettorale...

    martedì 20 marzo 2007

    dieci piccoli talebani


    Meno male che hanno liberato Daniele Mastrogiacomo!
    Meno male che hanno ammazzato solo il suo autista,
    e meno male che hanno liberato in cambio solo quattro talebani,
    per arrestare i quali saranno morti venti soldati e cinquanta civili afgani.
    E meno male.

    lunedì 5 marzo 2007

    ritorni


    Sono stato solo una settimana senza Italia
    e scopro che
    il governo di centrosinistra è rinato grazie al voto di un ex-democristiano
    e
    a Sanremo ha vinto una canzone sugli ex-manicomi.

    O viceversa?

    venerdì 23 febbraio 2007

    settimane



    Settimana nera per il governo Prodi,
    settimana bianca per noi.

    martedì 20 febbraio 2007

    Dico sì, dico mai: dicono troppo


    Io non DICO nulla.

    Ho diritto a non dire la mia... e a tenermela per me.
    Finché non se ne va a casa con il negro (come cantava Vasco)...

    No, a parte gli scherzi: ma tutto sto parlare di coppie di fatto, come se fosse la cosa più importante nella vita quotidiana dei cittadini di questo paese, mi preoccupa. Non è che di fatto non si occupano di altro, 'sti politici italiani?

    sabato 17 febbraio 2007

    il (dis)prezzo del potere


    Oggi devo lavorare, al montaggio fino alle 22. Non posso essere a Vicenza per partecipare alla manifestazione contro l'allargamento della base Nato.
    Neanche Bertinotti ci sarà. Ha dichiarato: "Se non fossi il presidente della Camera, ci andrei anch'io".

    Ecco: quando si diventa politici e si smette per convenienza di fare politica, quando il Potere ti fa indossare la sua uniforme, quando manifestare democraticamente le proprie opinioni diventa sconveniente, quando dai palazzi affrescati si invita alla nonviolenza a priori, da quegli stessi palazzi da cui si dirige la violenza di Stato, allora si è complici. Di qualunque cosa succeda sulla strada.
    Ecco perché rispetto di più Carlo Giuliani che Fausto Bertinotti. Che parla come i noglobal-pacifisti-antimilitaristi, ma abita il palazzo del Potere, e dal potere è abitato. E a pagarne il prezzo rimane chi rimane sulla strada, vivo o morto.

    martedì 13 febbraio 2007

    parbleu... ma de che, ahó?!


    E' tornato il Velosolex, il mitico motorino francese che ancora mi ricordo da bambino... con quello slogan: "La bicyclette qui roule toute seule!" (La bicicletta che si muove da sola) che sapeva di magia positivista, di incanto da progresso industriale...

    Leggerissimo, essenziale, motore e ciclistica eterni (dalle mie parti ne vedo ancora di perfettamente circolanti), economico e con quell'aria francese da spolverino beige o da ombrello di stecche di balena un pò frou frou.


    E' tornato ovviamente ridisegnato (da Pininfarina) e rivisitato nella tecnologia (è elettrico!), ma con l'idea un pò retro di rendere omaggio alla linea asciutta d'un tempo. Si chiama e-Solex e presenta una serie di caratteristiche molto interessanti.
    Bisognerebbe brindare con un buon Calvados!


    Di questo motorino elettrico (non è una bicicletta a pedalata assistita) parla anche un articolo di Repubblica, che vi invito a leggere soprattutto per le decine di correzioni contenute nei commenti dei lettori che fanno le pulci all'articolo, pieno di strafalcioni e scorrettezze. Per le caratteristiche, masticando un pò di francese, meglio rivolgersi al sito della casa-madre: la più interessante è che la batteria si stacca e si può portare comodamente in casa (o in ufficio) per ricaricarla! Freni a disco, 35 kg di peso, possibilità di utilizzarlo come bicicletta (forse in discesa: 35 kg sono sempre 35kg!), fino a 60km di autonomia e fino a 35km/h, per un costo di 1150€ e uno stile davvero unico.
    Che magari non tutti apprezzano: che emozione vi dà vedere una "Due Cavalli"? Pensate subito a quanto il vostro SUV sia più potente, più veloce, più comodo? Beh, buon viaggio... qui siamo su un'altra strada.

    Il costo di 1150€ è suggerito dalla casa-madre, che indica anche una serie di rivenditori in tutta la Francia: tocca farsi una gita fino a Monaco o a Nizza, per ora non è prevista la vendita in altri paesi (ma immagino che lo sarà presto)...
    Pensandoci non è particolarmente eccessivo, anche se biciclette elettriche si trovano a un pò meno. Sicuramente consuma molto meno di un motorino a benzina (costi al chilometro molto molto inferiori) e soprattutto non inquina. Dunque ne varrebbe davvero la pena.

    ATTENZIONE!
    A Roma il comune aveva previsto una campagna di agevolazioni e incentivi economici a chi acquistava veicoli elettrici, ma l'Assessorato alla mobilità ha esaurito i fondi e sospeso la campagna "AMO ROMA GUIDO ELETTRICO"!
    Invito tutti a scrivere all'Assessorato una bella e-mail di sollecitazione alla riapertura della campagna!

    lunedì 12 febbraio 2007

    venerdì 9 febbraio 2007

    più strano di una fiction


    Ieri sera ho visto e molto apprezzato un "filmetto" che temo passi piuttosto inosservato e che invece meriterebbe ben altra attenzione.
    In italiano s'intitola "Vero come la finzione" e in originale "Stranger than fiction".

    Sì, è uno di qui film potenzialmente suicidi perché letterario. Ma come è... scritto, però!

    La sceneggiatura è di un tale Zach Helm (per ora un carneade ma ha la stoffa per fare il botto) che ha studiato alla scuola degli svitati alla Charlie Kaufman ("Essere John Malkovich", "The eternal sunshine of the spotless mind", "Confessioni di una mente pericolosa" eccetera) senza dimenticare una verve ironica (meno di dialoghi che di situazioni) alla Woody Allen o una stralunatezza alla Jim Jarmush (autore non a caso di "Stranger than paradise")...

    Helm deve essere venuto su a "Il Mondo secondo Garp", libri di Calvino (citato dal professore di lettere Dustin Hoffmann nel film), Borges e tanta tanta fantasia autogestita (figlio unico?)... meno acido di un Kaufman, più verso la vellutatezza di un Paul Auster, meno agghiacciante di un Terry Gilliam e più... caldo, come... un biscotto al cioccolato. Fatto in casa. Con cioccolato svizzero...

    Il film è diretto da Marc Forster, che pare sia proprio svizzero*: l'ho scoperto pochi minuti fa in una bella recensione del film sul Manifesto...occhio: rivela in gran parte la trama e, quel che è peggio, è scritta in robertosilvestrese...

    Ricordo infine che il film è egregiamente interpretato da un cast coi fiocchi: Will Ferrell (perfetto "assente" alienato alla Tati), Maggie Gyllenhaal (brava, carina, smorfiosetta come una sorellina di Meg Ryan), Emma Thompson (scrittrice col "blocco" allucinata come una che è stata sposata con Kenneth Branagh) e Queen Latifah (con un nome da rapper nera cicciona, questa rapper nera cicciona ha vinto un Oscar, altro che cazzi!)...

    Beh, correte al cinema prima che sparisca!

    *secondo imdb.com Marc Forster è nato in Germania e si è trasferito con la sua famiglia a Davos, dove è cresciuto. Ma secondo il telegiornale svizzero è proprio elvetico, rossocrociato, svizzero di brutto di brutto di brutto, neh! Mi sa che mi vado a recuperare qualche suo vecchio film...

    the skypescraper


    Signore e signori vi presento GIZMOCALL...

    No, non è il nome uzbeko della signorina della foto!
    E non è neanche uno di quei servizi di telefonate erotiche che piacciono tanto a Berlusconi...

    Sapete tutti cos'è il VoIP, siete già utenti entusiasti di Skype? Sì? Bene.
    Sapete che dal primo febbraio ha alzato le tariffe e introdotto un italianissimo "scatto alla risposta" di circa 4 centesimi? No? Male.

    Ma c'è una soluzione: telefonare via internet direttamente dal browser, senza programmi appositi*, anche sui cellulari, totalmente A GRATIS... sì, anche sui CELLULARI.
    Per un massimo di 10 minuti al giorno... ma vuoi mettere?!

    Basta cliccare su www.gizmocall.com e inserire il numero da chiamare (con prefisso internazionale: +39... per telefonate verso l'Italia) nell'apposita finestrella, oppure digitare direttamente www.gizmocall.com/+39...

    *ci vuole il banalissimo plugin Flash ma si trova anche dentro le patatine... e le signorine uzbeke come quella della foto!

    giovedì 8 febbraio 2007

    e invece...


    ...pare sia stato un lavandino. Minorenne e di Forza Nuova. Non si sa ancora se con miscelatore o rubinetti, ma dai filmati risulta compatibile con quelli dei bagni dello stadio di Catania.

    Eppure c'è la testimonianza di una signora che afferma che alle 16 aveva visto un giovane col volto coperto rubare il lavabo del cesso del suo distributore e portarselo in giro per la città...

    E' più cinico questo post o un provvedimento governativo che mescolerà tifosi di diverse squadre dentro lo stadio e lascerà i più violenti fuori, per le strade, garantendo innanzitutto i profitti di chi gestisce il Rollerball all'italiana?

    mercoledì 7 febbraio 2007

    e se...


    ...Raciti fosse stato colpito da "fuoco amico"?
    Leggendo qua, e non avendo - per ora- la prova evidente, la "smoking gun" di cosa e come l'ha colpito mortalmente, è un'ipotesi possibile... anzi, in base alla dinamica descritta in diverse occasioni, anche probabile.
    Visto quello che accade coi lacrimogeni...
    Da qui a dirlo con certezza non si può. Però...
    Se poi uno legge il racconto del poliziotto che si trovava a fianco di Raciti (fonte: Repubblica.it, sottolineature mie):
    "Filippo stava scortando con altri colleghi la colonna di tifosi del Palermo, circa 800 a bordo di una decina di pullman, e quando i tifosi rosanero sono stati fatti entrare allo stadio è cominciata la prima sassaiola.
    C'erano anche dei carabinieri che hanno lanciato dei lacrimogeni, nel frattempo dallo stadio erano usciti altri tifosi catanesi armati di spranghe e bastoni, col volto mascherato, e nel tentativo di farli rientrare Raciti ed altri colleghi si sono trovati tra due fuochi (...)"

    martedì 6 febbraio 2007

    l'unico sincero

    (Nella foto Matarrese davanti al simbolo che meglio rappresenta lui e il suo mondo)

    Il presidente della Lega Calcio, nel mezzo della valanga di dichiarazioni e commenti a sproposito sui fatti di Catania e su "calcio e violenza", in una intervista a Radio Capital riportata anche da Repubblica in questa pagina, è stato l'unico a dire esattamente come stanno le cose.
    Lui rappresenta le squadre di calcio, è il presidente del consiglio dei presidenti delle società sportive, è l'incarnazione istituzionale del calcio-business (l'unico che esiste), e ha parlato.

    Mica come quell'altro che ne è l'incarnazione antropologica, che manda le squadre in borsa ma gli/si fa un decreto per spalmare i debiti con le tasse su dieci anni, e che tace.
    Ma che la pensa esattamente nello stesso modo.
    Ci scommetterei le palle (quelle dietro Matarrese)!

    D'altronde da presidente del Milan si lamentava che i suoi tifosi si travestissero (come da tradizione) da diavoli, ma non disse niente quando, esattamente dodici anni fa, alcuni suoi "tifosi" accoltellarono Claudio Spagnolo, tifoso del Genoa e antifascista militante del centro sociale Zapata (uno come Carlo Giuliani, ragazzo e romanista, in qualche modo...

    accoltellato come Renato Biagetti, in qualche modo...).

    lunedì 5 febbraio 2007

    i forzati del commento del lunedì


    Un poliziotto ucciso fuori da uno stadio, Silvio che chiede scusa, il Grande Centro, i morti sulle piste da sci, il Superbowl...
    e se una volta, un lunedì mattina, non si trovasse sul giornale cosa pensare delle cose del mondo?
    Se un lunedì uscisse il Corriere della Sera con una prima pagina tutta bianca? Silvio rimarrebbe lo stesso, Rutelli pure...

    Sono stanco: non ho mai sopportato il culto del calcio e tutti i suoi invasati, i suoi sacerdoti...
    perciò trovo normale un lunedì come questo,
    con quel poliziotto di cui tutti ormai sappiamo nome e cognome,
    che senza tanti sacerdoti, senza tanti commenti del lunedì,
    oggi forse sarebbe lo stesso anonimo e malpagato poliziotto del giorno prima, ma vivo.
    E di lui, e di tutti quegli italiani in divisa dello Stato o in divisa della propria squadra
    che in ogni stadio studiano alla scuola della violenza organizzata a squadre,
    continuerebbe a non fregarmene niente.
    E invece sono qui anch'io, un lunedì mattina, stanco e triste per quest'altra morte inutile.

    Anzi, no: è utile ai soliti sciacalli. Quelli veri, quelli con le armi e i giornali dalla parte del manico.
    Quelli che il 20 luglio 2001 scrivevano "Oggi sarà il giorno del morto" (Renato Farina, "Libero")
    e il 21 luglio titolavano "E' legittima difesa" ("Libero")...
    quelli che urlano le sentenze ("sei stato tu, col tuo sasso") mentre tra i suoi ragazzi a un ragazzo
    che non è ancora morto, che respira sangue, una pietra rompe la testa dopo che uno strano proiettile l'ha già trapassata...

    Ed è utile soprattutto perché c'è uno, un utile idiota, che su un muro di Livorno scrive "2/2/07 Catania vendetta per Carlo Giuliani", o un'idiozia del genere, e che così facendo nutre lo sciacallo, rinnova il Sogno numero due:

    Imputato ascolta,
    noi ti abbiamo ascoltato.

    Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo
    piantata tra l'aorta e l'intenzione,
    noi ti abbiamo osservato
    dal primo battere del cuore
    fino ai ritmi più brevi
    dell'ultima emozione
    quando uccidevi,
    favorendo il potere
    i soci vitalizi del potere
    ammucchiati in discesa
    a difesa
    della loro celebrazione.

    E se tu la credevi vendetta
    il fosforo di guardia
    segnalava la tua urgenza di potere
    mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge
    quello che non protegge
    la parte del boia.

    Imputato,
    il dito più lungo della tua mano
    è il medio
    quello della mia
    è l'indice,
    eppure anche tu hai giudicato.

    Hai assolto e hai condannato
    al di sopra di me,
    ma al di sopra di me,
    per quello che hai fatto,
    per come lo hai rinnovato
    il potere ti è grato.

    Ascolta
    una volta un giudice come me
    giudicò chi gli aveva dettato la legge:
    prima cambiarono il giudice
    e subito dopo
    la legge.

    Oggi, un giudice come me,
    lo chiede al potere se può giudicare.
    Tu sei il potere.
    Vuoi essere giudicato?
    Vuoi essere assolto o condannato?


    (Fabrizio De André, da "Storie di un impiegato", 1973)

    Io voglio capire se oggi mi sono svegliato...