La terza la copincollo dal sito dell'Unità: in questo momento l'articolo è il primo risultato cercando "minuteria urbana" su Google.
Minuteria urbana, storie di lavoratori on the road. Altro che ronde
di Mariagrazia Gerina
«La sicurezza? Per me non sono le guardie, né le ronde, è quando stai bene, in equilibrio con il mondo. Noi da questo punto di vista cerchiamo di fare la nostra parte e ci ringrazia anche il commissariato», spiega, cercando con cura le parole, Claudio Celletti, 48 anni, lavoratore socialmente utile, mentre sullo schermo della Casa del Cinema, a Villa Borghese, scorrono ancora i titoli di coda. Parla di lui il film documentario che hanno appena proiettato nella sala. E di Matteo, Romanino, Stefano Cibak, Attilio. Persone come lui, «prodotti di borgata» secondo la loro autodefinizione, con un passato difficile alle spalle. E un presente utile, di lavoratori, grazie alla cooperativa Cantieri sociali, di cui Claudio è presidente, che ha restituito loro un buon motivo per condurre le giornate. Riparare una strada, ridisegnare le strisce a un parcheggio per disabili, sistemare il giardino di una scuola, rifare il la staccionata lungo il sentiero nel parco. Altro che ronde.
Dean Buletti, il regista, e Cinzia Gubbini, cronista de il manifesto, li hanno seguiti per le strade del quartiere Tuscolano, periferia Sud Est di Roma, in queste loro trame di lavoro quotidiano. E ne è venuto fuori un racconto corale di come può essere governata altrimenti che con le ronde una città. Titolo: «Minuteria urbana». Si chiama così la fattispecie amministrativa trovata per fare spazio, sulla scia della legge Bersani e di una delibera comunale che risale al 1997, a Claudio e agli altri nelle maglie della burocrazia che regola gli enti sociali.
«L'importante è avere la dignità di alzarsi la mattina e andare a lavorare... Facciamo tutto quello che gli altri non fanno», si raccontano i protagonisti del documentario lasciando che le telecamere spieghino il resto. L'attaccamento di Romanino il giardiniere al suo “decespugliatore”. La creatività con cui Massimiliano disegna strisce gialle sull'asfalto. Il passato da ballerino di periferia di Stefano. L'abilità manuale di Matteo, il fabbro. Il senso pratico di Claudio nel far quadrare i conti.
Come dire che il centrosinistra in Italia e a Roma qualche idea su come si difende la coesione sociale ce l'aveva. E qualche volta l'ha anche messa in pratica. Poi è arrivata l'ossessione della sicurezza. Alemanno è diventato sindaco di Roma, Maroni ministro dell'Interno. Sandro Medici, presidente del municipio nel quartiere Tuscolano dal 2001 (primo mandato Veltroni), resiste. Non solo lui, per fortuna. E il “modello” custodito nel suo e in altri territori a macchia di leopardo potrebbe ancora essere contagioso. «Abbiamo sentito tanto parlare di integrazione senza capire cosa fosse: ecco questo è un buon esempio», gli riconosce l'assessora capitolina Sveva Belviso, spettatrice entusiasta - almeno così dice - del documentario. Più cooperative, meno ronde. Potrebbe essere un bello slogan. Chissà se qualcuno se ne ricorderà.
23 giugno 2009
"L'errore fondamentale degli anarchici avversari dell'organizzazione è il credere che non sia possibile organizzazione senza autorità." (Errico Malatesta)
mercoledì 24 giugno 2009
Minuteria urbana: recenzioni - 2
La seconda ora come ora "apre" l'homepage di Cinecittà news. Bisogna cliccarci su per leggere l'articolo intero, che copincollo qui sotto.
Una piccola utopia a Cinecittà
[di Stefano Stefanutto Rosa]
"Storie incredibilmente invisibili eppure sotto gli occhi di tutti, nelle nostre strade", così Dean Buletti presenta Minuteria urbana, il documentario che firma insieme a Cinzia Gubini. Le storie sono quelle tormentate e incasinate dei lavoratori cosiddetti socialmente utili della cooperativa Cantieri sociali, che opera nel X Municipio di Roma, una delle circoscrizioni più estese e densamente popolate della Capitale, lungo l'asse di via Tuscolana, e che include Cinecittà.
Sono uomini e donne segnati da vicende di carcere, droga, perdita di lavoro e salute, persone che cercano, con l'aiuto dei servizi sociali, di avere una vita normale. "E' importante avere la dignità di uscire la mattina e di andare a lavorare", sentenzia uno di loro, impegnati ogni giorno in piccoli interventi di manutenzione di strade, scuole, parchi del X Municipio. Sono loro a curarsi del territorio e delle sue strade, che li hanno visti crescere.
La cooperativa Cantieri sociali nasce nel 2003, come raccontano nel documentario i soci, quando alla scadenza del progetto annuale di assistenza, si presentano davanti al consiglio municipale per spiegare chi sono e occupano per protesta l'ufficio del presidente della circoscrizione, Sandro Medici. L'amministrazione riconosce il loro lavoro come utile e non oneroso e decide di affidare la piccola manutenzione del territorio, a condizione che venga costituita dai soggetti svantaggiati una cooperativa, che per la sua natura può ottenere appalti diretti dal Comune.
Claudio, alle spalle anni di carcere e vicende di droga, è il presidente della cooperativa, il creatore e l'animatore dell'intero progetto, colui che organizza le squadre di lavoro ogni mattina: "E' in carcere che mi sono formato come presidente, quando ho cominciato a partecipare a tutte le attività che venivano organizzate". Stefano, un padre americano morto nella guerra in Corea, ex comparsa in alcuni film e ex ballerino con Don Lurio, ora si occupa, dopo una lunga malattia, di segnaletica stradale
Francesca ha una figlia piccola da accudire dopo la morte del compagno, una persona con precedenti penali, e si occupa delle pulizie nei centri anziani. Matteo è un bravissimo fabbro, mestiere che ha ripreso a svolgere dopo essere stato espulso dal mercato del lavoro, quando aveva più di 50 anni. Dario è invece il più giovane della cooperativa, è un ragazzo che era seguito dai servizi sociali perché non riusciva a trovare la sua strada, né un lavoro.
Per Sandro Medici, presidente della circoscrizione, il documentario Minuteria urbana aiuta a capire quanto questo progetto di reinserimento sociale sia importante e come costituisca un modello da esportare in altre circoscrizioni.
"Nel raccontare queste diverse storie di vita abbiamo evitato il rischio di un'operazione nostalgica, magari ricorrendo a foto d'epoca, abbiamo invece preferito privilegiare loro condizione attuale, l'oggi e non il passato che comunque è presente nei loro volti - spiega Dean Buletti videomaker e giornalista, che dal 2004 collabora con il programma 'Chi l'ha visto?' (RaiTre) - Il nostro è un autentico racconto in presa diretta, non c'è stata alcuna preparazione, nessun piano di produzione, nessuna sequenza è stata ripetuta perché venuta male".
Cinzia Gubini, redattrice del quotidiano 'il manifesto', si occupa di temi sociali e ricorda come l'idea del documentario maturò due anni fa proprio quando l'agenda politica era dominata dall'emergenza sicurezza.
Il film non ha avuto alcun contributo pubblico, ma è stato realizzato tra gennaio e aprile 2008 nei ritagli di tempo e in modo volontario da una minitroupe composta dai due stessi autori. "E' un film precario, instabile perché affidato a pochi mezzi. Minuteria audiovisiva, appunto", sottolinea Buletti.
Una piccola utopia a Cinecittà
[di Stefano Stefanutto Rosa]
"Storie incredibilmente invisibili eppure sotto gli occhi di tutti, nelle nostre strade", così Dean Buletti presenta Minuteria urbana, il documentario che firma insieme a Cinzia Gubini. Le storie sono quelle tormentate e incasinate dei lavoratori cosiddetti socialmente utili della cooperativa Cantieri sociali, che opera nel X Municipio di Roma, una delle circoscrizioni più estese e densamente popolate della Capitale, lungo l'asse di via Tuscolana, e che include Cinecittà.
Sono uomini e donne segnati da vicende di carcere, droga, perdita di lavoro e salute, persone che cercano, con l'aiuto dei servizi sociali, di avere una vita normale. "E' importante avere la dignità di uscire la mattina e di andare a lavorare", sentenzia uno di loro, impegnati ogni giorno in piccoli interventi di manutenzione di strade, scuole, parchi del X Municipio. Sono loro a curarsi del territorio e delle sue strade, che li hanno visti crescere.
La cooperativa Cantieri sociali nasce nel 2003, come raccontano nel documentario i soci, quando alla scadenza del progetto annuale di assistenza, si presentano davanti al consiglio municipale per spiegare chi sono e occupano per protesta l'ufficio del presidente della circoscrizione, Sandro Medici. L'amministrazione riconosce il loro lavoro come utile e non oneroso e decide di affidare la piccola manutenzione del territorio, a condizione che venga costituita dai soggetti svantaggiati una cooperativa, che per la sua natura può ottenere appalti diretti dal Comune.
Claudio, alle spalle anni di carcere e vicende di droga, è il presidente della cooperativa, il creatore e l'animatore dell'intero progetto, colui che organizza le squadre di lavoro ogni mattina: "E' in carcere che mi sono formato come presidente, quando ho cominciato a partecipare a tutte le attività che venivano organizzate". Stefano, un padre americano morto nella guerra in Corea, ex comparsa in alcuni film e ex ballerino con Don Lurio, ora si occupa, dopo una lunga malattia, di segnaletica stradale
Francesca ha una figlia piccola da accudire dopo la morte del compagno, una persona con precedenti penali, e si occupa delle pulizie nei centri anziani. Matteo è un bravissimo fabbro, mestiere che ha ripreso a svolgere dopo essere stato espulso dal mercato del lavoro, quando aveva più di 50 anni. Dario è invece il più giovane della cooperativa, è un ragazzo che era seguito dai servizi sociali perché non riusciva a trovare la sua strada, né un lavoro.
Per Sandro Medici, presidente della circoscrizione, il documentario Minuteria urbana aiuta a capire quanto questo progetto di reinserimento sociale sia importante e come costituisca un modello da esportare in altre circoscrizioni.
"Nel raccontare queste diverse storie di vita abbiamo evitato il rischio di un'operazione nostalgica, magari ricorrendo a foto d'epoca, abbiamo invece preferito privilegiare loro condizione attuale, l'oggi e non il passato che comunque è presente nei loro volti - spiega Dean Buletti videomaker e giornalista, che dal 2004 collabora con il programma 'Chi l'ha visto?' (RaiTre) - Il nostro è un autentico racconto in presa diretta, non c'è stata alcuna preparazione, nessun piano di produzione, nessuna sequenza è stata ripetuta perché venuta male".
Cinzia Gubini, redattrice del quotidiano 'il manifesto', si occupa di temi sociali e ricorda come l'idea del documentario maturò due anni fa proprio quando l'agenda politica era dominata dall'emergenza sicurezza.
Il film non ha avuto alcun contributo pubblico, ma è stato realizzato tra gennaio e aprile 2008 nei ritagli di tempo e in modo volontario da una minitroupe composta dai due stessi autori. "E' un film precario, instabile perché affidato a pochi mezzi. Minuteria audiovisiva, appunto", sottolinea Buletti.
martedì 23 giugno 2009
Minuteria urbana: recenzioni - 1
La prima la copincollo ora che è visibile sul sito, ma è uscita su Il Manifesto di domenica:
TAGLIO BASSO | di Silvana Silvestri
DOCUMENTARIO
«Minuteria urbana», al lavoro nel quartiere modello
Domani alla Casa del Cinema di Roma il film di Dean Buletti e Cinzia Gubbini
La Decima, a Roma, è una circoscrizione particolare, una delle più estese, popolose. Ricca di iniziative grazie al suo presidente Sandro Medici: la prima a riconoscere il testamento biologico, il registro delle coppie di fatto, l'opportunità degli asili familiari (Tagesmutter), ai giovani nei locali del municipio è stata concessa una sala prove («Batti il tuo tempo») per i loro gruppi musicali. La vicenda raccontata in Minuteria urbana di Dean Buletti e Cinzia Gubbini è una storia che poteva succedere solo nella Decima: parla della cooperativa «Cantieri sociali» che svolge i piccoli lavori di manutenzione del quartiere nei parchi, strade, scuole, un'iniziativa venuta dal basso, poi accolta e inserita a pieno titolo nelle attività del municipio. La cooperativa è composta da persone che hanno avuto difficoltà nella vita, disagi di vario tipo e che attraverso questo lavoro ben organizzato hanno ripreso in mano le loro esistenze. Bei volti da cinema, non da film patinato, ma di quelli che raccontano storie vere. Negli anni '70 alcuni di loro sarebbero stati antichi romani, cascatori, pirati o cowboy negli studi di Cinecittà. La cooperativa ha sede lì accanto, nello storico Istituto Luce diventato municipio. Sono nati nel quartiere molti di loro tra cui Claudio, il presidente della cooperativa che è stato tanto bravo da creare quest'opportunità mettendo insieme persone seguite dai servizi sociali. Qualcuno ha perfino esperienza di spettacolo, è stato ballerino con Marisa Del Frate, «Franchino» Miseria, Don Lurio («'na sagoma»), con una storia personale che sembra inventata, padre americano morto in Corea, scappato dal carcere minorile e mandato tre mesi a Saigon («férmate, me ne vojo annà») e tornato grazie alla nazionalità italiana per incappare poi in un incidente che lo ha fatto finire sui libri di medicina. Chi è rimasto disocupato, chi ha avuto problemi di carcere, chi è un ex tossicodipendente o malato psichiatrico, c'è perfino un pugile da nazionale: il film che piacerebbe anche a Ken Loach ce li mostra nella loro intera dignità di persone che sanno ribattere con spirito e iniziativa ai colpi subiti. «La storia di questa cooperativa è affascinante, dice Sandro Medici, e anche un motivo di orgoglio per noi, ce la invidiano tutti. È uno strumento utile per la possibilità di intervento rapido ed efficace sul territorio e consente a persone che hanno avuto difficoltà di avere le loro soddisfazioni». Tutto è nato grazie all'iniziativa del presidente della cooperativa che in alcuni anni di lavoro, mettendo insieme con ordine carte e fatture, è entrato con i suoi un giorno in assemblea della circoscrizione per farsi riconoscere («voi chi siete? siamo i lavoratori socialmente utili»), hanno fatto una breve occupazione, si sono fatti sentire e sono infine stati accolti in pianta stabile. Raccontato con spirito dagli stessi protagonisti, accompagnato dalle musiche composte da una band del quartiere (i God) e del famoso jazzista Pasquale Innarella.
---
Dopo un'anteprima privata, ci è stata scritta questa presentazione. Se l'avessi letta prima della proiezione, mi sarei grattato; l'ho letta poco fa e... wow, cazzo: Ken Loach, niente popò di meno!
TAGLIO BASSO | di Silvana Silvestri
DOCUMENTARIO
«Minuteria urbana», al lavoro nel quartiere modello
Domani alla Casa del Cinema di Roma il film di Dean Buletti e Cinzia Gubbini
La Decima, a Roma, è una circoscrizione particolare, una delle più estese, popolose. Ricca di iniziative grazie al suo presidente Sandro Medici: la prima a riconoscere il testamento biologico, il registro delle coppie di fatto, l'opportunità degli asili familiari (Tagesmutter), ai giovani nei locali del municipio è stata concessa una sala prove («Batti il tuo tempo») per i loro gruppi musicali. La vicenda raccontata in Minuteria urbana di Dean Buletti e Cinzia Gubbini è una storia che poteva succedere solo nella Decima: parla della cooperativa «Cantieri sociali» che svolge i piccoli lavori di manutenzione del quartiere nei parchi, strade, scuole, un'iniziativa venuta dal basso, poi accolta e inserita a pieno titolo nelle attività del municipio. La cooperativa è composta da persone che hanno avuto difficoltà nella vita, disagi di vario tipo e che attraverso questo lavoro ben organizzato hanno ripreso in mano le loro esistenze. Bei volti da cinema, non da film patinato, ma di quelli che raccontano storie vere. Negli anni '70 alcuni di loro sarebbero stati antichi romani, cascatori, pirati o cowboy negli studi di Cinecittà. La cooperativa ha sede lì accanto, nello storico Istituto Luce diventato municipio. Sono nati nel quartiere molti di loro tra cui Claudio, il presidente della cooperativa che è stato tanto bravo da creare quest'opportunità mettendo insieme persone seguite dai servizi sociali. Qualcuno ha perfino esperienza di spettacolo, è stato ballerino con Marisa Del Frate, «Franchino» Miseria, Don Lurio («'na sagoma»), con una storia personale che sembra inventata, padre americano morto in Corea, scappato dal carcere minorile e mandato tre mesi a Saigon («férmate, me ne vojo annà») e tornato grazie alla nazionalità italiana per incappare poi in un incidente che lo ha fatto finire sui libri di medicina. Chi è rimasto disocupato, chi ha avuto problemi di carcere, chi è un ex tossicodipendente o malato psichiatrico, c'è perfino un pugile da nazionale: il film che piacerebbe anche a Ken Loach ce li mostra nella loro intera dignità di persone che sanno ribattere con spirito e iniziativa ai colpi subiti. «La storia di questa cooperativa è affascinante, dice Sandro Medici, e anche un motivo di orgoglio per noi, ce la invidiano tutti. È uno strumento utile per la possibilità di intervento rapido ed efficace sul territorio e consente a persone che hanno avuto difficoltà di avere le loro soddisfazioni». Tutto è nato grazie all'iniziativa del presidente della cooperativa che in alcuni anni di lavoro, mettendo insieme con ordine carte e fatture, è entrato con i suoi un giorno in assemblea della circoscrizione per farsi riconoscere («voi chi siete? siamo i lavoratori socialmente utili»), hanno fatto una breve occupazione, si sono fatti sentire e sono infine stati accolti in pianta stabile. Raccontato con spirito dagli stessi protagonisti, accompagnato dalle musiche composte da una band del quartiere (i God) e del famoso jazzista Pasquale Innarella.
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Dopo un'anteprima privata, ci è stata scritta questa presentazione. Se l'avessi letta prima della proiezione, mi sarei grattato; l'ho letta poco fa e... wow, cazzo: Ken Loach, niente popò di meno!
venerdì 19 giugno 2009
un venerdì non come gli altri
Chi oggi compra"La Repubblica", trova allegato "Il Venerdì".
Chi ce l'ha, se apre a pagina 33, sulla destra troverà un articolo sulla "Cooperativa cantieri sociali" e sul mio (e di Cinzia) documentario su di loro (v. sotto).
Oggi sono a Foggia, ma sarei voluto essere anche a Ferrara.
E anche a Roma, vicino al mio pancione... manca un mese all'arrivo del Papocchietto... che periodo!
Chi ce l'ha, se apre a pagina 33, sulla destra troverà un articolo sulla "Cooperativa cantieri sociali" e sul mio (e di Cinzia) documentario su di loro (v. sotto).
Oggi sono a Foggia, ma sarei voluto essere anche a Ferrara.
E anche a Roma, vicino al mio pancione... manca un mese all'arrivo del Papocchietto... che periodo!
mercoledì 17 giugno 2009
comunicato stampa
Proiezione del film:
MINUTERIA URBANA
di Dean Buletti e Cinzia Gubbini
(documentario, Italia, 2009, 60’)
LUNEDI 22 GIUGNO ORE 10,00
CASA DEL CINEMA - SALA DELUXE
(Largo M. Mastroianni, 1- Villa Borghese, Roma)
Un mosaico civile, un’impresa sociale, una pratica politica
Il loro mestiere è mantenere il decoro urbano. Aggiustano pezzi di città, rendendola più vivibile: sistemano la panchina rotta, potano alberi e siepi, rimuovono i cartelli abusivi. Sono uno scudo contro il degrado e l’insicurezza urbana. Ma i lavoratori della cooperativa «Cantieri sociali», che opera nel X municipio di Roma, hanno alle spalle storie ai margini: qualcuno ha avuto esperienze di carcere, altri di droga, altri ancora hanno avuto seri problemi fisici o psicologici.
Il film li accompagna nelle loro giornate lavorative. Li vediamo riparare il cancello di un parco, potare gli alberi di una scuola, pulire i centri anziani del quartiere. Mentre cercano di far quadrare i conti o quando discutono e si confrontano. E, intanto, raccontano le loro vite e di come hanno conquistato il diritto al lavoro anche occupando il municipio. Storie a volte bizzarre, altre amare. Ma sempre storie vere di chi non si arrende.
Costituire la cooperativa non è stato semplice. Il municipio si è inventato la «fattispecie» della minuteria urbana: le commesse pubbliche invece di essere investite in mega-appalti scarsamente efficaci sono utilizzate per permettere ai Cantieri sociali di intervenire immediatamente, impedendo che un piccolo guasto si trasformi in un grande danno per il territorio e per chi ci vive.
Minuteria Urbana è un film di e su Cinecittà, intesa come quartiere. I suoi protagonisti, "facce da cinema", non entrerebbero neanche ai provini che oggi si svolgono in quegli studi. Sono una forza del passato ma senza nostalgie per il loro passato. Perché lo portano addosso sulle linee dei volti, sui calli delle mani che hanno rubato, sofferto, ma che adesso curano quel quartiere. Vengono da quelle strade e ora curano quelle strade. Per questo la videocamera, sempre a mano, li in/segue da vicino. Giorno per giorno, con il loro lavoro, mostrano una dignità che andava raccontata, a costo di sporcarsi le mani. Film a basso budget, con delle "sporcature", ma che fissa alcune sfaccettature di una Cinecittà altrimenti invisibile, tessere di un mosaico umano che mostra una città più decorosa.
MINUTERIA URBANA
di Dean Buletti e Cinzia Gubbini
(documentario, Italia, 2009, 60’)
LUNEDI 22 GIUGNO ORE 10,00
CASA DEL CINEMA - SALA DELUXE
(Largo M. Mastroianni, 1- Villa Borghese, Roma)
Un mosaico civile, un’impresa sociale, una pratica politica
Il loro mestiere è mantenere il decoro urbano. Aggiustano pezzi di città, rendendola più vivibile: sistemano la panchina rotta, potano alberi e siepi, rimuovono i cartelli abusivi. Sono uno scudo contro il degrado e l’insicurezza urbana. Ma i lavoratori della cooperativa «Cantieri sociali», che opera nel X municipio di Roma, hanno alle spalle storie ai margini: qualcuno ha avuto esperienze di carcere, altri di droga, altri ancora hanno avuto seri problemi fisici o psicologici.
Il film li accompagna nelle loro giornate lavorative. Li vediamo riparare il cancello di un parco, potare gli alberi di una scuola, pulire i centri anziani del quartiere. Mentre cercano di far quadrare i conti o quando discutono e si confrontano. E, intanto, raccontano le loro vite e di come hanno conquistato il diritto al lavoro anche occupando il municipio. Storie a volte bizzarre, altre amare. Ma sempre storie vere di chi non si arrende.
Costituire la cooperativa non è stato semplice. Il municipio si è inventato la «fattispecie» della minuteria urbana: le commesse pubbliche invece di essere investite in mega-appalti scarsamente efficaci sono utilizzate per permettere ai Cantieri sociali di intervenire immediatamente, impedendo che un piccolo guasto si trasformi in un grande danno per il territorio e per chi ci vive.
Minuteria Urbana è un film di e su Cinecittà, intesa come quartiere. I suoi protagonisti, "facce da cinema", non entrerebbero neanche ai provini che oggi si svolgono in quegli studi. Sono una forza del passato ma senza nostalgie per il loro passato. Perché lo portano addosso sulle linee dei volti, sui calli delle mani che hanno rubato, sofferto, ma che adesso curano quel quartiere. Vengono da quelle strade e ora curano quelle strade. Per questo la videocamera, sempre a mano, li in/segue da vicino. Giorno per giorno, con il loro lavoro, mostrano una dignità che andava raccontata, a costo di sporcarsi le mani. Film a basso budget, con delle "sporcature", ma che fissa alcune sfaccettature di una Cinecittà altrimenti invisibile, tessere di un mosaico umano che mostra una città più decorosa.
giovedì 11 giugno 2009
invito

Ve ne avevo parlato un pò di tempo fa...
e ne parlerò ancora, appena ne avrò tempo e modo...
ma intanto siete tutti invitati
LUNEDI' 22 giugno 2009, ore 10
Casa del Cinema
(largo M.Matroianni, 1 - Villa Borghese)
proiezione del film
MINUTERIA URBANA
di Dean Buletti e Cinzia Gubbini
(documentario, Italia, 2009, 60')
L'invito è stampabile, copiabile, cumulabile, diffondibile, estensibile, riproducibile, fotocopiabile, faxabile, brevimanuabile.
La proiezione è gratuita, aperta a chiunque, ma in particolar modo saranno benvenuti distributori, produttori, buyers televisivi e affini.
giovedì 4 giugno 2009
il sostituto

"Un atto di violenza brutale, vile e inqualificabile, tanto più grave in quanto rivolto contro una persona che rappresenta una delle più alte autorità dello Stato a Verona". "Chi aggredisce il procuratore della Repubblica aggredisce lo Stato e quindi tutti noi".
(Flavio Tosi, sindaco di Verona, 2 maggio 2009).
Il procuratore capo di Verona Mario Giulio Schinaia, è stato aggredito a bottigliate da un minorenne che non gradiva le sue indagini sull'estrema destra veronese, fra le quali quella sulla morte di Nicola Tommasoli.
Quello nella foto è Flavio Tosi, dovrebbe essere il 1996 o giù di lì, il (sostituto) procuratore si chiamava Papalia e il giovane futuro sindaco manifestava così la sua solidarietà verso il magistrato, che indagava su estrema destra e tifo violento veronese.
Come cambiano i tempi. O meglio, come sostituiscono...
venerdì 22 maggio 2009
una buona notizia

Mi scrivono da Trapani:
Oggetto: Custodia cautelare per Virga e Mazzara.
Ciao,
oggi ho avuto la notizia certa che si svolgerà la conferenza stampa presso la Questura di Trapani, nel corso della quale saranno annunciate le custodie cautelari che rappresentano il primo passo concreto verso lo svolgimento del “processo Rostagno”, probabilmente tra un anno.
Una buona notizia. Forse un altro piccolo passo in avanti sulla strada per la verità sull'assassinio di Mauro Rostagno.
Chi sono Vincenzo Virga e Vito Mazzara? Clic sui nomi se volete saperne di più.
Virga, noto imprenditore trapanese con la sua Calcestruzzi Ericina, è stato inoltre indagato con Marcello Dell'Utri per tentata estorsione ai danni dell'allora (1991) patron del Trapani Basket Garraffa, che dai due ricevette un'offerta che non poteva rifiutare: del miliardo e mezzo di lire ricevute dallo sponsor "Birra Messina" sarebbe stato invitato a restituirne metà a Publitalia. Dopo una condanna in primo grado, confermata in appello a due anni di carcere, di recente il reato è stato derubricato in "minacce gravi" e i due se la sono cavata con la prescrizione.
P.s. del giorno dopo: oggi la notizia è su tutti i media. Bene.
Qui, qui e qui trovate tutto quanto non ci stava nel mio post.
Buone letture.
Ah, e qui uno spezzone filmato della conferenza stampa di Linares, capo della squadra mobile di Trapani. Notate e tenete a mente l'accenno ai politici trapanesi che fa...
domenica 17 maggio 2009
due fratelli figli unici

Questo invece non ho (ancora) avuto modo di andarlo a vedere.
Lo so che mio fratello è figlio unico perché non ha mai criticato un film senza prima vederlo (...),
ma stavolta l'invito è letteralmente a correre a vederlo, prima che sparisca dalle sale.
Anche qui c'è lo zampino di un mio collega di "Chi l'ha visto?", Matteo, che con altri ha sceneggiato...
Il film ha un bel sito, dove trovate tutto quello che serve sapere prima di andarlo a vedere. Ma anche no.
Non più di 440 caratteri

Il rosso col pesce, i referendum per abolire il natale, gli agenti segreti "de noantri" sulla Rambla, gli occhi di un ragazzo sperso a una rotonda sul mare...
C'è della follia, nel tuo metodo, vecchio gattaccio pulcioso.
E fai venir nostalgia per un metodo, uno qualsiasi.
E voglia di andare a vedere com'è fatta l'Islanda, indossando un Panama, ovviamente.
Non riesco a venire alla presentazione, ma ho letto con piacere il libro: grazie. Dean
Non è proprio una recensione.
E' un sms spedito venerdì pomeriggio.
Il gattaccio pulcioso si chiama Franco De Chiara.
La presentazione era questa.
Il libro s'intitola "Non più di nove minuti".
Sottotitolo: Storie di vite perdute e (spesso) ritrovate.
Racconta "Chi l'ha visto?" da dentro con gli occhi di chi l'ha visto crescere (dentro), quel programma, trasformandosi nel tempo e rimanendo sempre fedele ai suoi principi. Quella che oggi qualcuno chiamerebbe la mission, ma che non è (più) la stessa cosa...
giovedì 7 maggio 2009
sfoghiamoci così
Questo è un viral, o una guerrilla, come direbbere i creatini delle agenzie pubblicitarie.
Prendi 4 scemi, una telecamerina (che si deve fingere di non saper usare), una situazione semplice e "improvvisata" in una strada del centro (vicino al Vaticano, per esempio). Un cartello e una situazione ironica. Metti il video su Youtube e aspetti che si diffonda il passa-parola. Poi, di solito, in "episodi" successivi, cominci ad associare il "marchio" al messaggio.
Questi no, fanno prima: ecco da subito il marchietto col gabbiano gionatanliviston...
Già: è la campagna elettorale di Di Pietro. Sta dieci anni avanti al PD, se non altro.
E' che sto futuro non è che mi convince proprio del tutto, ma che altro resta?
Prenderci a schiaffi tra di noi, per finta?
martedì 5 maggio 2009
giovedì 9 aprile 2009
franchi tiratori

Altro aeroporto, altra dogana! Agno, Svizzera Italiana. Coppia di ritorno da un viaggio in Brasile atterra nel piccolo aeroporto di Lugano. Controllati dalle guardie di confine svizzere, vengono trovati in possesso di 8 chili di cocaina. Lei è la segretaria del gruppo parlamentare della Lega.
Che già ci ha i suoi giramenti di maroni per aver visto bocciare dall'aula le ronde e la detenzione disumana di sei mesi nei CPT...
altro volo, altri avvoltoi

Allucinante: leggete qui l'articolo di Alessandro Gilioli.
Aeroporto di Fiumicino, dogana. Sbarca un cittadino nepalese con tutte le carte in regola (addirittura il permesso di soggiorno su invito con tanto di fideiussione bancaria)... viene portato in una stanza con sei poliziotti che gli chiedono 200€ per lasciarlo uscire. Momenti di panico, telefonate a Katmandù, e alla fine 100€ di estorsione per poter uscire indenne dall'aeroporto.
mercoledì 8 aprile 2009
l'aquila e gli avvoltoi
prendo il titolo paroparo da quello del filmato su Youtube.
Era ieri, 7 aprile 2009, TG1 delle 13.30 - 34 ore dopo il terremoto che ha devastato la provincia aquilana.
Tandighitan-Tandighitè...
Era ieri, 7 aprile 2009, TG1 delle 13.30 - 34 ore dopo il terremoto che ha devastato la provincia aquilana.
Tandighitan-Tandighitè...
lunedì 6 aprile 2009
può capitare di tutto

Qui un articolo e qui il servizio del TG regionale e qui quello della tv locale Telestense sull'udienza di sabato al processo Aldrovandi.
Ora una lunga pausa, poi il 19 giugno la requisitoria del PM, le arringhe degli avvocati e la sentenza, prevista per il 30 giugno.
In questa udienza è in qualche modo entrata la vicenda Rasman: le parti civili avevano chiesto di utilizzare un manuale d'istruzione della polizia, assunto come prova per la condanna in primo grado di quattro agenti a Trieste; il giudice di Ferrara ha preferito sentire direttamente chi l'aveva scritto, chi insegna ai poliziotti come si deve svolgere un'azione di contenimento. Con l'audizione di una serie di istruttori delle scuole di polizia, è emerso che schiacciare di peso qualcuno pancia a terra, può causare un deficit respiratorio e dunque, poi "può capitare di tutto", come hanno detto in aula.
E' stato spiegato che ci sono modi appropriati di ammanettare qualcuno a terra, e prima di buttare a terra una persona per contenerla, e prima di contenere una persona esagitata, e prima di usare il manganello, e prima le parole, per calmarla. Prima.
Perché poi può capitare di tutto, se parti con le parole sbagliate...
e allora mi viene in mente una poesia di Giorgio Caproni:
Sassate
Ho provato a parlare.
Forse, ignoro la lingua.
Tutte frasi sbagliate.
Le risposte: sassate.
sciame sismico

C'è un signore che si chiama Giampaolo Giuliani (secondo Repubblica e la video intervista sul sito, ma Gioacchino secondo l'elenco telefonico dell'LNGS), fa il ricercatore dentro il Gran Sasso. Era stato denunciato per procurato allarme da quel genio del capo della Protezione Civile, Bertolaso, perché da settimane preannunciava un forte terremoto dalle parti de L'Aquila, zona da mesi attraversata da uno sciame sismico più forte del solito.
Stanotte ha avuto ragione, forse troppo tardi. Dunque non ha avuto ragione?
Erano le 3 e 35: ho sentito il letto vacillare, la stanza dondolare, i vetri alle finestre vibrare. Ho svegliato Eloisa e ci siamo abbracciati, aveva paura. Si è svegliato anche il papocchietto dentro la sua pancia.
A Roma però non stava succedendo nulla di serio: luci si accendevano nelle case, allarmi scattavano nelle auto per strada, poi è tornata la calma, e il sonno.
Questa mattina colazione con la TV accesa, l'unico TG che sembra decente quello di Sky24. Sento dire che ci saranno polemiche ma che un terremoto non è prevedibile. Sento mettere le mani avanti, come a voler parare il culo a Bertolaso, al governo, a chi deve servire e proteggere la popolazione. C'è qualcosa che mi puzza. Allora apro Internet, e leggo questa storia di Giuliani e del suo procurato allarme. Poi alla radio qualcuno telefona, racconta di aver cercato stanotte/stamattina presto notizie del terremoto in rete, e di averle trovate solo sul sito di El Mundo.
Troppo facile ora fare polemiche, e polemiche sulle polemiche (il vero sport nazionale italiano)...
prima ci sono i morti da onorare, i feriti da soccorrere, le case e le strade da riparare.
Ma mi sembra che ci siano i segnali di qualcosa che non va, in questo paese: il rispetto che la classe dirigente non ha della ricerca scientifica, l'informazione Rai e specie Mediaset che latitano (a parte il sempre ottimo Rainews24, chissà per quanto ancora), quella web che funziona meglio di quella mainstream, conoscenze e ignoranze scientifiche utilizzate per scopi di controllo sociale... insomma, uno sciame sismico di stronzate. E noi in mezzo, a tremare, al buio.
venerdì 3 aprile 2009
alla faccia
Questo è il miglior pesce d'aprile di quest'anno. E' l'annuncio/spot delle nuove funzioni del browser Opera: con la webcam si può "pilotare" la navigazione sul web semplicemente con delle espressioni facciali.
Sublime perché realistico: io per esempio mi sono scaricato lo spassosissimo FluidTunes, col quale sfoglio davvero le copertine degli album su iTunes, muovendo le mani dvanti allo schermo senza toccare nulla...
Quest'altro invece è un meta-pesce d'Aprile, da quei veri geni di ImprovEverywhere
Si classifica secondo perché implica una sofisticatezza. Il gruppo di "improvvisatori", che coi suoi flashmob ha incantato il mondo (su tutti il mitico Frozen Grand Central, visto oltre 16 milioni di volte!), ha organizzato un happening apparentemente di pessimo gusto: auto-invitarsi in trenta ad un funerale scelto a caso sul giornale, dimostrare affetto a degli sconosciuti in lutto e filmare il tutto. Da qui centinaia di commenti isterici su Youtube. Peccato che anche la "famiglia del morto" facesse parte del cast di attori: dunque le vittime dello scherzo non sono loro, ma chi guardava il video della performance.
Avanguardistico.
E il terzo classificato? Lo scherzo italiano per eccellenza, l'inganno che rende ogni giorno un primo d'aprile? Forza... guarda nello specchio, Italia...
Sublime perché realistico: io per esempio mi sono scaricato lo spassosissimo FluidTunes, col quale sfoglio davvero le copertine degli album su iTunes, muovendo le mani dvanti allo schermo senza toccare nulla...
Quest'altro invece è un meta-pesce d'Aprile, da quei veri geni di ImprovEverywhere
Si classifica secondo perché implica una sofisticatezza. Il gruppo di "improvvisatori", che coi suoi flashmob ha incantato il mondo (su tutti il mitico Frozen Grand Central, visto oltre 16 milioni di volte!), ha organizzato un happening apparentemente di pessimo gusto: auto-invitarsi in trenta ad un funerale scelto a caso sul giornale, dimostrare affetto a degli sconosciuti in lutto e filmare il tutto. Da qui centinaia di commenti isterici su Youtube. Peccato che anche la "famiglia del morto" facesse parte del cast di attori: dunque le vittime dello scherzo non sono loro, ma chi guardava il video della performance.
Avanguardistico.
E il terzo classificato? Lo scherzo italiano per eccellenza, l'inganno che rende ogni giorno un primo d'aprile? Forza... guarda nello specchio, Italia...
lunedì 30 marzo 2009
anticipazioni
Franceschini dixit: "I poliziotti al G8 dovranno anticiparsi le spese".
Capito, ragazzi? Stavolta manganelli tonfa, tute da robocop, bastoni di ferro avvolti in nastro isolante nero (o manici di piccone avvolti nel tricolore, secondo la moda più recente), gas CS da sparare ad altezza uomo con i lanciagranate, travestimenti da black bloc, catene, pinze per strappare piercing, camionette per investire i manifestanti, pallottole intagliate a croce sulla punta, eccetera, ve li procurate da soli, eh! Poi portate gli scontrini. E stavolta non vi fate beccare con le molotov nei sacchetti della spesa: tirate fuori 5 euri per una valigetta da vucumprà...
Capito, ragazzi? Stavolta manganelli tonfa, tute da robocop, bastoni di ferro avvolti in nastro isolante nero (o manici di piccone avvolti nel tricolore, secondo la moda più recente), gas CS da sparare ad altezza uomo con i lanciagranate, travestimenti da black bloc, catene, pinze per strappare piercing, camionette per investire i manifestanti, pallottole intagliate a croce sulla punta, eccetera, ve li procurate da soli, eh! Poi portate gli scontrini. E stavolta non vi fate beccare con le molotov nei sacchetti della spesa: tirate fuori 5 euri per una valigetta da vucumprà...
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