lunedì 19 maggio 2008

pre-testi

Questo avrebbe potuto essere un testo che avrei potuto scrivere per un filmato per lunedì scorso,
se fossi stato per tutta la settimana precedente a Verona e se avessi montato tutto lo scorso weekend,
e soprattutto se fosse andato mai in onda...


[Voce fuori-campo di un sedicenne veronese amico di alcuni dei cinque arrestati, su immagini di turisti nella zona intorno al punto dell’agguato, con inquadrature della strada che si vede nel filmato della telecamera a circuito chiuso:]
Erano dei bravi butèi… eh, dei bravi ragazzi: scusate il dialetto… erano dei bravi ragazzi… Questa storia è stata ingigantita dai giornali e dai mass-media, che hanno criminalizzato questa città… è giusto che ne parlino, ma i giornali e telegiornali locali: non così, che è una settimana che parlano tutti di questo fatto!

Così la pensa un adolescente veronese, che non ha voluto essere ripreso in volto, amico di alcuni dei cinque “bravi butèi” in carcere da una settimana accusati di aver pestato a morte Nicola Tommasoli. Qui li vediamo mentre si allontanano dal luogo del delitto perché uno dei cinque avvisa gli altri che sta arrivando qualcuno.
Da questo punto le loro strade si dividono.
Tre di loro, dopo essere tornati tranquillamente a casa, dopo il pranzo del Primo Maggio in famiglia, organizzano una fuga all’estero, verso l’Inghilterra. Raffaele Dalle Donne però non ce la fa: sa di essere schedato in Questura, di poter essere individuato, si sente braccato. Suo padre lo spinge a costituirsi. Gli altri due, “Tarabuio” e “Peri”, nel frattempo prendono l’auto della madre del “Peri” e corrono oltre il confine austriaco. Sull’auto partita da Verona c’erano tre persone, ma il nome della terza non è ancora emerso. Da Innsbruck, dove lasciano l’auto, si spostano fino all’aeroporto di Monaco. Non sappiamo con chi, con che mezzi: loro dicono in taxi. Da Monaco prendono un volo per Londra. Qualcuno può averli incrociati in una delle varie tappe? E quanto c’è di organizzato in questa fuga? Chi li può aver aiutati? E perché proprio a Londra? E’ un caso? Come il fatto che da decenni nella capitale britannica hanno trovato rifugio noti esponenti dell’estrema destra italiana?


Avv. Businello: E’ una barzelletta: sono due adolescenti impauriti che sono andati lì perché ogni tanto vanno a vedere il West Ham… due ragazzini spaventati dalle conseguenze di un gesto che non pensavano avesse avuto quella portata.

La portata di quel gesto per Nicola, sono cinque giorni di coma all’ospedale di Verona, poi la morte e la donazione degli organi.

Amica: Non c’è niente da dire… solo che questa è una questione politica: io non do la colpa ai ragazzi, perché sono frutto di un sistema…
Don Ivo Dusi, parroco di S.Maria di Negrar (il paese dei Tommasoli): L’accanimento contro il diverso ricorda i fatti di Ludwig, che uccisero anche un sacerdote: anch’io potrei essere considerato un diverso e dunque un possibile bersaglio!... Spererei che questi fatti potessero insegnare qualcosa ai giovani, ma temo che ci sia una memoria molto corta: si dimenticano i fatti e si impara poco. Eppoi chi la fa franca appare come un modello, un “figo”, come si dice…

Per la difesa, l’aggressione e la morte non sarebbero direttamente collegate, e soprattutto non c'entra nulla la politica.

Avv. Bussinello: Da quanto emerso finora c’è un piccolo ematoma superficiale, tra spalla e collo, a 10 cm dal punto in cui si è sviluppata l’emorragia cerebrale che ha causato la morte… Un incontro casuale, la richiesta di una sigaretta, una risposta bruca, si scatena la colluttazione tra i due gruppi…
Amici (da La Vita in Diretta): niente lite, è stata un'aggressione a freddo, di spalle, del tutto volontaria; abbiam sentito un tonfo. Poi sono scappati, vigliacchi…

Il branco ha agito unito, ma stanno pian piano emergendo le diverse responsabilità. Dal primo racconto dei due amici di Nicola, sarebbe stato un “biondino”, a tirare il calcio fatale alla testa di Nicola. Si era pensato a Guglielmo Corsi, ma Corsi avrebbe addossato la colpa a Veneri, che nega di aver dato quel calcio.
Dalle Donne, Veneri e Perini hanno in comune l’appartenenza agli ultras dell’Hellas Verona, e l’anno scorso hanno ricevuto il DASPO, il Divieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive che le Questure applicano ai soggetti ritenuti pericolosi.
Non solo: Dalle Donne e Veneri sono tra i 17 giovani veronesi che l’estate scorsa furono indagati dalla DIGOS, che in una serie di perquisizioni rinvenne armi e materiale di propaganda neonazista.


Domanda: alcuni di loro hanno svolto attività politica: Dalle Donne apparteneva al Blocco Studentesco, Perini è stato candidato alle scorse amministrative in Forza Nuova…
Avv. Bussinello: Se uno fa una rapina e ha in tasca la tessera dell’UDC, non si può fare un processo all’intero partito.

L’avvocato Bussinello, nelle ultime amministrative veronesi, era capofila di Forza Nuova. Il leader nazionale di quel partito, Roberto Fiore, in seguito alla strage di Bologna del 1980, si rifugiò a Londra, dove ha fondato un impero finanziario che ha tra le sue attività la società Easy London, con sedi in tutta Italia: un’agenzia che si occupa di prenotare voli low-cost, alloggi in ostelli economici e soggiorni di studio e lavoro a Londra per studenti... alcuni appartenenti a questa formazione sono stati protagonisti di alcuni raid nella città scaligera.

Gianni: sono Gianni, sono omosessuale.
Domanda: perché siamo qui (a pochi metri da dove è morto Nicola, nda) a fare un’intervista con te?
Gianni: perché esattamente qui, nel 2001 io e un altro ragazzo siamo stati aggrediti da appartenenti a Forza Nuova… la zona del centro è ritenuto territorio delle destre… A Verona ci sono molte persone che potrebbero raccontare altre aggressioni, anche se c’è molta paura…

I veronesi per bene ce l’hanno coi media, che distorcerebbero la realtà dei fatti. E in qualche caso sembrerebbe così.
Per esempio nel dicembre scorso c’è stata un’aggressione ai danni di tre paracadutisti della Folgore. Si era sempre detto che il motivo fosse che i militari erano meridionali. Ma le cose forse sono andate un po’ diversamente:

(...)la figlia della barista ha un fidanzato di colore: i soldati avrebbero insultato per primi...(...)
Per strada sarebbe scattata la rissa, al termine della quale un parà è stato ferito con un manganello telescopico…
Anche l’episodio che ha portato alla morte di Nicola, a Verona qualcuno lo racconta anche come una “normale” lite tra ragazzi, forse ubriachi…


Avv. Bussinello: nego assolutamente che fossero ubriachi.

Dunque i cinque erano lucidi, e decidono lucidamente di fuggire. Ma prima, come si sono incontrati? E dove? E’ possibile che i due gruppi abbiano avuto un primo incontro in un altro punto della città?

Barista: Loro venivano qui, però veniva anche il ragazzo ucciso… però i cinque non si sono mai comportati male, qui… quella sera erano qui fino all’1e30.
Domanda: E Nicola?
Barista: Non potrei dirtelo, c’era talmente tanta gente… io ho visto Veneri e Dalle Donne, che hanno bevuto una vodka e Red Bull, e non erano mica in assetto di guerra…
Domanda: per riconoscerli, vuol dire che vengono spesso
Barista: da qualche mese, sì; prima no, frequentavano più Piazza Erbe; da quando hanno combinato qualche casino un anno fa… erano famosi per fare risse, e all’inizio ci siamo preoccupati…

Dunque a Verona questi “bravi butèi” avevano una certa fama, ma in città dà fastidio parlarne. Sabato, per i funerali di Nicola, il lutto cittadino ha fatto chiudere i negozi per 10 minuti, per poi riprendere le normali attività dedicate al turismo...

[Immagini di bancarelle di souvenir. Tra Arene e Giuliette di plastica, spuntano spade e una bottiglia di vino con l’etichetta con la faccia di Hitler, che la signora gira, dei manganelli di legno col nome di Mussolini, che la venditrice nasconde alla vista della telecamera.]

Signora: non voglio che li riprendete.
Domanda: Perché? Crede che diamo un’immagine sbagliata di Verona?
Signora: Sì.
Domanda: La diamo noi che li riprendiamo e non lei che li vende?
Signora: Esatto.



P.S. Questo testo è antifascista? Credo proprio di sì. E ci mancherebbe pure...

4 commenti:

ISHTAR ha detto...

Mi spiace tu non sia andato in onda, comunque hai potuto raccontare almeno qui!
Ciao e buona giornata

Anonimo ha detto...

Bel servizio Dean, ben fatto .....talmente bene che puo' scocciare a chi parla di schermucce e piccoli litigi di ragazzi.
Certo magari ragazzi con un grande vuoto nelle famigie, nella societa', bulletti che se ne vanno in giro cosi' come tanti altri.
Peccato che cosi' perbenino UCCIDANO, fanno parte si Forza nuona, fiamma tricolore, di blocco studentesco e Fiore da quella splendida persona qual'e' da'
fornisce lezioni alta democrazia.
Certo che hai spulciato bene tra le bancarelle, ero convinta che vendessero solo il balconcino di Giulietta e l'Arena, invece pure dux e altro.
Sabato scorso e' stata una bella manifestazione, da Roma sono partiti tanti pullman, e' stato bellissimo riabbracciare Haidi e Rosa mamma di Dax.
Ho notato nella citta' un grande vuoto, tutte finestre chiuse solo una si e' aperta e, una giovane famiglia con bimbetto in braccio ha steso la bandiera della Pace.
Sara' antifascismo anche il mio?.......sicuramente si.
ciaoo
stefania

Dean ha detto...

@Stefania:
guarda che non ho mica spulciato tanto - giuro, due passi tra le bancarelle per fare qualche ripresa di turisti e souvenir e m'è cascato l'occhio (e qualcos'altro)...;o)

silvano ha detto...

Iè butei. I sà roinè la vita puarini. Me dispiase. Speremo che i iè perdona. Pensa le sò famee (famiglie).
Scusate il dialetto, ma come è stata gestita e vissuta questa vicenda da una parte della città è nauseante. La cosa che ho trovato più scioccante in questa storia è stata la completa assenza delle istituzioni.
Se ti va dai un'occhiata a a questo post:http://31canzoni.blogspot.com/2008/05/remote-control.html

ciao, silvano.