giovedì 10 maggio 2007

2 (giornali) italiani su 3 sono disonesti?


(foto dal sito di Repubblica.it - il dottor Sottile ritratto in posa di combattimento stile Geronimo Stilton)

A quanto pareva, vi erano state anche manifestazioni di ringraziamento al Grande Fratello per aver aumentato la razione settimanale di cioccolato, portandola a venti grammi. Ma se appena ieri, pensò Winston, avevano annunciato che la razione di cioccolato doveva essere abbassata a venti grammi! Possibile che potessero mandare giù una balla simile a distanza di sole ventiquattr’ore? Sì, era possibile. Parsons se l’era bevuta tranquillamente, con la stupidità di un animale. Quell’essere senza occhi seduto al tavolo di fronte se l’era bevuta con l’entusiasmo di un fanatico e avrebbe snidato, denunciato, vaporizzato come una furia chiunque avesse fatto notare che fino alla settimana precedente la razione di cioccolato era stata di trenta grammi. E pure Syme, magari in una maniera più complessa, implicante una qualche dose di bipensiero, pure Syme se l’era bevuta. Era quindi solo lui, Winston, a possedere una memoria?

(da: G. Orwell, "1984")

mercoledì 9 maggio 2007

di rosso c'era solo la Renault 4



Carabiniere di sinistra (indicando l'auto): "Anvedi che ce stava, dentro ar baule..."
Carabiniere di spalle: "Gajardi, avemo scoperto er Partitodemocratico 29 anni prima!"
Personaggio calvo in basso a destra: "Sì, ma è già morto..."

tana!


Capita a volte di leggere "delle cose" (articoli, blog, e-mail che copincollano cose da Internet) e accorgersi che aver studiato filologia può rovinarti, nel post-moderno ipertestuale della grande Rete.
Perché se ti vengono in mente due o tre paroline, tipo recensio, collatio e emendatio, quando leggi certa roba pubblicata di recente e che magari i colleghi spacciano per notizia fresca e originale, tu che hai in mente le fonti, ti senti un certo prurito sotto la pelle delle mani...

Tanto per fare un esempio, in un vecchio post avevo già parlato di una cosa del genere.
E guarda caso siamo ancora dalle parti di L'Espresso/Repubblica...

Ieri mi è capitato di intravedere una "cosa", che come dovrebbe essere prassi in Internet, cito mettendo il link relativo: si intitola "Sorpresa: ecco chi, come e quando ha deciso in Vaticano di sottrarre i preti pedofili alla magistratura. Non lo indovinereste mai…".
E invece io l'ho "indovinato" prima di leggere, o meglio: lo sapevo già che si tratta di Ratzinger.
E non perché l'altro giorno ne parlavo qui, ma perché lo avevo saputo da Daniele Luttazzi, da una sua battuta sentita e/o letta almeno un paio d'anni fa.
L'articolo è molto interessante e parla ovviamente della famosa lettera Crimen Sollicitationis: consiglio di leggere comunque (e anche il link)...

Ma alcuni passaggi mi suonavano di rimasticato...poi ho cliccato sull'homepage e oggi trovo quest'altro articolo datato domenica 6 maggio: "I più seri sono i tanto vituperati comici irriverenti"
e mi torna in mente il post di Luttazzi del 3 maggio, che riporto integralmente:
Libera satira in libero Stato
La satira non è nè terrorismo nè odio: è solo irriverenza. Se non si capisce questo, non se ne esce.
Tutta la mia solidarietà ad Andrea.

Non solo il titolo mi ha fatto sobbalzare, ma il contenuto, con quel ragionamento sulla bambina polacca uccisa a Napoli e la ragazza che ne ha uccisa un'altra con un'ombrellata in un occhio nella metropolitana di Roma (e nessuno ha fatto niente), francamente farraginoso (Nicotri non brilla certo per dono della sintesi), mi suonava di già sentito...infatti mi era arrivata sabato la newsletter dell'ottimo Gennaro Carotenuto dal titolo Italiano uccide "per errore" bimba polacca. Da Jon Cazacu, a Karolina, l'informazione razzista, articolo che trovate anche nel suo blog, esattamente qui.

P.S. Voglio con l'occasione ringraziare Carotenuto per il suo post sulla condanna al Ministero dell'Interno per le violenze nei confronti di Marina Spaccini (vedi mio post): io ho ripreso l'originale articolo ma devo alla sua newsletter di avermelo fatto scoprire.
E a Nicotri andrebbe a pennello un consiglio: si legga questo post di Carotenuto - Web 2.0: conoscenze comuni, abusi privati, parla proprio di lei! ;-)

la linea d'ombra del dubbio


Ho trovato per caso in redazione un articolo di giornale davvero molto interessante, e visto che è anche on-line,
ecco un bel link per andarvelo a leggere.

E' un'intervista a Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta, vicepresidente della Commissione parlamentare per l'infanzia, nonché direttore scientifico da anni del «Centro aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia» del Comune di Roma.
Insomma, uno che ci capisce. E che non chiacchiera di Rignano, ma parla di bambini, sessualità e indagini.

martedì 8 maggio 2007

la posizione della missionaria


Copio e incollo un articolo uscito sull'edizione genovese de La Repubblica,
che merita di essere conosciuto


Missionaria picchiata, risarciti invalidità e danni morali
G8, condannato il Ministero


'Ho solo ottenuto quello che attendevo da 6 anni: giustizia' Prima condanna per le violenze delle forze dell' ordine contro i manifestanti: 'Non furono iniziative isolate' in primo piano

MASSIMO CALANDRI

LA PRIMA condanna nei confronti del Ministero dell' Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria. Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie, quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell' iniziativa isolata o dell' autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno - così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze - , che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato. Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzava in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!". Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c' era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c' erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell' Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa - cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali - , ma il punto è evidentemente un altro. «Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia - scrive il giudice - , non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un' iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l' ordine pubblico gravemente messo in pericolo». Perché l' intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l' ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant' anni, di cui giustamente si sottolinea l' aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».

il gioco del torre

Oggi parliamo di... espertoni



CARLO TORRE
Docente di Medicina Legale all’Università di Torino
Esperto di residui di sparo


Il 24 marzo 2007 rende pubbliche le conclusioni della sua perizia per la difesa Franzoni: conclude che il piccolo Samuele sarebbe stato ucciso con uno scarpone (o zoccolo-sabot) e non con un mestolo o altro oggetto domestico.
Nominato dal primo difensore di Anna Maria Franzoni, l’avv. Carlo Federico Grosso, Torre sarebbe la causa dell’abbandono di Carlo Taormina, il quale ha dichiarato di non essere d’accordo con le conclusioni della perizia.

Eppure era stato proprio Taormina, come presidente della commissione parlamentare sull’omicidio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin a nominare Torre come perito: le sue conclusioni parlavano di un colpo sparato non a bruciapelo ma almeno a 40 cm di distanza; da qui la conclusione dell’inchiesta parlamentare: non si trattò di un’esecuzione, ma di un tentativo di rapina o rapimento finito “male”.

Ma soprattutto Carlo Torre è l’espertone di Piazza Alimonda: membro del pool di tecnici guidati da Paolo Romanini (v. link), è lui –secondo il suo stesso “capo”, a “tirar fuori la teoria del calcinaccio” che avrebbe deviato il colpo sparato in aria da Placanica deviandolo e frantumandolo. La prima ipotesi di Torre era stata che a deviare il proiettile poteva essere stato l’estintore, ma dopo diverse prove di sparo in un poligono, dovette arrendersi all’evidenza che ciò non era possibile. Un anno dopo i fatti di Genova, Torre trova un frammento di proiettile rovesciando il passamontagna di Carlo Giuliani, e su di esso rinviene residui di materiale edilizio.
Torre è coinvolto in un’altra indagine del G8: nella vicenda dell’irruzione alla scuola Diaz, le forze dell’ordine giustificarono il loro intervento con il ritrovamento di due bombe molotov (che poi si scoprì portate sul posto da agenti, e che recentemente sono andate perdute negli archivi della questura di Genova), ma soprattutto con l’accoltellamento di un poliziotto: il RIS, mostrando la non coincidenza tra il taglio nella giacca e quella nella camicia, provò che la supposta coltellata era stata un’invenzione per depistare le indagini. Torre stese una relazione in cui affermava che era tutto vero in quanto le coltellate erano due!

Da notare che Torre si pone spesso e volentieri in competizione con il RIS, così a Genova come a Cogne.

La carriera di Torre è alquanto lungo e fitta di colpi di scena: attorno al 1994, perito del caso Castellari, concluse che gli spari erano compatibili con l’ipotesi del suicidio. Questo nonostante il dirigente delle partecipazioni statali fu ritrovato con la pistola infilata nella cintura e accanto una bottiglia di whisky senza le sue impronte.

Torre si era anche occupato di riesaminare la morte di Enrico Mattei: secondo lui in basi ai reperti esisteva compatibilità con un’esplosione interna all’aereo.

1997, rapimento Soffiantini: durante la liberazione si scatenò una sparatoria, dove rimase ucciso l’ispettore dei NOCS Samuele Donatoni. Torre escluse il “fuoco amico”. Nel 2005 i periti del PM Ionta concludono in modo opposto.

Nel caso della contessa Vacca Agusta è consulente del PM, e conclude senza dubbi che si sia trattato di incidente.

Altra vicenda che ha visto Carlo Torre al centro della scena, insieme al suo amico Romanini, è l’uccisione di Marta Russo: secondo lui le particelle di sparo trovate sulla finestra dell’aula 6 sono non significative, inoltre trova che la traiettoria del colpo sarebbe compatibile con altre 6 o 7 finestre: smonta a suo modo l’ipotesi accusatoria.

Una delle vicende più recenti che vede ancora Torre alla ribalta è quella dell’agguato in cui rimase ucciso Nicola Calipari: per Torre a uccidere l’agente del SISMI è stato un solo colpo, sparato dal soldato Mario Lozano da circa 130 metri contro l’auto di Calipari e Sgrena che avanzava a circa 60-65 km/h (diversamente per gli esperti USA l’auto procedeva a oltre 90 km/h).


Link:
- l'editoriale di Romanini (leggete da soli)

lunedì 7 maggio 2007

con l'otto per mille alla chiesa cattolica avete fatto molto per tanti


In prima fila, alla fiaccolata sotto il carcere di Rebibbia, il parroco di Rignano.
Uno che sa da che parte stare, un servitore fedele di questo modello di Chiesa.
Adoro i preti: ti mandano all'inferno ma per il tuo bene...

venerdì 4 maggio 2007

la scuola è trasparente?


Non ricordo, dopo l'arresto di Totò Riina o di Provenzano, fiaccolate con striscioni con scritto "Corleone non è il paese dei mafiosi".
Il fatto che a Milwaukee ci sia stato un famoso mostro non vuol certo dire che i milwaukeesi siano tutti mostri o che si siano sentiti in obbligo di dimostrarlo con manifestazioni di piazza.
Allora perché una manifestazione di solidarietà nei confronti di alcune persone arrestate con accuse molto pesanti (non solo pedofilia)? Se lo sono chiesto persino i carcerati "normali".
Qualunque indagato, arrestato, chiunque riceva un avviso di garanzia, chiunque provochi (anche solo involontariamente) un incidente stradale, ha la vita rovinata. E si sbaglia a voler ritenere colpevole chi, secondo la legge, è innocente fino alla sentenza di terzo grado in Cassazione. Queste son cose che non bisogna mai dimenticare.
Ma da qui a difendere a spada tratta chiunque solo perché appartenente al proprio "branco" (famiglia, ambiente di lavoro, paese, ecc.) c'è un passo ulteriore, che mi fa un pò paura.

Io non ho letto le carte, non conosco la vicenda dal punto di vista giudiziario. Ho letto sui giornali delle cose che, se da un lato mi fanno venire (come accade spesso, e a me deve accadere per mestiere) qualche dubbio sulle modalità con cui è stata gestita questa indagine, dall'altra mi fanno immaginare che "qualcosa" ci sia: con tutti i difetti, ma la giustizia farà il suo corso e appurerà i fatti - e se qualcuno ci sarà andato di mezzo per sbaglio, gli si chiederà scusa.
Ma se anche uno solo di quei bambini è stato davvero sfiorato da una sola di quelle persone, chi ha sfilato con le fiaccole cosa dovrà pensare? Chi avrete difeso?

Al TG regionale, tra le altre, ho sentito frasi già orecchiate nei giorni scorsi: ragionamenti del tipo "noi non ci siamo mai accorti di niente, dunque non è possibile che sia successo" e soprattutto "la scuola è trasparente" nel senso che le aule hanno grandi vetrate e dunque per metafora sarebbe un'istituzione trasparente...

Ora, io a Rignano Flaminio ci sono stato, lunedì, e ho anche conosciuto alcuni genitori e altre persone coinvolte nella vicenda. E ho visto quella scuola, e ve la descrivo: il paese sorge su una collina lungo la Flaminia, la scuola è incassata in un fondovalle che rimane sotto il livello stradale di un centinaio di metri, messa lì come una colata di cemento a riempire un vallone franoso.

L'entrata principale, davanti a cui c'è un piazzale, è quella fotografa e ripresa dai media: giardino con giocattoli di plastica, portico con travi di acciaio rosse e facciata di vetrate che danno sulle aule.
Ma forse non tutti sanno che quello è il piano terra, e solo tre lati hanno alcune aule affacciate sull'esterno con queste vetrate. E a pochi metri dalle facciate laterali sale il burrone in cui l'edificio è incassato: se le vetrate fanno entrare luce, i bambini non vedono altro che pareti di rocce e sterpaglie... nel sottosuolo c'è un altro piano, di sale e sgabuzzini semivuoti, dove tra l'altro è ospitata una palestra di karate, tutt'altro che "trasparente": bisogna entrare dal retro, e scendere per scale a chiocciola rigorosamente di cemento per accedervi - da fuori, da sopra, non si immagina neanche...
Ma la cosa più allucinante è, sul lato sinistro, guardando l'entrata principale, un'uscita laterale che conduce dentro il burrone con una serie di tre piani di rampe e corridoi, tunnel non illuminati di cemento armato con tanto di torrette di osservazione stile carcere e scale a chiocciola e pozzi ciechi. Inquietantissimo!
Io, se scegliesse di andare a vivere in campagna, e se avessi un figlio, non lo manderei mai in un tale lager, se non costretto!

Ecco: penso che i primi a fare violenza ai bambini, i primi da condannare, moralmente, sono gli architetti e ingegneri che hanno progettato, le giunte che hanno approvato, tutti quelli che hanno contribuito a costruire, questo bunker atomico con doppie pareti cieche e trombe di scale che non portano da nessuna parte (si vede che avanzava del cemento) dove perdersi, o nascondersi, è facile e spaventoso.

Purtroppo non ho immagini da mostrare qui, ma ho ripreso quei tunnel, e vi giuro che fanno impressione.
A prescindere (ma neanche tanto) da cosa vi sia davvero capitato, fanno orrore di per sé.

mercoledì 11 aprile 2007

amen


Il Barbiere della Sera è morto: le mie condoglianze.

Sarà colpa di Gino Strada?

mercoledì 28 marzo 2007

una foto troppo compromettente?



Secondo voi è giusto pubblicare questa foto? Non è troppo scandalosa?

Nella foto si vede uno dei massimi rappresentanti del principale partito di governo sporgersi verso il rappresentante del principale partito d'opposizione (o viceversa, nel senso che non si capisce chi si chinerà di più, ma anche nel senso che anche cambiando i tempi e i fattori, il risultato sarebbe lo stesso).

Sembra di poter intuire un volgare mercimonio, come la richiesta di una prestazione sessuale. Si noti anche il tariffario: siamo senza dubbio in una fase delicata di trattativa...
poi si dirà che ci si può sporgere anche solo per chiedere l'ora, che la curiosità in certe notti di mezza crisi può fare brutti scherzi, che in fondo non c'è nulla di male a trattare sul prezzo della prossima spartizione -pardon, riforma elettorale...

martedì 20 marzo 2007

dieci piccoli talebani


Meno male che hanno liberato Daniele Mastrogiacomo!
Meno male che hanno ammazzato solo il suo autista,
e meno male che hanno liberato in cambio solo quattro talebani,
per arrestare i quali saranno morti venti soldati e cinquanta civili afgani.
E meno male.

lunedì 5 marzo 2007

ritorni


Sono stato solo una settimana senza Italia
e scopro che
il governo di centrosinistra è rinato grazie al voto di un ex-democristiano
e
a Sanremo ha vinto una canzone sugli ex-manicomi.

O viceversa?

venerdì 23 febbraio 2007

settimane



Settimana nera per il governo Prodi,
settimana bianca per noi.

martedì 20 febbraio 2007

Dico sì, dico mai: dicono troppo


Io non DICO nulla.

Ho diritto a non dire la mia... e a tenermela per me.
Finché non se ne va a casa con il negro (come cantava Vasco)...

No, a parte gli scherzi: ma tutto sto parlare di coppie di fatto, come se fosse la cosa più importante nella vita quotidiana dei cittadini di questo paese, mi preoccupa. Non è che di fatto non si occupano di altro, 'sti politici italiani?

sabato 17 febbraio 2007

il (dis)prezzo del potere


Oggi devo lavorare, al montaggio fino alle 22. Non posso essere a Vicenza per partecipare alla manifestazione contro l'allargamento della base Nato.
Neanche Bertinotti ci sarà. Ha dichiarato: "Se non fossi il presidente della Camera, ci andrei anch'io".

Ecco: quando si diventa politici e si smette per convenienza di fare politica, quando il Potere ti fa indossare la sua uniforme, quando manifestare democraticamente le proprie opinioni diventa sconveniente, quando dai palazzi affrescati si invita alla nonviolenza a priori, da quegli stessi palazzi da cui si dirige la violenza di Stato, allora si è complici. Di qualunque cosa succeda sulla strada.
Ecco perché rispetto di più Carlo Giuliani che Fausto Bertinotti. Che parla come i noglobal-pacifisti-antimilitaristi, ma abita il palazzo del Potere, e dal potere è abitato. E a pagarne il prezzo rimane chi rimane sulla strada, vivo o morto.

martedì 13 febbraio 2007

parbleu... ma de che, ahó?!


E' tornato il Velosolex, il mitico motorino francese che ancora mi ricordo da bambino... con quello slogan: "La bicyclette qui roule toute seule!" (La bicicletta che si muove da sola) che sapeva di magia positivista, di incanto da progresso industriale...

Leggerissimo, essenziale, motore e ciclistica eterni (dalle mie parti ne vedo ancora di perfettamente circolanti), economico e con quell'aria francese da spolverino beige o da ombrello di stecche di balena un pò frou frou.


E' tornato ovviamente ridisegnato (da Pininfarina) e rivisitato nella tecnologia (è elettrico!), ma con l'idea un pò retro di rendere omaggio alla linea asciutta d'un tempo. Si chiama e-Solex e presenta una serie di caratteristiche molto interessanti.
Bisognerebbe brindare con un buon Calvados!


Di questo motorino elettrico (non è una bicicletta a pedalata assistita) parla anche un articolo di Repubblica, che vi invito a leggere soprattutto per le decine di correzioni contenute nei commenti dei lettori che fanno le pulci all'articolo, pieno di strafalcioni e scorrettezze. Per le caratteristiche, masticando un pò di francese, meglio rivolgersi al sito della casa-madre: la più interessante è che la batteria si stacca e si può portare comodamente in casa (o in ufficio) per ricaricarla! Freni a disco, 35 kg di peso, possibilità di utilizzarlo come bicicletta (forse in discesa: 35 kg sono sempre 35kg!), fino a 60km di autonomia e fino a 35km/h, per un costo di 1150€ e uno stile davvero unico.
Che magari non tutti apprezzano: che emozione vi dà vedere una "Due Cavalli"? Pensate subito a quanto il vostro SUV sia più potente, più veloce, più comodo? Beh, buon viaggio... qui siamo su un'altra strada.

Il costo di 1150€ è suggerito dalla casa-madre, che indica anche una serie di rivenditori in tutta la Francia: tocca farsi una gita fino a Monaco o a Nizza, per ora non è prevista la vendita in altri paesi (ma immagino che lo sarà presto)...
Pensandoci non è particolarmente eccessivo, anche se biciclette elettriche si trovano a un pò meno. Sicuramente consuma molto meno di un motorino a benzina (costi al chilometro molto molto inferiori) e soprattutto non inquina. Dunque ne varrebbe davvero la pena.

ATTENZIONE!
A Roma il comune aveva previsto una campagna di agevolazioni e incentivi economici a chi acquistava veicoli elettrici, ma l'Assessorato alla mobilità ha esaurito i fondi e sospeso la campagna "AMO ROMA GUIDO ELETTRICO"!
Invito tutti a scrivere all'Assessorato una bella e-mail di sollecitazione alla riapertura della campagna!

lunedì 12 febbraio 2007

venerdì 9 febbraio 2007

più strano di una fiction


Ieri sera ho visto e molto apprezzato un "filmetto" che temo passi piuttosto inosservato e che invece meriterebbe ben altra attenzione.
In italiano s'intitola "Vero come la finzione" e in originale "Stranger than fiction".

Sì, è uno di qui film potenzialmente suicidi perché letterario. Ma come è... scritto, però!

La sceneggiatura è di un tale Zach Helm (per ora un carneade ma ha la stoffa per fare il botto) che ha studiato alla scuola degli svitati alla Charlie Kaufman ("Essere John Malkovich", "The eternal sunshine of the spotless mind", "Confessioni di una mente pericolosa" eccetera) senza dimenticare una verve ironica (meno di dialoghi che di situazioni) alla Woody Allen o una stralunatezza alla Jim Jarmush (autore non a caso di "Stranger than paradise")...

Helm deve essere venuto su a "Il Mondo secondo Garp", libri di Calvino (citato dal professore di lettere Dustin Hoffmann nel film), Borges e tanta tanta fantasia autogestita (figlio unico?)... meno acido di un Kaufman, più verso la vellutatezza di un Paul Auster, meno agghiacciante di un Terry Gilliam e più... caldo, come... un biscotto al cioccolato. Fatto in casa. Con cioccolato svizzero...

Il film è diretto da Marc Forster, che pare sia proprio svizzero*: l'ho scoperto pochi minuti fa in una bella recensione del film sul Manifesto...occhio: rivela in gran parte la trama e, quel che è peggio, è scritta in robertosilvestrese...

Ricordo infine che il film è egregiamente interpretato da un cast coi fiocchi: Will Ferrell (perfetto "assente" alienato alla Tati), Maggie Gyllenhaal (brava, carina, smorfiosetta come una sorellina di Meg Ryan), Emma Thompson (scrittrice col "blocco" allucinata come una che è stata sposata con Kenneth Branagh) e Queen Latifah (con un nome da rapper nera cicciona, questa rapper nera cicciona ha vinto un Oscar, altro che cazzi!)...

Beh, correte al cinema prima che sparisca!

*secondo imdb.com Marc Forster è nato in Germania e si è trasferito con la sua famiglia a Davos, dove è cresciuto. Ma secondo il telegiornale svizzero è proprio elvetico, rossocrociato, svizzero di brutto di brutto di brutto, neh! Mi sa che mi vado a recuperare qualche suo vecchio film...

the skypescraper


Signore e signori vi presento GIZMOCALL...

No, non è il nome uzbeko della signorina della foto!
E non è neanche uno di quei servizi di telefonate erotiche che piacciono tanto a Berlusconi...

Sapete tutti cos'è il VoIP, siete già utenti entusiasti di Skype? Sì? Bene.
Sapete che dal primo febbraio ha alzato le tariffe e introdotto un italianissimo "scatto alla risposta" di circa 4 centesimi? No? Male.

Ma c'è una soluzione: telefonare via internet direttamente dal browser, senza programmi appositi*, anche sui cellulari, totalmente A GRATIS... sì, anche sui CELLULARI.
Per un massimo di 10 minuti al giorno... ma vuoi mettere?!

Basta cliccare su www.gizmocall.com e inserire il numero da chiamare (con prefisso internazionale: +39... per telefonate verso l'Italia) nell'apposita finestrella, oppure digitare direttamente www.gizmocall.com/+39...

*ci vuole il banalissimo plugin Flash ma si trova anche dentro le patatine... e le signorine uzbeke come quella della foto!

giovedì 8 febbraio 2007

e invece...


...pare sia stato un lavandino. Minorenne e di Forza Nuova. Non si sa ancora se con miscelatore o rubinetti, ma dai filmati risulta compatibile con quelli dei bagni dello stadio di Catania.

Eppure c'è la testimonianza di una signora che afferma che alle 16 aveva visto un giovane col volto coperto rubare il lavabo del cesso del suo distributore e portarselo in giro per la città...

E' più cinico questo post o un provvedimento governativo che mescolerà tifosi di diverse squadre dentro lo stadio e lascerà i più violenti fuori, per le strade, garantendo innanzitutto i profitti di chi gestisce il Rollerball all'italiana?

mercoledì 7 febbraio 2007

e se...


...Raciti fosse stato colpito da "fuoco amico"?
Leggendo qua, e non avendo - per ora- la prova evidente, la "smoking gun" di cosa e come l'ha colpito mortalmente, è un'ipotesi possibile... anzi, in base alla dinamica descritta in diverse occasioni, anche probabile.
Visto quello che accade coi lacrimogeni...
Da qui a dirlo con certezza non si può. Però...
Se poi uno legge il racconto del poliziotto che si trovava a fianco di Raciti (fonte: Repubblica.it, sottolineature mie):
"Filippo stava scortando con altri colleghi la colonna di tifosi del Palermo, circa 800 a bordo di una decina di pullman, e quando i tifosi rosanero sono stati fatti entrare allo stadio è cominciata la prima sassaiola.
C'erano anche dei carabinieri che hanno lanciato dei lacrimogeni, nel frattempo dallo stadio erano usciti altri tifosi catanesi armati di spranghe e bastoni, col volto mascherato, e nel tentativo di farli rientrare Raciti ed altri colleghi si sono trovati tra due fuochi (...)"

martedì 6 febbraio 2007

l'unico sincero

(Nella foto Matarrese davanti al simbolo che meglio rappresenta lui e il suo mondo)

Il presidente della Lega Calcio, nel mezzo della valanga di dichiarazioni e commenti a sproposito sui fatti di Catania e su "calcio e violenza", in una intervista a Radio Capital riportata anche da Repubblica in questa pagina, è stato l'unico a dire esattamente come stanno le cose.
Lui rappresenta le squadre di calcio, è il presidente del consiglio dei presidenti delle società sportive, è l'incarnazione istituzionale del calcio-business (l'unico che esiste), e ha parlato.

Mica come quell'altro che ne è l'incarnazione antropologica, che manda le squadre in borsa ma gli/si fa un decreto per spalmare i debiti con le tasse su dieci anni, e che tace.
Ma che la pensa esattamente nello stesso modo.
Ci scommetterei le palle (quelle dietro Matarrese)!

D'altronde da presidente del Milan si lamentava che i suoi tifosi si travestissero (come da tradizione) da diavoli, ma non disse niente quando, esattamente dodici anni fa, alcuni suoi "tifosi" accoltellarono Claudio Spagnolo, tifoso del Genoa e antifascista militante del centro sociale Zapata (uno come Carlo Giuliani, ragazzo e romanista, in qualche modo...

accoltellato come Renato Biagetti, in qualche modo...).

lunedì 5 febbraio 2007

i forzati del commento del lunedì


Un poliziotto ucciso fuori da uno stadio, Silvio che chiede scusa, il Grande Centro, i morti sulle piste da sci, il Superbowl...
e se una volta, un lunedì mattina, non si trovasse sul giornale cosa pensare delle cose del mondo?
Se un lunedì uscisse il Corriere della Sera con una prima pagina tutta bianca? Silvio rimarrebbe lo stesso, Rutelli pure...

Sono stanco: non ho mai sopportato il culto del calcio e tutti i suoi invasati, i suoi sacerdoti...
perciò trovo normale un lunedì come questo,
con quel poliziotto di cui tutti ormai sappiamo nome e cognome,
che senza tanti sacerdoti, senza tanti commenti del lunedì,
oggi forse sarebbe lo stesso anonimo e malpagato poliziotto del giorno prima, ma vivo.
E di lui, e di tutti quegli italiani in divisa dello Stato o in divisa della propria squadra
che in ogni stadio studiano alla scuola della violenza organizzata a squadre,
continuerebbe a non fregarmene niente.
E invece sono qui anch'io, un lunedì mattina, stanco e triste per quest'altra morte inutile.

Anzi, no: è utile ai soliti sciacalli. Quelli veri, quelli con le armi e i giornali dalla parte del manico.
Quelli che il 20 luglio 2001 scrivevano "Oggi sarà il giorno del morto" (Renato Farina, "Libero")
e il 21 luglio titolavano "E' legittima difesa" ("Libero")...
quelli che urlano le sentenze ("sei stato tu, col tuo sasso") mentre tra i suoi ragazzi a un ragazzo
che non è ancora morto, che respira sangue, una pietra rompe la testa dopo che uno strano proiettile l'ha già trapassata...

Ed è utile soprattutto perché c'è uno, un utile idiota, che su un muro di Livorno scrive "2/2/07 Catania vendetta per Carlo Giuliani", o un'idiozia del genere, e che così facendo nutre lo sciacallo, rinnova il Sogno numero due:

Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.

Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa
della loro celebrazione.

E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.

Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.

Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?


(Fabrizio De André, da "Storie di un impiegato", 1973)

Io voglio capire se oggi mi sono svegliato...

mercoledì 31 gennaio 2007

l'altra metà del niente


(...)la mia dignità di donna (...) deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.
Che donna, che madre. Che futura ex-moglie!

Veronica Lario (la moglie che non dorme di Berlusconi) ha scritto una lettera a Repubblica: (...)A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente".

Alla famigerata cena di gala dei Telegatti (vedi altro post), il Niente, il viscido delle signore, ha "fatto il cavaliere" con alcune strappone del suo circo-harem mediatico-politico, e la moglie stavolta s'è incazzata!


Ride bene che ride ultimo: pensa quanto gli potrebbe chiedere di alimenti!

martedì 30 gennaio 2007

manifestazione d'interesse


Tra le undici offerte d'acquisto per Alitalia, spicca quella di un insegnante frusinate, Fabio Scaccia.

Secondo me non gli manca niente:
- il nome ce l'ha, infatti è omonimo del presidente della Confindustria catanese;
- la preparazione non gli manca, è infatti docente di materie aeronautiche all'istituto tecnico industriale 'Don Giuseppe Morosini' a Ferentino - dunque ci capisce sicuramente più di Cimoli (che è un chimico);
- un pizzico di follia alla Howard Hughes, che nel campo non guasta;
- tra gli undici, a naso, è l'unico ad avere davvero interesse nell'Alitalia, e non voler trarre interessi dall'Alitalia (o dalla carcassa);
- è l'unico a non avere una lira di suo da metterci, ma almeno è l'unico a dirlo!


Forza Fabio, scacciali tutti:
"Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà."
(Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupery, che di aerei, e di sogni, se ne intendeva...)

venerdì 26 gennaio 2007

il giorno prima del giorno dopo


25 gennaio 2007, cena di gala dei Telegatti: Penso che il candidato più prestigioso e autorevole, per succedermi alla guida del futuro partito unico dei moderati potrebbe essere Gianfranco Fini, che giustamente si sta imponendo con una certa autorevolezza.

27 gennaio 1945: Il campo di sterminio di Auschwitz viene liberato dall'Armata rossa.

In mezzo, noi, oggi.

mercoledì 24 gennaio 2007

scatta e vinci


Una notizia meravigliosa: un pozzo di idee per pubblicitari banali!

Torino, ruba in casa del vicino
e si scatta una foto per sbaglio: denunciata



TORINO - Rovistando in casa del vicino, ha preso in mano una macchinetta digitale e si è scattata una foto: una prova schiacciante. Una donna di 69 anni è stata denunciata dai carabinieri a Santena (To) per aver rubato 800 euro a casa del dirimpettaio, un romeno di 30 anni che aveva lasciato la porta aperta.

Dentro l'appartamento, la donna ha trovato i soldi, poi ha notato la macchina fotografica digitale: l'ha involontariamente accesa e ha scattato una foto.

Inconsapevole di quanto appena fatto, è scappata fuori per andare al bar a comprare un Gratta&Vinci, con il quale ha vinto altri 100 euro. Quando il romeno è rientrato si è accorto dell'ammanco e del fatto che la macchina fotografica non si trovava al suo posto.

Ha chiamato i carabinieri e insieme hanno verificato che l'ultima foto in memoria immortalava la sua vicina di casa, riportando data e ora dello scatto. Una prova inconfutabile, con la quale hanno contestato il furto alla vicina. L'anziana ha ammesso, gli ha restituito gli 800 euro, ma ha voluto tenersi i cento euro del Gratta & Vinci.

(Fonte: repubblica.it)

il grande kapu


Ricevo da un'amica e pubblico:

non mi è mai capitato di sentire l'improvviso senso di vuoto e perdita per la scomparsa di una persona famosa ma sconosciuta. non mi è mai capitato fino a stamattina, quando al tg1 del mattino hanno risolto in dieci parole la morte di ryszard kapuscinski. a me mancherà. l'ho visto solo una volta proprio a pochi giorni dal mio arrivo qui a roma, all'istituto di cultura polacca. l'ho sentito interrograsi sull'eterno dilemma di un fotoreporter: è più importante scattare la foto dell'attimo della morte o soccorrere il morente? non ha dato la risposta. era un grande giornalista, non un predicatore. anche se la risposta sta nella sua scelta di vita. scriveva, non era medico. raccontava vite, non le salvava. ma non era un cinico, "il cinico non è adatto a questo mestiere", recita proprio il titolo di un suo libro. ha cambiato il modo di riportare i fatti. io sento di esserne fortemente influenzata. avrei voluto conoscerlo. magari parlargli. proprio in questi giorni stavo leggendo "Autoritratto di un reporter". la parola più ricorrente è umiltà. dovrebbero inserirla nel codice deontologico dei giornalisti. Così.

martedì 23 gennaio 2007

(senza) sosta


Dopo il mio filmato andato in onda ieri sera, di cui trovate qui un esauriente resoconto, per me ora è necessaria una pausa.

Una parentesi: le testimonianze dei residenti nel filmato di ieri sera erano registrazioni dei mesi scorsi, in particolare risalgono al gennaio-aprile 2006: le uniche interviste nuove erano quelle al questore e agli avvocati della difesa...

In attesa di ulteriori novità che possono venire da testimonianze inedite, da notizie su eventuali nuove indagini, dalla convocazione di udienze, annuncio qui un mio periodo di silenzio pubblico sulla storia di Federico Aldrovandi.

Da un anno me ne occupo quasi quotidianamente, e ancora stamattina mi capita di leggere una roba del genere...
Odio le generalizzazioni: per esempio i poliziotti rapinatori di Modena non c'entrano niente coi quattro protagonisti della morte di Federico. Perciò penso che a volte quello che qualunquisticamente viene chiamato "silenzio dei media" (quali?) possa essere visto all'opposto come "sordità degli utenti"...

...certo che se Indymedia si svegliasse!
Era il 9 gennaio del 2006 quando, grazie a un post su Indymedia, venni a sapere di Federico...

P.S. Il filmato è ora anche su Youtube, qui.

mercoledì 17 gennaio 2007

post scemo


Mentre io mi spalmo tra RomaBolognaFerraraGenovaeRitorno, 'sti giorni, cercherò di pensare anche ad altro:
per esempio cosa scegliere, in questo sito, tra la dispensa del goloso e la dispensa dell'intollerante.
E se uno è goloso e intollerante?

Lo so che questo è un post scemo.
Lo so.

Ma
ogni tanto bisogna sollevare lo sguardo
dal sangue spalmato sulle strade di questo paese.

giovedì 11 gennaio 2007

vicini, troppo vicini


Hanno confessato, i vicini di casa. Pare proprio siano stati loro.

Il movente: il fastidio. Il fastidio di essere due persone di mezza età, il fastidio di essere senza figli, il fastidio di avere lavori di merda e per loro solo una casetta a schiera, il fastidio di quella giovane donna troppo vicina, coi suoi tacchi, col suo rumore, il fastidio di quelle pareti troppo sottili, il fastidio per il rumore, per la vita che si muove e si agita più sonora nell'appartamento a fianco che nel loro, il fastidio di quel marito, un marocchino di merda, tunisino albanese fa lo stesso, tutta feccia da dargli fuoco, il fastidio di quel bambino mulatto, figlio di Allah e di puttana, che piange di notte e di giorno, che gioca e fa rumore, il rumore. Il fastidio di quella giovane coppia rumorosa che aveva un figlio e loro no, di lei che girava in casa pure coi tacchi mentre l'altra sempre in ciabatte a spolverare, preparare la cena per lei e suo marito, poi a letto presto, e sentire quel rumore. Il rumore. Il letto che cigola, i colpi, i gemiti, quelle parole soffocate. Il rumore. O le urla, i litigi, i piatti rotti e i pianti, mentre loro sempre tranquilli, silenziosi, grigi davanti al grigiore del loro tinello con la TV sempre accesa. Il rumore, basta con questo rumore. Adesso gliela facciamo pagare, adesso che quel negro di merda, avanzo di galera, non c'è. Adesso che è da sola, col suo moccioso color caffelatte e forse un altro in arrivo e noi niente, solo tv grigia e ciabatte. E loro rumore, rumore, rumore...basta.

Eh no, non so, non so perchè,
perchè continuano a costruire, le case
e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba
non lasciano l'erba, non lasciano l'erba

Eh no, se andiamo avanti così, chissà
come si farà, chissà...

(A.Celentano, "Il ragazzo della via Gluck")

mercoledì 10 gennaio 2007

senza commenti


(Clic sull'immagine per vederla ingrandita)

Dopo un anno, rinviati a giudizio quattro poliziotti per la morte di Federico Aldrovandi.

Clic qui per un riassunto delle puntate precedenti su questo blog
e uno qui per quelle su "Chi l'ha visto?".

the Puck

"I skate to where the puck is going to be,
not to where it has been"
Wayne Gretzky



Wayne Gretzky è il più grande giocatore di hockey su ghiaccio di tutti i tempi, è come Michael Jordan e Julius "Doctor J" Erving per il basket, come Maradona e Pelè per il calcio.
Il puck è il dischetto di gomma dura nera con cui si gioca a questo sport veloce, duro, spettacolare.

Nel 1984 Steve Jobs presentò al mondo il primo Macintosh, e il mondo dei computer cambiò per sempre.
Nel 2001 Steve Jobs presentò al mondo il primo iPod, e cambiò per sempre il mondo della musica.
Ieri Jobs ha presentato iPhone, e cambierà il mondo un'altra volta.

Occhio: questo post è scritto da un esaltato. Questo oggetto, che ho deciso di chiamare iPuck (perché è troppe più cose di un "phone"), è il numero uno nella mia lista dei desideri per il 2007 (prima di questa)

Andate sul sito Apple per capire cos'è:
1) un iPod a tuttoschermo (3 pollici e mezzo, pochi millimetri meno di una PSP) con Multi-touch, una tecnologia che vi farà letteralmente toccare la musica!, per ascoltare musica e vedere video eccetera;
2) un telefonino rivoluzionario, la cui killer application è... fare telefonate (ma in un modo mai visto), scrivere SMS multisession come fossero "dialoghi" in chat (con tastiera virtuale sullo schermo solo quando serve e tasti a misura di polpastrello!), ascoltare messaggi in segreteria come se fossero e-mail (Visual Voicemail, si chiama), consultare e guardare le vostre foto con due dita (allargandole la foto viene zoomata, avvicinandole si rimpicciolisce!), e se girate l'apparecchio in orizzontale automaticamente le immagini ruotano per essere mostrate a tutto schermo (l'iPhone contiene una specie di giroscopio un pò come il Wii)!
3) un Internet communicator completo, con email HTML, IMAP/POP3 e pushmail gratis con Yahoo!, Safari (sì, il browser Apple in versione completa: già perché l'iPhone gira su MacOSX, non un "baby" sistema operativo come gli odierni smartphone!), Google Maps per orientarsi e i Widgets per sapere in tempo reale che tempo fa o come stanno andando le azioni sul mercato (e mille altre cose che i Widget possono fare!)...
insomma: Apple reinventa il telefono, con una interfaccia che sfrutta "l'invenzione" Apple di 30 anni fa: icone e un puntatore... non un mouse, o uno scomodissimo pennino, ma il puntatore con cui siamo nati: le nostre dita!
Con una dotazione software che riunisce tutte le funzioni dei più avanzati smartphone (è un "quadribanda" GSM+EDGE, ci sono ovviamente pure una videofotocamera da 2Megapixel, Bluetooth e Wi-Fi), un solo unico solitario bottone "Home" e tutto il resto viene gestito in punta di dito!
Sottilissimo, 11 millimetri, e con tre sensori fantascientifici: oltre al "giroscopio" (Jobs lo chiama Accelerometro) ci sono un sensore di prossimità (quando porti l'apparecchio all'orecchio spegne la luminosità dello schermo e blocca automaticamente la funzione touchscreen, quando lo riallontani chiude la telefonata e si "riattiva" luminoso e pronto ad essere sfiorato, da solo!), e infine un sensore di luce ambientale, in modo da regolare la luminosità dello schermo in base alla luce circostante.

Gli accessori in dotazione sono: cuffie stile iPod ma con microfono (tipo mentina TicTac!), un auricolare bluetooth piccolo discreto leggero dal semplice design, batteria sufficiente per 5 ore filate di telefonate, navigazione Internet e quant'altro e per 16 ore di musica!
Per questo apparecchio Apple ha depositato più di 200 brevetti!

Alla fine della presentazione, Jobs ha potuto effettivamente condensare cosa fa questo...coso: "Life in your pocket". Punto.

Ma tutto questo quanto costa?
Considerando che avrà una memoria (flash) di 4 e 8 GB, e che i "concorrenti" attuali (ma l'iPhone ha software che è avanti 5 anni rispetto a qualunque altro smartphonepalmarecellulareblackberry!), bruttini e ingombranti, con tastierine lillipuziane e interfacce ostiche, memorie di poche decine di Mb, costano rispettivamente:
- Motorola Moto Q: 419$ (non in vendita in Europa)
- Blackberry Pearl 8100: 399€ (sul sito TIM)
- Palm Treo 750v: € 589,99 (qui)
- Nokia E62: da noi c'è l'E61 che viene intorno ai 400€

l'iPhone costerà 499$ la versione da 4Gb e 599$ quella da 8Gb. Facendo un calcolo ponderato, è un prezzo più che accettabile per tutto quello che fa. E che potrà fare: immagino solo quali possibilità si aprono agli sviluppatori, avendo un "coso" da tasca con MacOsX!

Non vedo l'ora di averne uno! Purtroppo in USA verrà venduto solo da giugno e da noi tra settembre e dicembre: ci vogliono ancora dei permessi federali, roba burocratica - ma Jobs confessa che preferiva presentarlo lui che farlo scoprire da qualche impiegato dell'FCC!
Beh, aspetteremo!

Se infine volete (ri)vedervi la presentazione in streaming di Jobs, cliccate qui.
E se volete seguire tutta la conferenza (con la presentazione di altri prodotti, come AppleTV, risultati di vendite, ecc.) cliccate su "Watch The Keynote Address", introdotto dalla musica di James Brown: quando Jobs entra sulle note di "I feel good" e "prende" gli applausi per tributarli al padrino del soul, io ero già conquistato!

Ed ecco un'immagine di quello che io ho deciso di chiamare iPuck (è troppo di più di un "phone"!):


Altre immagini qui.
E qui le prime conseguenze sul mercato della presentazione di iPhone: azioni Palm e RIM (Blackberry) in caduta libera, quelle di Motorola e Nokia che prendono una bella botta, e quelle di Apple che volano come mai (oltre il +9%)...

martedì 9 gennaio 2007

disabili


Gianluigi Barbieri (nella foto col papà) ha visto un tizio tentare di borseggiare una signora su un autobus di Roma, l'ha allertata ed è stato menato dal ladro e dai suoi due compari. Gli altri passeggeri, compresa la donna, si sono voltati dall'altra parte, qualcuno se l'è presa con lui. Un giovane giornalista è stato l'unico a chiedere all'autista di fermare il mezzo e chiamare le forze dell'ordine. Quello è arrivato tranquillo alla fermata e così i tre se ne sono andati tranquillamente. Fine della storia.
Quel giovane giornalista ha raccontato la storia e adesso Gianluigi è stato premiato da Veltroni, intervistato come un eroe dai TG.
E quei passeggeri? Si sono fatti gli affari loro come quelli che il 7 dicembre verso le 19.15-19.25 stavano sul 913 con me quando mi hanno scippato il telefonino dal cappotto. Disabili alla convivenza civile.

Il telefono, anzi smartphone, era come questo.

Ora quelli di TRE, che per quasi due anni mi ha rubato un sacco di soldi ogni mese per una "polizza Kasko" che prevedeva la sostituzione dell'apparecchio in caso di rottura o smarrimento/furto, mi propongono di sostituirlo con modelli che hanno molte meno funzioni. Una vera e propria truffa. Disabili alla fiducia del cliente/abbonato.

Quasi quasi aspetto di vedere se oggi verrà annunciato il fantomatico iPhone della Apple (qui sotto una fotobufala di qualche buontempone, o forse una foto rubata da un insider)...

e poi denuncio la TRE per truffa.

Intanto l'unico disabilitato sono io: oltre ai miei concittadini, l'ATAC, Carabinieri e Polizia, TRE non possono aiutarmi. Eppure pago lo stipendio di tutti loro anch'io. Anzi no, il biglietto dell'autobus tante volte non ce l'ho. E le due-tre bollette arretrate della TRE, col cazzo che le pago, adesso!

sabato 6 gennaio 2007

e se...


E' da un pò di giorni che una domanda mi gira in testa: e se a Erba gli inquirenti stessero ipotizzando che responsabile della strage fosse proprio Mario Frigerio, l'unico sopravvissuto delle cinque vittime, accoltellato e trovato in fin di vita nella casa incendiata dal "mostro"?

E se non ci fosse nessun mostro venuto da fuori, nessun uomo nero (o mulatto)? Altro che Truman Capote: saremmo ad un locked room mystery alla "Rue Morgue" di Edgar Allan Poe!

il compagno Di Caprio



Oggi mi vedrò "Grizzly Man", il documentario di Werner Herzog. Qui.

Dalla pagina nel sito della Fandango (ben fatto, ed è raro tra le case di produzione cinematografica italiane), ho cliccato su "Grizzly people", l'associazione fondata da Timothy Treadwell, protagonista del film.

Nella pagina degli sponsor, salta all'occhio oltre quelli tecnici, un sito: www.leonardodicaprio.com.

Il sito ufficiale del giovane, bello e bravissimo attore americano (che per questo non ha bisogno di altre presentazioni), è una sorpresa! A partire dal fatto che NON è la solita autocelebrazione che trovi anche nei siti più squallidi dei comparsari televisivi nostrani, con foto, video, calendari, wallpaper, suonerie di bacini e scorreggie per i fanz!...
Annuncia infatti un nuovo (il terzo!) documentario scritto e narrato da Leonardo di Caprio "sullo stato del mondo", e permette di vedere due filmati in Flash di introduzione agli altri due documentari "di" Di Caprio:
questa immagine l'ho catturata dal primo, "Global Warning".

giovedì 4 gennaio 2007

Stay hungry, stay foolish... stay fresh!


Nella foto: Steve Jobs, 12 giugno 2005.

E' la solita storia. Il gruppo L'Espresso-La Repubblica deve avere qualche grossa pastetta con la Microsoft.
Altrimenti non si spiegano le davvero troppo frequenti leccate di culo a "quel genio di" Bill Gates, come quella di ieri in homepage: una marchetta ad un libro (che deve ancora uscire in USA, figurati da noi) che esalta la XboX contro Playstation e Nintendo (e chissenefrega?)...

Purtroppo per loro, cercano di prendere per il culo molti lettori più svegli di loro, nel settore informatico (e non solo);
per fortuna per "the rest of us", là fuori c'è gente più in gamba di questi "geni"...

Ho scoperto un pò per caso un articolo di "buon anno" pubblicato sull'Espresso:
"Siate curiosi siate folli
di Steve Jobs
Nella vita le sconfitte sono le svolte migliori. Perché costringono a pensare in modo diverso e creativo. Il credo del capo di Apple"


Peccato che l'articolo non sia altro che una traduzione di un discorso pronunciato da Steve Jobs ai laureandi dell'Università di Stanford il 12 giugno 2005! La foto del post si riferisce a quell'occasione: qui potete leggere la trascrizione integrale originale del discorso. E partendo da questa pagina potete vedere foto di quell'evento, ascoltare integralmente il discorso di Jobs e anche vedere in video la parte finale del discorso di Jobs!

Me lo ricordo benissimo, quando lo lessi qui, quel discorso. E come terminava: "Rimanete affamati, restate dissennati!"
Gran bel discorso, Steve! E per chi non l'avesse ancora letto... cominciate da qui!
Non è mai troppo tardi per ricominciare a crescere!



P.S. del giorno dopo: Anche stamattina (5 gennaio), in Homepage di Repubblica.it

La rivista pubblicizzata,"Le Scienze", di chi è? E' edita da Somedia. E chi è Somedia? Ecco qua: "Somedia, società del Gruppo Editoriale L'Espresso(...)". Mavvà?!
E l'articolessa "di" Bill Gates? Ovviamente una traduzione di una roba già uscita (il 13 dicembre scorso) qui!...

martedì 2 gennaio 2007

Sopravvissuti

Sopravvissuti al kitschissimo Concerto di Capodanno?
Sopravvissuti all'inevitabile piatto di lenticchie "che portano soldi" (a chi le produce)?
Sopravvissuti ai TG farciti di "un anno di..."?
Sopravvissuti al discorso del presidente della Repubblica?
Sopravvissuti ai botti? Avete ancora tutte le dita? E soprattutto una faccia?
Sopravvissuti alle corse da una festa all'altra, o tra i parenti che s'imbriacano una volta l'anno, o ai trenini ballati su improbabili samba?
Sopravvissuti agli auguri di papa Ratzinger?
Sopravvissuti all'impiccagione di Saddam, "la miglior conclusione di un anno di democrazia" secondo George W. Bush?
Sopravvissuti alle previsioni sul clima?

Dài, fino al 2 gennaio ci siete arrivati. Avanti così, che c'è più speranza che futuro!