sabato 27 febbraio 2010

no al triciclo!


Ho visto anch'io la puntata di "Annozero" sulle droghe. E ho sentito un maestro, Mauro Pagani, ragionare come da un bel pò non ero abituato a sentire in tv. Val la pena (ri)ascoltarlo...

Vorrei provare a spiegare perché, secondo me, il ragionamento per cui chi comincia con le canne arriva "inevitabilmente" alle droghe pesanti è mal posto... Chi dice così, pensa anche che "tutte le droghe sono uguali". E dunque proibizionismo a 360° e così via reprimendo...

Se questo modo di pensare fosse giusto, allora, visto che il 100% di chi provoca incidenti stradali mortali ha cominciato da piccolo pedalando su un triciclo, dovremmo proibire la vendita di questo giocattolo.

O no?

giovedì 18 febbraio 2010

un saluto dalla fogna


"Fogna mediatica".
Così Rosario Minna, capo della Procura di Ferrara (successore di Sewerino Messina, in carica all'epoca dei fatti), ha definito il "processo bis" sui depistaggi e le irregolarità intervenute nelle prime (non)indagini sulla morte di Federico Aldrovandi.

Tra i quattro funzionari della Questura ferrarese imputati, uno è Paolo Marino, colui che quella tragica mattina parlò al telefono con la PM di turno Mariaemanuela Guerra, che non si recò sul luogo, secondo l'accusa su suggerimento (depistatorio) dell'imputato.

Nell'udienza del 16 febbraio scorso, entrando a gamba tesa e "non invitato" in un processo in corso, Minna ha rovesciato l'ennesimo carico di fango (anzi, di fogna) su Federico, i suoi famigliari, i suoi amici, e anche sulla stampa che si era occupata del caso.
Non commento il fatto in sè, ma rimando al blog della mamma di Federico, quel blog da cui è partito tutto, per il sottoscritto. D'altronde c'è pure una risposta della Federazione Nazionale della Stampa.

Quello che mi viene da ricordare, perché ormai del "caso Aldrovandi" ho solo belli e durissimi ricordi, è che la "fogna mediatica" la contribuiscono a creare altri:
- i procuratori capi delle procure che non indagano, che convocano improvvide ed improvvisate conferenze stampa per divulgare solo certe parti di consulenze d'ufficio, di fatto censurandone parti importanti e facendole passare per la parola Fine sull'indagine (la prima, condotta dalla Guerra, che abbandonerà per "motivi familiari" mai chiariti un paio di mesi dopo quella conferenza stampa)...
- i questori capi, che invitano i giornalisti ad incontri informali dove esprimono liberamente le proprie convinzioni ("tanto verrà fuori che è morto per droga"), pregandoli poi di non riportare certi discorsi; e che magari poi incontrano tutta la stampa e arrampicandosi sugli specchi rendono merito a chi ha smascherato in televisione la balla (anzi, la fogna) dell'autolesionismo...
- i capi dell'ufficio stampa di un corpo di polizia di un paese democratico, che telefonano perché i servizi su quel "poveraccio" forse ucciso da quattro agenti non vadano in onda...

- ecc. ecc. ma la "fogna mediatica" non la creano coloro che cercano la verità, e che la trovano; naturalmente non la verità giudiziaria, ma quella accessibile ai mezzi di cui dispongono: telefono, telecamera e microfoni, per esempio...

Queste cose le so, le ricordo benissimo, ne avrei anche le prove, se servisse.
Ma ormai quello che so io, quello che so fare col mio lavoro, non interessa più, non importa.

Ci sono ben altre fogne, caro procuratore capo, di quelle mediatiche.
Sono le fogne dove le voci libere non risuonano nemmeno.
E a me fanno molta più paura.

Perchè dentro, mi creda, ci si sente molto più soli...

giovedì 4 febbraio 2010

settimana bianca

Finalmente si parte!

URCA, andiamo a sciare!


Nei prossimi giorni ci potreste venire a trovare qui:

Oppure potreste vedere mamma e papà su una delle webcam delle piste...

Io invece passerò le giornate conoscendo un pò di bimbi qui.


Tanti saluti
e Buon Carnevale
dal capitano Raf Bù!

lunedì 1 febbraio 2010

un'altra maschera

Anche se il giorno "vero" del Carnevale è il Martedì Grasso, che quest'anno cade il 16 febbraio prossimo, pubblico questa immagine in esclusiva (clic per ingrandire).




E' la pubblicità di una banca, che ho trovato in un opuscolo in un ristorante a Pforzheim (Germania):
Il testo recita:
"La nostra promozione della cultura. Buona per gli uomini. Buona per la regione.
Cassa di Risparmio di Pforzheim."





Notate qualche somiglianza?

giovedì 28 gennaio 2010

iNutile iMattonella


Ammetto di aver seguito, con qualche fatica, per la prima volta in vita mia una diretta via web. In realtà una diretta testuale, tra la pagina Twitter di Macity, il liveblogging di Gizmodo...

Ero lì, davanti al mio iMac, pronto ad essere stupito da Steve Jobs.
Aspettando il tanto atteso Tablet di Apple, immaginavo:
- e se il "fattore forma", a tavoletta, non fosse per niente una figata di novità? 10" non sono per niente "tascabili"; ovvio che sarà sottile, ma questo significa anche fragile (almeno come percezione)... poi come lo usi con due mani: lo reggi con...?
- la vera figata sarebbe, per dirne una, un "dorso" a celle fotoelettriche in modo che si ricarichi continuamente semplicemente lasciandolo "a pancia sotto" alla luce...
- quanto costerà? Troppo, se paragonato ad un qualunque netbook. Troppo anche perché avrà qualcosa in meno dei nuovi iPhone... Ma ai prezzi Apple sono abituato da sempre...
- a che servirà?

Ecco, l'ultima domanda è quella centrale. E le risposte venute ieri sera dal Yerba Buena dicono tre cose:
1) Fa tutto quello che fa un iPod Touch, ma più in grande. Non telefona, almeno per ora. Non ha un occhio (foto- o videocamera).
2) Fa quello che fa un Kindle, ma più in bello. E qui non c'è discussione: a guardare all'indietro, sembra quasi che il Kindle sia lo schizzo a matita da cui un artista (il "solito" Jonathan Ive) ha tratto il dipinto finale...
3) Fa un pò di cose "office" con il nuovo iWork: documenti di testo (alla Word), spreadsheet (tipo Excel) e presentazioni (tipo Powerpoint) - tutte cose già viste sulle precedenti versioni di iWork, solo che adesso lo "piloti" con le dita sul vetro. Ok.

Ecco, fa quello che già facevano altri aggeggi, non solo di casa Apple, ma non mi sembra possa sostituirne alcuno del tutto (a parte il Kindle) e soprattutto non mi pare per niente insostituibile.

Diciamola tutta: l'iPad è un gadget. bellissimo, cool, ma sempre un gadget.

E con questo, Apple segna una svolta davvero epocale. Jobs ha abbracciato definitivamente una politica commerciale dedicata al cazzeggio. Che è una tendenza mondiale, intendiamoci. Ma che mi fa temere per tutte quelle cose serie fatte fin qui: il rinnovamento dei Powermac, di Final Cut e di altre cose (hard e soft) per professionisti, latitano.

Intanto speriamo almeno che l'uscita della iMattonella faccia scendere il prezzo degli iPhone...

mercoledì 20 gennaio 2010

the aviators


Stamattina leggo su Dagospia:
"(...)Sulla problematica del latitante Craxi non ricordo di particolari indagini dell'autorità sull'effettivo proprietario o gestore dell'aereo che sembrerebbe il mezzo utilizzato da Craxi per raggiungere Hammamet.(...)", dice l'avvocato (di Stefania Craxi) Roberto Ruggiero.

Di chi era quell'aereo?

La domanda è molto interessante, e andare a cercare il proprietario di quell'aereo, potrebbe essere oggetto di una bella inchiesta televisiva, ma ultimamente sembrano andar di moda il raschiamento del barile, il rimestamento del torbido, la scoperta dell'acqua calda e il lancio delle idee (poche ma confuse) o altri sport di pari olimpicità...

Io ho un'idea piuttosto precisa, insomma: ho in testa un nome e un cognome. Ma mi metto su Internet per cercare qualche notizia in più...

Sarò fortunato, ma mi ci vuole poco a trovare un articolo del Corsera del 1996 che smentisce Ruggiero:
su quell'aereo vi fu una rogatoria del PM Davigo alle autorità francesi, che è poi entrata tra gli atti del processo Enel
(e dunque è pubblica e depositata, se l'avv. Ruggiero se la vuole andare a rileggere). L'articolo stesso s'intitola:
LE INDAGINI SUI PRESUNTI VIAGGI ALL' ESTERO DOPO IL DIVIETO DI ESPATRIO
Craxi, i voli misteriosi
Aereo noleggiato, tra gli amministratori spunta Pietrostefani. Compagnia gestita dall' ex di Lc e da dirigenti di " Saman "


Tra quei "dirigenti di Saman" si cita Francesco Cardella, che in un'intervista di Claudio Sabelli Fioretti del 2003, tra le molte cose interessanti, racconterà:
"(...)A proposito di aereo.

"Certo, il fantastico aereo con il quale spupazzavo Craxi aiutandolo a eludere le difficoltà della latitanza…"

Tutte balle naturalmente.

“Bisogna parlare di Pietrostefani. Quando muore Rostagno si presenta da me Pietrostefani e mi dice: "Guarda Cardella che tutta questa roba, la Comunità, è nostra". "Come sarebbe a dire vostra?", dico io. "È di Lotta Continua, Mauro era di Lotta Continua, quindi l’ha lasciata a noi", dice. E io: "Siete scimuniti e non mi rompete il cazzo". Passa un giorno e Pietrostefani torna e dice: "Mi fate lavorare con voi?" E io gli dico: "Perché no?" e gli affido la nuova comunità calabra".

L'hai presa alla lontana.

"Io volevo internazionalizzare Saman, avevo aperto in Francia, avevo fatto una società a Malta, avevo comprato due navi in Finlandia come base di appoggio per una operazione in Somalia. Insomma un aereo ci serviva. Spendevamo 700 milioni all'anno di biglietti aerei. Qualcuno me lo disse. "Ma perché compri questo aereo? Sarà la tua rovina". Avevano ragione. Io credo che l'aereo sia stato uno dei motivi fondamentali della vampata di odio, di gelosia, di invidia che mi ha investito. Insomma a gestire l'aereo era una società che faceva capo a Pietrostefani".


Prendendola molto alla lontana, potremmo infilare il nome di Cardella in una collana di "discepoli" di Craxi, come fa per esempio il buon Travaglio.

Per chi ha seguito questo blog, il nome di Cardella è legato alla vita (e secondo alcuni alla morte) di Mauro Rostagno...
al sottoscritto sarebbe piaciuto cercare di più "chi l'ha visto" Cardella...

Ma per prenderla "molto alla vicina", per cercare "chi l'ha visto?" Cardella, ho trovato una notizia fresca fresca, esattamente qui, dove si riprende un articolo del "Secolo XIX" dal titolo "Hammamet, piange l'Italia di vent'anni fa". Data: 18 gennaio 2010, l'altroieri!
Vi si legge, tra l'altro:
"(...)L'Italia di vent'anni fa è Francesco Cardella, faccia da tagliagole cinematografico, ad Hammamet come ambasciatore del Nicaragua: «Il presidente ha voluto che venissi qui per onorare la memoria di chi ha tanto aiutato il popolo nicaraguense?». Il nome del presidente, perdoni? «Un attimo, mi faccia pensare. Ah, sì: Daniel Ortega Savaeda».(...)"

Dunque, Cardella è tra coloro, famigliari e famigli, che hanno commemorato/stanno commemorando Craxi ad Hammamet in queste ore!
Acc... datemi un aereo che volo ad Hammamet!


Si potrebbe partire da lì, dalla Tunisia, dal Nicaragua e le sue ambasciate... verificare dove risiede e se davvero riveste un ruolo pubblico, Cardella. E così poi magari chiedere direttamente a lui, notizie su quell'aereo...
Oppure si potrebbe andare in Francia, a cercare Pietrostefani (latitante, condannato con Bompressi e Sofri a 22 anni per l'omicidio Calabresi), e chiedere a lui...
E già che ci siamo, una volta trovati, farsi raccontare tutto di Mauro Rostagno, uno che conoscevano bene...

martedì 12 gennaio 2010

buon decennio!












Stacchiamo un pò dal 2009.... anno terribile.... a parte la nascita di Raffaele, che è l'evento dell'anno.


















Ecco.

giovedì 17 dicembre 2009

il cerotto


(nella foto: aprile 1926, Tripoli - Mussolini mostra un vistoso cerotto dopo l'attentato della Gibson)

Sarà che i poeti hanno la memoria lunga, ma quello che dice Mario Luzi, secondo Rainews24, fa pensare...
già, che forse Tartaglia è più Violet Gibson che Anteo Zamboni.

Ah, e non è una montatura l'aggressione: dal video si vede benissimo Oswald nella finestra della biblioteca.

martedì 15 dicembre 2009

lesioni personali


Il gesto folle di Tartaglia, che ha ridotto la maschera di Berlusconi ad un quadro di Bacon (immediatamente esibito ai media), qualunque "sincero democratico" in questi giorni non ha evitato di stigmatizzarlo, condannarlo senza ma e senza però...
Va bene.

Addirittura paragonare l'aggressore ad Anteo Zamboni mi sembra un pò esagerato: un bellissimo libro che lessi qualche anno fa, racconta come l'adolescente fu preso e linciato sul posto come capro espiatorio di un (finto?) attentato che pare fosse una tappa del regolamento di conti interno al fascismo (tra Arditi e squadristi)...

Ma però i miei ma e i miei però mi frullano ancora in testa, non li posso nascondere.

L'espressione "regolamento di conti interno al fascismo" l'ho usata apposta. Vi ricordate, chi fu a definire l'omicidio D'Antona "un regolamento di conti interno alla sinistra"? Leggete un pò qua.
Si parlava di "sinistra che semina odio", ed erano otto anni fa.

In questi otto (e più!) anni, Berlusconi e i suoi governi (ma pure quelli "sinceramente democratici" di centrocentrosinistra), hanno, con pensieri, parole, opere e omissioni, portato avanti una continua semina di violenza. E parecchie vendemmie.
Senza bisogno di citare le parole a caso pronunciate da B. e dai suoi ministri della Repubblica ("sinceramente democratici"? - ne potete leggere un pò in questo articolo e altre nei relativi commenti), basterebbe pensare per esempio a un paio di leggi, una chiamata Fini-Giovanardi (sulle droghe) e una chiamata Bossi-Fini (sull'immigrazione)... (parentesi: il leader della (finta?) opposizione interna al PDL ha firmato in testa ste due schifezze, lo ricordo en passant).

Ebbene, in nome di queste leggi, quanti immigrati, tossicodipendenti (veri o presunti come Cucchi o Aldrovandi) hanno ricevuto trattamenti personali ben peggiori di quello riservato l'altrasera a Berlusconi?

Si dirà: che c'entra? Niente, appunto. Intanto le truppe degli squadristi catodici e della Rete stanno sfoderando i manganelli. E noi ce ne accorgeremo, che sono squadristi non virtuali, solo quando sarà la nostra, di faccia, a sanguinare. Personalmente. E accadrà fuori dal televisore, al di là dello schermo dietro cui tu mi stai leggendo. E accadrà di nuovo, forse non a me o a te. Ma a qualche nostro fratello, o figlio matto, negro, tossico...
Di nuovo, come a Genova, per esempio. Erano otto anni fa, ricordi?

...
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

(De André, un sincero anarchico)

giovedì 10 dicembre 2009

ho vinto quaccheccosa?


Ieri ho ricevuto una strana telefonata. In sostanza mi hanno detto che devo tenermi libero per martedì 15, c'è la premiazione del concorso per documentari "Obiettivi sul lavoro" indetto dall'UCCA/ARCI... non potevano dirmi di più, ma pare ci tenessero molto che ci fossi per la parte finale, dopo le 20... Ucca miseria, vuoi dire che...???!!!???

Intanto giro a chi legge l'invito, che a questo punto raddoppia quello di ieri!


Intanto il documentario ha anche una sua pagina web con alcuni estratti in video:
www.vimeo.com/minuteriaurbana

E pure il suo canale su Youtube: andate, cliccate, vedete e rivedete! ;-)

mercoledì 9 dicembre 2009

proiezzione

Click sull'invito per vederlo/stamparlo ingrandito:



Vedi anche la pagina del sito del Nuovo Cinema Aquila.

Di che si tratta? Vedi anche di fare una ricerchina nel blog.

martedì 17 novembre 2009

annali con due enne


Mi dice: "m'han chiesto: ciai storie belle da cinnema?"

Ho risposto: "a volte basta un panetto di burro per essere ricordati negli annali del cinema."

chi ha il visto?

Stamattina ho letto qui e qui questo
appello da losanna su un infame sopruso:

(...)da qualche mese lavoro in una scuola di inserimento professionale a losanna con ragazzi di tutte le età e nazionalità, giovedi' scorso uno degli allievi della classe di accoglienza (classe per ragazzi appena emigrati che non sanno parlare francese) dell'OPTI (questa scuola) è stato preso dal suo istituto dove alloggiava la notte e rinviato a Roma.
La polizia elvetica ha applicato gli accordi di Dublino, per cui si viene rimandati nel primo paese in cui si è fatta richiesta d'asilo.
il ragazzo, minorenne, si chiama Abdirashied Ali. Gli hanno confiscato il cellulare e sappiamo che lo hanno mandato a Roma. Ha già fatto 3 mesi in un cpt in Sicilia e poi lo hanno lasciato libero, ha raggiunto la svizzera e qui' ha iniziato un percorso di scolarizzazione e di inserzione lavorativa come sans papier e richiedente asilo. Abbiamo provato a contattare l'associazione AFFINITA(?) di Roma ma non rispondono.
Sapete, per i romani, dove vengono portati i richiedenti d'asilo? Chi possiamo contattare. Ha sedici anni, non ha soldi, non parla italiano, è da solo e non ha piu' il cellulare. Un inferno.
Come professori andremo a bloccare il consiglio comunale che permette delle cose del genere e già il fatto è sui giornali. Anche un minore non accompagnato quindi non ha possibilità di scampo nella fortezza europa.
Vi prego di mettere in moto la rete di conoscenze se esistono.
Grazie per le eventuali notizie.


Ho fatto qualche piccola verifica: l'OPTI esiste ed è davvero una scuola d'inserimento professionale con sede (anche) a Losanna. La storia, con qualche dettaglio in più, si trova qui (in francese): è sostanzialmente vera. Ho scritto un paio di messaggi alla scuola chiedendo ulteriori ragguagli: vedremo...
Intanto giro l'informazione anche alla "mia" redazione: vedremo...
Chi lo vedrà? Vedremo...

Intanto, c'è un minorenne che quasi sicuramente non parla italiano (forse un pochino di francese l'aveva cominciato a imparare), senza famiglia, documenti, cellulare, senza un aiuto, da qualche parte in Italia, probabilmente a Roma. Così, d'improvviso strappato ad una realtà dove si stava inserendo, stava imparando in una scuola civile... un altro scomparso nella fortezza Europa.



P.S. di un pò di giorni dopo.

Nel frattempo, Abderashid, io e (soprattutto) il mio collega di redazione Matteo, lo avevamo trovato. Qui (in francese) parte della sua storia, che forse (ma forse) andrà pure in onda... sicuramente sulla tv svizzera francese, dove ormai è una caso (inter)nazionale, ma forse pure su CLV...

venerdì 13 novembre 2009

un'altra alba


Cercavo notizie sui fatti di Alba Adriatica, dove un uomo è stato ucciso durante una colluttazione con tre uomini(*), cercando di capire se qualche straccio di giornalista avesse indagato un minimo. Se qualcuno avesse scritto qualcosa di antirazzista, qualcosa di civilità... sul sito del Manifesto niente. Su quello di Liberazione niente. Vado su Google notizie e tra i link vado a leggere questo:

Le responsabilità individuali non sono responsabilità collettive
Ma un reato, anche se efferato
non giustifica il razzismo

di Rosalinda Cappello
Auto ribaltate, fumogeni e sassi lanciati contro le abitazioni degli zingari. Scene di guerriglia urbana che hanno trasformato una manifestazione di protesta in una vera e propria spedizione punitiva. Quello che è successo ieri sera ad Alba Adriatica, vicino a Teramo – scatenato dall’uccisione a calci e pugni del gestore di un locale da parte di tre nomadi ubriachi – è un ulteriore segnale dell’esasperazione dei cittadini frustrati nella loro esigenza di sicurezza, ma che non giustifica episodi simili che rischiano di sconfinare nel razzismo.
Perché il pericolo di una deriva razzista è dietro l’angolo quando si riversa su un’intera comunità il peso di qualcosa che riguarda invece la responsabilità individuale. Quei tre che hanno pestato a morte un uomo erano in visibile stato di ebbrezza, come hanno raccontato alcuni testimoni. Erano prima di tutto degli ubriachi, violenti, e poi dei rom. Di per sé, il fatto che una persona appartenga alla cultura gitana non comporta necessariamente che essa sia incline a commettere azioni contrarie alla legalità e alle basilari regole di convivenza civile. Checché se ne possa pensare, spinti da inveterati pregiudizi - nutriti spesso da una non adeguata conoscenza - sedimentati nelle pieghe della nostra società.
Tanto per provare a fare un po’ di chiarezza forse sarebbe bene precisare che i rom, nomadi, zingari o gipsy - per usare un’accezione dal sapore esotico – sono persone appartenenti a varie nazionalità - anche quella italiana - e non sono dunque solo rumeni, bosniaci e kosovari. Né sono tutti criminali. Spesso, invece, l’opinione pubblica tende a fare confusione, e in questo una parte della responsabilità ricade sui media, che enfatizzano gli episodi criminali che coinvolgono dei rom, e su certa politica che tante volte fa passare messaggi un po’ semplificati che vellicano idiosincrasie, odii, risentimenti, che portano a sparare nel mucchio.
Per cui, è bene che i responsabili dei reati vengano perseguiti e puniti in maniera adeguata, ma attenzione a non commettere l’errore di generalizzare e di aprire la strada a facili tentazioni razziste, a rovesciare sull’altro, sul diverso, sul distante da noi le frustrazioni di una società in difficoltà, che si sente insicura. In Italia, più che in altri paesi, è evidente una problematicità di relazione della popolazione con i nomadi, come è emerso lo scorso anno da un’indagine effettuata dall’Eurobarometro. Secondo questi dati, infatti, il 47% degli italiani non vuole avere gli zingari come vicini di casa, a fronte di una media europea del 24%, mentre in Francia e Germania ai rom sono stati assegnati alloggi comunali. A Parigi, per esempio, molti gitani vivono nei centri abitati in case popolari e in vecchi quartieri, pagano un regolare affitto e le bollette di luce e acqua, non sono emarginati, fanno i più svariati lavori, hanno l’obbligo di mandare i figli a scuola e hanno il divieto di accattonaggio e di chiedere l’elemosina. Chi sbaglia, ha la certezza di pagare.
La percezione diffusa di insicurezza, che si acuisce nel caso di episodi come quello di Alba Adriatica, dove uno dei delinquenti è riuscito a fuggire alla cattura da parte delle forze dell’ordine, esaspera gli animi già sensibili a pregiudizi duri a morire. Come hanno raccontato qualche tempo fa i disegni e i temi di alcuni bambini di Ponticelli sugli zingari: «Sembra che i bambini rubati li usino per l’elemosina, o li vendano a coppie senza figli, o per il trapianto degli organi». E, ancora: «Io penso che noi napoletani abbiamo fatto bene a cacciarli via, per cacciarli via abbiamo dovuto incendiare i loro campi». Ecco, proviamo a non alimentare pensieri come questi, parole che dovrebbero far riflettere tanto più se si pensa che a scriverli sono stati dei bambini.

12 novembre 2009


Dove mi trovo? Dov'è che ho potuto leggere parole di tale... come dire... buon senso (roba in via d'estinzione in Italia, da tutela WWF)?
Qua, sul webmagazine di FareFuturo, il think tank di Gianfranco Fini. Cazzo...

Allora, dopo aver letto questo articolo, ho chiuso gli occhi e sono riuscito per la prima volta a pensare a un paese senza Berlusconi, governato da gente assennata seppure lontana dalle mie idee, un paese dove forse erano meglio avere i democristiani che i leghisti, Un paese dove la sinistra forse non vince, ma almeno fa la sinistra. E dove certe ovvietà non c'è bisogno di scriverle in un articolo, non c'è bisogno di andarle a cercare su Internet, perché magari appartengono alla cultura popolare e alla mentalità comune dei cittadini di quel paese.
Allora è ancora possibile, forse...



(*) In lingua romanì, rom vuol dire uomo

lunedì 9 novembre 2009

misericordia

Nelle preghierine di quando ero bambino ci si doveva "ricordare" di qualcuno:
allora stasera ricordo qualcuno e gli dedico una preghierina...

Giovanardicarlo me lo ricordo bene,
è sempre il solito ordinario squadrista
che disse in faccia ai genitori di Federico Aldrovandi
che il loro figlio era morto da tossico
.
E Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi sono miei fratelli
e non ne provo vergogna.

Che il dio dei tossici e dei pestati a morte si ricordi di lui e ne abbia misericordia,
e che i suoi figli se ne ha, si vergognino di essere stati generati da lui.
E di suo Fratellodaniele,
che per conto del suo governo gestisce dei lager nella Rozza Emilia,
abbia misericordia il dio dei senza identità, degli espulsi,
che sono anch'essi miei fratelli più di lui e di suo fratello.
E un dio della fratellanza se esiste, che provi vergogna per certi fratelli.
Che piuttosto che la vergogna di nascere fratelli di giovanardi, meglio nascer bastardi.

venerdì 6 novembre 2009

creatini


Leggo:
Provocazione di Oliviero Toscani contro il bullismo.

Cioè, c'è ancora qualcuno che pensa che Toscani sia provocatorio? Che sia geniale? Che sia creativo? Toscani?

Cioè: i bulli ce l'hanno piccolo?!?




Se abitassi nella provincia di Bolzano rivorrei i soldi delle mie tasse indietro, cazzo.

giovedì 5 novembre 2009

aritmie (video)

pogradec lake, twilight from Dean Buletti on Vimeo.



Le diverse logiche del volo degli uccelli, delle onde, delle nuvole che passano, del sole che tramonta, degli oggetti che restano fermi.
I diversi ritmi della natura, della musica, e dell'interval rec.

Lago di Pogradec, Albania, fine ottobre 2009.
Musica: God Is An Astronaut - "Frozen Twilight"

domenica 1 novembre 2009

sei chiara come un'alda

se ne è andata aldamerini.
non cito, non ricordo, non celebro
uno degli ultimi pezzetti di bellezza
rimasti in questo paese
quasi incastrato, impigliato
come uno straccio di sacchetto nero
della spazzatura impigliato
sui rami del lungotevere, dei navigli
dopo l'altamarea, l'alluvione, le troione.
ad asciugare al sole malato,
da lobotomia,
che neanche il vento, la prossima onda
di merda
ancora più alta
porterà via.
ti ho amata, aldamatta,
una sera che era già notte a cercare
pane e sigarette
in una boutique dei navigli
tutto in cassetta, anche il mio muto stupore
sai chi è quella
no, non una famosa, una fumosa
un pezzetto di poesia
la differenza è tutta lì
appesa al ramo di un'altra alluvione

lunedì 26 ottobre 2009

un altro film


Ho visto un film americano, un thriller mozzafiato.
Siamo a Chicago. Protagonista Russell Crowe, nei panni del governatore dell'Illinois, ricattato per una relazione extraconiugale.

Fin qui niente di nuovo, ce ne sono decine, di film così.
Ma a ricattarlo, nel film, erano quattro poliziotti, assoldati da un potente senatore di Washington (Jon Voight). E a dirigere l'operazione, a capo della CIA, una donna. Un'amante del senatore.
Ad un certo punto, il senatore "avvisa" Russell Crowe che ha in mano le foto della sua relazione extraconiugale, ma che farà in modo di non farle pubblicare. In cambio, il senatore "invita" il governatore ad approvare una legge che permetta ad una multinazionale "amica" del senatore di impiantare una fabbrica inquinante nel suo stato.

Non vi svelo il finale, ma vi chiedo: tra tutti questi elementi di suspence, quanto conta chi è l'amante del governatore? Il film è hollywoodiano, e quindi è ovviamente una strafiga eterosessuale. Ma conta più o meno come il nome dello stato dove è ambientata la storia... vi pare?

giovedì 8 ottobre 2009

pasta


"Gli taliani vedranno di che pasta sono fatto"!