venerdì 6 marzo 2009

effetto ISC


Nell'Italia che scivola ogni giorno verso un abisso di irrazionalità, il risultato del test del DNA sui presunti stupratori Alexandru Loyos Isztoika e Karol Racz è la cartina di tornasole del grado di abominio a cui ci stiamo abituando.
Non riassumo i fatti dello stupro di San Valentino al parco della Caffarella perché sono noti.
Non voglio mettere in dubbio che l'adolescente sia stata davvero stuprata, e non c'è dubbio che chiunque l'abbia fatto è da condannare.
Detto questo, però, gli inquirenti ne escono con un'immagine non proprio limpida, e non lo dico solo io.
Ci vogliono le prove, ma bisogna saperle raccogliere e dar loro il giusto peso. Sempre.

L'effetto CSI è studiato in criminologia. E' un fenomeno per cui, con l'abitudine alle serie TV dove le prove scientifiche conducono in breve tempo e definitivamente ad individuare gli autori di un crimine, ci si aspetta che le cose vadano così anche nella realtà.
In questo caso, la prova scientifica che smentisce l'accusa infondata e razzista, diventa magicamente (irrazionalmente) secondaria.
E' un effetto opposto, un effetto antiCSI, un effetto ISC in questo caso rischia di creare un nuovo caso Girolimoni, possibilmente rumeno, o comunque straniero, come quei due terroni di Sacco e Vanzetti...

Non è certo la prima volta: penso alle forbici del signor Zornitta, al sasso che ha ucciso Carlo Giuliani, al registratore della Questura di Ferrara staccato il 25.09.2005...eccetera eccetera eccetera.

E come sarebbe stato il mondo se la Rai fosse esistita prima? Il rogo di Giordano Bruno avrebbe fatto più o meno audience di CSI?
Non lo so. So che invece Chi l'ha visto?, che adesso va in onda il mercoledì, nella prima puntata ha fatto meno ascolti della serie TV americana.

5 commenti:

cometa ha detto...

Qui però il ricorso alla prova del DNA è comunque servito a denudare la montatura mediatica razzista. Ti faccio presente che i media mainstream italiani ci hanno detto anche che la donna recentemente vittima di stupro a Roma Primavalle aveva riconosciuto il suo aguzzino nel Racz. Ieri sera, intervistata alla trasmissione Anno Zero, la signora ha detto invece di non esserne affatto sicura.
Con agghiacciante arroganza, il Corriere della Sera scrive: "La convinzione degli investigatori, ricavata grazie ad un esame accurato del cromosoma «Y» estratto dal DNA, è che bisogna ricominciare a cercare nella comunità romena. Attraverso l'analisi di questo particolare componente si può infatti ricavare l'etnia del profilo genetico e in questo caso il risultato raggiunto conferma che la nazionalità è proprio quella." (il link è questo).
Allora, è molto, molto più importante dell'effetto CSI, che facciamo quello che è in nostro potere per scalzare l'irresponsabile tentativo di sobillare l'odio etnico, perfino attraverso le armi del razzismo pseudoscientifico. Metodi hitleriani.
Ciao, cometa

Dean ha detto...

Non esattamente.
Il DNA, a esser logici, smonterebbe l'individuazione frettolosa dei due uomini come responsabili dello stupro; la quale individuazione è stata fatta dalla polizia in base al "riconoscimento" molto dubbio da parte della ragazza e ad una confessione ancora più dubbia di uno dei due. Che la ragazza si possa essere sbagliata, e che possa essere accaduto in buona fede, è comprensibile; non è però giustificabile l'agire delle forze dell'ordine che hanno sbattuto in galera e dato in pasto ai media i due "mostri"... la montatura mediatica, lo so per esperienza diretta, nasce nelle questure e nelle procure, ahinoi.
E mi pare che fino a questo momento non li abbiano ancora liberati con tante scuse...

Le stronzate della Sarzanini, che di genetica ci capisce meno di un ragazzino di 5a (cfr. l'omonimo quiz su Sky), eviterei di commentarle.
C'è però un briciolo di realtà: i profili genetici possono contribuire a delineare l'appartenenza a ceppi che comunemente si legano alla provenienza geografica - ma da una parte i risultati non sono statisticamente significativi per esser confrontati e dunque sono poco o nulla indicativi.
Dall'altra parte, c'è il "pericolo", o insomma il dubbio etico, dei limiti di quello che tu chiami "razzismo pseudoscientifico". Che è PSEUDO, appunto... perché per la scienza, c'è una sola razza: quella umana.

Dean ha detto...

Mi è saltato il link, alla fine.
Prova a cliccare qui.

cometa ha detto...

D'accordo. Ma un articolo sul Corsera (bada bene, non Libero o la Padania) ha una forza enorme, rispetto ai nostri piccoli blog. Comincia già ad essere un'arma di dominio, anche se non ha il seguito di un TG in prima serata.
C'è una responsabilità dei giornalisti per quello che scrivono? E' credibile che questo articolo sia da rubricare come stronzata, oppure ho ragione a vederci la malafede? Chiedo una risposta al "professionista".
Sarebbe estremamente grave in entrambi i casi, per motivi diversi...

Nel merito del tuo link, sono al corrente di questo, ma l'articolo del Corriere dice che grazie al risultato dell'esame del DNA gli inquirenti si sono orientati ad indagare nella comunità romena. E' questo un punto particolarmente inaccettabile, perché tende a confermare la fantasia pseudoscientifica con l'autorità delle forze dell'ordine.

Ciao, cometa

Dean ha detto...

D'accordo.

Comunque non sono un "professionista", anzi: devono ancora decidere se accettare la mia richiesta d'iscrizione come praticante, ma non lo dire in giro! ;)P

Ovvio che malafede e ignoranza che sia, basta che ti paghino per dirle, e le stronzate arrivano anche in prima serata tivvì!


Una cosa che ho sentito dire, ma viene indirettamente dalle stesse fonti, è che il DNA corrisponderebbe sostanzialmente con quello di un detenuto rumeno in Romania, di cui un "parente prossimo" vive dalle nostre parti... non ne ho conferma; se così fosse, si spiegherebbe "geneticamente" l'origine della stronzata corseresca... ma se così non fosse, avresti ragione al 200%!