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giovedì 13 novembre 2008

non è la rai, è la bibbissì


Per la serie: mi stupisco del loro stupore... ovvero, le non-notizie.
Le immagini che mostrano il poliziotto che porta due molotov in un sacchetto azzurro dentro la Diaz, si erano già viste:
le girò un operatore Rai e vennero diffuse già poco tempo dopo i fatti, come per esempio si legge anche qui (link a un sito Rai!).

Non ho tempo e voglia di cercare i link, ma ricordo benissimo che si trattava di un operatore della sede regionale di Genova e che quel video stava già in diversi dossier di Indymedia e simili all'epoca.

E poi chiedono a noi perché abbiamo diffuso le immagini dei "cinghiatori" di Piazza Navona solo una settimana dopo... chi l'ha visto quello che sanno girare i bravi operatori Rai?!

martedì 11 novembre 2008

pagine bianche, gialle, nere

INTRODUZIONE

Non posso tenere a freno il bisogno, l'urgenza, il dovere morale, di diffondere alcune informazioni di cui sono in possesso.
Tacerle sarebbe colpevole. Far passare nel dimenticatoio alcuni dei fatti che sto per raccontare potrebbe indurre alcune delle persone e/o delle organizzazioni coinvolte a ritenere giustificati i loro comportamenti recenti e, magari, anche futuri e più pericolosi.

Lavoro a "Chi l'ha visto?". Ho subito con i miei colleghi delle pesanti minacce che da una settimana mi fanno dormire un pò meno tranquillo. Se fossi stato presente a Via Teulada, dopo la trasmissione del 3 novembre, durante il raid squadrista, sarei ancora meno tranquillo. Non mi rende più tranquillo il fatto che le forze dell'ordine e la magistratura abbiano promesso di indagare, che abbiano "controllato" una dozzina di persone.
Sono convinto che comunicare, condividere la conoscenza, diffondere notizie, fare e farsi delle domande, su certi fatti e su certe minacce, sia una forma di legittima difesa, oltre che un mio preciso dovere morale e professionale.

Occorre innanzitutto rimettere in fila i fatti: ecco dunque dapprima una cronologia di quanto è avvenuto e di quel che è stato detto e scritto tra lunedì e martedì scorsi. Seguono poi alcune brevi informazioni sulle telefonate minatorie e le mie (personalissime) conclusioni.

CRONOLOGIA

"Molti telespettatori ci hanno detto che sono state viste molte immagini della manifestazione degli studenti, immagini soprattutto che si riferiscono a piazza Navona, quando ci sono stati dei manifestanti di sinistra che hanno tirato dei tavolini e delle sedie addosso a degli esponenti di destra del Blocco Studentesco. Ci sono altre immagini che sono state fatte vedere pochissimo. Ci hanno chiesto di mandarle in onda e noi ve le facciamo vedere. Sono immagini, devo dire, brutte. Vediamole insieme al rallenty: allora, ci sono dei giovani, giovanissimi tra l'altro, li vedete in basso, sono sicuramente non degli universitari, forse dei liceali, e poi ci sono delle persone che a calci, pugni, scudisciate, si fanno largo. Sono ben visibili, queste persone. Questo e accaduto prima di quello che voi avete rivisto spesso, nei telegiornali, degli scontri di piazza Navona. Guardate tra l'altro la faccia preoccupata, sgomenta dei ragazzi. Sono dei ragazzini, sono veramente dei ragazzini che scappano, questi qui in basso, spaventatissimi da quello che sta succedendo. Anche Enzo Letizia, devo dire, del sindacato della Polizia, ha detto - Ma come mai gli ultra di estrema destra non sono stati attenzionati come quelli di sinistra? Vi abbiamo fatto vedere queste immagini, che sono non belle in una manifestazione che doveva essere pacifica degli studenti".
(Federica Sciarelli a “Chi l'ha visto?” (Raitre), 3/11/2008 – 23:05)
Link: video integrale.

Irruzione a Via Teulada, una “inqualificabile aggressione” come l'ha poi definita Francesco Nitto Palma, sottosegretario all'Interno: "al raid ha partecipato una quarantina di giovani, abbigliati con giubbotti e felpe scure e caschi, che si e' introdotto nella sede dopo aver saltato i tornelli, lanciando pomodori e ortaggi contro gli uffici durante il passaggio. Il gruppo e' entrato alle 0.37 ed è andato via dopo 5 minuti. Al momento dell'irruzione uno dei giovani si è rivolto ad una guardia giurata dicendo testualmente “non ce l'abbiamo con te, ma con il programma “Chi l'ha visto?”".
(Via Teulada, 4/11/2008 – 00:37)
Link: video (Tg3, 4/11/03 - 14:30).

“Questa è la segreteria nazionale di Forza Nuova, abbiamo visto il vostro numero del 3 novembre in cui pubblicate foto di persone in cui chiedete a “Chi l'ha visto?” dove abita e il nome e cognome. Noi facciamo lo stesso su di voi, su tutti voi. Chi ha visto voi, chi lavora con voi, dove abitate, nome e cognome. E poi verremo sotto le vostre case”.
(Prima telefonata, 4/11/2008 – 10:01)
“Non solo i parenti fino al secondo e al terzo grado, ma anche cani, gatti, pesci rossi e canarini. Stateci attenti”.
(Seconda telefonata, 4/11/2208 – 10:03)
Link: audio della telefonate 1 e 2.

(vedi le NOTE SULLE TELEFONATE, dopo la CRONOLOGIA)

Una trentina di giovani appartenenti ad un movimento dell'estrema destra romana, alcuni con il viso coperto da passamontagna, ha scavalcato la scorsa notte i cancelli della sede Rai di via Teulada tentando un'irruzione per protestare contro la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" e la sua conduttrice Federica Sciarelli. Informati dalla guardia giurata che a quell'ora non c'era più nessuno, avrebbero desistito. Nella puntata di ieri sera erano andati in onda dei filmati che ricostruivano le fasi immediatamente precedenti l'aggressione di un gruppo di studenti dell'estrema destra ai danni di altri che manifestavano davanti al Senato contro il decreto Gelmini. Attorno all'una e trenta della scorsa notte, secondo quanto si è appreso il gruppo, è riuscito ad entrare nel cortile della sede Rai non lontana dalla palazzina dove è in realtà la redazione di "Chi l'ha visto?". Alcuni di loro avevano anche il volto coperto da passamontagna. Due dei giovani erano muniti di telecamere. Ad accorgersi dell'intrusione è stata una guardia giurata che ha avvicinato alcuni di loro ma è stato allontanato al grido di “lasciaci in pace dobbiamo protestare”. Quando la guardia giurata ha informato i giovani che a quell'ora non c'era più nessuno nelle redazioni il gruppo ha desistito e si è allontanato.
(ANSA, 4/11/2008 - 10:27)

“E' stata effettuata una pacifica passeggiata negli studi Rai di via Teulada a Roma. Abbiamo voluto denunciare un uso strumentale e criminale del servizio pubblico: infatti nella puntata del 3 novembre della trasmissione "Chi l'ha visto?" sono state mostrate immagini di militanti del Blocco Studentesco, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che non sono né scomparsi né tanto meno sconosciuti. Infatti i ragazzi mostrati in trasmissione sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine in merito agli scontri seguiti all'aggressione subita dal Blocco Studentesco da parte dei Centri Sociali in piazza Navona il 29 ottobre scorso. Nei fatti tramite una trasmissione del servizio pubblico si è voluto fornire a livello nazionale una vera e propria lista di proscrizione per invitare gli antifascisti più violenti a mettere in pratica la loro aspirazione più nota: “uccidere un fascista non è reato”.
(Comunicato stampa di Casa Pound Italia, 4/11/2008 – 11:29)

“Chi l'ha visto?”: noi vi abbiamo visto, vi guardiamo. Sotto casa, quando uscite, quando andate a portare a passeggio il cane, vi guardiamo sempre. Vi abbiamo visto, vediamo, vedremo, stiamo sempre con gli occhi bene aperti. Voi invece no”.
(Terza telefonata, 4/11/2008 – 11:32)

“Qualcuno di voi si e' perso un cane? Noi lo abbiamo visto, che dobbiamo fare lo dobbiamo prendere? lo laviamo? gli dobbiamo levare le pulci? poi lo dobbiamo ridare? E' valida anche per i cani questa trasmissione? Qualcuno di voi ha perso cani o gatti? Noi ne abbiamo trovati svariati. Diteci che dobbiamo fare, se dobbiamo lavarli o togliergli le pulci prima di restituirli. Li portiamo direttamente a casa.(…)”
(Quarta telefonata, 4/11/2008 - 11:34)

“Nella puntata del 3 Novembre della trasmissione “Chi l'ha visto?” sono state mostrate immagini di militanti di destra, coinvolti negli scontri di Piazza Navona, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine. E' stata fornita una vera e propria lista di proscrizione per invitare alla violenza nei confronti dei giovani. Intanto a Cremona sono comparse sotto casa dei responsabili locali di Forza Nuova delle scritte contenenti minacce di morte.
L'onorevole Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova, afferma: “Non dobbiamo sottovalutare quanto accaduto: esiste una volontà di certa sinistra di scaldare gli animi per riaprire una spirale di violenza contro i ragazzi di destra. Sono profondamente indignato dal programma "Chi l'ha visto?" che ha vergognosamente tracciato una lista di proscrizione nei confronti di militanti politici né sconosciuti né tantomeno dispersi. Da questa logica alla logica dell'”uccidere un fascista non è reato” il passo è breve. Chiedo il tempestivo intervento del Ministro dell'Interno Maroni per frenare questa pericolosa spirale e sanzionare il programma di rai tre.

UFFICIO STAMPA
FORZA NUOVA
VIA XXX
001XX ROMA
TEL 06XXXXXXXX
info@forzanuova.org "

(Comunicato stampa inviato per e-mail, 4/11/2008 - 12:36)

“E'scandaloso che una trasmissione che si occupa d'altro istighi alla caccia all'uomo nei confronti dei giovani di destra. L'antifascismo televisivo prepara la strada a quello militante. La Rai deve rispondere di questa vergogna”.
(Francesco Storace (La Destra), 4/11/2008 – 14:35)

“Le telefonate giunte alla redazione di "Chi l'ha visto?" non appartengono in qualsiasi modo allo stile ed alla linea che, particolarmente ora, contraddistingue Forza Nuova. E' urgente fermare questa crescente spirale di odio tra studenti. E' una spirale voluta da pochi folli terrorizzati dall'idea di non riuscire a monopolizzare la contestazione unitarie anti decreto Gelmini. Si è voluta spostare l'attenzione pubblica dal decreto ad una logica di tensione. Purtroppo non tutti hanno consapevolezza del peso delle proprie parole ed azioni. L'unico modo per bloccare questa escalation di tensione emotiva, sta nell'isolare politicamente i mandanti morali della logica della violenza e della repressione, come Cossiga, e nell'evitare di utilizzare trasmissioni televisive per schedare giovani di una o di un'altra tendenza politica”.
(Roberto Fiore (Forza Nuova), 4/11/2008 - 15:17)

“(…) qualcuno ha usato il servizio pubblico radiotelevisivo per istigare violenza contro ragazzi di Blocco studentesco. Quella trasmissione serve per trovare le persone scomparse, non per metterne altre nelle mani dei facinorosi”.
(Alessandra Mussolini (As), 4/11/2008 – 16:23)

“E' la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono assaliti con proditoria violenza, questo non è assolutamente accettabile ed è un segnale molto preoccupante per il nostro Paese. Solidarietà piena e convinta, dunque, alla collega Federica Sciarelli e alla redazione tutta di “Chi l'ha visto?”, trasmissione che, nel rispetto del diritto-dovere di informare, ha squarciato molto spesso importanti veli della nostra storia recente”.
(Nota della FNSI, 4/11/2008 – 16:42)


“Forza Nuova non c'entra con le minacce a "Chi l'ha visto?", come non c'entra con la “spedizione” fallita alla Rai di Roma. Queste fantomatiche minacce non sono addebitabili a noi, né direttamente né indirettamente. Noi abbiamo centinaia di utenze telefoniche intestate, come movimento politico mai faremmo una tale assurdità. C'è qualcuno che sta facendo di tutto per sollevare un vespaio inutile facendo un grande favore a Berlusconi. Se i riflettori vengono puntati su queste facezie non si riesce più ad organizzare un'opposizione bipartisan al Pdl sul decreto Gelmini".
(Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova, 4/11/2008 – 17:01)

L'irruzione nella sede Rai di via Teulada da parte di una trentina di appartenenti all'estrema destra della capitale è stata documentata dagli stessi autori in un video che si trova su Internet, sia sul sito di Casapound Italia - l'organizzazione che ha rivendicato il gesto - sia su Youtube. (…) Una serie di scritte accompagnano il video: “Abbiamo portato colore nella vostra grigia politica, abbiamo ridato slancio ad una gioventù che vorreste morta, abbiamo riso e danzato mentre altri si sfregavano le mani, abbiamo difeso il nostro spazio, la nostra vita, con quei bastoni - affermano gli autori dell'irruzione - Ma prima dei bastoni ci sono i cuori, sempre. Ma siamo condannati a combattere la vostra ignoranza, la vostra pigrizia, la vostra sete di guadagno". "Ci avete dato degli infiltrati, dei delatori, dei provocatori, e adesso, dopo le foto segnaletiche e le impronte digitali chiedete ancora i nostri nomi? Cosa volete - concludono - il morto? Non giocate mai più sulla nostra pelle”.
(ANSA, 4/11/2008 – 17:07)


NOTE SULLE TELEFONATE

Le telefonate, registrate sulla segreteria del numero 06/8262, provengono da tre numeri di telefono diversi.
Con Pagine Bianche, cercando il numero da cui sono partite le prime due, questo è il risultato:


Il terzo e il quarto numero non compaiono su Pagine Bianche.
Il terzo numero, con una semplice ricerca su Google, porta all'annuncio di un "IV Campo d'Azione", in occasione del "decennale di Forza Nuova", a Roma dal 28 al 30 settembre 2007.

Il quarto numero è lo stesso che compare in calce al comunicato stampa di Forza Nuova spedito per e-mail all'indirizzo 8262@rai.it un'ora dopo la quarta telefonata.

Roberto Fiore e Paolo Caratossidis hanno affermato che Forza Nuova non c'entra con queste telefonate. Fiore lo ho ribadito anche a Matrix. Sarebbe dunque loro interesse individuare chi le ha fatte. Nell'ipotesi che si configuri il reato di minacce, non ne verrebbe chiamato a rispondere l'intestatario del numero, ma l'autore materiale di quelle chiamate.
I due leader affermano inoltre che la loro organizzazione non c'entra nulla nemmeno con l'incursione notturna a Via Teulada.
Fiore, sempre a Matrix, ha sottolineato di aver saputo del raid solo il giorno dopo, dai mezzi d'informazione.
La prima ANSA sul fatto è delle 10:27, la prima telefonata delle 10:01...

CONCLUSIONE

Ritengo che l'assalto a Via Teulada e le telefonate di minaccia del mattino dopo, siano due episodi diversi. Non ho prove che li colleghino. Non ho informazioni su quanti e quali legami ci siano tra Forza Nuova e Casa Pound Italia, tra Lotta Studentesca e Blocco Studentesco, o tra Roberto Fiore e Gianluca Iannone, né mi interessa approfondire in questa sede storia e geografia della galassia postneofascista (romana e non solo)...
Non mi interessa affrontare questioni politiche, qui. Parlo dei fatti.
Del fatto che una quarantina di persone, molte delle quali a viso coperto e con atteggiamento aggressivo sono penetrate nel mio posto di lavoro, commettendo dei reati e col rischio che -se non fossimo già andati via, a quell'ora - se ne compissero di più gravi.
E del fatto che due o tre persone, anche a nome di Forza Nuova, abbiano minacciato noi e i nostri cari.
Con un linguaggio più mafioso che fascista. O non lo so...
So solo che resta il fatto che sono due episodi di minaccia ravvicinati nel tempo di poche ore e che riguardano entrambi il programma per cui lavoro. Riguardano me personalmente. Per questo, ho scritto.

QUALCHE DOMANDA
Ripartiamo dall'inizio, da quel minuto e mezzo dedicato da "Chi l'ha visto?" ai fatti di Piazza Navona del 29 ottobre scorso.
Da quelle poche immagini. Più o meno inedite.
In un servizio del TG2 del giorno dei fatti, a firma di Marco Bezmalinovich, già si erano mostrate le prime aggressioni da parte di Blocco Studentesco con cinghie, calci eccetera, ai danni degli studenti e dei sindacalisti in piazza.
Eppure sono proprio le immagini che ha diffuso "Chi l'ha visto?" ad aver scatenato le reazioni che conosciamo.
Perché?
Cosa abbiamo mostrato di così inguardabile, per chi ha deciso di riunire 40 persone e fare irruzione nei nostri studi, e per chi ha deciso di alzare il telefono per lasciare messaggi di minaccia? Chi si vede, in quelle immagini?
E' solo oggi, dopo oltre una settimana, che mi viene davvero quella domanda, in mente: "Chi l'ha visto?".
Che legami hanno, le persone responsabili del raid e delle minacce, con le persone riprese in quelle inquadrature?
Che tipo di legame può scatenare una difesa così violenta, una rappresaglia che si organizza in quel modo?

I legami del sangue, del suolo, della squadra, della bandiera? Non lo so, perché sono "valori" che non mi appartengono.

martedì 4 novembre 2008

assalte-rai

(...)Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.(...)

Così scriveva Pasolini nel suo celebre "Io so".

Ma chi era esattamente quel generale della Forestale?

(...) Il Maggiore Berti, già condannato per apologia di collaborazionismo e ciò nonostante giunto ad alti gradi del Corpo forestale dello Stato, conduce una colonna di allievi della Guardia forestale, proveniente da Cittàducale presso Rieti, che attraversa Roma e va ad attestarsi non lontano dagli studi RAI-TV di via Teulada.(...)
Così si legge nella relazione della Commissione Parlamentare sul Terrorismo a proposito del Golpe Borghese.

Ora, come spiega il bel libro di Camillo Arcuri "Colpo di Stato", il golpe Borghese non fu affatto un golpe da operetta.

La notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970 fu promosso da Junio Valerio Borghese un tentativo di colpo di Stato. L'azione fu bruscamente interrotta. Non si è mai saputo esattamente perché, cosa sia accaduto veramente.

Sembra ieri. Veramente.

Stanotte, alcuni giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti, hanno assaltato la sede Rai di Via Teulada, a loro dire per protestare contro la trasmissione "Chi l'ha visto?", rea di aver diffuso immagini del loro assalto squadrista a Piazza Navona.


E ora, chi l'ha visto, o chi lo sa, qual è davvero il piano, e se era un generale da operetta che ha dato le disposizioni e assicurato la protezione politica...

(A sentire un pò le cronache di questi ultimi tempi, qualche strana idea può venire: da quello che voleva dare disposizioni per far assaltare la scuole da parte della Polizia come ai bei tempi della Diaz; a quello che gli spiegava che era meglio ai tempi suoi quando si usavano gli infiltrati e poi le stragi; a quell'altro, che di colpi di stato, piani e stragi se ne intende...)

P.S. Io, qualche idea di chi fossero, i "bravi ragazzi" di Blocco Studentesco, me l'ero fatta.
E ripensandoci, che un vecchio burattinaio come Amos Spiazzi si aggirasse proprio nella legaiola Verona, a marciare - tra una Messa e l'altra- col sindaco Tosi, lo sapevo già. Ma adesso mi fa un effetto più presente...
P.P.S. tanto per confermare certe attualità e fare due più due: clicca qui.

mercoledì 1 ottobre 2008

chi l'ha ri-visto?


Tra le altre novità spumeggianti di "Chi l'ha visto?", quest'anno c'è finalmente la possibilità di ri-vedere alcuni filmati sul web. Wow.

Piccola parentesi: cliccando dalla homepage del sito della trasmissione si viene mandati a uno dei tanti demenziali sottositi Rai.
Demenziali perché realizzati con abbondanza di Flash, contenuti dinamici e altre cosette che rendono praticamente impossibile trovarne i contenuti con una normale ricerca con Google (il metodo di ricerca del 299% degli internauti), ma tant'è.
Non parliamo poi della qualità della codifica/compressione dei video e la loro ir-raggiungibilità (la Rai avrebbe anche un suo canale su Youtube, ma vabbè) e/o in-visibilità per molti utenti (...) Chiusa parentesi.

A me interessa solo mettere qua un bel linketto al primo dei miei filmati messi on-line.
Ecco dunque il link:
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Chilhavisto^17^133466,00.html.
Già da come è scritto vi potete rendere conto della usabilità...magari linkandolo qui, qualcuno in più può andarselo a vedere! E magari pure a votare! ;o)

Il filmato si riferisce ad Andrea Liponi, scomparso da Nalles (BZ) il 9 giugno scorso.
Nel CD ritrovato accanto all'auto del ragazzo, chiusa con le chiavi all'interno, suonava in loop una canzone: "La canzone del bosco" dei Punkreas.
Nel filmato (il secondo su questo caso), c'è invece un sottile omaggio a "L'elastico" di Gaber...

P.S. I brevi testi che accompagnano il video sul sito non sono miei.
P.P.S. E come dice qualcuno: le visioni ce le hanno gli alcolisti!

martedì 30 settembre 2008

terra a terra


Altra udienza al processo per la morte di Federico Aldrovandi: hanno parlato i periti di parte civile.
Federico sarebbe morto per asfissia - questa la tesi che è (sempre stata) sostenuta dalla parte civile, ma ci sono un paio di dettagli in più:

1) il volto di Federico porta i segni evidenti che è stato tenuto con la faccia premuta a terra,
dunque i segni e i graffi al volto sono dovuti alla pressione e allo sfregamento contro l'asfalto;
2) la "fame d'aria" che ne ha provocato l'insufficienza respiratoria e quindi l'arresto cardiocircolatorio, è dovuta anche (anche!) ad un edema cerebrale di tipo post-traumatico.

Edema cerebrale di tipo post-traumatico... la prima autopsia disposta dalla Procura, i cui risultati furono anticipati dal Capo della Procura ferrarese nel febbraio 2006, parlava già di quella "ferita lacero-contusa" di circa 3 (tre!) centimetri sulla sommità del capo del ragazzo; e tra le pagine diceva che quel colpo era da attribuirsi "più all'azione di un oggetto sul capo che a quella del capo su di esso" (cito non testualmente). Esplicito, nei limiti della sua professionalità, il prof. Beduschi in aula: l'edema è causato da un trauma "come da manganello" (come da!).

Più esplicite ancora, le foto dell'autopsia che mostrano quella ferita. Io le ho viste.
Patrizia e Lino, quando - agli inizi della mia inchiesta- mi diedero il CD che le conteneva, ancora no.
E mi auguro che non si siano mai costretti a vederle.
Ne basterebbe una sola a mettere del tutto e per sempre a tacere chi ha sempre parlato di autolesionismo, di Federico aggressivo "a freddo", di malore per droga. O forse no: pensarla così è da prevenuti...
A me sono bastate per non dormire diverse notti.


Di sicuro mi piacerebbe tanto, alla prossima udienza, sentirla spiegare dai periti della difesa, quella ferita.
Se potessi andarci. Ma visto l'aria che tira dalle mie parti, mi sa che resterò a terra...

mercoledì 24 settembre 2008

anniversari


Sono quasi tre anni (domani) che è morto Federico Aldrovandi. Forse fra un pò arriverà una prima sentenza di tribunale a dirci come è morto. Io mi sono fatto una mia idea...

E sono quasi vent'anni (dopodomani) che è morto Mauro Rostagno. Forse fra un pò arriverà un rinvio a giudizio per qualche sicario. Sono ancora lontani mandanti e moventi, anche se io mi sono fatto una mia idea...

E' molto tempo che non mi sento più quel brivido profondo, quella sottile febbre sotto la pelle,
quella passione che nasceva dalle mie idee e che le nutriva, quella certa necessità
di fare quello che faccio.
Non so perché, ma qualcosa è cambiato.


(Intanto scopro che sono quasi ventitre anni (ieri) che è morto Giancarlo Siani, un giornalista napoletano di 26 anni.)

E mi trovo a chiedermi se davvero ne vale la pena.
Fuori c'è freddo e c'è rumore, e sto qui con le mani in mano,
nelle retrovie di una battaglia che forse
certi nostri generali combattono solo fra loro,
per avere il comando,
una battaglia dove non si capisce più chi è il nemico,
qual è lo scopo,
una battaglia da combattere per un popolo
a cui in fondo forse non importa,
o - peggio- per quei pochi che non contano nulla,
da anni.

E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un pò...

sabato 13 settembre 2008

pareidolia


Oggi impariamo una parola nuova, guardacaso di origine greca: la pareidolia è la tendenza subconscia (e perciò inevitabile) a riconoscere figure familiari (specialmente volti) in oggetti di forma casuale.

Classici esempi: la "faccia" della luna, le nuvole che formano animali, le Madonne nelle macchie sui muri, le bambine "zingare" che assomigliano tutte a Denise Pipitone...

non ditemi che non vedete il muso dell'asino nell'albero della foto!?!
(immagine tratta dal blog pareidolie.blogspot.com)

venerdì 12 settembre 2008

la casalinga di viterbo sotto il platano di ippocrate


Mi dà uno strano brivido lungo la schiena la turista di Viterbo- discendente diretta della casalinga di Voghera- che fa inquisire tramite Interpol e mass-media (italiani in prima linea, of course) la donna albanese-zingara-strega che diceva di essere la madre di una bimba col torto di assomigliare a una bimba italiana molto più famosa di lei...

Come scriveva l'ANSA nelle scorse ore: "spezzeremo le reni alla Grecia"?
Mamma mia... che culo che non sei zingara!

P.S. Gli zingari NON rapiscono i bambini, ma le polizie rapiscono spesso i bambini degli zingari: cliccare per credere (un link Rai tanto per pararsi il culo).

martedì 15 luglio 2008

gasp!


E aggiungerei: sob! proot! ka-pow!...

Nuova udienza al processo Aldrovandi: tutti i dettagli nella (come sempre ottima) cronaca di Estense.com (grazie a Marco Zavagli).

Cito dall'articolo:
Di cosa è morto Federico allora? “Sono poche – ammette l’anestesiologa - le cause che portano in così poco tempo alla morte. La più frequente è quella cardiaca, oppure l’insufficienza respiratoria acuta, che credo la più probabile nel caso in questione”.
Uno stato fisico che provoca fame d’aria, cianosi, aumento di pressione, congestione vascolare, emorragie, petecchie. Un soggetto in queste condizioni chiede aiuto, cerca di respirare a tutti i costi, emette rantoli, sussulta. La biografia medica lo chiama “gasping”.


Stava così, Federico, prima di morire. Prima di vedere un'ambulanza, prima di essere aiutato da un medico, prima di vedere una divisa di un altro colore...

mercoledì 25 giugno 2008

la faccia giusta

Sto studiando una faccia per domani...

Quale sarà la faccia giusta da "indignato speciale", quale l'espressione un pò imbronciata, tremendamente seriosa, da indossare in un tribunale, per passare da giornalistaimpegnato?

Scherzi a parte, mi dà un pò fastidio vedere sempre sui media la faccia di Saviano al processo Spartacus contro i Casalesi:
è un pò come inquadrare il dito e tenere fuori-campo la luna...

D'altra parte, è diritto degli imputati essere giudicati ma non guardati in faccia (da un obiettivo)...

mercoledì 4 giugno 2008

un giorno verranno a prendere (un) te


Volevo parlare di questa cosa da un pò di tempo: ho (ri)letto queste parole scritte su un bigliettino lasciato sul posto dove Nicola Tommasoli è stato ammazzato, a Verona.
Ultimamente l'avrete già lette un pò ovunque..

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)



Questo testo (che gira in diverse varianti) NON è di Brecht, ma di Martin Niemöller: cliccando qui potete trovare una dimostrazione documentata.

Questo "per la precisione".
Resta intatta la forza di quelle parole, l'avviso sul fatto che non si cade, non si inciampa nel fascismo, ma vi si scivola giorno per giorno: mandando in onda un rappresentante della legge (nel paese di Beccaria) che invoca la pena di morte; dando voce a chi senza prove accusa gli zingari di rapire bambini e propone di punirli deportandoli; censurando certe notizie per il fatto che per essere tali dovevano citare un partitucolo nazistoide...

lunedì 19 maggio 2008

pre-testi

Questo avrebbe potuto essere un testo che avrei potuto scrivere per un filmato per lunedì scorso,
se fossi stato per tutta la settimana precedente a Verona e se avessi montato tutto lo scorso weekend,
e soprattutto se fosse andato mai in onda...


[Voce fuori-campo di un sedicenne veronese amico di alcuni dei cinque arrestati, su immagini di turisti nella zona intorno al punto dell’agguato, con inquadrature della strada che si vede nel filmato della telecamera a circuito chiuso:]
Erano dei bravi butèi… eh, dei bravi ragazzi: scusate il dialetto… erano dei bravi ragazzi… Questa storia è stata ingigantita dai giornali e dai mass-media, che hanno criminalizzato questa città… è giusto che ne parlino, ma i giornali e telegiornali locali: non così, che è una settimana che parlano tutti di questo fatto!

Così la pensa un adolescente veronese, che non ha voluto essere ripreso in volto, amico di alcuni dei cinque “bravi butèi” in carcere da una settimana accusati di aver pestato a morte Nicola Tommasoli. Qui li vediamo mentre si allontanano dal luogo del delitto perché uno dei cinque avvisa gli altri che sta arrivando qualcuno.
Da questo punto le loro strade si dividono.
Tre di loro, dopo essere tornati tranquillamente a casa, dopo il pranzo del Primo Maggio in famiglia, organizzano una fuga all’estero, verso l’Inghilterra. Raffaele Dalle Donne però non ce la fa: sa di essere schedato in Questura, di poter essere individuato, si sente braccato. Suo padre lo spinge a costituirsi. Gli altri due, “Tarabuio” e “Peri”, nel frattempo prendono l’auto della madre del “Peri” e corrono oltre il confine austriaco. Sull’auto partita da Verona c’erano tre persone, ma il nome della terza non è ancora emerso. Da Innsbruck, dove lasciano l’auto, si spostano fino all’aeroporto di Monaco. Non sappiamo con chi, con che mezzi: loro dicono in taxi. Da Monaco prendono un volo per Londra. Qualcuno può averli incrociati in una delle varie tappe? E quanto c’è di organizzato in questa fuga? Chi li può aver aiutati? E perché proprio a Londra? E’ un caso? Come il fatto che da decenni nella capitale britannica hanno trovato rifugio noti esponenti dell’estrema destra italiana?


Avv. Businello: E’ una barzelletta: sono due adolescenti impauriti che sono andati lì perché ogni tanto vanno a vedere il West Ham… due ragazzini spaventati dalle conseguenze di un gesto che non pensavano avesse avuto quella portata.

La portata di quel gesto per Nicola, sono cinque giorni di coma all’ospedale di Verona, poi la morte e la donazione degli organi.

Amica: Non c’è niente da dire… solo che questa è una questione politica: io non do la colpa ai ragazzi, perché sono frutto di un sistema…
Don Ivo Dusi, parroco di S.Maria di Negrar (il paese dei Tommasoli): L’accanimento contro il diverso ricorda i fatti di Ludwig, che uccisero anche un sacerdote: anch’io potrei essere considerato un diverso e dunque un possibile bersaglio!... Spererei che questi fatti potessero insegnare qualcosa ai giovani, ma temo che ci sia una memoria molto corta: si dimenticano i fatti e si impara poco. Eppoi chi la fa franca appare come un modello, un “figo”, come si dice…

Per la difesa, l’aggressione e la morte non sarebbero direttamente collegate, e soprattutto non c'entra nulla la politica.

Avv. Bussinello: Da quanto emerso finora c’è un piccolo ematoma superficiale, tra spalla e collo, a 10 cm dal punto in cui si è sviluppata l’emorragia cerebrale che ha causato la morte… Un incontro casuale, la richiesta di una sigaretta, una risposta bruca, si scatena la colluttazione tra i due gruppi…
Amici (da La Vita in Diretta): niente lite, è stata un'aggressione a freddo, di spalle, del tutto volontaria; abbiam sentito un tonfo. Poi sono scappati, vigliacchi…

Il branco ha agito unito, ma stanno pian piano emergendo le diverse responsabilità. Dal primo racconto dei due amici di Nicola, sarebbe stato un “biondino”, a tirare il calcio fatale alla testa di Nicola. Si era pensato a Guglielmo Corsi, ma Corsi avrebbe addossato la colpa a Veneri, che nega di aver dato quel calcio.
Dalle Donne, Veneri e Perini hanno in comune l’appartenenza agli ultras dell’Hellas Verona, e l’anno scorso hanno ricevuto il DASPO, il Divieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive che le Questure applicano ai soggetti ritenuti pericolosi.
Non solo: Dalle Donne e Veneri sono tra i 17 giovani veronesi che l’estate scorsa furono indagati dalla DIGOS, che in una serie di perquisizioni rinvenne armi e materiale di propaganda neonazista.


Domanda: alcuni di loro hanno svolto attività politica: Dalle Donne apparteneva al Blocco Studentesco, Perini è stato candidato alle scorse amministrative in Forza Nuova…
Avv. Bussinello: Se uno fa una rapina e ha in tasca la tessera dell’UDC, non si può fare un processo all’intero partito.

L’avvocato Bussinello, nelle ultime amministrative veronesi, era capofila di Forza Nuova. Il leader nazionale di quel partito, Roberto Fiore, in seguito alla strage di Bologna del 1980, si rifugiò a Londra, dove ha fondato un impero finanziario che ha tra le sue attività la società Easy London, con sedi in tutta Italia: un’agenzia che si occupa di prenotare voli low-cost, alloggi in ostelli economici e soggiorni di studio e lavoro a Londra per studenti... alcuni appartenenti a questa formazione sono stati protagonisti di alcuni raid nella città scaligera.

Gianni: sono Gianni, sono omosessuale.
Domanda: perché siamo qui (a pochi metri da dove è morto Nicola, nda) a fare un’intervista con te?
Gianni: perché esattamente qui, nel 2001 io e un altro ragazzo siamo stati aggrediti da appartenenti a Forza Nuova… la zona del centro è ritenuto territorio delle destre… A Verona ci sono molte persone che potrebbero raccontare altre aggressioni, anche se c’è molta paura…

I veronesi per bene ce l’hanno coi media, che distorcerebbero la realtà dei fatti. E in qualche caso sembrerebbe così.
Per esempio nel dicembre scorso c’è stata un’aggressione ai danni di tre paracadutisti della Folgore. Si era sempre detto che il motivo fosse che i militari erano meridionali. Ma le cose forse sono andate un po’ diversamente:

(...)la figlia della barista ha un fidanzato di colore: i soldati avrebbero insultato per primi...(...)
Per strada sarebbe scattata la rissa, al termine della quale un parà è stato ferito con un manganello telescopico…
Anche l’episodio che ha portato alla morte di Nicola, a Verona qualcuno lo racconta anche come una “normale” lite tra ragazzi, forse ubriachi…


Avv. Bussinello: nego assolutamente che fossero ubriachi.

Dunque i cinque erano lucidi, e decidono lucidamente di fuggire. Ma prima, come si sono incontrati? E dove? E’ possibile che i due gruppi abbiano avuto un primo incontro in un altro punto della città?

Barista: Loro venivano qui, però veniva anche il ragazzo ucciso… però i cinque non si sono mai comportati male, qui… quella sera erano qui fino all’1e30.
Domanda: E Nicola?
Barista: Non potrei dirtelo, c’era talmente tanta gente… io ho visto Veneri e Dalle Donne, che hanno bevuto una vodka e Red Bull, e non erano mica in assetto di guerra…
Domanda: per riconoscerli, vuol dire che vengono spesso
Barista: da qualche mese, sì; prima no, frequentavano più Piazza Erbe; da quando hanno combinato qualche casino un anno fa… erano famosi per fare risse, e all’inizio ci siamo preoccupati…

Dunque a Verona questi “bravi butèi” avevano una certa fama, ma in città dà fastidio parlarne. Sabato, per i funerali di Nicola, il lutto cittadino ha fatto chiudere i negozi per 10 minuti, per poi riprendere le normali attività dedicate al turismo...

[Immagini di bancarelle di souvenir. Tra Arene e Giuliette di plastica, spuntano spade e una bottiglia di vino con l’etichetta con la faccia di Hitler, che la signora gira, dei manganelli di legno col nome di Mussolini, che la venditrice nasconde alla vista della telecamera.]

Signora: non voglio che li riprendete.
Domanda: Perché? Crede che diamo un’immagine sbagliata di Verona?
Signora: Sì.
Domanda: La diamo noi che li riprendiamo e non lei che li vende?
Signora: Esatto.



P.S. Questo testo è antifascista? Credo proprio di sì. E ci mancherebbe pure...

lunedì 14 aprile 2008

la citazione

E dopo essere stato intervistato, sono stato anche citato.
In tribunale, a Ferrara, il 22 aprile prossimo, come teste al processo per la morte di Federico Aldrovandi.
Per un risolutivo confronto con Ivo Silvestri.

Diversamente da quanto scritto da qualche ignorante che mi cita su Wikipedia, io (che ho sempre un cognome con una L sola, nda) non sostengo affatto che fosse in Via Ippodromo, la notte del 25 settembre 2005. Non ne ho alcuna prova.
Ho solo registrato una telefonata, di cui ho già parlato ampiamente e che verrà sentita in aula, nella quale:
a) mi riferisce molti dettagli della sua vita privata, che risultano veri;
b) mi riferisce molti dettagli su quella notte che rendono plausibile il suo racconto.


sabato 5 aprile 2008

l'uscita è da questa parte


Delitto Rostagno, primi risultati delle perizie balistiche confermati:
l'arma usata anche in altri agguati mafiosi.
Ci sono già degli iscritti al registro degli indagati.
Come si dice: tutti i dettagli in cronaca.


P.S. Qui il post dell'entrata...

martedì 12 febbraio 2008

nodi


Avevo già sentito parlare di "sistema dei media", e di come certe notizie non diventano tali davvero finché a parlarne non sono "le principali testate". Che s'intrecciano, si legano tra di loro secondo percorsi tortuosi.
In Italia non c'era bisogno di aspettare il profeta Grillo per sentir parlare di una certa autoreferenzialità del mondo dell'informazione...
Ma di fronte all'eco avuta dal video della Polizia Scientifica su Federico Aldrovandi, mi sono un pò stupito.
N.B. Eco tardiva, ma sempre meglio tardi che mai, sia ribadito!

Presentato al processo nell'udienza dell'11 gennaio scorso, ripreso dal mio operatore dal monitor in aula, ne avevo incluso una buona parte nel filmato che "Chi l'ha visto?" ha mandato in onda il successivo 21 gennaio. Nel blog della famiglia un post dello stesso 21 gennaio, aggiornato un paio di giorni dopo, parlava di quella trasmissione e ne segnalava anche la "trasposizione" fatta su Youtube (in due parti: qui la prima, e qui la seconda).

"Improvvisamente" dallo scorso weekend pare si siano accorti in tanti (dal Corriere della Sera a Studio Aperto, fino ai fogli-spazzatura "regalati" in metropolitana) dell'esistenza di quel filmato.
Era doveroso tornare a mostrarne alcune parti, lasciando ai genitori di Federico un commento, riannodare con loro i fili di una storia lunga e da altri riassunta con lacune e imprecisioni...
Soprattutto era doveroso cercare di far sentire alcuni suoni: il cinguettìo degli uccellini mentre un ragazzo sta lì morto per terra, il suo cellulare che suona a vuoto e nessuno sa ancora cosa inventarsi e quindi nessuno risponde, una agghiacciante risata fuoricampo, i singhiozzi di pianto di uno dei quattro poliziotti imputati dell'omicidio (colposo) di Federico, le sue parole nel descrivere il punto "dove ha avuto luogo la prima colluttazione" negata quel giorno ai genitori e ammessa a fatica solo 4 mesi dopo, quando alla Camera il ministro Giovanardi rendeva pubblica la notizia che si fossero spezzati due manganelli sul corpo di quel diciottenne...

Era ancora più importante far ascoltare una telefonata tra Questura e Comando dei Carabinieri (la si può sentire qui), che ha rappresentato la vera grossa novità inedita della serata. Qualcuno la potrebbe definire la smoking gun, non tanto del delitto su cui è in corso un processo (che si svolge solo e soltanto dentro il tribunale), ma piuttosto dei depistaggi, degli insabbiamenti, delle versioni fasulle, degli accordi tra "colleghi" anche di corpi diversi dello Stato (deviati?)...
Un filo d'indagine, quello su quanto sia successo (e quanto non è successo) dopo la morte di Federico, che inevitabilmente si annoda a quello centrale, quello della vita di Federico, assurdamente strappato...

mercoledì 30 gennaio 2008

si! può! fareee!


Capolavoro del cinema parodistico, Frankenstein Junior.
Scena-culmine: il professor Frederick Frankenstein ("si pronuncia Frankestiin!"), nipote del famoso Viktor Von Frankenstein, scopre che il nonno aveva ragione: con scariche elettriche si può ridare la vita alla materia inanimata. Pronuncia così la frase del titolo, scandendola in modo indimenticabile.
Per chi volesse (ri)vedere la scena, ecco il linketto.

Fin qui la finzione comica.
Ora la realtà, tragicomica.


A Ferrara continua il processo contro quattro poliziotti per omicidio colposo, omissione di soccorso eccetera. Ingaggiando una colluttazione con il 18enne incensurato Federico Aldrovandi, durante la quale si sono rotti due manganelli, ne avrebbero causato la morte. Poi lo avrebbero lasciato a pancia sotto, manette ai polsi, inanimato come lo trovano i carabinieri giunti sul posto poco dopo. Il personale medico del 118, dopo aver fatto togliere le manette, ne constata il decesso: il suo cuore era in asistolia (assenza totale di segnali di attività muscolare e elettrica) da diversi minuti.
Qui e qui, in due parti, il mio ultimo filmato sul caso.

Una delle due volanti era dotata di defibrillatore. Uno dei quattro agenti era istruito, ma non obbligato, ad usarlo.
Forse il ragazzo sarebbe morto lo stesso.
Ma almeno, forse, si poteva tentare di salvargli la vita.

Assumendo il rischio di suscitare polemiche su un intervento di soccorso sbagliato (che sarebbe stato pur sempre meglio che l'intervento messo in atto dagli agenti, secondo il loro stesso racconto).

Abbiamo saputo che nel frattempo la Questura di Ferrara avrebbe deciso che i defibrillatori, sulle sue auto, è meglio toglierli.
Per non sapere né leggere né scrivere, come si dice...

Viviamo strani giorni, come cantava Battiato: piuttosto che fare e sbagliare, si preferisce non fare, non aiutare chi sta male, chi è in pericolo, chi è meno fortunato, più debole, chi è vittima. Meglio non intervenire, lasciar stare a crepare qualcuno per terra piuttosto che sporcarsi le mani. Meglio non assumersi responsabilità, evitare di andarsi ad intrigare in guai, meglio chiudersi in casa dietro le tende, dietro la paura e i confini del proprio quieto vivere...
qualcuno poi ci mette del suo, facendo soffrire di più, fino a morire, qualcun altro più debole, più indifeso, più incosciente.
Questa è la filosofia che va per la maggiore, di questi tempi: la chiamano berlusconismo, qualche vecchio anche fascismo, ma è qualcosa di più antico, di più ampio, di più profondo.

martedì 22 gennaio 2008

perché ci vuole orecchio


Una precisazione più che doverosa a chi me ne ha chiesto ragione: mi è stato chiesto perché di tutto il filmato di sopralluogo della Scientifica di Ferrara, si è sentito solo l'audio dell'unico momento a cui a qualcuno (non uno degli imputati di sicuro) "scappa" una risata.
In altri momenti si sente più volte una persona piangere (è uno degli imputati, come è stato sottolineato da uno dei difensori in aula), e in un altro momento si sente qualcuno dire (o chiedere) "era la prima volta che si impasticcava" (o qualcosa di simile).
Ma nessuno di questi due momenti era stato registrato in modo tecnicamente utilizzabile: il video è stato mostrato in aula su un monitor di computer, che abbiamo ripreso a distanza, con tutti i limiti (specie per l'audio, praticamente inascoltabile in aula). Dunque l'omissione, oltre che per ragioni di sintesi, è dovuta anche a ragioni tecniche.

Questo per correttezza verso chi, in quel momento, in quel luogo, stava soffrendo e oggi si trova imputato per le proprie responsabilità penali personali ma anche additato per responsabilità morali superiori subentrate anche dopo la morte incancellabile di Federico.
E inoltre per chi, seppure magari anche presente in aula, da quell'orecchio proprio non vuol sentirci.

Ora, davvero, torno a ballare sul soffitto.

lunedì 21 gennaio 2008

una raccomandazione

Mi raccomando: stasera guardate "Chi l'ha visto?".
In particolare, verso la fine, un mio nuovo filmato su Federico Aldrovandi.

(e ditelo pure a un ex-ministro degli Interni con la K)

sabato 19 gennaio 2008

coincidenze 2


Mi hanno segnalato che su Google Video si può vedere il mio filmato di lunedì scorso.

Esattamente qui.

lunedì 14 gennaio 2008

coincidenze


Piccolo spazio pubblicità: stasera in onda su "Chi l'ha visto?" un aggiornamento sulla scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana, di cui avevo anche parlato qui.

Un giornalista dovrebbe sempre raccontare la verità sui fatti, anche non nascondendo il suo punto di vista su di essi.
Un regista può raccontare anche le ipotesi, le possibilità, le coincidenze, anche se non ha (ancora) le prove che certe coincidenze non siano solo tali...
io le verità non le conosco, e tantomeno giudico o emetto sentenze, ma certe verità non si possono nascondere, certe verità possono aiutare a scoprirne altre. Certe individuali responsabilità giuridiche derivano da ingiudicabili responsabilità morali superiori...
Certe verità bisogna avere la maleducazione di chiederle, di cercarle, di pretendere che non restino sepolte.