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lunedì 23 marzo 2009

un mare nero, un mare nero


Molte delle verità sull'Italia di ieri e di oggi stanno in fondo ad un mare dal quale ogni tanto è bello credere che qualcuno ci può aiutare a emergere, per prendere una boccata d'aria, per aprire gli occhi.
Oggi voglio segnalare un libro e un articolo.

Cliccate, collegatevi e collegate: Mattei, De Mauro, Pasolini, Rostagno, Ilaria Alpi...
è tutto un intrecciarsi di sottili alghe cresciute sul fondo nero del mare mostrum...

lunedì 22 dicembre 2008

rapitori di bambini

Unione Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. U.N.I.T.A.L.S.I., si chiama così la banda di malviventi a volto coperto che gestisce un lager ad Ascoli Piceno dove viene tenuto segretato un bambino di 3 anni, strappato alla madre con la forza. E' nato a Mazara del Vallo ed è figlio di una ragazza madre. Che per questo non ha la capacità educativa, secondo un'altra associazione a delinquere chiamata Tribunale dei Minori. Ma soprattutto ha il torto di appartenere ad una razza inferiore: è infatti una rom. E quando ha cercato di riprendersi suo figlio, l'hanno arrestata.

Questa è una notizia all'incontrario*. Ma neanche troppo. E' più raccapricciante dell'originale? Scopritelo da soli.Qui quella "vera". Brrr!


*Reference: il sogno all'incontrario di Paolo Rossi.

mercoledì 10 dicembre 2008

di rimbalzo in rimbalzo


Il poliziotto greco non ha sparato ad altezza uomo.
Per forza: aveva davanti un ragazzino.

La ballistica è una scienza esatta.
Anche l'udito, però, può essere un'arma: io, nel video, sento almeno due colpi ravvicinati...



P.S.
Non so voi, ma io col greco me la cavo maluccio, perciò seguo un pò l'andamento delle cose su
Indymedia-Atene in inglese... alla faccia dell'antiglobalizzazione.

giovedì 27 novembre 2008

oltralpe


Dal 5 gennaio 2009 alle 20, la TV pubblica francese non potrà più trasmettere pubblicità.

L'operazione è quasi completa: in un anno, attraverso la legge e alcuni emendamenti, Nicolas Sarkozy avrà posto sotto la sua influenza la quasi totalità del panorama audiovisivo francese. Anche se lo fa sotto la copertura di uno scopo nobile: allentare la morsa della pubblicità su France Television.

Il problema è che il servizio pubblico non sfugge alla "dittatura degli ascolti", se non per cadere sotto la sottomissione del potere esecutivo. L'Eliseo nominerà il presidente della tv pubblica e potrà revocarlo quando lo ritenga opportuno. Si dovrà ottenere il parere conforme del Parlamento europeo e CSA. Ma in ogni caso, l'uomo scelto dovrà tutto al governo.
Ridotte le sue finanze, ora per lo più dipenderanno dalla buona volontà del governo, comunque si dovrà garantire il suo compiacimento.(...)
, scrive un articolo di Libération.

E aggiunge: in un anno si tornerà indietro ai bei tempi dell'ORTF, il monopolio governativo che volle De Gaulle nel 1964...
E pensare che da noi tutti i partiti di governo e di "opposizione" sono contrari alla privatizzazione della RAI: siamo più avanti, di -44 anni.

martedì 18 novembre 2008

tu tu tubiamo


Visto che non l'ho ancora letto da nessuna parte, ne scrivo io.
I profeti della Democrazia 2.0 dicono che se l'Italia lobotomizzata dalla tv ha prodotto il berlusconismo (e non viceversa), l'Italia intelligente della Rete produrrà l'obamismo de noantri.
Io non ci credo molto, a giudicare dal dilagare del farsi i cazzi altrui tanto per cazzeggiare (ovvero Facebook) e dai video più visti su Youtube italiano (calcio, liti televisive, presentatrici tv scosciate, ecc.).

Non lo so, ma quando ho cominciato io (a 28'800 baud) e c'erano le BBS, l'idea della Rete non era esattamente potersi rivedere Maria De Filippi a pezzetti il giorno dopo e taggare qualche fotina...

lunedì 17 novembre 2008

La Ripubblica.it

Non è un refuso, avete capito bene: questo blog aderisce all'iniziativa di Jacopo Fo contro la censura di Repubblica nei confronti di Daniele Luttazzi. Viva!


Repubblica intervista Luttazzi e l'intervista non esce. Quel che dice Luttazzi non è potabile neanche per iscritto. Mi incazzo.
E vi faccio una proposta: vogliono togliere l'acqua a Luttazzi facendolo sparire?
Fottiamoli con la rete.
Luttazzi ha parlato chiaro, ha detto cosa pensa e è stato punito per questo.
Allora io propongo che tutti si ripubblichi l'intervista di Lutazzi che lui ha messo sul suo sito e che tutti facciano un link a Luttazzi.
Quanti lettori gli ha fatto perdere la censura di Repubblica? 2 milioni? Ok, noi possiamo far arrivare il suo articolo a più di 2 milioni di lettori. Ci basta un clic.
Insegnamo la libertà di stampa alla Repubblica. Ripubblica Luttazzi!
E lincalo!
www.danieleluttazzi.it
www.danieleluttazzi.it
www.danieleluttazzi.it
www.danieleluttazzi.it
www.danieleluttazzi.it

Mandiamolo in testa ai motori di ricerca il suo sito ripetendo l'indirizzo ovunque! La classifica sul web la facciamo noi.

Attenzione, questo potrebbe essere anche un bel gioco-esperimento, un divertimento di nuovo tipo.
In questo momento Luttazzi Daniele fa 418000 citazioni su Google, su Technorati (http://technorati.com/blogs/www.danieleluttazzi.it?reactions)
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Authority: 393
Favorite it
Rank: 7,874, è al ventisettesimo posto sulla classifica di http://www.blogitalia.it/elenco_dei_blog.asp, blog link ab: 396, link 704

Su http://siteexplorer.search.yahoo.com/search?p=www.danieleluttazzi.it&y=Explore+URL&fr=sfp vengono segnalati

Mi diverte vedere dove lo portiamo in 30 giorni.

www.danieleluttazzi.it
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(hai consigli da dare su come far salire Lutazzi o su altri sistemi per renderlo più visibile o per misurare la visibilità? (Si scende sul tecnico! Contribuisci con le tue idee. APRIAMO UN LABORATORIO SOLIDALE DI SCALATA DEI MOTORI DI RICERCA!
L'intervista che Repubblica non ha pubblicato
Parte Decameron a teatro, i quotidiani mi telefonano per le interviste di rito. Con Repubblica ne concordo una in anteprima ( doveva uscire lunedì scorso ). Memore del trattamento ricevuto dal gruppo Repubblica/Espresso sia quando La7 mi chiuse il programma, che in precedenti occasioni ( calci negli stinchi firmati da Michele Serra, Edmondo Berselli, Gianni Mura, Adriano Sofri, Sebastiano Messina, Curzio Maltese e Antonello Caporale ); e dato che il loro metodo consiste nel farti parlare per un'ora, poi loro riassumono quello che gli pare ( omisero la mia risposta critica alla loro domanda sul PD, quando gli stavano tirando la volata ); chiedo di poter rivedere il mio virgolettato prima della stampa. Ok. Martedì il giornalista mi fa sapere che al giornale non sono contenti perchè la mia intervista sembra un mio manifesto. ( Se fai le domande a me, cosa devo rispondere, quello che vuoi tu? ) E mi chiede di rispondere ad altre domande. Prego?
Questa è l'intervista che non hanno voluto pubblicare:
decameron
ll monologo s’intitola così perché è il proseguimento ideale del programma omonimo, censurato da La7 un anno fa dopo appena 5 puntate, nonostante gli ascolti formidabili. Sono due ore di satira incandescente contro la politica reazionaria del governo Berlusconi, contro l’oscurantismo del Vaticano e contro l’opposizione molle del PD.
tema/i
Con Decameron alludo alla peste attuale: il pensiero unico reazionario e guerrafondaio, che vuole governare il mondo col precariato di massa e le speculazioni finanziarie. Ne parlavo in tv un anno fa. Il disastro oggi è evidente.
rapporto con la tv
La censura è odiosa e mi fa incazzare parecchio: al pensiero unico non piace la satira, e allora la fanno fuori. Decidono loro per tutti noi. Non è giusto, e infatti la Costituzione tutela la satira. La satira è arte, intrattenimento e critica. Con la censura alla satira imbavagliano le opinioni non omologate. In questo modo, la tv diventa l’anestetico perfetto.
episodio interruzione Decameron su La7
La decisione mi ha colto di sorpresa. Prima si vantano di darmi carta bianca, e poi di colpo chiudono il programma con un sms a mezzanotte di un venerdì, dopo che avevo registrato il monologo sull’enciclica papale. La scusa ufficiale è stata che nella puntata precedente avevo insultato Ferrara. Insulto? Era una battuta satirica: lo stesso Ferrara lo ha ammesso. Il giorno dopo chiedo a Dall’Orto di ripensarci: niente, irremovibile. Miliardi di produzione tv gettati nel cesso per una battuta? Vorrei una spiegazione più sensata. Per Dario Fo, il motivo vero era il monologo sul papa.
eventuale diverso realismo, oggi
Non ho nulla di cui scusarmi. Deve vergognarsi chi censura. Io propongo ciò che fa ridere me, questo è l’unico criterio. Non faccio satira per andare in televisione: vado in tv per fare satira. Per essere riammesso in tv dovrei fare altro? E’ un ricatto inaccettabile.
di cosa si parlerà nello spettacolo Decameron odierno
Svelo il segreto che permette a Berlusconi di godere di un consenso personale massimo, con un governo così pessimo. E’ un paradosso solo apparente, c’è un trucco narrativo all’origine di questo successo, che Berlusconi conosce e applica continuamente. Con una miriade di esempi tratti dalle vicende politiche mostro come funziona questo trucco e perchè Veltroni, invece, non morde. Analizzo poi in dettaglio l’operato di tutti i ministri e di tutti i lacchè berlusconiani che operano nei media.
altri contenuti dello spettacolo
Nel capitolo sulla religione aggiorno con gli ultimi fatti il monologo censurato da La7 sulla “Spe Salvi” di papa Ratzinger. E’ satira sulla religione vista sia come collante ideologico del pensiero reazionario sia come favola per i gonzi. Né tralascio lo scandalo dei privilegi assurdi di cui gode il Vaticano: esenzione ICI e 8 per mille. C'è da divertirsi.
congeniali riferimenti ai temi del sesso e della morte
Sesso e morte si intrecciano a politica e religione in modo complesso: si va dal controllo del comportamento alla giustificazione di colpe orrende come la guerra criminale in Iraq e in Afganistan, in cui siamo impegnati contro l’art.11 della Costituzione. Abu Grahib è politica, sesso, religione e morte insieme.
comicità sadica, disumana
La satira non è roba per signorine. Per sua natura, procura il secondo sorriso: quello che appare quando una gola viene tagliata. Origina dalla rabbia: ride addossando responsabilità, fa nomi e cognomi. Io ho un gusto tutto mio per il grottesco, che riesce a esprimere meglio l’ambiguità del potere e la sua natura mortifera. Ma con Decameron il pubblico attraversa tutto lo spettro comico possibile, dalla satira all’umorismo surreale. Una battuta come “Dentro siamo tutti rosa” è un puro tuffo nell’inconscio. Qualcosa di inspiegabile, che tale deve restare: è il mistero dell’arte.
la musica
Con la satira esprimo la mia rabbia. Con la musica, le emozioni di altro segno: l’amore, la commozione. C’è una intimità che esprime la dolcezza d’uno sguardo sul mondo. La satira come tecnica è chiaramente agli antipodi, è impietosa. Sto ben attento a non confondere i territori dell’immaginario. Certe cose puoi dirle solo con la musica. Se le dici in un altro modo, stoni.
i giovani di adesso, di questi giorni
Le proteste degli studenti contro la Gelmini sono sacrosante. Dieci anni fa, attraverso un mio personaggio, il professor Fontecedro, mi scagliavo contro la degenerazione colpevole in cui era lasciata morire la scuola italiana, e invitavo gli studenti a ribellarsi. La scuola autoritaria prepara a una società autoritaria. E’ il pensiero unico reazionario che collega tutti gli atti di questo governo: dalla scuola alla repressione delle manifestazioni popolari a Chiaiano, a Vicenza o in Val di Susa, agli attacchi continui alle libertà di espressione, di pensiero e di riunione garantite dalla Costituzione. Siamo a una pagina drammatica di involuzione della nostra democrazia. Berlusconi dice adesso che farà di tutto perché la tv, pubblica e privata, sia meno ansiogena. Semplicemente perché quando la tv racconta la realtà, il suo governo cala nei sondaggi. Si vede che la realtà è comunista
la sua esperienza americana
Basta andare all’estero, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia, in qualunque paese civile, per vedere come gli artisti siano liberi di proporre le proprie cose, le proprie idee, la propria visione del mondo. La politica si guarda bene dal farli fuori per motivi ideologici. Il maccartismo negli USA è finito nel 1950. Da noi, l’ukase bulgaro su di me è ancora attivo: riguardava la Rai e, da allora, la Rai non mi ha più proposto un programma tv. Tutto sotto controllo.
un argomento solo, o una sola persona, da salvare nella maggioranza
Non salvo nulla e nessuno. Nè Tremonti per la sua finanziaria, nè Scaiola per il nucleare, né la Prestigiacomo per l’ambiente né la Gelmini per la scuola, nè Brunetta per i dipendenti pubblici e i precari, nè Alfano per il suo lodo salvapremier, né Confindustria per gli operai: è un blocco unico. Dovrei stimare qualcuno di questi? Non sono Enrico Letta.
---
post scriptum
spiegazione del giornalista di Repubblica ( 10 nov ): lunedì scorso il pezzo era già in pagina, ma è stato sostituito all'ultimo momento ( why? ). Due giorni dopo esce la mia intervista sull'Unità, a quel punto il giornalista voleva farmi altre domande. E così la mia intervista ( peraltro già corposa ) non è uscita. Uh, ma che peccato.
La mail che conteneva le sue domande aggiunte cominciava così:
daniele, mi chiedono qualche tua argomentazione altra, trovando loro che il pezzo, così com'è, è troppo inerte, è solo una specie di tuo manifesto.
Da un giornale che pubblica di solito lenzuolate di interviste promozionali ai vari Albanese, Dandini, Fazio, Cortellesi, Crozza, Bisio, Littizzetto, Aldo Giovanni & Giacomo eccetera eccetera, tanta attenzione nei miei riguardi è davvero commovente.

www.danieleluttazzi.it
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giovedì 13 novembre 2008

non è la rai, è la bibbissì


Per la serie: mi stupisco del loro stupore... ovvero, le non-notizie.
Le immagini che mostrano il poliziotto che porta due molotov in un sacchetto azzurro dentro la Diaz, si erano già viste:
le girò un operatore Rai e vennero diffuse già poco tempo dopo i fatti, come per esempio si legge anche qui (link a un sito Rai!).

Non ho tempo e voglia di cercare i link, ma ricordo benissimo che si trattava di un operatore della sede regionale di Genova e che quel video stava già in diversi dossier di Indymedia e simili all'epoca.

E poi chiedono a noi perché abbiamo diffuso le immagini dei "cinghiatori" di Piazza Navona solo una settimana dopo... chi l'ha visto quello che sanno girare i bravi operatori Rai?!

martedì 11 novembre 2008

pagine bianche, gialle, nere

INTRODUZIONE

Non posso tenere a freno il bisogno, l'urgenza, il dovere morale, di diffondere alcune informazioni di cui sono in possesso.
Tacerle sarebbe colpevole. Far passare nel dimenticatoio alcuni dei fatti che sto per raccontare potrebbe indurre alcune delle persone e/o delle organizzazioni coinvolte a ritenere giustificati i loro comportamenti recenti e, magari, anche futuri e più pericolosi.

Lavoro a "Chi l'ha visto?". Ho subito con i miei colleghi delle pesanti minacce che da una settimana mi fanno dormire un pò meno tranquillo. Se fossi stato presente a Via Teulada, dopo la trasmissione del 3 novembre, durante il raid squadrista, sarei ancora meno tranquillo. Non mi rende più tranquillo il fatto che le forze dell'ordine e la magistratura abbiano promesso di indagare, che abbiano "controllato" una dozzina di persone.
Sono convinto che comunicare, condividere la conoscenza, diffondere notizie, fare e farsi delle domande, su certi fatti e su certe minacce, sia una forma di legittima difesa, oltre che un mio preciso dovere morale e professionale.

Occorre innanzitutto rimettere in fila i fatti: ecco dunque dapprima una cronologia di quanto è avvenuto e di quel che è stato detto e scritto tra lunedì e martedì scorsi. Seguono poi alcune brevi informazioni sulle telefonate minatorie e le mie (personalissime) conclusioni.

CRONOLOGIA

"Molti telespettatori ci hanno detto che sono state viste molte immagini della manifestazione degli studenti, immagini soprattutto che si riferiscono a piazza Navona, quando ci sono stati dei manifestanti di sinistra che hanno tirato dei tavolini e delle sedie addosso a degli esponenti di destra del Blocco Studentesco. Ci sono altre immagini che sono state fatte vedere pochissimo. Ci hanno chiesto di mandarle in onda e noi ve le facciamo vedere. Sono immagini, devo dire, brutte. Vediamole insieme al rallenty: allora, ci sono dei giovani, giovanissimi tra l'altro, li vedete in basso, sono sicuramente non degli universitari, forse dei liceali, e poi ci sono delle persone che a calci, pugni, scudisciate, si fanno largo. Sono ben visibili, queste persone. Questo e accaduto prima di quello che voi avete rivisto spesso, nei telegiornali, degli scontri di piazza Navona. Guardate tra l'altro la faccia preoccupata, sgomenta dei ragazzi. Sono dei ragazzini, sono veramente dei ragazzini che scappano, questi qui in basso, spaventatissimi da quello che sta succedendo. Anche Enzo Letizia, devo dire, del sindacato della Polizia, ha detto - Ma come mai gli ultra di estrema destra non sono stati attenzionati come quelli di sinistra? Vi abbiamo fatto vedere queste immagini, che sono non belle in una manifestazione che doveva essere pacifica degli studenti".
(Federica Sciarelli a “Chi l'ha visto?” (Raitre), 3/11/2008 – 23:05)
Link: video integrale.

Irruzione a Via Teulada, una “inqualificabile aggressione” come l'ha poi definita Francesco Nitto Palma, sottosegretario all'Interno: "al raid ha partecipato una quarantina di giovani, abbigliati con giubbotti e felpe scure e caschi, che si e' introdotto nella sede dopo aver saltato i tornelli, lanciando pomodori e ortaggi contro gli uffici durante il passaggio. Il gruppo e' entrato alle 0.37 ed è andato via dopo 5 minuti. Al momento dell'irruzione uno dei giovani si è rivolto ad una guardia giurata dicendo testualmente “non ce l'abbiamo con te, ma con il programma “Chi l'ha visto?”".
(Via Teulada, 4/11/2008 – 00:37)
Link: video (Tg3, 4/11/03 - 14:30).

“Questa è la segreteria nazionale di Forza Nuova, abbiamo visto il vostro numero del 3 novembre in cui pubblicate foto di persone in cui chiedete a “Chi l'ha visto?” dove abita e il nome e cognome. Noi facciamo lo stesso su di voi, su tutti voi. Chi ha visto voi, chi lavora con voi, dove abitate, nome e cognome. E poi verremo sotto le vostre case”.
(Prima telefonata, 4/11/2008 – 10:01)
“Non solo i parenti fino al secondo e al terzo grado, ma anche cani, gatti, pesci rossi e canarini. Stateci attenti”.
(Seconda telefonata, 4/11/2208 – 10:03)
Link: audio della telefonate 1 e 2.

(vedi le NOTE SULLE TELEFONATE, dopo la CRONOLOGIA)

Una trentina di giovani appartenenti ad un movimento dell'estrema destra romana, alcuni con il viso coperto da passamontagna, ha scavalcato la scorsa notte i cancelli della sede Rai di via Teulada tentando un'irruzione per protestare contro la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" e la sua conduttrice Federica Sciarelli. Informati dalla guardia giurata che a quell'ora non c'era più nessuno, avrebbero desistito. Nella puntata di ieri sera erano andati in onda dei filmati che ricostruivano le fasi immediatamente precedenti l'aggressione di un gruppo di studenti dell'estrema destra ai danni di altri che manifestavano davanti al Senato contro il decreto Gelmini. Attorno all'una e trenta della scorsa notte, secondo quanto si è appreso il gruppo, è riuscito ad entrare nel cortile della sede Rai non lontana dalla palazzina dove è in realtà la redazione di "Chi l'ha visto?". Alcuni di loro avevano anche il volto coperto da passamontagna. Due dei giovani erano muniti di telecamere. Ad accorgersi dell'intrusione è stata una guardia giurata che ha avvicinato alcuni di loro ma è stato allontanato al grido di “lasciaci in pace dobbiamo protestare”. Quando la guardia giurata ha informato i giovani che a quell'ora non c'era più nessuno nelle redazioni il gruppo ha desistito e si è allontanato.
(ANSA, 4/11/2008 - 10:27)

“E' stata effettuata una pacifica passeggiata negli studi Rai di via Teulada a Roma. Abbiamo voluto denunciare un uso strumentale e criminale del servizio pubblico: infatti nella puntata del 3 novembre della trasmissione "Chi l'ha visto?" sono state mostrate immagini di militanti del Blocco Studentesco, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che non sono né scomparsi né tanto meno sconosciuti. Infatti i ragazzi mostrati in trasmissione sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine in merito agli scontri seguiti all'aggressione subita dal Blocco Studentesco da parte dei Centri Sociali in piazza Navona il 29 ottobre scorso. Nei fatti tramite una trasmissione del servizio pubblico si è voluto fornire a livello nazionale una vera e propria lista di proscrizione per invitare gli antifascisti più violenti a mettere in pratica la loro aspirazione più nota: “uccidere un fascista non è reato”.
(Comunicato stampa di Casa Pound Italia, 4/11/2008 – 11:29)

“Chi l'ha visto?”: noi vi abbiamo visto, vi guardiamo. Sotto casa, quando uscite, quando andate a portare a passeggio il cane, vi guardiamo sempre. Vi abbiamo visto, vediamo, vedremo, stiamo sempre con gli occhi bene aperti. Voi invece no”.
(Terza telefonata, 4/11/2008 – 11:32)

“Qualcuno di voi si e' perso un cane? Noi lo abbiamo visto, che dobbiamo fare lo dobbiamo prendere? lo laviamo? gli dobbiamo levare le pulci? poi lo dobbiamo ridare? E' valida anche per i cani questa trasmissione? Qualcuno di voi ha perso cani o gatti? Noi ne abbiamo trovati svariati. Diteci che dobbiamo fare, se dobbiamo lavarli o togliergli le pulci prima di restituirli. Li portiamo direttamente a casa.(…)”
(Quarta telefonata, 4/11/2008 - 11:34)

“Nella puntata del 3 Novembre della trasmissione “Chi l'ha visto?” sono state mostrate immagini di militanti di destra, coinvolti negli scontri di Piazza Navona, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine. E' stata fornita una vera e propria lista di proscrizione per invitare alla violenza nei confronti dei giovani. Intanto a Cremona sono comparse sotto casa dei responsabili locali di Forza Nuova delle scritte contenenti minacce di morte.
L'onorevole Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova, afferma: “Non dobbiamo sottovalutare quanto accaduto: esiste una volontà di certa sinistra di scaldare gli animi per riaprire una spirale di violenza contro i ragazzi di destra. Sono profondamente indignato dal programma "Chi l'ha visto?" che ha vergognosamente tracciato una lista di proscrizione nei confronti di militanti politici né sconosciuti né tantomeno dispersi. Da questa logica alla logica dell'”uccidere un fascista non è reato” il passo è breve. Chiedo il tempestivo intervento del Ministro dell'Interno Maroni per frenare questa pericolosa spirale e sanzionare il programma di rai tre.

UFFICIO STAMPA
FORZA NUOVA
VIA XXX
001XX ROMA
TEL 06XXXXXXXX
info@forzanuova.org "

(Comunicato stampa inviato per e-mail, 4/11/2008 - 12:36)

“E'scandaloso che una trasmissione che si occupa d'altro istighi alla caccia all'uomo nei confronti dei giovani di destra. L'antifascismo televisivo prepara la strada a quello militante. La Rai deve rispondere di questa vergogna”.
(Francesco Storace (La Destra), 4/11/2008 – 14:35)

“Le telefonate giunte alla redazione di "Chi l'ha visto?" non appartengono in qualsiasi modo allo stile ed alla linea che, particolarmente ora, contraddistingue Forza Nuova. E' urgente fermare questa crescente spirale di odio tra studenti. E' una spirale voluta da pochi folli terrorizzati dall'idea di non riuscire a monopolizzare la contestazione unitarie anti decreto Gelmini. Si è voluta spostare l'attenzione pubblica dal decreto ad una logica di tensione. Purtroppo non tutti hanno consapevolezza del peso delle proprie parole ed azioni. L'unico modo per bloccare questa escalation di tensione emotiva, sta nell'isolare politicamente i mandanti morali della logica della violenza e della repressione, come Cossiga, e nell'evitare di utilizzare trasmissioni televisive per schedare giovani di una o di un'altra tendenza politica”.
(Roberto Fiore (Forza Nuova), 4/11/2008 - 15:17)

“(…) qualcuno ha usato il servizio pubblico radiotelevisivo per istigare violenza contro ragazzi di Blocco studentesco. Quella trasmissione serve per trovare le persone scomparse, non per metterne altre nelle mani dei facinorosi”.
(Alessandra Mussolini (As), 4/11/2008 – 16:23)

“E' la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono assaliti con proditoria violenza, questo non è assolutamente accettabile ed è un segnale molto preoccupante per il nostro Paese. Solidarietà piena e convinta, dunque, alla collega Federica Sciarelli e alla redazione tutta di “Chi l'ha visto?”, trasmissione che, nel rispetto del diritto-dovere di informare, ha squarciato molto spesso importanti veli della nostra storia recente”.
(Nota della FNSI, 4/11/2008 – 16:42)


“Forza Nuova non c'entra con le minacce a "Chi l'ha visto?", come non c'entra con la “spedizione” fallita alla Rai di Roma. Queste fantomatiche minacce non sono addebitabili a noi, né direttamente né indirettamente. Noi abbiamo centinaia di utenze telefoniche intestate, come movimento politico mai faremmo una tale assurdità. C'è qualcuno che sta facendo di tutto per sollevare un vespaio inutile facendo un grande favore a Berlusconi. Se i riflettori vengono puntati su queste facezie non si riesce più ad organizzare un'opposizione bipartisan al Pdl sul decreto Gelmini".
(Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova, 4/11/2008 – 17:01)

L'irruzione nella sede Rai di via Teulada da parte di una trentina di appartenenti all'estrema destra della capitale è stata documentata dagli stessi autori in un video che si trova su Internet, sia sul sito di Casapound Italia - l'organizzazione che ha rivendicato il gesto - sia su Youtube. (…) Una serie di scritte accompagnano il video: “Abbiamo portato colore nella vostra grigia politica, abbiamo ridato slancio ad una gioventù che vorreste morta, abbiamo riso e danzato mentre altri si sfregavano le mani, abbiamo difeso il nostro spazio, la nostra vita, con quei bastoni - affermano gli autori dell'irruzione - Ma prima dei bastoni ci sono i cuori, sempre. Ma siamo condannati a combattere la vostra ignoranza, la vostra pigrizia, la vostra sete di guadagno". "Ci avete dato degli infiltrati, dei delatori, dei provocatori, e adesso, dopo le foto segnaletiche e le impronte digitali chiedete ancora i nostri nomi? Cosa volete - concludono - il morto? Non giocate mai più sulla nostra pelle”.
(ANSA, 4/11/2008 – 17:07)


NOTE SULLE TELEFONATE

Le telefonate, registrate sulla segreteria del numero 06/8262, provengono da tre numeri di telefono diversi.
Con Pagine Bianche, cercando il numero da cui sono partite le prime due, questo è il risultato:


Il terzo e il quarto numero non compaiono su Pagine Bianche.
Il terzo numero, con una semplice ricerca su Google, porta all'annuncio di un "IV Campo d'Azione", in occasione del "decennale di Forza Nuova", a Roma dal 28 al 30 settembre 2007.

Il quarto numero è lo stesso che compare in calce al comunicato stampa di Forza Nuova spedito per e-mail all'indirizzo 8262@rai.it un'ora dopo la quarta telefonata.

Roberto Fiore e Paolo Caratossidis hanno affermato che Forza Nuova non c'entra con queste telefonate. Fiore lo ho ribadito anche a Matrix. Sarebbe dunque loro interesse individuare chi le ha fatte. Nell'ipotesi che si configuri il reato di minacce, non ne verrebbe chiamato a rispondere l'intestatario del numero, ma l'autore materiale di quelle chiamate.
I due leader affermano inoltre che la loro organizzazione non c'entra nulla nemmeno con l'incursione notturna a Via Teulada.
Fiore, sempre a Matrix, ha sottolineato di aver saputo del raid solo il giorno dopo, dai mezzi d'informazione.
La prima ANSA sul fatto è delle 10:27, la prima telefonata delle 10:01...

CONCLUSIONE

Ritengo che l'assalto a Via Teulada e le telefonate di minaccia del mattino dopo, siano due episodi diversi. Non ho prove che li colleghino. Non ho informazioni su quanti e quali legami ci siano tra Forza Nuova e Casa Pound Italia, tra Lotta Studentesca e Blocco Studentesco, o tra Roberto Fiore e Gianluca Iannone, né mi interessa approfondire in questa sede storia e geografia della galassia postneofascista (romana e non solo)...
Non mi interessa affrontare questioni politiche, qui. Parlo dei fatti.
Del fatto che una quarantina di persone, molte delle quali a viso coperto e con atteggiamento aggressivo sono penetrate nel mio posto di lavoro, commettendo dei reati e col rischio che -se non fossimo già andati via, a quell'ora - se ne compissero di più gravi.
E del fatto che due o tre persone, anche a nome di Forza Nuova, abbiano minacciato noi e i nostri cari.
Con un linguaggio più mafioso che fascista. O non lo so...
So solo che resta il fatto che sono due episodi di minaccia ravvicinati nel tempo di poche ore e che riguardano entrambi il programma per cui lavoro. Riguardano me personalmente. Per questo, ho scritto.

QUALCHE DOMANDA
Ripartiamo dall'inizio, da quel minuto e mezzo dedicato da "Chi l'ha visto?" ai fatti di Piazza Navona del 29 ottobre scorso.
Da quelle poche immagini. Più o meno inedite.
In un servizio del TG2 del giorno dei fatti, a firma di Marco Bezmalinovich, già si erano mostrate le prime aggressioni da parte di Blocco Studentesco con cinghie, calci eccetera, ai danni degli studenti e dei sindacalisti in piazza.
Eppure sono proprio le immagini che ha diffuso "Chi l'ha visto?" ad aver scatenato le reazioni che conosciamo.
Perché?
Cosa abbiamo mostrato di così inguardabile, per chi ha deciso di riunire 40 persone e fare irruzione nei nostri studi, e per chi ha deciso di alzare il telefono per lasciare messaggi di minaccia? Chi si vede, in quelle immagini?
E' solo oggi, dopo oltre una settimana, che mi viene davvero quella domanda, in mente: "Chi l'ha visto?".
Che legami hanno, le persone responsabili del raid e delle minacce, con le persone riprese in quelle inquadrature?
Che tipo di legame può scatenare una difesa così violenta, una rappresaglia che si organizza in quel modo?

I legami del sangue, del suolo, della squadra, della bandiera? Non lo so, perché sono "valori" che non mi appartengono.

lunedì 10 novembre 2008

da impallidire


Obama presidente, la Lewinsky è rimasta a bocca aperta.
(Andrea Rivera, "comico" "di sinistra" sul sito di una rivista "di sinistra", Micromega).

Quasi quasi riesce a farmi risultare simpatica la battuta di Berlusconi su Obama abbronzato.

mercoledì 24 settembre 2008

anniversari


Sono quasi tre anni (domani) che è morto Federico Aldrovandi. Forse fra un pò arriverà una prima sentenza di tribunale a dirci come è morto. Io mi sono fatto una mia idea...

E sono quasi vent'anni (dopodomani) che è morto Mauro Rostagno. Forse fra un pò arriverà un rinvio a giudizio per qualche sicario. Sono ancora lontani mandanti e moventi, anche se io mi sono fatto una mia idea...

E' molto tempo che non mi sento più quel brivido profondo, quella sottile febbre sotto la pelle,
quella passione che nasceva dalle mie idee e che le nutriva, quella certa necessità
di fare quello che faccio.
Non so perché, ma qualcosa è cambiato.


(Intanto scopro che sono quasi ventitre anni (ieri) che è morto Giancarlo Siani, un giornalista napoletano di 26 anni.)

E mi trovo a chiedermi se davvero ne vale la pena.
Fuori c'è freddo e c'è rumore, e sto qui con le mani in mano,
nelle retrovie di una battaglia che forse
certi nostri generali combattono solo fra loro,
per avere il comando,
una battaglia dove non si capisce più chi è il nemico,
qual è lo scopo,
una battaglia da combattere per un popolo
a cui in fondo forse non importa,
o - peggio- per quei pochi che non contano nulla,
da anni.

E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un pò...

venerdì 12 settembre 2008

la casalinga di viterbo sotto il platano di ippocrate


Mi dà uno strano brivido lungo la schiena la turista di Viterbo- discendente diretta della casalinga di Voghera- che fa inquisire tramite Interpol e mass-media (italiani in prima linea, of course) la donna albanese-zingara-strega che diceva di essere la madre di una bimba col torto di assomigliare a una bimba italiana molto più famosa di lei...

Come scriveva l'ANSA nelle scorse ore: "spezzeremo le reni alla Grecia"?
Mamma mia... che culo che non sei zingara!

P.S. Gli zingari NON rapiscono i bambini, ma le polizie rapiscono spesso i bambini degli zingari: cliccare per credere (un link Rai tanto per pararsi il culo).

giovedì 17 luglio 2008

no comment, no party

Lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede. (Errico Malatesta)

C'è da commentare la vicenda tribunalizia che riguarda le violenze di Stato alla Diaz e a Bolzaneto...?
C'è da non farlo?

C'è chi lo fa rivolgendo un pensiero ai nostri cari concittadini, al "popolo":
Sono convinti che in fin dei conti quelli se lo meritavano, peggio, sono convinti che sia giusto che la polizia ci vada con la mano pesante, che la faccia pagare a ragazzi, per di più in maggioranza stranieri, tanto per aggiungere vigliaccheria a vigliaccheria, che stavano manifestando, punto. Ma anche fossero stati tutti criminali incalliti, ma per caso si perdono i diritti umani quando si delinque?
Non sappiamo proprio più cosa sia la democrazia, come ho letto da qualche parte c'è una prepotente richiesta di dittatura in questo paese

(la scrittrice Licia Troisi in un commento sul blog dello scrittore Sandrone Dazieri)

C'è chi (ri)scopre Bakunin, come Giuseppe Genna, che ho letto su Carmilla.

Allora forse c'è da tornare a citare uno degli ispiratori di questo blog:
Il governo fa legge. Esso dunque deve avere una forza materiale (esercito e polizia) per imporre la legge, poiché altrimenti non vi ubbidirebbe che chi vuole ed essa non sarebbe più legge, ma una semplice proposta che ciascuno è libero di accettare e di respingere. Ed i governi questa forza l'hanno, e se ne servono per potere con leggi fortificare il loro dominio e fare gl'interessi delle classi privilegiate, opprimendo e sfruttando i lavoratori. limite all'oppressione del governo è la forza che il popolo si mostra capace di opporgli. Vi può essere conflitto aperto o latente, ma conflitto v'è sempre, poiché il governo non si arresta innanzi al malcontento ed alla resistenza popolare se non quando sente il pericolo dell'insurrezione. Quando il popolo sottostà docilmente alla legge, o la protesta è debole e platonica, il governo fa i comodi suoi senza curarsi dei bisogni popolari, quando la protesta diventa viva, insistente, minacciosa, il governo, secondo che è più o meno illuminato, cede o reprime.
(Errico Malatesta, Il nostro programma)

giovedì 3 luglio 2008

liberiamoci dai liberati


L'hanno appena liberata (finalmente) e già Ingrid Betancourt comincia a starmi sulle palle.
Tutta allegra, ha ringraziato il buon presidente Uribe di averla strappata dalle grinfie dei cattivi miliziani delle FARC.
Ha addirittura ringraziato Sarkozy. Ovvio che negli ultimi sei anni ha seguito poco i TG: non sa che ci eravamo liberati di Carlà e mò ce la troviamo ovunque grazie a lui... (o forse è per questo?)

E' in piena forma, non più pallida, emaciata e triste come nello spottone diffuso dai media globali qualche mese fa.


Dunque tutto bene quel che finisce bene, e da domani si può dimenticare di nuovo la Colombia*...
(e chi se ne frega se altre centinaia di ostaggi meno famosi e meno spendibili restano a marcire in foreste, galere, abughraib e CPT del mondo...)

*Per chi non crede a certe stronzate, due interessanti articoli qui e qui)

mercoledì 25 giugno 2008

la faccia giusta

Sto studiando una faccia per domani...

Quale sarà la faccia giusta da "indignato speciale", quale l'espressione un pò imbronciata, tremendamente seriosa, da indossare in un tribunale, per passare da giornalistaimpegnato?

Scherzi a parte, mi dà un pò fastidio vedere sempre sui media la faccia di Saviano al processo Spartacus contro i Casalesi:
è un pò come inquadrare il dito e tenere fuori-campo la luna...

D'altra parte, è diritto degli imputati essere giudicati ma non guardati in faccia (da un obiettivo)...

giovedì 12 giugno 2008

ha davvero dei begli occhi da aquilotto


Se capiste con che balle lui ci salva
mentre noi stiamo rubando
e dal forno dei suoi denti una valanga
di panzane va sparando.
Ha davvero dei begli occhi da aquilotto
il nostro amico Angelino...
(musiche: Telecom - testi: Berlusconi - kazoo: Di Pietro)


La canzone originale di Paolo Conte, "Il nostro amico Angiolino":
Se capiste con che sguardo lui ci guarda
mentre noi stiamo suonando
e dal porto del suo cuore un bastimento
nella sera prende il largo.
Ha davvero dei begli occhi da aquilotto
il nostro amico Angiolino
e ogni volta ci regala un bel biscotto
il nostro amico Angiolio.
Il nostro amico Angiolino…
Ha una moglie tutta bionda e tutta bella
il nostro amico Angiolino
e ogni volta ci regala una frittella
con le mele e con il vino.
Noi suoniamo e suscitiamo sentimeni
e i sentimenti se ne vanno
a impigliarsi nei capelli tutti biondi
della moglie di Angiolino.
Il nostro amico Angiolino…

mercoledì 4 giugno 2008

un giorno verranno a prendere (un) te


Volevo parlare di questa cosa da un pò di tempo: ho (ri)letto queste parole scritte su un bigliettino lasciato sul posto dove Nicola Tommasoli è stato ammazzato, a Verona.
Ultimamente l'avrete già lette un pò ovunque..

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)



Questo testo (che gira in diverse varianti) NON è di Brecht, ma di Martin Niemöller: cliccando qui potete trovare una dimostrazione documentata.

Questo "per la precisione".
Resta intatta la forza di quelle parole, l'avviso sul fatto che non si cade, non si inciampa nel fascismo, ma vi si scivola giorno per giorno: mandando in onda un rappresentante della legge (nel paese di Beccaria) che invoca la pena di morte; dando voce a chi senza prove accusa gli zingari di rapire bambini e propone di punirli deportandoli; censurando certe notizie per il fatto che per essere tali dovevano citare un partitucolo nazistoide...

venerdì 11 aprile 2008

il sesto potere


Stamattina mi sono imbattuto in un video molto interessante. Lo trovate qui.
E' una chiacchierata tra Nanni Moretti e Paolo Flores D'Arcais, un invito al voto per il PD contro Berlusconi... sono circa 26 minuti. Ma non mi interessa qui analizzare il merito del discorso, entrare in argomento (si chiede di votare per l'ennesima volta per quel centro-sinistra che da 15 anni è succube e complice del signor Televisione)...
Quello che vorrei far notare è come è realizzato il filmato.
1) I due interlocutori sono seduti fianco a fianco e parlano tra di loro, di profilo alla telecamera: non c'è coinvolgimento visivo di chi guarda.
2) Non c'è alcun microfono se non quello della videocamerina: l'audio è udibile, ma la voce suona distante e con un pò di riverbero.
3) Non c'è illuminazione apposita per i soggetti, che dunque hanno la stessa presenza visiva dei manifestini appesi alla parete (sono i manifesti (ironici?) dei film horror-trash del produttore protagonista de "Il Caimano", nda)
4) La camera è fissa e puntata su Moretti, sul quale stringe spesso con lo zoom: Pasolini parlerebbe di qualificazione attiva (prevalenza della macchina sul soggetto) - lo sguardo dello spettatore è obbligato ad avvicinarsi al soggetto, è meno libero di scegliere; e il soggetto non fa nulla per venire incontro a te che guardi.
5) Non c'è montaggio, almeno per 23' il filmato scorre integrale; poi ci sono un paio di tagli (quando si parla della Binetti), non meglio giustificati: dunque non c'è sintesi, scelta di una parte di discorso più importante (secondo il giudizio dell'autore del filmato) rispetto ad un'altra; ma non fino in fondo.

Dunque, che messaggio passa da questo filmato, al di là delle parole?
Due persone sedute in una posizione che non coinvolge un terzo punto di vista (il tuo) si parlano addosso per ventitre minuti di fila (troppi) senza interruzioni, a distanza da te e senza esaltare visivamente la loro presenza rispetto agli oggetti della scena, ma costringendo il tuo sguardo ad avvicinare quando e chi vuole l'autore, che ad un certo punto decide inaspettatamente di tagliare una parte della registrazione.
Cosa condividono con me che guardo, questi due soggetti? Le loro parole, forse. Ma non la loro immagine-corpo: non mi fanno sentire presente, partecipe alla loro conversazione, che dunque non mi ri-guarda.

Eppure sono due intellettuali, uno che ha sicuramente studiato il linguaggio verbale e la comunicazione scritta e non; l'altro addirittura un regista, uno che di mestiere usa immagini audiovisive per comunicare ed esprimersi.
Il terzo, l'autore del filmato, anonimo, non viene coinvolto in alcun modo nella conversazione ma è il protagonista principale della "conversazione" visiva con lo spettatore - è annullato quanto me che guardo, dai due. Eppure è lui, inconsapevole nella sua ignoranza del mezzo, e nella povertà di mezzi di produzione messa a disposizione dai due padroni (il set è nella ditta di uno dei due, mentre il video è trasmesso dalla rivista dell'altro), che mi constringe a guardare e sentire in quel modo lì, che spero di aver descritto in modo comprensibile.

Nelle scuole elementari si insegna la grammatica, a leggere e a scrivere l'italiano. Quando si insegnerà l'abc del linguaggio audiovisivo? Saper "leggere" un telegiornale, un film, è importante.

martedì 1 aprile 2008

pescedaprile


Uh, che divertente: oggi è il Primo Aprile... Sui giornali è tradizione pubblicare una notizia falsa e divertente...
aspetta, mò la trovo e la riconosco... forse è questa, forse è quest'altra... oddio, non la trovo... sono tutte divertenti, a loro modo...
oggi faccio fatica a trovare una notizia vera.

ittaliani!!


Ma quando Grillo - alla fine di una tirata dei suoi monologhi- grida "Italiani!", è ancora ironico?
E lo capiranno che sta facendo una parodia di Mussolini?
A volte mette pure i pugni sui fianchi e s'impettisce, ma si capisce (ancora) che scherza?
O no?

martedì 12 febbraio 2008

nodi


Avevo già sentito parlare di "sistema dei media", e di come certe notizie non diventano tali davvero finché a parlarne non sono "le principali testate". Che s'intrecciano, si legano tra di loro secondo percorsi tortuosi.
In Italia non c'era bisogno di aspettare il profeta Grillo per sentir parlare di una certa autoreferenzialità del mondo dell'informazione...
Ma di fronte all'eco avuta dal video della Polizia Scientifica su Federico Aldrovandi, mi sono un pò stupito.
N.B. Eco tardiva, ma sempre meglio tardi che mai, sia ribadito!

Presentato al processo nell'udienza dell'11 gennaio scorso, ripreso dal mio operatore dal monitor in aula, ne avevo incluso una buona parte nel filmato che "Chi l'ha visto?" ha mandato in onda il successivo 21 gennaio. Nel blog della famiglia un post dello stesso 21 gennaio, aggiornato un paio di giorni dopo, parlava di quella trasmissione e ne segnalava anche la "trasposizione" fatta su Youtube (in due parti: qui la prima, e qui la seconda).

"Improvvisamente" dallo scorso weekend pare si siano accorti in tanti (dal Corriere della Sera a Studio Aperto, fino ai fogli-spazzatura "regalati" in metropolitana) dell'esistenza di quel filmato.
Era doveroso tornare a mostrarne alcune parti, lasciando ai genitori di Federico un commento, riannodare con loro i fili di una storia lunga e da altri riassunta con lacune e imprecisioni...
Soprattutto era doveroso cercare di far sentire alcuni suoni: il cinguettìo degli uccellini mentre un ragazzo sta lì morto per terra, il suo cellulare che suona a vuoto e nessuno sa ancora cosa inventarsi e quindi nessuno risponde, una agghiacciante risata fuoricampo, i singhiozzi di pianto di uno dei quattro poliziotti imputati dell'omicidio (colposo) di Federico, le sue parole nel descrivere il punto "dove ha avuto luogo la prima colluttazione" negata quel giorno ai genitori e ammessa a fatica solo 4 mesi dopo, quando alla Camera il ministro Giovanardi rendeva pubblica la notizia che si fossero spezzati due manganelli sul corpo di quel diciottenne...

Era ancora più importante far ascoltare una telefonata tra Questura e Comando dei Carabinieri (la si può sentire qui), che ha rappresentato la vera grossa novità inedita della serata. Qualcuno la potrebbe definire la smoking gun, non tanto del delitto su cui è in corso un processo (che si svolge solo e soltanto dentro il tribunale), ma piuttosto dei depistaggi, degli insabbiamenti, delle versioni fasulle, degli accordi tra "colleghi" anche di corpi diversi dello Stato (deviati?)...
Un filo d'indagine, quello su quanto sia successo (e quanto non è successo) dopo la morte di Federico, che inevitabilmente si annoda a quello centrale, quello della vita di Federico, assurdamente strappato...