Unione Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. U.N.I.T.A.L.S.I., si chiama così la banda di malviventi a volto coperto che gestisce un lager ad Ascoli Piceno dove viene tenuto segretato un bambino di 3 anni, strappato alla madre con la forza. E' nato a Mazara del Vallo ed è figlio di una ragazza madre. Che per questo non ha la capacità educativa, secondo un'altra associazione a delinquere chiamata Tribunale dei Minori. Ma soprattutto ha il torto di appartenere ad una razza inferiore: è infatti una rom. E quando ha cercato di riprendersi suo figlio, l'hanno arrestata.
Questa è una notizia all'incontrario*. Ma neanche troppo. E' più raccapricciante dell'originale? Scopritelo da soli.Qui quella "vera". Brrr!
*Reference: il sogno all'incontrario di Paolo Rossi.
"L'errore fondamentale degli anarchici avversari dell'organizzazione è il credere che non sia possibile organizzazione senza autorità." (Errico Malatesta)
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lunedì 22 dicembre 2008
rapitori di bambini
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martedì 11 novembre 2008
pagine bianche, gialle, nere
INTRODUZIONE
Non posso tenere a freno il bisogno, l'urgenza, il dovere morale, di diffondere alcune informazioni di cui sono in possesso.
Tacerle sarebbe colpevole. Far passare nel dimenticatoio alcuni dei fatti che sto per raccontare potrebbe indurre alcune delle persone e/o delle organizzazioni coinvolte a ritenere giustificati i loro comportamenti recenti e, magari, anche futuri e più pericolosi.
Lavoro a "Chi l'ha visto?". Ho subito con i miei colleghi delle pesanti minacce che da una settimana mi fanno dormire un pò meno tranquillo. Se fossi stato presente a Via Teulada, dopo la trasmissione del 3 novembre, durante il raid squadrista, sarei ancora meno tranquillo. Non mi rende più tranquillo il fatto che le forze dell'ordine e la magistratura abbiano promesso di indagare, che abbiano "controllato" una dozzina di persone.
Sono convinto che comunicare, condividere la conoscenza, diffondere notizie, fare e farsi delle domande, su certi fatti e su certe minacce, sia una forma di legittima difesa, oltre che un mio preciso dovere morale e professionale.
Occorre innanzitutto rimettere in fila i fatti: ecco dunque dapprima una cronologia di quanto è avvenuto e di quel che è stato detto e scritto tra lunedì e martedì scorsi. Seguono poi alcune brevi informazioni sulle telefonate minatorie e le mie (personalissime) conclusioni.
CRONOLOGIA
"Molti telespettatori ci hanno detto che sono state viste molte immagini della manifestazione degli studenti, immagini soprattutto che si riferiscono a piazza Navona, quando ci sono stati dei manifestanti di sinistra che hanno tirato dei tavolini e delle sedie addosso a degli esponenti di destra del Blocco Studentesco. Ci sono altre immagini che sono state fatte vedere pochissimo. Ci hanno chiesto di mandarle in onda e noi ve le facciamo vedere. Sono immagini, devo dire, brutte. Vediamole insieme al rallenty: allora, ci sono dei giovani, giovanissimi tra l'altro, li vedete in basso, sono sicuramente non degli universitari, forse dei liceali, e poi ci sono delle persone che a calci, pugni, scudisciate, si fanno largo. Sono ben visibili, queste persone. Questo e accaduto prima di quello che voi avete rivisto spesso, nei telegiornali, degli scontri di piazza Navona. Guardate tra l'altro la faccia preoccupata, sgomenta dei ragazzi. Sono dei ragazzini, sono veramente dei ragazzini che scappano, questi qui in basso, spaventatissimi da quello che sta succedendo. Anche Enzo Letizia, devo dire, del sindacato della Polizia, ha detto - Ma come mai gli ultra di estrema destra non sono stati attenzionati come quelli di sinistra? Vi abbiamo fatto vedere queste immagini, che sono non belle in una manifestazione che doveva essere pacifica degli studenti".
(Federica Sciarelli a “Chi l'ha visto?” (Raitre), 3/11/2008 – 23:05)
Link: video integrale.
Irruzione a Via Teulada, una “inqualificabile aggressione” come l'ha poi definita Francesco Nitto Palma, sottosegretario all'Interno: "al raid ha partecipato una quarantina di giovani, abbigliati con giubbotti e felpe scure e caschi, che si e' introdotto nella sede dopo aver saltato i tornelli, lanciando pomodori e ortaggi contro gli uffici durante il passaggio. Il gruppo e' entrato alle 0.37 ed è andato via dopo 5 minuti. Al momento dell'irruzione uno dei giovani si è rivolto ad una guardia giurata dicendo testualmente “non ce l'abbiamo con te, ma con il programma “Chi l'ha visto?”".
(Via Teulada, 4/11/2008 – 00:37)
Link: video (Tg3, 4/11/03 - 14:30).
“Questa è la segreteria nazionale di Forza Nuova, abbiamo visto il vostro numero del 3 novembre in cui pubblicate foto di persone in cui chiedete a “Chi l'ha visto?” dove abita e il nome e cognome. Noi facciamo lo stesso su di voi, su tutti voi. Chi ha visto voi, chi lavora con voi, dove abitate, nome e cognome. E poi verremo sotto le vostre case”.
(Prima telefonata, 4/11/2008 – 10:01)
“Non solo i parenti fino al secondo e al terzo grado, ma anche cani, gatti, pesci rossi e canarini. Stateci attenti”.
(Seconda telefonata, 4/11/2208 – 10:03)
Link: audio della telefonate 1 e 2.
(vedi le NOTE SULLE TELEFONATE, dopo la CRONOLOGIA)
Una trentina di giovani appartenenti ad un movimento dell'estrema destra romana, alcuni con il viso coperto da passamontagna, ha scavalcato la scorsa notte i cancelli della sede Rai di via Teulada tentando un'irruzione per protestare contro la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" e la sua conduttrice Federica Sciarelli. Informati dalla guardia giurata che a quell'ora non c'era più nessuno, avrebbero desistito. Nella puntata di ieri sera erano andati in onda dei filmati che ricostruivano le fasi immediatamente precedenti l'aggressione di un gruppo di studenti dell'estrema destra ai danni di altri che manifestavano davanti al Senato contro il decreto Gelmini. Attorno all'una e trenta della scorsa notte, secondo quanto si è appreso il gruppo, è riuscito ad entrare nel cortile della sede Rai non lontana dalla palazzina dove è in realtà la redazione di "Chi l'ha visto?". Alcuni di loro avevano anche il volto coperto da passamontagna. Due dei giovani erano muniti di telecamere. Ad accorgersi dell'intrusione è stata una guardia giurata che ha avvicinato alcuni di loro ma è stato allontanato al grido di “lasciaci in pace dobbiamo protestare”. Quando la guardia giurata ha informato i giovani che a quell'ora non c'era più nessuno nelle redazioni il gruppo ha desistito e si è allontanato.
(ANSA, 4/11/2008 - 10:27)
“E' stata effettuata una pacifica passeggiata negli studi Rai di via Teulada a Roma. Abbiamo voluto denunciare un uso strumentale e criminale del servizio pubblico: infatti nella puntata del 3 novembre della trasmissione "Chi l'ha visto?" sono state mostrate immagini di militanti del Blocco Studentesco, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che non sono né scomparsi né tanto meno sconosciuti. Infatti i ragazzi mostrati in trasmissione sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine in merito agli scontri seguiti all'aggressione subita dal Blocco Studentesco da parte dei Centri Sociali in piazza Navona il 29 ottobre scorso. Nei fatti tramite una trasmissione del servizio pubblico si è voluto fornire a livello nazionale una vera e propria lista di proscrizione per invitare gli antifascisti più violenti a mettere in pratica la loro aspirazione più nota: “uccidere un fascista non è reato”.
(Comunicato stampa di Casa Pound Italia, 4/11/2008 – 11:29)
“Chi l'ha visto?”: noi vi abbiamo visto, vi guardiamo. Sotto casa, quando uscite, quando andate a portare a passeggio il cane, vi guardiamo sempre. Vi abbiamo visto, vediamo, vedremo, stiamo sempre con gli occhi bene aperti. Voi invece no”.
(Terza telefonata, 4/11/2008 – 11:32)
“Qualcuno di voi si e' perso un cane? Noi lo abbiamo visto, che dobbiamo fare lo dobbiamo prendere? lo laviamo? gli dobbiamo levare le pulci? poi lo dobbiamo ridare? E' valida anche per i cani questa trasmissione? Qualcuno di voi ha perso cani o gatti? Noi ne abbiamo trovati svariati. Diteci che dobbiamo fare, se dobbiamo lavarli o togliergli le pulci prima di restituirli. Li portiamo direttamente a casa.(…)”
(Quarta telefonata, 4/11/2008 - 11:34)
“Nella puntata del 3 Novembre della trasmissione “Chi l'ha visto?” sono state mostrate immagini di militanti di destra, coinvolti negli scontri di Piazza Navona, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine. E' stata fornita una vera e propria lista di proscrizione per invitare alla violenza nei confronti dei giovani. Intanto a Cremona sono comparse sotto casa dei responsabili locali di Forza Nuova delle scritte contenenti minacce di morte.
L'onorevole Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova, afferma: “Non dobbiamo sottovalutare quanto accaduto: esiste una volontà di certa sinistra di scaldare gli animi per riaprire una spirale di violenza contro i ragazzi di destra. Sono profondamente indignato dal programma "Chi l'ha visto?" che ha vergognosamente tracciato una lista di proscrizione nei confronti di militanti politici né sconosciuti né tantomeno dispersi. Da questa logica alla logica dell'”uccidere un fascista non è reato” il passo è breve. Chiedo il tempestivo intervento del Ministro dell'Interno Maroni per frenare questa pericolosa spirale e sanzionare il programma di rai tre.
UFFICIO STAMPA
FORZA NUOVA
VIA XXX
001XX ROMA
TEL 06XXXXXXXX
info@forzanuova.org "
(Comunicato stampa inviato per e-mail, 4/11/2008 - 12:36)
“E'scandaloso che una trasmissione che si occupa d'altro istighi alla caccia all'uomo nei confronti dei giovani di destra. L'antifascismo televisivo prepara la strada a quello militante. La Rai deve rispondere di questa vergogna”.
(Francesco Storace (La Destra), 4/11/2008 – 14:35)
“Le telefonate giunte alla redazione di "Chi l'ha visto?" non appartengono in qualsiasi modo allo stile ed alla linea che, particolarmente ora, contraddistingue Forza Nuova. E' urgente fermare questa crescente spirale di odio tra studenti. E' una spirale voluta da pochi folli terrorizzati dall'idea di non riuscire a monopolizzare la contestazione unitarie anti decreto Gelmini. Si è voluta spostare l'attenzione pubblica dal decreto ad una logica di tensione. Purtroppo non tutti hanno consapevolezza del peso delle proprie parole ed azioni. L'unico modo per bloccare questa escalation di tensione emotiva, sta nell'isolare politicamente i mandanti morali della logica della violenza e della repressione, come Cossiga, e nell'evitare di utilizzare trasmissioni televisive per schedare giovani di una o di un'altra tendenza politica”.
(Roberto Fiore (Forza Nuova), 4/11/2008 - 15:17)
“(…) qualcuno ha usato il servizio pubblico radiotelevisivo per istigare violenza contro ragazzi di Blocco studentesco. Quella trasmissione serve per trovare le persone scomparse, non per metterne altre nelle mani dei facinorosi”.
(Alessandra Mussolini (As), 4/11/2008 – 16:23)
“E' la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono assaliti con proditoria violenza, questo non è assolutamente accettabile ed è un segnale molto preoccupante per il nostro Paese. Solidarietà piena e convinta, dunque, alla collega Federica Sciarelli e alla redazione tutta di “Chi l'ha visto?”, trasmissione che, nel rispetto del diritto-dovere di informare, ha squarciato molto spesso importanti veli della nostra storia recente”.
(Nota della FNSI, 4/11/2008 – 16:42)
“Forza Nuova non c'entra con le minacce a "Chi l'ha visto?", come non c'entra con la “spedizione” fallita alla Rai di Roma. Queste fantomatiche minacce non sono addebitabili a noi, né direttamente né indirettamente. Noi abbiamo centinaia di utenze telefoniche intestate, come movimento politico mai faremmo una tale assurdità. C'è qualcuno che sta facendo di tutto per sollevare un vespaio inutile facendo un grande favore a Berlusconi. Se i riflettori vengono puntati su queste facezie non si riesce più ad organizzare un'opposizione bipartisan al Pdl sul decreto Gelmini".
(Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova, 4/11/2008 – 17:01)
L'irruzione nella sede Rai di via Teulada da parte di una trentina di appartenenti all'estrema destra della capitale è stata documentata dagli stessi autori in un video che si trova su Internet, sia sul sito di Casapound Italia - l'organizzazione che ha rivendicato il gesto - sia su Youtube. (…) Una serie di scritte accompagnano il video: “Abbiamo portato colore nella vostra grigia politica, abbiamo ridato slancio ad una gioventù che vorreste morta, abbiamo riso e danzato mentre altri si sfregavano le mani, abbiamo difeso il nostro spazio, la nostra vita, con quei bastoni - affermano gli autori dell'irruzione - Ma prima dei bastoni ci sono i cuori, sempre. Ma siamo condannati a combattere la vostra ignoranza, la vostra pigrizia, la vostra sete di guadagno". "Ci avete dato degli infiltrati, dei delatori, dei provocatori, e adesso, dopo le foto segnaletiche e le impronte digitali chiedete ancora i nostri nomi? Cosa volete - concludono - il morto? Non giocate mai più sulla nostra pelle”.
(ANSA, 4/11/2008 – 17:07)
NOTE SULLE TELEFONATE
Le telefonate, registrate sulla segreteria del numero 06/8262, provengono da tre numeri di telefono diversi.
Con Pagine Bianche, cercando il numero da cui sono partite le prime due, questo è il risultato:

Il terzo e il quarto numero non compaiono su Pagine Bianche.
Il terzo numero, con una semplice ricerca su Google, porta all'annuncio di un "IV Campo d'Azione", in occasione del "decennale di Forza Nuova", a Roma dal 28 al 30 settembre 2007.
Il quarto numero è lo stesso che compare in calce al comunicato stampa di Forza Nuova spedito per e-mail all'indirizzo 8262@rai.it un'ora dopo la quarta telefonata.
Roberto Fiore e Paolo Caratossidis hanno affermato che Forza Nuova non c'entra con queste telefonate. Fiore lo ho ribadito anche a Matrix. Sarebbe dunque loro interesse individuare chi le ha fatte. Nell'ipotesi che si configuri il reato di minacce, non ne verrebbe chiamato a rispondere l'intestatario del numero, ma l'autore materiale di quelle chiamate.
I due leader affermano inoltre che la loro organizzazione non c'entra nulla nemmeno con l'incursione notturna a Via Teulada.
Fiore, sempre a Matrix, ha sottolineato di aver saputo del raid solo il giorno dopo, dai mezzi d'informazione.
La prima ANSA sul fatto è delle 10:27, la prima telefonata delle 10:01...
CONCLUSIONE
Ritengo che l'assalto a Via Teulada e le telefonate di minaccia del mattino dopo, siano due episodi diversi. Non ho prove che li colleghino. Non ho informazioni su quanti e quali legami ci siano tra Forza Nuova e Casa Pound Italia, tra Lotta Studentesca e Blocco Studentesco, o tra Roberto Fiore e Gianluca Iannone, né mi interessa approfondire in questa sede storia e geografia della galassia postneofascista (romana e non solo)...
Non mi interessa affrontare questioni politiche, qui. Parlo dei fatti.
Del fatto che una quarantina di persone, molte delle quali a viso coperto e con atteggiamento aggressivo sono penetrate nel mio posto di lavoro, commettendo dei reati e col rischio che -se non fossimo già andati via, a quell'ora - se ne compissero di più gravi.
E del fatto che due o tre persone, anche a nome di Forza Nuova, abbiano minacciato noi e i nostri cari.
Con un linguaggio più mafioso che fascista. O non lo so...
So solo che resta il fatto che sono due episodi di minaccia ravvicinati nel tempo di poche ore e che riguardano entrambi il programma per cui lavoro. Riguardano me personalmente. Per questo, ho scritto.
QUALCHE DOMANDA
Ripartiamo dall'inizio, da quel minuto e mezzo dedicato da "Chi l'ha visto?" ai fatti di Piazza Navona del 29 ottobre scorso.
Da quelle poche immagini. Più o meno inedite.
In un servizio del TG2 del giorno dei fatti, a firma di Marco Bezmalinovich, già si erano mostrate le prime aggressioni da parte di Blocco Studentesco con cinghie, calci eccetera, ai danni degli studenti e dei sindacalisti in piazza.
Eppure sono proprio le immagini che ha diffuso "Chi l'ha visto?" ad aver scatenato le reazioni che conosciamo.
Perché? Cosa abbiamo mostrato di così inguardabile, per chi ha deciso di riunire 40 persone e fare irruzione nei nostri studi, e per chi ha deciso di alzare il telefono per lasciare messaggi di minaccia? Chi si vede, in quelle immagini?
E' solo oggi, dopo oltre una settimana, che mi viene davvero quella domanda, in mente: "Chi l'ha visto?".
Che legami hanno, le persone responsabili del raid e delle minacce, con le persone riprese in quelle inquadrature?
Che tipo di legame può scatenare una difesa così violenta, una rappresaglia che si organizza in quel modo?
I legami del sangue, del suolo, della squadra, della bandiera? Non lo so, perché sono "valori" che non mi appartengono.
Non posso tenere a freno il bisogno, l'urgenza, il dovere morale, di diffondere alcune informazioni di cui sono in possesso.
Tacerle sarebbe colpevole. Far passare nel dimenticatoio alcuni dei fatti che sto per raccontare potrebbe indurre alcune delle persone e/o delle organizzazioni coinvolte a ritenere giustificati i loro comportamenti recenti e, magari, anche futuri e più pericolosi.
Lavoro a "Chi l'ha visto?". Ho subito con i miei colleghi delle pesanti minacce che da una settimana mi fanno dormire un pò meno tranquillo. Se fossi stato presente a Via Teulada, dopo la trasmissione del 3 novembre, durante il raid squadrista, sarei ancora meno tranquillo. Non mi rende più tranquillo il fatto che le forze dell'ordine e la magistratura abbiano promesso di indagare, che abbiano "controllato" una dozzina di persone.
Sono convinto che comunicare, condividere la conoscenza, diffondere notizie, fare e farsi delle domande, su certi fatti e su certe minacce, sia una forma di legittima difesa, oltre che un mio preciso dovere morale e professionale.
Occorre innanzitutto rimettere in fila i fatti: ecco dunque dapprima una cronologia di quanto è avvenuto e di quel che è stato detto e scritto tra lunedì e martedì scorsi. Seguono poi alcune brevi informazioni sulle telefonate minatorie e le mie (personalissime) conclusioni.
CRONOLOGIA
"Molti telespettatori ci hanno detto che sono state viste molte immagini della manifestazione degli studenti, immagini soprattutto che si riferiscono a piazza Navona, quando ci sono stati dei manifestanti di sinistra che hanno tirato dei tavolini e delle sedie addosso a degli esponenti di destra del Blocco Studentesco. Ci sono altre immagini che sono state fatte vedere pochissimo. Ci hanno chiesto di mandarle in onda e noi ve le facciamo vedere. Sono immagini, devo dire, brutte. Vediamole insieme al rallenty: allora, ci sono dei giovani, giovanissimi tra l'altro, li vedete in basso, sono sicuramente non degli universitari, forse dei liceali, e poi ci sono delle persone che a calci, pugni, scudisciate, si fanno largo. Sono ben visibili, queste persone. Questo e accaduto prima di quello che voi avete rivisto spesso, nei telegiornali, degli scontri di piazza Navona. Guardate tra l'altro la faccia preoccupata, sgomenta dei ragazzi. Sono dei ragazzini, sono veramente dei ragazzini che scappano, questi qui in basso, spaventatissimi da quello che sta succedendo. Anche Enzo Letizia, devo dire, del sindacato della Polizia, ha detto - Ma come mai gli ultra di estrema destra non sono stati attenzionati come quelli di sinistra? Vi abbiamo fatto vedere queste immagini, che sono non belle in una manifestazione che doveva essere pacifica degli studenti".
(Federica Sciarelli a “Chi l'ha visto?” (Raitre), 3/11/2008 – 23:05)
Link: video integrale.
Irruzione a Via Teulada, una “inqualificabile aggressione” come l'ha poi definita Francesco Nitto Palma, sottosegretario all'Interno: "al raid ha partecipato una quarantina di giovani, abbigliati con giubbotti e felpe scure e caschi, che si e' introdotto nella sede dopo aver saltato i tornelli, lanciando pomodori e ortaggi contro gli uffici durante il passaggio. Il gruppo e' entrato alle 0.37 ed è andato via dopo 5 minuti. Al momento dell'irruzione uno dei giovani si è rivolto ad una guardia giurata dicendo testualmente “non ce l'abbiamo con te, ma con il programma “Chi l'ha visto?”".
(Via Teulada, 4/11/2008 – 00:37)
Link: video (Tg3, 4/11/03 - 14:30).
“Questa è la segreteria nazionale di Forza Nuova, abbiamo visto il vostro numero del 3 novembre in cui pubblicate foto di persone in cui chiedete a “Chi l'ha visto?” dove abita e il nome e cognome. Noi facciamo lo stesso su di voi, su tutti voi. Chi ha visto voi, chi lavora con voi, dove abitate, nome e cognome. E poi verremo sotto le vostre case”.
(Prima telefonata, 4/11/2008 – 10:01)
“Non solo i parenti fino al secondo e al terzo grado, ma anche cani, gatti, pesci rossi e canarini. Stateci attenti”.
(Seconda telefonata, 4/11/2208 – 10:03)
Link: audio della telefonate 1 e 2.
(vedi le NOTE SULLE TELEFONATE, dopo la CRONOLOGIA)
Una trentina di giovani appartenenti ad un movimento dell'estrema destra romana, alcuni con il viso coperto da passamontagna, ha scavalcato la scorsa notte i cancelli della sede Rai di via Teulada tentando un'irruzione per protestare contro la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" e la sua conduttrice Federica Sciarelli. Informati dalla guardia giurata che a quell'ora non c'era più nessuno, avrebbero desistito. Nella puntata di ieri sera erano andati in onda dei filmati che ricostruivano le fasi immediatamente precedenti l'aggressione di un gruppo di studenti dell'estrema destra ai danni di altri che manifestavano davanti al Senato contro il decreto Gelmini. Attorno all'una e trenta della scorsa notte, secondo quanto si è appreso il gruppo, è riuscito ad entrare nel cortile della sede Rai non lontana dalla palazzina dove è in realtà la redazione di "Chi l'ha visto?". Alcuni di loro avevano anche il volto coperto da passamontagna. Due dei giovani erano muniti di telecamere. Ad accorgersi dell'intrusione è stata una guardia giurata che ha avvicinato alcuni di loro ma è stato allontanato al grido di “lasciaci in pace dobbiamo protestare”. Quando la guardia giurata ha informato i giovani che a quell'ora non c'era più nessuno nelle redazioni il gruppo ha desistito e si è allontanato.
(ANSA, 4/11/2008 - 10:27)
“E' stata effettuata una pacifica passeggiata negli studi Rai di via Teulada a Roma. Abbiamo voluto denunciare un uso strumentale e criminale del servizio pubblico: infatti nella puntata del 3 novembre della trasmissione "Chi l'ha visto?" sono state mostrate immagini di militanti del Blocco Studentesco, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che non sono né scomparsi né tanto meno sconosciuti. Infatti i ragazzi mostrati in trasmissione sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine in merito agli scontri seguiti all'aggressione subita dal Blocco Studentesco da parte dei Centri Sociali in piazza Navona il 29 ottobre scorso. Nei fatti tramite una trasmissione del servizio pubblico si è voluto fornire a livello nazionale una vera e propria lista di proscrizione per invitare gli antifascisti più violenti a mettere in pratica la loro aspirazione più nota: “uccidere un fascista non è reato”.
(Comunicato stampa di Casa Pound Italia, 4/11/2008 – 11:29)
“Chi l'ha visto?”: noi vi abbiamo visto, vi guardiamo. Sotto casa, quando uscite, quando andate a portare a passeggio il cane, vi guardiamo sempre. Vi abbiamo visto, vediamo, vedremo, stiamo sempre con gli occhi bene aperti. Voi invece no”.
(Terza telefonata, 4/11/2008 – 11:32)
“Qualcuno di voi si e' perso un cane? Noi lo abbiamo visto, che dobbiamo fare lo dobbiamo prendere? lo laviamo? gli dobbiamo levare le pulci? poi lo dobbiamo ridare? E' valida anche per i cani questa trasmissione? Qualcuno di voi ha perso cani o gatti? Noi ne abbiamo trovati svariati. Diteci che dobbiamo fare, se dobbiamo lavarli o togliergli le pulci prima di restituirli. Li portiamo direttamente a casa.(…)”
(Quarta telefonata, 4/11/2008 - 11:34)
“Nella puntata del 3 Novembre della trasmissione “Chi l'ha visto?” sono state mostrate immagini di militanti di destra, coinvolti negli scontri di Piazza Navona, invitando i telespettatori a fornire informazioni e generalità di ragazzi che sono già stati fermati ed identificati dalle forze dell'ordine. E' stata fornita una vera e propria lista di proscrizione per invitare alla violenza nei confronti dei giovani. Intanto a Cremona sono comparse sotto casa dei responsabili locali di Forza Nuova delle scritte contenenti minacce di morte.
L'onorevole Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova, afferma: “Non dobbiamo sottovalutare quanto accaduto: esiste una volontà di certa sinistra di scaldare gli animi per riaprire una spirale di violenza contro i ragazzi di destra. Sono profondamente indignato dal programma "Chi l'ha visto?" che ha vergognosamente tracciato una lista di proscrizione nei confronti di militanti politici né sconosciuti né tantomeno dispersi. Da questa logica alla logica dell'”uccidere un fascista non è reato” il passo è breve. Chiedo il tempestivo intervento del Ministro dell'Interno Maroni per frenare questa pericolosa spirale e sanzionare il programma di rai tre.
UFFICIO STAMPA
FORZA NUOVA
VIA XXX
001XX ROMA
TEL 06XXXXXXXX
info@forzanuova.org "
(Comunicato stampa inviato per e-mail, 4/11/2008 - 12:36)
“E'scandaloso che una trasmissione che si occupa d'altro istighi alla caccia all'uomo nei confronti dei giovani di destra. L'antifascismo televisivo prepara la strada a quello militante. La Rai deve rispondere di questa vergogna”.
(Francesco Storace (La Destra), 4/11/2008 – 14:35)
“Le telefonate giunte alla redazione di "Chi l'ha visto?" non appartengono in qualsiasi modo allo stile ed alla linea che, particolarmente ora, contraddistingue Forza Nuova. E' urgente fermare questa crescente spirale di odio tra studenti. E' una spirale voluta da pochi folli terrorizzati dall'idea di non riuscire a monopolizzare la contestazione unitarie anti decreto Gelmini. Si è voluta spostare l'attenzione pubblica dal decreto ad una logica di tensione. Purtroppo non tutti hanno consapevolezza del peso delle proprie parole ed azioni. L'unico modo per bloccare questa escalation di tensione emotiva, sta nell'isolare politicamente i mandanti morali della logica della violenza e della repressione, come Cossiga, e nell'evitare di utilizzare trasmissioni televisive per schedare giovani di una o di un'altra tendenza politica”.
(Roberto Fiore (Forza Nuova), 4/11/2008 - 15:17)
“(…) qualcuno ha usato il servizio pubblico radiotelevisivo per istigare violenza contro ragazzi di Blocco studentesco. Quella trasmissione serve per trovare le persone scomparse, non per metterne altre nelle mani dei facinorosi”.
(Alessandra Mussolini (As), 4/11/2008 – 16:23)
“E' la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono assaliti con proditoria violenza, questo non è assolutamente accettabile ed è un segnale molto preoccupante per il nostro Paese. Solidarietà piena e convinta, dunque, alla collega Federica Sciarelli e alla redazione tutta di “Chi l'ha visto?”, trasmissione che, nel rispetto del diritto-dovere di informare, ha squarciato molto spesso importanti veli della nostra storia recente”.
(Nota della FNSI, 4/11/2008 – 16:42)
“Forza Nuova non c'entra con le minacce a "Chi l'ha visto?", come non c'entra con la “spedizione” fallita alla Rai di Roma. Queste fantomatiche minacce non sono addebitabili a noi, né direttamente né indirettamente. Noi abbiamo centinaia di utenze telefoniche intestate, come movimento politico mai faremmo una tale assurdità. C'è qualcuno che sta facendo di tutto per sollevare un vespaio inutile facendo un grande favore a Berlusconi. Se i riflettori vengono puntati su queste facezie non si riesce più ad organizzare un'opposizione bipartisan al Pdl sul decreto Gelmini".
(Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova, 4/11/2008 – 17:01)
L'irruzione nella sede Rai di via Teulada da parte di una trentina di appartenenti all'estrema destra della capitale è stata documentata dagli stessi autori in un video che si trova su Internet, sia sul sito di Casapound Italia - l'organizzazione che ha rivendicato il gesto - sia su Youtube. (…) Una serie di scritte accompagnano il video: “Abbiamo portato colore nella vostra grigia politica, abbiamo ridato slancio ad una gioventù che vorreste morta, abbiamo riso e danzato mentre altri si sfregavano le mani, abbiamo difeso il nostro spazio, la nostra vita, con quei bastoni - affermano gli autori dell'irruzione - Ma prima dei bastoni ci sono i cuori, sempre. Ma siamo condannati a combattere la vostra ignoranza, la vostra pigrizia, la vostra sete di guadagno". "Ci avete dato degli infiltrati, dei delatori, dei provocatori, e adesso, dopo le foto segnaletiche e le impronte digitali chiedete ancora i nostri nomi? Cosa volete - concludono - il morto? Non giocate mai più sulla nostra pelle”.
(ANSA, 4/11/2008 – 17:07)
NOTE SULLE TELEFONATE
Le telefonate, registrate sulla segreteria del numero 06/8262, provengono da tre numeri di telefono diversi.
Con Pagine Bianche, cercando il numero da cui sono partite le prime due, questo è il risultato:

Il terzo e il quarto numero non compaiono su Pagine Bianche.
Il terzo numero, con una semplice ricerca su Google, porta all'annuncio di un "IV Campo d'Azione", in occasione del "decennale di Forza Nuova", a Roma dal 28 al 30 settembre 2007.
Il quarto numero è lo stesso che compare in calce al comunicato stampa di Forza Nuova spedito per e-mail all'indirizzo 8262@rai.it un'ora dopo la quarta telefonata.
Roberto Fiore e Paolo Caratossidis hanno affermato che Forza Nuova non c'entra con queste telefonate. Fiore lo ho ribadito anche a Matrix. Sarebbe dunque loro interesse individuare chi le ha fatte. Nell'ipotesi che si configuri il reato di minacce, non ne verrebbe chiamato a rispondere l'intestatario del numero, ma l'autore materiale di quelle chiamate.
I due leader affermano inoltre che la loro organizzazione non c'entra nulla nemmeno con l'incursione notturna a Via Teulada.
Fiore, sempre a Matrix, ha sottolineato di aver saputo del raid solo il giorno dopo, dai mezzi d'informazione.
La prima ANSA sul fatto è delle 10:27, la prima telefonata delle 10:01...
CONCLUSIONE
Ritengo che l'assalto a Via Teulada e le telefonate di minaccia del mattino dopo, siano due episodi diversi. Non ho prove che li colleghino. Non ho informazioni su quanti e quali legami ci siano tra Forza Nuova e Casa Pound Italia, tra Lotta Studentesca e Blocco Studentesco, o tra Roberto Fiore e Gianluca Iannone, né mi interessa approfondire in questa sede storia e geografia della galassia postneofascista (romana e non solo)...
Non mi interessa affrontare questioni politiche, qui. Parlo dei fatti.
Del fatto che una quarantina di persone, molte delle quali a viso coperto e con atteggiamento aggressivo sono penetrate nel mio posto di lavoro, commettendo dei reati e col rischio che -se non fossimo già andati via, a quell'ora - se ne compissero di più gravi.
E del fatto che due o tre persone, anche a nome di Forza Nuova, abbiano minacciato noi e i nostri cari.
Con un linguaggio più mafioso che fascista. O non lo so...
So solo che resta il fatto che sono due episodi di minaccia ravvicinati nel tempo di poche ore e che riguardano entrambi il programma per cui lavoro. Riguardano me personalmente. Per questo, ho scritto.
QUALCHE DOMANDA
Ripartiamo dall'inizio, da quel minuto e mezzo dedicato da "Chi l'ha visto?" ai fatti di Piazza Navona del 29 ottobre scorso.
Da quelle poche immagini. Più o meno inedite.
In un servizio del TG2 del giorno dei fatti, a firma di Marco Bezmalinovich, già si erano mostrate le prime aggressioni da parte di Blocco Studentesco con cinghie, calci eccetera, ai danni degli studenti e dei sindacalisti in piazza.
Eppure sono proprio le immagini che ha diffuso "Chi l'ha visto?" ad aver scatenato le reazioni che conosciamo.
Perché? Cosa abbiamo mostrato di così inguardabile, per chi ha deciso di riunire 40 persone e fare irruzione nei nostri studi, e per chi ha deciso di alzare il telefono per lasciare messaggi di minaccia? Chi si vede, in quelle immagini?
E' solo oggi, dopo oltre una settimana, che mi viene davvero quella domanda, in mente: "Chi l'ha visto?".
Che legami hanno, le persone responsabili del raid e delle minacce, con le persone riprese in quelle inquadrature?
Che tipo di legame può scatenare una difesa così violenta, una rappresaglia che si organizza in quel modo?
I legami del sangue, del suolo, della squadra, della bandiera? Non lo so, perché sono "valori" che non mi appartengono.
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lunedì 10 novembre 2008
da impallidire
Obama presidente, la Lewinsky è rimasta a bocca aperta.
(Andrea Rivera, "comico" "di sinistra" sul sito di una rivista "di sinistra", Micromega).
Quasi quasi riesce a farmi risultare simpatica la battuta di Berlusconi su Obama abbronzato.
martedì 21 ottobre 2008
con chi prendersela
Prendete Flavio Tosi, il sindaco razzista di Verona (a dire poco).
E prendete Roberto Saviano.
Ecco, ora pensate a chi dei due ha saputo meglio sfruttare la propria notorietà: quello che è sindaco, o quello che è minacciato di morte dai capi della camorra?
Io provo vergogna per chi non si vergogna, a prendere dalla notorietà altrui per ottenerne in proprio, smerdandola.
Ma non me la prendo con loro. E nemmeno coi giornali (di carta, di pixel o di etere) che sparano titoloni su una condannucola in primo grado di uno che ha sempre scritto e parlato contro gl'impuniti a cui quei giornali leccano il culo ogni santo giorno.
Me la prendo piuttosto con me stesso, che non prendo querele né minacce dagli impuniti perché col mio lavoro non li sfioro nemmeno... ecco, a me piacerebbe prendere la telecamera e fare domande a chi se le merita. Prendendo su di me la responsabilità di quello che racconto, personalmente. Perché sennò prendi parte a compromessi, equidistanze ipocrite, balletti tra cinismo e pietas. Sennò prendi per il culo, e non va bene.
P.S. Chissà che auto guida Tosi...
lunedì 6 ottobre 2008
che ignoranti che siete
Fabio Fazio ha "intervistato" Spike Lee a "Che tempo che fa".
Fazio, uno che sulla lingua ci ha il Patafix...
Ora, ho (quasi) sempre ammirato Spike Lee come "nero newyorkese de sinistra" che faceva film impegnati (e come tali, 8 volte su 10 pallosetti), per carità...
Ma ha fatto un film fasullo su una strage vera (S.Anna di Stazzema) dove racconta che la causa dello sterminio abominevole di 560 persone sarebbe scaturito dal tradimento di un partigiano. Un dettagliuccio da niente, come dire che le camere a gas erano sature di scoregge degli ebrei...
Quel signore rimane un americano ignorante come tutti gli americani ignoranti, anche se sono neri newyorkesi "de sinistra". Punto.
E come se io domani facessi un film che racconta che Malcolm X e Martin Luther King sono stati ammazzati dalle Black Panthers: come reagirebbe Spike Lee?
Ora: che Spike Lee ignori la storia della Resistenza è comprensibile (ma non giustifica la puttanata che ha combinato).
Ma che lui (e il chierichetto seduto di fronte a lui) ignorasse/ro così grossolanamente la storia del cinema (italiano) è stato per me ancora più scandaloso.
Fazio ha detto che era la prima volta che al cinema si vedevano soldati americani di colore impegnati nella guerra in Italia. E Lee gli dava ragione, vantandosi di aver fatto il primo film della storia sui "Buffalo soldiers"*...
Ma Paisà e Sciuscià li avete mai visti?
No dài, due dei principali film della/sulla Resistenza!
E per non parlare dei soldati nordafricani ne "La Ciociara": vi dicono niente?
*Altra stronzata: la secolare tradizione dell'esercito yankee di utilizzare soldati di colore è stata già raccontata in diversi film...
sabato 13 settembre 2008
pareidolia

Oggi impariamo una parola nuova, guardacaso di origine greca: la pareidolia è la tendenza subconscia (e perciò inevitabile) a riconoscere figure familiari (specialmente volti) in oggetti di forma casuale.
Classici esempi: la "faccia" della luna, le nuvole che formano animali, le Madonne nelle macchie sui muri, le bambine "zingare" che assomigliano tutte a Denise Pipitone...
non ditemi che non vedete il muso dell'asino nell'albero della foto!?!
(immagine tratta dal blog pareidolie.blogspot.com)
mercoledì 4 giugno 2008
un giorno verranno a prendere (un) te

Volevo parlare di questa cosa da un pò di tempo: ho (ri)letto queste parole scritte su un bigliettino lasciato sul posto dove Nicola Tommasoli è stato ammazzato, a Verona.
Ultimamente l'avrete già lette un pò ovunque..
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)
Questo testo (che gira in diverse varianti) NON è di Brecht, ma di Martin Niemöller: cliccando qui potete trovare una dimostrazione documentata.
Questo "per la precisione".
Resta intatta la forza di quelle parole, l'avviso sul fatto che non si cade, non si inciampa nel fascismo, ma vi si scivola giorno per giorno: mandando in onda un rappresentante della legge (nel paese di Beccaria) che invoca la pena di morte; dando voce a chi senza prove accusa gli zingari di rapire bambini e propone di punirli deportandoli; censurando certe notizie per il fatto che per essere tali dovevano citare un partitucolo nazistoide...
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venerdì 30 maggio 2008
fascio a me?!?
Allora non ci siamo capiti: a me non importa un fico secco se Dario Chianelli, che avrebbe* guidato la spedizione punitiva del Pigneto, ci ha il Che Guevara tatuato sul braccio; o se della squadraccia faceva parte pure un negro...
Unirsi in gruppo, col volto coperto, e devastare negozi a bastonate, e potendo pure i gestori visti come "nemici", è fascismo e basta. Lo era per i black-bloc a Genova, lo è sempre.
*avrebbe, e non "ha", secondo quanto correttamente fa notare la prima testimone dei fatti,
una giovane giornalista dell'AGI.
lunedì 19 maggio 2008
pre-testi
Questo avrebbe potuto essere un testo che avrei potuto scrivere per un filmato per lunedì scorso,
se fossi stato per tutta la settimana precedente a Verona e se avessi montato tutto lo scorso weekend,
e soprattutto se fosse andato mai in onda...

[Voce fuori-campo di un sedicenne veronese amico di alcuni dei cinque arrestati, su immagini di turisti nella zona intorno al punto dell’agguato, con inquadrature della strada che si vede nel filmato della telecamera a circuito chiuso:]
Erano dei bravi butèi… eh, dei bravi ragazzi: scusate il dialetto… erano dei bravi ragazzi… Questa storia è stata ingigantita dai giornali e dai mass-media, che hanno criminalizzato questa città… è giusto che ne parlino, ma i giornali e telegiornali locali: non così, che è una settimana che parlano tutti di questo fatto!
Così la pensa un adolescente veronese, che non ha voluto essere ripreso in volto, amico di alcuni dei cinque “bravi butèi” in carcere da una settimana accusati di aver pestato a morte Nicola Tommasoli. Qui li vediamo mentre si allontanano dal luogo del delitto perché uno dei cinque avvisa gli altri che sta arrivando qualcuno.
Da questo punto le loro strade si dividono.
Tre di loro, dopo essere tornati tranquillamente a casa, dopo il pranzo del Primo Maggio in famiglia, organizzano una fuga all’estero, verso l’Inghilterra. Raffaele Dalle Donne però non ce la fa: sa di essere schedato in Questura, di poter essere individuato, si sente braccato. Suo padre lo spinge a costituirsi. Gli altri due, “Tarabuio” e “Peri”, nel frattempo prendono l’auto della madre del “Peri” e corrono oltre il confine austriaco. Sull’auto partita da Verona c’erano tre persone, ma il nome della terza non è ancora emerso. Da Innsbruck, dove lasciano l’auto, si spostano fino all’aeroporto di Monaco. Non sappiamo con chi, con che mezzi: loro dicono in taxi. Da Monaco prendono un volo per Londra. Qualcuno può averli incrociati in una delle varie tappe? E quanto c’è di organizzato in questa fuga? Chi li può aver aiutati? E perché proprio a Londra? E’ un caso? Come il fatto che da decenni nella capitale britannica hanno trovato rifugio noti esponenti dell’estrema destra italiana?
Avv. Businello: E’ una barzelletta: sono due adolescenti impauriti che sono andati lì perché ogni tanto vanno a vedere il West Ham… due ragazzini spaventati dalle conseguenze di un gesto che non pensavano avesse avuto quella portata.
La portata di quel gesto per Nicola, sono cinque giorni di coma all’ospedale di Verona, poi la morte e la donazione degli organi.
Amica: Non c’è niente da dire… solo che questa è una questione politica: io non do la colpa ai ragazzi, perché sono frutto di un sistema…
Don Ivo Dusi, parroco di S.Maria di Negrar (il paese dei Tommasoli): L’accanimento contro il diverso ricorda i fatti di Ludwig, che uccisero anche un sacerdote: anch’io potrei essere considerato un diverso e dunque un possibile bersaglio!... Spererei che questi fatti potessero insegnare qualcosa ai giovani, ma temo che ci sia una memoria molto corta: si dimenticano i fatti e si impara poco. Eppoi chi la fa franca appare come un modello, un “figo”, come si dice…
Per la difesa, l’aggressione e la morte non sarebbero direttamente collegate, e soprattutto non c'entra nulla la politica.
Avv. Bussinello: Da quanto emerso finora c’è un piccolo ematoma superficiale, tra spalla e collo, a 10 cm dal punto in cui si è sviluppata l’emorragia cerebrale che ha causato la morte… Un incontro casuale, la richiesta di una sigaretta, una risposta bruca, si scatena la colluttazione tra i due gruppi…
Amici (da La Vita in Diretta): niente lite, è stata un'aggressione a freddo, di spalle, del tutto volontaria; abbiam sentito un tonfo. Poi sono scappati, vigliacchi…
Il branco ha agito unito, ma stanno pian piano emergendo le diverse responsabilità. Dal primo racconto dei due amici di Nicola, sarebbe stato un “biondino”, a tirare il calcio fatale alla testa di Nicola. Si era pensato a Guglielmo Corsi, ma Corsi avrebbe addossato la colpa a Veneri, che nega di aver dato quel calcio.
Dalle Donne, Veneri e Perini hanno in comune l’appartenenza agli ultras dell’Hellas Verona, e l’anno scorso hanno ricevuto il DASPO, il Divieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive che le Questure applicano ai soggetti ritenuti pericolosi.
Non solo: Dalle Donne e Veneri sono tra i 17 giovani veronesi che l’estate scorsa furono indagati dalla DIGOS, che in una serie di perquisizioni rinvenne armi e materiale di propaganda neonazista.
Domanda: alcuni di loro hanno svolto attività politica: Dalle Donne apparteneva al Blocco Studentesco, Perini è stato candidato alle scorse amministrative in Forza Nuova…
Avv. Bussinello: Se uno fa una rapina e ha in tasca la tessera dell’UDC, non si può fare un processo all’intero partito.
L’avvocato Bussinello, nelle ultime amministrative veronesi, era capofila di Forza Nuova. Il leader nazionale di quel partito, Roberto Fiore, in seguito alla strage di Bologna del 1980, si rifugiò a Londra, dove ha fondato un impero finanziario che ha tra le sue attività la società Easy London, con sedi in tutta Italia: un’agenzia che si occupa di prenotare voli low-cost, alloggi in ostelli economici e soggiorni di studio e lavoro a Londra per studenti... alcuni appartenenti a questa formazione sono stati protagonisti di alcuni raid nella città scaligera.
Gianni: sono Gianni, sono omosessuale.
Domanda: perché siamo qui (a pochi metri da dove è morto Nicola, nda) a fare un’intervista con te?
Gianni: perché esattamente qui, nel 2001 io e un altro ragazzo siamo stati aggrediti da appartenenti a Forza Nuova… la zona del centro è ritenuto territorio delle destre… A Verona ci sono molte persone che potrebbero raccontare altre aggressioni, anche se c’è molta paura…
I veronesi per bene ce l’hanno coi media, che distorcerebbero la realtà dei fatti. E in qualche caso sembrerebbe così.
Per esempio nel dicembre scorso c’è stata un’aggressione ai danni di tre paracadutisti della Folgore. Si era sempre detto che il motivo fosse che i militari erano meridionali. Ma le cose forse sono andate un po’ diversamente:
(...)la figlia della barista ha un fidanzato di colore: i soldati avrebbero insultato per primi...(...)
Per strada sarebbe scattata la rissa, al termine della quale un parà è stato ferito con un manganello telescopico…
Anche l’episodio che ha portato alla morte di Nicola, a Verona qualcuno lo racconta anche come una “normale” lite tra ragazzi, forse ubriachi…
Avv. Bussinello: nego assolutamente che fossero ubriachi.
Dunque i cinque erano lucidi, e decidono lucidamente di fuggire. Ma prima, come si sono incontrati? E dove? E’ possibile che i due gruppi abbiano avuto un primo incontro in un altro punto della città?
Barista: Loro venivano qui, però veniva anche il ragazzo ucciso… però i cinque non si sono mai comportati male, qui… quella sera erano qui fino all’1e30.
Domanda: E Nicola?
Barista: Non potrei dirtelo, c’era talmente tanta gente… io ho visto Veneri e Dalle Donne, che hanno bevuto una vodka e Red Bull, e non erano mica in assetto di guerra…
Domanda: per riconoscerli, vuol dire che vengono spesso
Barista: da qualche mese, sì; prima no, frequentavano più Piazza Erbe; da quando hanno combinato qualche casino un anno fa… erano famosi per fare risse, e all’inizio ci siamo preoccupati…
Dunque a Verona questi “bravi butèi” avevano una certa fama, ma in città dà fastidio parlarne. Sabato, per i funerali di Nicola, il lutto cittadino ha fatto chiudere i negozi per 10 minuti, per poi riprendere le normali attività dedicate al turismo...
[Immagini di bancarelle di souvenir. Tra Arene e Giuliette di plastica, spuntano spade e una bottiglia di vino con l’etichetta con la faccia di Hitler, che la signora gira, dei manganelli di legno col nome di Mussolini, che la venditrice nasconde alla vista della telecamera.]
Signora: non voglio che li riprendete.
Domanda: Perché? Crede che diamo un’immagine sbagliata di Verona?
Signora: Sì.
Domanda: La diamo noi che li riprendiamo e non lei che li vende?
Signora: Esatto.
P.S. Questo testo è antifascista? Credo proprio di sì. E ci mancherebbe pure...
se fossi stato per tutta la settimana precedente a Verona e se avessi montato tutto lo scorso weekend,
e soprattutto se fosse andato mai in onda...
[Voce fuori-campo di un sedicenne veronese amico di alcuni dei cinque arrestati, su immagini di turisti nella zona intorno al punto dell’agguato, con inquadrature della strada che si vede nel filmato della telecamera a circuito chiuso:]
Erano dei bravi butèi… eh, dei bravi ragazzi: scusate il dialetto… erano dei bravi ragazzi… Questa storia è stata ingigantita dai giornali e dai mass-media, che hanno criminalizzato questa città… è giusto che ne parlino, ma i giornali e telegiornali locali: non così, che è una settimana che parlano tutti di questo fatto!
Così la pensa un adolescente veronese, che non ha voluto essere ripreso in volto, amico di alcuni dei cinque “bravi butèi” in carcere da una settimana accusati di aver pestato a morte Nicola Tommasoli. Qui li vediamo mentre si allontanano dal luogo del delitto perché uno dei cinque avvisa gli altri che sta arrivando qualcuno.
Da questo punto le loro strade si dividono.
Tre di loro, dopo essere tornati tranquillamente a casa, dopo il pranzo del Primo Maggio in famiglia, organizzano una fuga all’estero, verso l’Inghilterra. Raffaele Dalle Donne però non ce la fa: sa di essere schedato in Questura, di poter essere individuato, si sente braccato. Suo padre lo spinge a costituirsi. Gli altri due, “Tarabuio” e “Peri”, nel frattempo prendono l’auto della madre del “Peri” e corrono oltre il confine austriaco. Sull’auto partita da Verona c’erano tre persone, ma il nome della terza non è ancora emerso. Da Innsbruck, dove lasciano l’auto, si spostano fino all’aeroporto di Monaco. Non sappiamo con chi, con che mezzi: loro dicono in taxi. Da Monaco prendono un volo per Londra. Qualcuno può averli incrociati in una delle varie tappe? E quanto c’è di organizzato in questa fuga? Chi li può aver aiutati? E perché proprio a Londra? E’ un caso? Come il fatto che da decenni nella capitale britannica hanno trovato rifugio noti esponenti dell’estrema destra italiana?
Avv. Businello: E’ una barzelletta: sono due adolescenti impauriti che sono andati lì perché ogni tanto vanno a vedere il West Ham… due ragazzini spaventati dalle conseguenze di un gesto che non pensavano avesse avuto quella portata.
La portata di quel gesto per Nicola, sono cinque giorni di coma all’ospedale di Verona, poi la morte e la donazione degli organi.
Amica: Non c’è niente da dire… solo che questa è una questione politica: io non do la colpa ai ragazzi, perché sono frutto di un sistema…
Don Ivo Dusi, parroco di S.Maria di Negrar (il paese dei Tommasoli): L’accanimento contro il diverso ricorda i fatti di Ludwig, che uccisero anche un sacerdote: anch’io potrei essere considerato un diverso e dunque un possibile bersaglio!... Spererei che questi fatti potessero insegnare qualcosa ai giovani, ma temo che ci sia una memoria molto corta: si dimenticano i fatti e si impara poco. Eppoi chi la fa franca appare come un modello, un “figo”, come si dice…
Per la difesa, l’aggressione e la morte non sarebbero direttamente collegate, e soprattutto non c'entra nulla la politica.
Avv. Bussinello: Da quanto emerso finora c’è un piccolo ematoma superficiale, tra spalla e collo, a 10 cm dal punto in cui si è sviluppata l’emorragia cerebrale che ha causato la morte… Un incontro casuale, la richiesta di una sigaretta, una risposta bruca, si scatena la colluttazione tra i due gruppi…
Amici (da La Vita in Diretta): niente lite, è stata un'aggressione a freddo, di spalle, del tutto volontaria; abbiam sentito un tonfo. Poi sono scappati, vigliacchi…
Il branco ha agito unito, ma stanno pian piano emergendo le diverse responsabilità. Dal primo racconto dei due amici di Nicola, sarebbe stato un “biondino”, a tirare il calcio fatale alla testa di Nicola. Si era pensato a Guglielmo Corsi, ma Corsi avrebbe addossato la colpa a Veneri, che nega di aver dato quel calcio.
Dalle Donne, Veneri e Perini hanno in comune l’appartenenza agli ultras dell’Hellas Verona, e l’anno scorso hanno ricevuto il DASPO, il Divieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive che le Questure applicano ai soggetti ritenuti pericolosi.
Non solo: Dalle Donne e Veneri sono tra i 17 giovani veronesi che l’estate scorsa furono indagati dalla DIGOS, che in una serie di perquisizioni rinvenne armi e materiale di propaganda neonazista.
Domanda: alcuni di loro hanno svolto attività politica: Dalle Donne apparteneva al Blocco Studentesco, Perini è stato candidato alle scorse amministrative in Forza Nuova…
Avv. Bussinello: Se uno fa una rapina e ha in tasca la tessera dell’UDC, non si può fare un processo all’intero partito.
L’avvocato Bussinello, nelle ultime amministrative veronesi, era capofila di Forza Nuova. Il leader nazionale di quel partito, Roberto Fiore, in seguito alla strage di Bologna del 1980, si rifugiò a Londra, dove ha fondato un impero finanziario che ha tra le sue attività la società Easy London, con sedi in tutta Italia: un’agenzia che si occupa di prenotare voli low-cost, alloggi in ostelli economici e soggiorni di studio e lavoro a Londra per studenti... alcuni appartenenti a questa formazione sono stati protagonisti di alcuni raid nella città scaligera.
Gianni: sono Gianni, sono omosessuale.
Domanda: perché siamo qui (a pochi metri da dove è morto Nicola, nda) a fare un’intervista con te?
Gianni: perché esattamente qui, nel 2001 io e un altro ragazzo siamo stati aggrediti da appartenenti a Forza Nuova… la zona del centro è ritenuto territorio delle destre… A Verona ci sono molte persone che potrebbero raccontare altre aggressioni, anche se c’è molta paura…
I veronesi per bene ce l’hanno coi media, che distorcerebbero la realtà dei fatti. E in qualche caso sembrerebbe così.
Per esempio nel dicembre scorso c’è stata un’aggressione ai danni di tre paracadutisti della Folgore. Si era sempre detto che il motivo fosse che i militari erano meridionali. Ma le cose forse sono andate un po’ diversamente:
(...)la figlia della barista ha un fidanzato di colore: i soldati avrebbero insultato per primi...(...)
Per strada sarebbe scattata la rissa, al termine della quale un parà è stato ferito con un manganello telescopico…
Anche l’episodio che ha portato alla morte di Nicola, a Verona qualcuno lo racconta anche come una “normale” lite tra ragazzi, forse ubriachi…
Avv. Bussinello: nego assolutamente che fossero ubriachi.
Dunque i cinque erano lucidi, e decidono lucidamente di fuggire. Ma prima, come si sono incontrati? E dove? E’ possibile che i due gruppi abbiano avuto un primo incontro in un altro punto della città?
Barista: Loro venivano qui, però veniva anche il ragazzo ucciso… però i cinque non si sono mai comportati male, qui… quella sera erano qui fino all’1e30.
Domanda: E Nicola?
Barista: Non potrei dirtelo, c’era talmente tanta gente… io ho visto Veneri e Dalle Donne, che hanno bevuto una vodka e Red Bull, e non erano mica in assetto di guerra…
Domanda: per riconoscerli, vuol dire che vengono spesso
Barista: da qualche mese, sì; prima no, frequentavano più Piazza Erbe; da quando hanno combinato qualche casino un anno fa… erano famosi per fare risse, e all’inizio ci siamo preoccupati…
Dunque a Verona questi “bravi butèi” avevano una certa fama, ma in città dà fastidio parlarne. Sabato, per i funerali di Nicola, il lutto cittadino ha fatto chiudere i negozi per 10 minuti, per poi riprendere le normali attività dedicate al turismo...
[Immagini di bancarelle di souvenir. Tra Arene e Giuliette di plastica, spuntano spade e una bottiglia di vino con l’etichetta con la faccia di Hitler, che la signora gira, dei manganelli di legno col nome di Mussolini, che la venditrice nasconde alla vista della telecamera.]
Signora: non voglio che li riprendete.
Domanda: Perché? Crede che diamo un’immagine sbagliata di Verona?
Signora: Sì.
Domanda: La diamo noi che li riprendiamo e non lei che li vende?
Signora: Esatto.
P.S. Questo testo è antifascista? Credo proprio di sì. E ci mancherebbe pure...
lunedì 21 gennaio 2008
discariche
Si è già detto tante volte. Forse ci siamo davvero. Il governo sta cadendo. A pezzi.
Speriamo non lascino i resti a puzzare lungo le strade d'Italia:
chiamate De Gennaro, che è pratico, a fare uno sgombero (rifiuti) al Parlamento.
Niente riciclaggio con leggi elettorali da inciucio, niente governi tecnici.
Tutti a casa e votazioni subito: anche se torna "quel nano infame" almeno lo sapevamo già da prima che faccia che era.
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giovedì 17 gennaio 2008
facoltà di parola
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lunedì 19 novembre 2007
licenze
Serve una licenza per guadagnarsi da vivere,
una patente per stare sulla terra,
un permesso per occupare coi propri piedi e un carretto
qualche metro quadro di strada.
Se non ce l'hai, arriva qualcuno
con l'autorizzazione a punire
con la ricetta per curare
con il permesso di abusare
con il libretto d'istruzioni del tuo cervello,
e a volte
con la licenza
non poetica, di uccidere...
Vendeva frutta senza licenza, arrestato in piazza e "legato al letto"
Accusa di omicidio colposo
per il primario dell'ospedale
in cui morì Giuseppe Casu
Walter Falgio
L'assurda storia di Giuseppe Casu, pensionato di Quartu Sant'Elena morto a 60 anni dopo aver subito un ricovero coatto e sette giorni di contenzione, con mani e piedi legati al letto, giunge a una svolta. A conclusione dell'inchiesta aperta sulla vicenda, il sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Giangiacomo Pilia, ha rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo il primario del Servizio psichiatrico dell'ospedale cagliaritano Santissima Trinità, Giampaolo Turri, e la psichiatra dello stesso reparto che ha avuto in cura il pensionato, Maria Cantone. A breve si attende l'udienza preliminare.
Storia ancora più assurda se si tiene conto che il trattamento sanitario obbligatorio subito da Giuseppe Casu il 15 giugno dello scorso anno non è stato comunicato al giudice entro i termini di legge. Il pensionato è morto nelle stanze dell'ospedale "Santissima Trinità" durante un ricovero coatto non convalidato nei tempi stabiliti.
Si aggiunga che parti anatomiche di Casu, utili per lo svolgimento dell'inchiesta aperta dalla Procura di Cagliari, sono sparite misteriosamente dagli scaffali dello stesso ospedale.
Giuseppe Casu non poteva essere costretto nel letto di contenzione per sette giorni di seguito. Per di più il paziente era stato sottoposto a trattamento farmacologico. La commissione di inchiesta interna della Azienda sanitaria 8 ha ritenuto «non accettabile sotto il profilo clinico, oltre che etico, un così prolungato provvedimento di contenzione fisica in assenza di tentativi finalizzati alla sua interruzione».
Un secondo procedimento, oltre quello per omicidio colposo, è stato aperto dalla Procura sulla distruzione di parti di cadavere. Ad accorgersi che il flacone con i pezzi anatomici di Casu era stato sostituito sono gli stessi consulenti tecnici della Procura. Il barattolo con le parti del corpo del pensionato, morto per tromboembolia, sarebbe stato scambiato con un recipiente contenente parti del corpo di un altro paziente, morto sempre per tromboembolia, causata da un tumore. Ma all'origine di questo disturbo ci può essere anche una immobilizzazione prolungata, così come successo a Casu. In questa direzione la Procura indaga anche per il reato di frode processuale.
La questione della ritardata notifica del trattamento sanitario obbligatorio è un altro aspetto che gli avvocati della famiglia Casu, Mario Canessa e Dario Sarigu, hanno sottoposto all'attenzione della magistratura. «Il fatto documentalmente provato della trasmissione tardiva al giudice dell'ordinanza sindacale relativa al Tso applicato a Casu, può rappresentare un'ipotesi di reato da approfondire», dicono i legali. Il sindaco di Quartu Sant'Elena ha disposto il ricovero con l'ordinanza numero 7 del 15 giugno 2006. Per legge il provvedimento del sindaco deve essere trasmesso al giudice tutelare per la convalida entro le 48 ore successive. Invece il giudice riceve la notifica solo il 20 giugno, come risulta dal timbro di deposito della Cancelleria del Tribunale. Cioè cinque giorni dopo l'ordine di ricovero. Il 21 giugno, con procedimento numero VG. 1176/06, avviene la convalida del Tso. Il 22 giugno Casu muore. Gli avvocati Canessa e Sarigu sottolineano come desti sconcerto la motivazione addotta dai medici per giustificare il Tso. In un modulo prestampato della Asl si legge: "Agitazione psicomotoria". Due parole che hanno attivato la procedura d'urgenza nei confronti di Casu mentre esercitava la sua occasionale attività di venditore ambulante. Ma se si osservano le fotografie del freelance Italo Orrù, depositate in Procura, si vede Casu quella mattina in atteggiamento sereno e scherzoso nei confronti di carabinieri sorridenti. Atteggiamento che pare incompatibile con lo stato di agitazione che ha giustificato il ricovero. Scavando nella vicenda si scopre invece che Casu si rifiutava di sgomberare la sua bancarella e che: «Era un pensionato che saltuariamente faceva l'ambulante senza avere la licenza. Non era l'ultimo, né l'unico degli ambulanti abusivi di Quartu Sant'Elena, era piuttosto il soggetto più vulnerabile. Svolgeva questa attività in modo anomalo perché in realtà spesso lasciava la merce e il mezzo incustoditi», racconta il "Comitato verità e giustizia per Giuseppe Casu" nel sito Comitatogiuseppecasu.it , ricco di informazioni e documenti sulla vicenda. «Nella tarda mattinata del 15 giugno, come in molte altre occasioni, si presentano al signor Casu i vigili urbani, i quali, va sottolineato, la mattina precedente avevano comminato a quest'ultimo una contravvenzione di ben 5000 euro "per vendita senza licenza di frutta e verdura in strada"», spiega nella interrogazione presentata dal senatore Mauro Bulgarelli ai ministri dell'Interno e della Salute. «Sanzione di importo analogo viene elevata a Casu anche nella mattinata del 15, suscitando la comprensibile reazione di quest'ultimo. Una reazione assolutamente pacifica», continua il senatore. Dopodichè in pochissimo tempo intervengono i carabinieri e un'ambulanza. Casu viene afferrato di fronte a molti passanti. Cade a terra, viene immobilizzato e ammanettato, come appare chiaramente nella fotografia di Orrù pubblicata in questa pagina . Quindi caricato sull'ambulanza. Ancora Bulgarelli: «Non vi è, apparentemente, alcuna spiegazione plausibile che giustifichi un intervento tanto violento, essendo il signor Casu un individuo indifeso e pacifico, tanto da far pensare che l'intervento delle forze dell'ordine sia motivato dall'intenzione di infliggere una "punizione esemplare" a uno dei tanti venditori abusivi che ogni mattina affollano la piazza».
(da "Liberazione", 18/11/2007)
una patente per stare sulla terra,
un permesso per occupare coi propri piedi e un carretto
qualche metro quadro di strada.
Se non ce l'hai, arriva qualcuno
con l'autorizzazione a punire
con la ricetta per curare
con il permesso di abusare
con il libretto d'istruzioni del tuo cervello,
e a volte
con la licenza
non poetica, di uccidere...
Vendeva frutta senza licenza, arrestato in piazza e "legato al letto"
Accusa di omicidio colposo
per il primario dell'ospedale
in cui morì Giuseppe Casu
Walter Falgio
L'assurda storia di Giuseppe Casu, pensionato di Quartu Sant'Elena morto a 60 anni dopo aver subito un ricovero coatto e sette giorni di contenzione, con mani e piedi legati al letto, giunge a una svolta. A conclusione dell'inchiesta aperta sulla vicenda, il sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Giangiacomo Pilia, ha rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo il primario del Servizio psichiatrico dell'ospedale cagliaritano Santissima Trinità, Giampaolo Turri, e la psichiatra dello stesso reparto che ha avuto in cura il pensionato, Maria Cantone. A breve si attende l'udienza preliminare.
Storia ancora più assurda se si tiene conto che il trattamento sanitario obbligatorio subito da Giuseppe Casu il 15 giugno dello scorso anno non è stato comunicato al giudice entro i termini di legge. Il pensionato è morto nelle stanze dell'ospedale "Santissima Trinità" durante un ricovero coatto non convalidato nei tempi stabiliti.
Si aggiunga che parti anatomiche di Casu, utili per lo svolgimento dell'inchiesta aperta dalla Procura di Cagliari, sono sparite misteriosamente dagli scaffali dello stesso ospedale.
Giuseppe Casu non poteva essere costretto nel letto di contenzione per sette giorni di seguito. Per di più il paziente era stato sottoposto a trattamento farmacologico. La commissione di inchiesta interna della Azienda sanitaria 8 ha ritenuto «non accettabile sotto il profilo clinico, oltre che etico, un così prolungato provvedimento di contenzione fisica in assenza di tentativi finalizzati alla sua interruzione».
Un secondo procedimento, oltre quello per omicidio colposo, è stato aperto dalla Procura sulla distruzione di parti di cadavere. Ad accorgersi che il flacone con i pezzi anatomici di Casu era stato sostituito sono gli stessi consulenti tecnici della Procura. Il barattolo con le parti del corpo del pensionato, morto per tromboembolia, sarebbe stato scambiato con un recipiente contenente parti del corpo di un altro paziente, morto sempre per tromboembolia, causata da un tumore. Ma all'origine di questo disturbo ci può essere anche una immobilizzazione prolungata, così come successo a Casu. In questa direzione la Procura indaga anche per il reato di frode processuale.
La questione della ritardata notifica del trattamento sanitario obbligatorio è un altro aspetto che gli avvocati della famiglia Casu, Mario Canessa e Dario Sarigu, hanno sottoposto all'attenzione della magistratura. «Il fatto documentalmente provato della trasmissione tardiva al giudice dell'ordinanza sindacale relativa al Tso applicato a Casu, può rappresentare un'ipotesi di reato da approfondire», dicono i legali. Il sindaco di Quartu Sant'Elena ha disposto il ricovero con l'ordinanza numero 7 del 15 giugno 2006. Per legge il provvedimento del sindaco deve essere trasmesso al giudice tutelare per la convalida entro le 48 ore successive. Invece il giudice riceve la notifica solo il 20 giugno, come risulta dal timbro di deposito della Cancelleria del Tribunale. Cioè cinque giorni dopo l'ordine di ricovero. Il 21 giugno, con procedimento numero VG. 1176/06, avviene la convalida del Tso. Il 22 giugno Casu muore. Gli avvocati Canessa e Sarigu sottolineano come desti sconcerto la motivazione addotta dai medici per giustificare il Tso. In un modulo prestampato della Asl si legge: "Agitazione psicomotoria". Due parole che hanno attivato la procedura d'urgenza nei confronti di Casu mentre esercitava la sua occasionale attività di venditore ambulante. Ma se si osservano le fotografie del freelance Italo Orrù, depositate in Procura, si vede Casu quella mattina in atteggiamento sereno e scherzoso nei confronti di carabinieri sorridenti. Atteggiamento che pare incompatibile con lo stato di agitazione che ha giustificato il ricovero. Scavando nella vicenda si scopre invece che Casu si rifiutava di sgomberare la sua bancarella e che: «Era un pensionato che saltuariamente faceva l'ambulante senza avere la licenza. Non era l'ultimo, né l'unico degli ambulanti abusivi di Quartu Sant'Elena, era piuttosto il soggetto più vulnerabile. Svolgeva questa attività in modo anomalo perché in realtà spesso lasciava la merce e il mezzo incustoditi», racconta il "Comitato verità e giustizia per Giuseppe Casu" nel sito Comitatogiuseppecasu.it , ricco di informazioni e documenti sulla vicenda. «Nella tarda mattinata del 15 giugno, come in molte altre occasioni, si presentano al signor Casu i vigili urbani, i quali, va sottolineato, la mattina precedente avevano comminato a quest'ultimo una contravvenzione di ben 5000 euro "per vendita senza licenza di frutta e verdura in strada"», spiega nella interrogazione presentata dal senatore Mauro Bulgarelli ai ministri dell'Interno e della Salute. «Sanzione di importo analogo viene elevata a Casu anche nella mattinata del 15, suscitando la comprensibile reazione di quest'ultimo. Una reazione assolutamente pacifica», continua il senatore. Dopodichè in pochissimo tempo intervengono i carabinieri e un'ambulanza. Casu viene afferrato di fronte a molti passanti. Cade a terra, viene immobilizzato e ammanettato, come appare chiaramente nella fotografia di Orrù pubblicata in questa pagina . Quindi caricato sull'ambulanza. Ancora Bulgarelli: «Non vi è, apparentemente, alcuna spiegazione plausibile che giustifichi un intervento tanto violento, essendo il signor Casu un individuo indifeso e pacifico, tanto da far pensare che l'intervento delle forze dell'ordine sia motivato dall'intenzione di infliggere una "punizione esemplare" a uno dei tanti venditori abusivi che ogni mattina affollano la piazza».
(da "Liberazione", 18/11/2007)
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giovedì 15 novembre 2007
martedì 6 novembre 2007
dal balcone
martedì 30 ottobre 2007
lo straniero
Per me è straniero l’egoista mascalzone che respinge l’affamato lontano dalla propria tavola, l’assetato lontano dal proprio pozzo, la miseria del mondo lontano dal proprio confort.
Mi è estraneo l’uomo capace, per servire il proprio interesse, di trattare gli esseri umani come bestiame, come attrezzi o merci.
Per me è straniero chi, per calcolo economico o per strategia politica, raccoglie gli uomini, gli infermi, gli asserviti, e li respinge verso una sorte crudele, verso la miseria, l’umiliazione, la paura, il dolore, la morte.
Mi è estraneo colui che serve, come una macchina, questa politica; colui che “amministra”, raccoglie le informazioni, redige le schedature, timbra, arresta, ammanetta, malmena ed espelle.
Per me è straniero chi, per sostenere questa politica, punta sulla paura e l’ignoranza, sull’invidia e sulla vigliaccheria; chi incita all’odio contro uomini che hanno un colore, una lingua e delle maniere di vivere differenti.
Mi è estraneo chi inventa e diffonde le menzogne che alimentano questo odio.
Le uniche frontiere che riconosco necessarie sono quelle che proteggono gli uomini dai pescecani e dalle iene che indossano una faccia da uomo, dall’avvoltoio e dal robot, dallo sfruttatore e dal mascalzone.
Frontiere che sono determinato a difendere con fermezza, respingendo gli assalti di questi barbari stranieri.
(Autore: Gérard De Mai
Fonte: qui)
lunedì 29 ottobre 2007
nascere così
Appena avevo visto il manifesto di questa campagna contro l'omofobia promossa dalla Regione Toscana (di centrosinistra), qualche giorno fa, mi erano venuti i brividi. Ho letto che il Governo (la ministra per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini) l'ha appoggiata. E addirittura Franco Grillini l'ha apprezzata. E i miei brividi crescevano...
Poi invece, per fortuna, ho scoperto che Vladimir Luxuria no. E stavolta io sto decisamente con Luxuria!
Perché mi fa orrore l'idea che la genetica ormai sia la Fede universale, che spiega l'origine di tutto il mondo, ogni aspetto della personalità, ogni caratteristica individuale, ogni comportamento umano.
E mi fa paura che passi come antiomofobico un concetto che secondo me è profondamente discriminatorio: se sei gay, ti tolgo anche la libertà di concepirla come una tua scelta; sei nato così, non è "colpa" (evviva!) né merito tuo...
non sono d'accordo, ma proprio per niente.
Nasciamo e viviamo continuamente condizionati da un'infinità di fattori: in parte la genetica sicuramente, ma anche l'ambiente, le condizioni sociali, l'educazione, l'interazione con altri esseri umani, lo sviluppo psicofisico, le esperienze... e le scelte.
Sennò non c'è più libertà.
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mercoledì 24 ottobre 2007
stamo a ffà er cinema
E' morto ed aveva solo due mesi.
E' morto sulle rive del Tevere, a pochi passi dalla Factory occupata, un laboratorio sociale su Via Riva Ostiense.
Questo bimbo si chiamava Francesco e muore in una notte freddissima qualsiasi, nella tenda posizionata a pochi passi dalle acque del Fiume. Con lui c'erano i genitori, giovanissimi, una famiglia Rom rumena che "abitava" sulle sponde del fiume insieme ad altri rom, come tanti delle migliaia di rom che vivono nelle baraccopoli improvvisate nei parchi della città, nelle zone meno battute della capitale.
Qui il sito della Factory.
Per un fascista che butta un bicchiere di inchiostro rosso nella Fontana di Trevi, titoloni sui TG e caccia all'uomo degna de "Il fuggitivo". Per Francesco neanche una riga sul giornale e per i ragazzi della Factory magari qualche sguardo schifato del pubblico radical-chic della Festa del Cinema o l'intervento dei buttafuori in giacca e cravatta dell'Auditorium veltroniano.
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giovedì 18 ottobre 2007
separazioni
Parigi: Nicolas e Cecilia Sarkozy divorziano. I media italiani titolano: "separazione". Ma la separazione esiste solo in Italia, è uno dei tanti compromessi storici con la chiesa cattolica che ha fatto nascere questo "divorzio temporaneo e reversibile"...
Infatti:
Reggio Emilia: durante l'udienza di separazione, un uomo spara in aula. Due morti e feriti gravi per merito di questa bella istituzione italica che è la separazione.
E non c'entra un cazzo che quello squilibrato fosse albanese, ma nei titoli dei media italiani spicca questo.
Per un veloce ripasso su separazione e divorzio, clic qui.
lunedì 17 settembre 2007
mai morta
Oggi voglio commentare un commento.
E' anonimo, o meglio firmato "AncoraViva"...
AncoraViva ha lasciato un nuovo commento sul post "la pistola come strumento di contenimento risolutivo della resistenza":
Vado un po' OT, ma sono capitata qui per caso.. Non è possibile che qualsiasi cosa io cerchi su internet mi venga fuori Carlo Giuliani...
Quando il 7 gennaio 1978 il Capitano dei Carabinieri Edoardo Sivori sparò in piena fronte al diciannovenne DISARMATO (sì, senza estintori, senza sassi, senza un bel niente) Stefano Recchioni a una manifestazione nessuno si è lamentato tanto.
Basti pensare che alla commemorazione, L'ANNO SEGUENTE, l'agente di polizia Alessio Speranza sparò al diciassettenne Alberto Giaquinto, uccidendolo.
Queste sono le vostre forze dell'ordine, non le mie.
Per voi diventano brutte e cattive quando ammazzano un compagno, ma "uccidere un fascista non è reato" neanche per loro?
ACAB PER TUTTA LA VITA!
ANTICOMUNISTA PER TUTTA LA VITA!
Ora, innanzitutto quando esprimo le mie opinioni, io sono abituato a metterci nome, cognome e faccia; specialmente qui che è "casa mia", dove scrivo solo io (non c'è un noi) quello che penso e quel che mi pare: non è tollerabile che qualcuno venga a commentare per dire di cosa dovrei parlare io e soprattutto in che modo... il mondo è grande, e Internet di più: se non trovi quel che vorresti leggere, scrivitelo tu, da un'altra parte! Questo è un principio dei blog. E questo è il mio blog... Right or wrong, it's my blog.
Poi, cara AncoraViva, non sei proprio capitata qui "per caso". Basta dare un'occhiata alle statistiche di accesso per stabilire che venerdì sei stata una dei 56 visitatori del blog quel giorno, che la tua visita risulta essere la prima (o perlomeno da un IP non registrato prima), che ti sei collegata alle 18.14 da una località che preferisco non rivelare per tutela della tua privacy (so anche tipo di browser, risoluzione del monitor e altre cosette)... ma soprattutto non è che sei arrivata a quel post cercando "qualsiasi cosa": tu hai cercato su Alice le parole "quando butteranno giù a calci la tua porta" (questo il link).
Quelle parole traducono l'incipit della canzone dei Clash "The Guns of Brixton" (ma ti rimando ai link contenuti nel post o una bella ricerchina con Google, per sapere di che si tratta).
Venendo ai fatti e ai nomi che citi, ti posso solo dire quel che ho detto sopra: se non ne parlo io qui, parlane tu altrove (su un tuo blog) o leggi il blog di qualcun altro... questa non è un'enciclopedia.
E poi io detesto la "par condicio", o peggio la "riconciliazione" coi fascisti. Mi spiace, non raccolgo la provocazione. Il giudizio della Storia è inappellabile, ed è di condanna definitiva nei confronti del fascismo. Punto.
giovedì 6 settembre 2007
V-day: Sympathy for mr. Vendetta?
Disclaimer: questo sarà un post impopolare perché è un post anti-popolare.
"Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale."
Questo è il primo dei tre punti della proposta di legge popolare che Beppe Grillo promuove con il V-DAY, dopodomani.
Un paio di premesse.
1) Dalla Costituzione di questo paese:
Art. 27
La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.
2) Dal Codice Penale:
Art. 28 Interdizione dai pubblici uffici
L'interdizione dai pubblici uffici e' perpetua o temporanea. L'interdizione perpetua dai pubblici uffici, salvo che dalla legge sia altrimenti disposto, priva il condannato: 1) del diritto di elettorato o di eleggibilita' in qualsiasi comizio elettorale, e di ogni altro diritto politico; 2) di ogni pubblico ufficio, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio, e della qualita' ad essi inerente di pubblico ufficiale o d'incaricato di pubblico servizio (...): qui trovate l'articolo integrale.
Articolo 29: Casi nei quali alla condanna consegue l'interdizione dai pubblici uffici
La condanna all'ergastolo e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni importano l'interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici; e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque. La dichiarazione di abitualita' o di professionalita' nel delitto, ovvero di tendenza a delinquere, importa l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Dunque la proposta di Grillo mi sembra incostituzionale, o almeno io la trovo sbagliata (e superflua nelle parti giuste):
- una condanna definitiva, anche la più grave, comporta la rieducazione del condannato; una volta scontata la pena, pagato il proprio debito con la giustizia, si torna ad essere cittadini con pieni diritti. Non esistono, in Italia, né pena di morte né ergastolo, dunque non si capisce in base a quale principio si vorrebbero togliere per sempre i diritti politici di un cittadino;
- la condanna in primo e in secondo grado, non definitive, se non comportano restrizioni delle libertà individuali (detenzione, arresti domiciliari, obbligo di firma, ecc.) non si capisce perché dovrebbe comportare la perdita dei diritti politici (anche qui per sempre: e se poi la Cassazione assolve, che si fa?)...
In generale sono contrario alla cultura che vede nel carcere (nella esclusione, in generale) la cura dei mali di una società*, senza scomodare Foucault...
perché sotto sotto è la stessa intolleranza che alimenta il fascismo degli sceriffi che arrestano i lavavetri, che sparano ai gommoni dei migranti, che bruciano i campi rom, che infibulano le donne, che sparano in faccia ai manifestanti o manganellano a morte i diciottenni (forse) impasticcati, che sbattono nei lager (o CPT, o all'inferno dei loro dèi) ebrei, zingari, omosessuali, clandestini; che compiono le stragi: Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus... ECCETERA ECCETERA ECCETERA.
Letture consigliate: una bella lista, da scaricare qui
Quindi, l'8 settembre un bel Vaffanculo alle galere!
* P.S. E sempre in generale detesto l'idea che togliere un diritto a un altro dia maggiori diritti a me...
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