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lunedì 23 marzo 2009

un mare nero, un mare nero


Molte delle verità sull'Italia di ieri e di oggi stanno in fondo ad un mare dal quale ogni tanto è bello credere che qualcuno ci può aiutare a emergere, per prendere una boccata d'aria, per aprire gli occhi.
Oggi voglio segnalare un libro e un articolo.

Cliccate, collegatevi e collegate: Mattei, De Mauro, Pasolini, Rostagno, Ilaria Alpi...
è tutto un intrecciarsi di sottili alghe cresciute sul fondo nero del mare mostrum...

lunedì 22 dicembre 2008

rapitori di bambini

Unione Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. U.N.I.T.A.L.S.I., si chiama così la banda di malviventi a volto coperto che gestisce un lager ad Ascoli Piceno dove viene tenuto segretato un bambino di 3 anni, strappato alla madre con la forza. E' nato a Mazara del Vallo ed è figlio di una ragazza madre. Che per questo non ha la capacità educativa, secondo un'altra associazione a delinquere chiamata Tribunale dei Minori. Ma soprattutto ha il torto di appartenere ad una razza inferiore: è infatti una rom. E quando ha cercato di riprendersi suo figlio, l'hanno arrestata.

Questa è una notizia all'incontrario*. Ma neanche troppo. E' più raccapricciante dell'originale? Scopritelo da soli.Qui quella "vera". Brrr!


*Reference: il sogno all'incontrario di Paolo Rossi.

venerdì 19 dicembre 2008

in pyramid we trust

"Tutti ricordano i nomi dei faraoni per cui le piramidi sono state costruite, ma nessuno si ricorda il nome degli schiavi che sono morti per costruirle". (Bertolt Brecht)

Il più grande genio della truffa finanziaria di questi tempi (di crisi) si chiama Bernard Madoff.
Fino a poche settimane fa era uno dei guru del capitalismo mondiale, era stato persino direttore del NASDAQ, la borsa elettronica di Wall Street.
Adesso è uno degli uomini più odiati dagli investitori di tutto il mondo.
A leggere i giornali e a guardare telegiornali e siti web, sembrerebbe un diabolico manipolatore di hedge funds, blue chips, covered warrants, futures e junk bonds.

Invece la sua è la solita truffa, vecchia come il mondo ma evidentemente rivalutata dall'avanguardia del capitalismo monetario: la catena di Sant'Antonio, lo schema piramidale del marketing multilivello, lo schema di Ponzi.
Finché si trovano sempre nuovi gonzi disposti a cedere il loro denaro ad un sistema a piramide in cambio di promesse di guadagni mirabolanti, chi sta in cima ci guadagna; ma prima o poi i soldi e/o i gonzi finiscono, o vogliono avere (specie in tempi di crisi) almeno una parte di quei fantastici guadagni che gli avevano promesso. E la piramide si sgretola.
E adesso tutti a dare addosso a Madoff e a sperare che Obama ci salvi dalla crisi.

Ma come è possibile che praticamente l'intero sistema finanziario mondiale abbia beccato una botta del genere, un terremoto che tocca tutti (TUTTI!) i professionisti del settore, le maggiori banche e imprese del mondo globalizzato?
Non ce la stanno raccontando giusta: o sono complici, e nella vita il loro scopo è costruirsi una propria piramide o almeno scalare quelle degli altri; oppure sono tutti dei creduloni senza cervello?
Come si fa a credere che il sistema può crescere all'infinito arricchendo qualcuno sempre di più senza impoverire la base della piramide, che per forza si allarga continuamente?
Dov'è la logica, la razionalità degli economisti? Davvero credono che l'economia sia un sistema aperto?
Non bisogna essere dei matematici o dei fisici, e nemmeno dei filosofi o dei geni della finanza...

Non so voi, ma quando quelli del Kirby mi suonano al citofono, io li mando gentilmente a quel paese: perché loro no?

giovedì 27 novembre 2008

oltralpe


Dal 5 gennaio 2009 alle 20, la TV pubblica francese non potrà più trasmettere pubblicità.

L'operazione è quasi completa: in un anno, attraverso la legge e alcuni emendamenti, Nicolas Sarkozy avrà posto sotto la sua influenza la quasi totalità del panorama audiovisivo francese. Anche se lo fa sotto la copertura di uno scopo nobile: allentare la morsa della pubblicità su France Television.

Il problema è che il servizio pubblico non sfugge alla "dittatura degli ascolti", se non per cadere sotto la sottomissione del potere esecutivo. L'Eliseo nominerà il presidente della tv pubblica e potrà revocarlo quando lo ritenga opportuno. Si dovrà ottenere il parere conforme del Parlamento europeo e CSA. Ma in ogni caso, l'uomo scelto dovrà tutto al governo.
Ridotte le sue finanze, ora per lo più dipenderanno dalla buona volontà del governo, comunque si dovrà garantire il suo compiacimento.(...)
, scrive un articolo di Libération.

E aggiunge: in un anno si tornerà indietro ai bei tempi dell'ORTF, il monopolio governativo che volle De Gaulle nel 1964...
E pensare che da noi tutti i partiti di governo e di "opposizione" sono contrari alla privatizzazione della RAI: siamo più avanti, di -44 anni.

martedì 18 novembre 2008

tu tu tubiamo


Visto che non l'ho ancora letto da nessuna parte, ne scrivo io.
I profeti della Democrazia 2.0 dicono che se l'Italia lobotomizzata dalla tv ha prodotto il berlusconismo (e non viceversa), l'Italia intelligente della Rete produrrà l'obamismo de noantri.
Io non ci credo molto, a giudicare dal dilagare del farsi i cazzi altrui tanto per cazzeggiare (ovvero Facebook) e dai video più visti su Youtube italiano (calcio, liti televisive, presentatrici tv scosciate, ecc.).

Non lo so, ma quando ho cominciato io (a 28'800 baud) e c'erano le BBS, l'idea della Rete non era esattamente potersi rivedere Maria De Filippi a pezzetti il giorno dopo e taggare qualche fotina...

giovedì 12 giugno 2008

ha davvero dei begli occhi da aquilotto


Se capiste con che balle lui ci salva
mentre noi stiamo rubando
e dal forno dei suoi denti una valanga
di panzane va sparando.
Ha davvero dei begli occhi da aquilotto
il nostro amico Angelino...
(musiche: Telecom - testi: Berlusconi - kazoo: Di Pietro)


La canzone originale di Paolo Conte, "Il nostro amico Angiolino":
Se capiste con che sguardo lui ci guarda
mentre noi stiamo suonando
e dal porto del suo cuore un bastimento
nella sera prende il largo.
Ha davvero dei begli occhi da aquilotto
il nostro amico Angiolino
e ogni volta ci regala un bel biscotto
il nostro amico Angiolio.
Il nostro amico Angiolino…
Ha una moglie tutta bionda e tutta bella
il nostro amico Angiolino
e ogni volta ci regala una frittella
con le mele e con il vino.
Noi suoniamo e suscitiamo sentimeni
e i sentimenti se ne vanno
a impigliarsi nei capelli tutti biondi
della moglie di Angiolino.
Il nostro amico Angiolino…

giovedì 24 gennaio 2008

scioperai


Non ne sapevo nulla, ma domani è indetto uno sciopero in RAI.
Ho letto qui e qui le ragioni di chi l'ha promosso: leggetele, e ditemi se anche voi le trovate condivisibili.


P.S. Un governo nato dall'antiberlusconismo che non ha mai fatto nulla di buono sul conflitto d'interessi e per il sistema delle telecomunicazioni, merita di cadere. Cosa verrà dopo? Dipende anche da noi.

lunedì 21 gennaio 2008

discariche



Si è già detto tante volte. Forse ci siamo davvero. Il governo sta cadendo. A pezzi.

Speriamo non lascino i resti a puzzare lungo le strade d'Italia:
chiamate De Gennaro, che è pratico, a fare uno sgombero (rifiuti) al Parlamento.
Niente riciclaggio con leggi elettorali da inciucio, niente governi tecnici.
Tutti a casa e votazioni subito: anche se torna "quel nano infame" almeno lo sapevamo già da prima che faccia che era.

sabato 5 gennaio 2008

munnizza


Copio e incollo integralmente l'articolo di Saviano su "Le Repubblica" di oggi: lo trovate qui.

(Campania, Sicilia, Milano, Somalia: il succo, anzi il liquame è lo stesso... aggiungo solo una frasetta alla fine, nda)

J'accuse dell'autore di Gomorra: la tragedia è che Napoli si sta rassegnando all'avvelenamento
Imprese, politici e camorra ecco i colpevoli della peste
Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre
la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni
di ROBERTO SAVIANO


Roberto Saviano è l'autore di Gomorra, il best-seller che racconta un viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi.

E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.

Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%.

Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all'opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un'impresa - l'Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia.

Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio.

Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l'inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell'antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi.

Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso erano vicino alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano. Nel caso dell'inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquistò per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la società di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all'anno, mentre il fatturato dei clan è stato di 6 miliardi di euro in due anni.

Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, società specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall'estero: da ogni parte d'Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l'autorizzazione dalla Regione. Aveva però l'unica autorizzazione necessaria, quella della camorra.

Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, è l'unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell'inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di località Scafarea, a Giugliano, di proprietà della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l'emergenza rifiuti del 2003. Chianese - secondo le accuse - è uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l'emergenza e quindi riuscì con l'attività di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003.

Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all'amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l'appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan.

La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all'avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L'emergenza di allora, la città colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in località Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione.

Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l'operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un'azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell'80% sui prezzi ordinari.

Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no.

Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere Biùtiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d'Italia è stato intombati a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse è in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra.

E' in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli. E' in un altro paese che la maggiore forza economica è il crimine organizzato eppure l'ossessione dell'informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell'informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi.

Non è affatto la camorra ad aver innescato quest'emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l'emergenza e con l'apparente normalità, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli.

Quando si getta qualcosa nell'immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall'emergenza non si vuole e non si po' uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più.

L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa.

Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle "sacchette" di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate.

Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla". Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla.


(5 gennaio 2008)


Fin qui Saviano. Ci sarebbe da aggiungere che di traffico di rifiuti le mafie si occupano da decenni, insieme ad altri "traffici" (droga, armi, denaro sporco). E alla luce del sole, da Trapani a Malta, fino a seppellire bidoni di scorie sotto le strade della Somalia... ma questa è un'altra storia. O no?

E pensare che Gaber ne parlava nel 1976:
(...)Ogni giorno una città come Milano accumula duemilacinquecento tonnellate di rifiuti... duemilacinquecento tonnellate... C'è da pensarci. Intendiamoci, non si può dire alla gente di consumare di meno e di produrre di meno. È un'utopia. L'unica salvezza è il riciclaggio dei rifiuti... o la disintegrazione.(...)

venerdì 21 dicembre 2007

beccato


Berlusconi: "In Rai lavora solo chi si prostituisce o chi è di sinistra".
Azz, mi ha beccato. Due volte!

Come cantava Dalla quando ancora sapeva fare canzoni:
Non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra...


(Comunque in quella telefonata c'è la storia degli ultimi vent'anni di questo paese,
concentrata e messa in scena come neanche Shakespeare...)

giovedì 20 dicembre 2007

senza neanche bisogno di chiedere


Pubblicata in file audio e trascritta una telefonata tra Saccà e Berlusconi.

(...)
Saccà (S): (...)Grasso sul Magazine del corriere della sera ... scrive il potente Saccà fa quello che gli dice Berlusconi e basta ... ecc. .. che poi, non è vero, lei non mi ha chiesto mai ...
Presidente (P): allora ascoltami...
S: lei è l'unica persona che non mi ha chiesto mai niente ... vogliodire ...
P: io qualche volta di donne ... e ti chiedo ... perchè ..
S: si, ... ma mai ...
P: ... per sollevare il morale del capo .. (ridendo)
S: eh esatto, voglio dire ... ma, mi ha lasciato una libertà culturale di ... ideale totale .. voglio dire .. totale .. e questo lo sanno tutti...

(...)

P: Senti, tu mi puoi fare ricevere due persone ...
S: assolutamente...
P: .. perchè io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso ....
S: assolutamente ..
P: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
S: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di...
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ...
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io ..
P: ti spiego che cos'è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ...
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) ....
S: ma questo nome è un problema mio ...
P: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ...
S: capito tutto ...
P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando ...


Un paio di considerazioni a casaccio:
la libertà o ce l'hai (e te la riesci a conquistare tu), o non è che te la regalano/prestano tipo ombrello,
perché prima o poi lo rivogliono indietro e soprattutto di piovere "rischi di illibertà" non smette mai...
poi se lo sanno tutti, perché leccare così il culo ringraziando? Excusatio non pentita!
Eppoi, che bisogno c'è di chiedere: ti hanno messo lì per fare quello...
è come se il salumiere chiedesse ogni volta all'apprendista: "scusa, ti va di tagliare quel prosciutto per questo cliente? e poi un pò di salame per quell'altro?": non c'è bisogno, l'ha messo lì apposta!
Tant'è che al solo nominare due persone, il soldatino scatta sull'attenti e dimostra la sua complicità col "capito tutto";
al CAPO basta fare il nome, il resto è problema del... servo (come altro lo vogliamo chiamare?).

Per carità, nulla di illegale, fino a un giudizio definitivo della Cassazione (se mai ci si arriva). Ma quel saporino che rimane in bocca dopo aver sentito la telefonata, intanto, chi me lo leva? Ferrara?!
E avete capito di che saporino parlo, vero?!

martedì 13 novembre 2007

to comment or not to comment?


I fatti di domenica continuano a far scorrere fiumi di bit, ne scrivono tutti. E' il tentativo collettivo di leggere un racconto dei fatti che non soddisfa i suoi lettori, che non ci si rispecchiano. E tentano di raccontarlo a loro modo. Un enorme gioco di scrittura collettiva, un wiki come si dice oggi...

E allora, il massimo che il sottoscritto, labilmente memore dei suoi trascorsi di letterato a tempo perso, poteva fare, era questo. Scrivere un commento (il 60°) in un post interessante di un blog scritto (e letto quasi solo) da tanti letterati, che si chiama Nazione Indiana: un nome spesso più simpatico e leggibile di molti interventi...

... però - pensandoci - forse, non so, il minimo che il sottoscritto poteva fare, era non parlarne oltre. Per non aggiungere la sua alle troppe voci del vento, la sua goccia (o pisciatina) al fiume...
ma ormai "Post comment" l'avevo già premuto!

lunedì 12 novembre 2007

area di sosta


"Gabriele Sandri, ragazzo" si potrebbe intitolare questo post.

Perché, se davvero - come riporta questo articolo di D'Avanzo- il poliziotto ha sparato pensando ad una rapina al distributore, questa non è una vicenda di "calcio malato", di "tifo violento", di "scontri tra ultras e forze dell'ordine" come i soliti forzati del commento del lunedì raccontano.
No, questo è l'ennesimo tragico episodio di abuso delle armi da parte delle forze dell'ordine, di chi detiene il monopolio della violenza nella nostra società.

E chiedersi se andava/andrebbe fermato il campionato di calcio, è una questione di lana caprina.
E lasciare a quattro (s)fascisti incappucciati di nero il monopolio di una protesta che dovrebbe coinvolgere l'intera società civile e portare, pacificamente, al disarmo di chi deve gestire l'ordine pubblico, è una sconfitta.

Dovremmo fare una sosta tutti quanti, e chiederci chi e perché arma la mano di quell'agente della Stradale, o di un Placanica qualunque. Perché se non ce lo chiediamo, tiriamo anche noi quel grilletto. E io non ci sto.
E mi va ancora meno che a chiederselo si rischi di finirci davanti, a una pistola carica, o a un manganello...
o (quasi) peggio ancora davanti alle (im)perizie ballistiche del portavoce della Polizia Sgalla, lo stesso che fuori dalla Diaz che colava sangue e barelle zittiva giornalisti e operatori, come ha fatto in molte altre occasioni, dal caso Aldrovandi alla conferenza stampa di ieri ad Arezzo...

Questo episodio non mi fa venire in mente altre "morti da stadio", ma piuttosto i troppi casi di adolescenti uccisi a colpi di arma da fuoco perché non si erano fermati a un posto di blocco, o ancora mille altri ragazzi morti sulle strade "per mano poliziotta", come recitava una vecchia canzone di Guccini:

Libera nos domine (da "Amerigo", 1978)

Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale,
per mano poliziotta, di pazzo generale,
diossina o colorante, da incidente stradale,
dalle palle vaganti d' ogni tipo e ideale,
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da tutti gli imbecilli d' ogni razza e colore,
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
da visionari e martiri dell' odio e del terrore,
da chi ti paradisa dicendo "è per amore",
dai manichei che ti urlano "o con noi o traditore!",
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti,
da eroi, navigatori, profeti, vati, santi,
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti,
dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti,
dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d' ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d' ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine,
libera, libera, libera, libera nos Domine...

venerdì 9 novembre 2007

quello che si doveva dire



E' toccato a un vecchio prete, riassumere quello che è capitato a Enzo Biagi dopo l'editto bulgaro.
"E' stato ucciso", ha detto il cardinal Tonini.
Il movente è la vendetta per l'uso criminoso del mezzo televisivo pubblico che avrebbe fatto, l'arma del delitto una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui gli si comunicava il licenziamento. Gli esecutori sono noti, e sono stati nominati ieri sera da Santoro, e da allora hanno fatto carriera.
Il mandante, l'Innominato, a cadavere ancora caldo, ha fatto la sua parte: ha quasi pianto. Lacrime di caimano.

giovedì 30 agosto 2007

La vendetta di Montezumolo


Qualcuno di voi sarà stato in vacanza in paesi caldi, in climi tropicali (beati voi) magari in Centro America: beh, se avete evitato l'uragano Dean, difficilmente sarete sfuggiti alla Vendetta di Montezuma...

E se anche questa l'avete scampata, ora siete tornati nel Belpaese della Libertà Obbligatoria ("…ma come, con tutte le libertà che avete volete anche la libertà di pensare?...").
Ecco: allora beccatevi quella facciazza del Luca Agnello (ah, sapete che in spagnolo "cordero" vuol dire "agnello", no? Discendenza naturale da camuffare: in Italia "si fa ma non si dice"...). E le sue ormai quotidiane deiezioni sui media.

Oggi gliene deve essere venuta una grossa, una letterona di quasi 8.000 battute al Corriere della Sera.
Vi invito a leggerla.
Qui di seguito, premettendo che non sono certo un economista, qualche mia osservazione su quella bella letterina.*

Le prime righe sono chiaramente una dichiarazione di guerra e di amore: amore per Veltroni e guerra a Prodi. In sostanza Montezemolo dice: "W Walter e abbasso le tasse", facciamo cadere il governo Prodi sulla Finanziaria 2008 con una campagna antitasse e che nasca un nuovo governo Democristoindustrialliberale con Veltroni primo ministro...
Dunque Montezemolo e i padroni delle industrie italiane hanno scelto la faccia di zio Valter da appiccicare sulla carcassa di Berlusconi. E nel corso della lettera manda segnali trasversali (mafiosi, verrebbe da dire) a Prodi e Berlusconi, della serie "sono anni che vi avevo avvisati"...

E quale Nuova Frontiera ha in mente come panorama a cui guardare? Certo non la "Vecchia Europa", ma quella "nuova" dell'Est. Dove molte industrie italiane delocalizzano (quelle grandi per convenienza, quelle piccole&medie per sopravvivenza) la produzione, grazie ai vantaggi del sistema che il nostro chiama "flat tax" a cui vuole ispirare il fisco italiano prossimo venturo. Ma che in italiano si traduce soprattutto in corruzione: si sa quanta deregulation sia in vigore nei paesi dell'ex-oltrecortina, e quanto sia facile aggirare le deboli leggi delle istituzioni (si chiamano "giovani democrazie" ma sono vecchissimi regimi feudali) ungendo qualche ruota con una bella mazzetta per ottenere di tirar su capannoni, aprire fabbriche qua e là, schiavizzare contadini e ex-operai di Stato con salari da fame e senza contratti o sindacalisti tra i coglioni...
Il generale dei padroncini Monty invoca poi una "tregua fiscale", una specie di indultino sulle tasse (un'altro? ah, già: quelli del passato governo Berlusconi hanno lasciato fuori Valentino Rossi & Amici) come panacea di tutti i mali; e lo fa invocando contemporaneamente la minaccia: "abbiamo pochi mesi", ovvero abbassate le tasse (solo) alle industrie nella prossima Finanziaria, sennò saranno cazzi!
Primo punto dell'elenco della spesa la patacca falsa che luccica sul petto di qualunque populista contemporaneo, le paroline magiche: "lotta all'evasione". Bene, caro Agnello, allora perché non rendi obbligatorio presentare il proprio Bilancio (o modello Unico, ex-740) per potersi iscrivere a Confindustria?; e perché non cacci dal vostro Club chi ha subito verifiche fiscali ed è risultato (parzialmente o totalmente) evasore?
Per non parlare di un'altra richiesta semplice semplice espressa poco tempo fa da Forgione, presidente dell'Antimafia nazionale: "perché Montezemolo non caccia un solo imprenditore condannato per mafia dalla sua associazione?"

La formula magica che LCdM spara come soluzione al problema sollevato è di quelle semplici, che capiscono anche gli scemi: "per ogni € che entra dalle tasse, 1€ in meno sulle prossime tasse".
Bene, ma così vuol dire lasciare servizi e infrastrutture pubbliche nello stato attuale e abbandonarle al loro inevitabile sfascio definitivo: anche uno scemo che si compra casa lo sa, che ogni tanto gli va data almeno un'imbiancata (e questa costa)...

Il secondo punto è: "dove vanno a finire le nostre tasse". Ora, intanto l'uso da persuasore occulto del termine "nostre", inteso come "non loro, non dello Stato" e non come "di tutti i cittadini italiani" è quanto mai banalmente capzioso.
Oggetto della filippica, i consulenti e i consiglieri d'amministrazione delle imprese pubbliche. Ce ne sono troppi, pagati troppo e spesso superflui. Come non essere d'accordo: in Rai il Consiglio d'Amministrazione pullula di magnapane a tradimento mentre a me la "prima industria culturale del paese" riduce i compensi del 5% secco per questa prossima stagione. Eppure verrebbe da chiedersi: chi ha spacciato per anni la fuffa dell'outsourcing, del delegare all'esterno (quindi ai privati) competenze vitali per le imprese (pubbliche e private)? Il mondo degli industriali, ovviamente! Che promuovevano l'esternelizzazione da esterni per poi lamentarsene da interni (e quanti soldi hanno preso Fiat&Co. dallo Stato?)... o dentro o fuori, sennò facciamo confusione! Se l'outsourcing è "male", allora bisogna andare nella direzione opposta: impiego pubblico qualificato (formazione e ricerca), tutelato e garantito (stipendi adeguati e contratti a tempo indeterminato) e utilizzo intelligente delle risorse interne alle imprese (pubbliche e private). Così le nostre tasse andrebbero a pagare lo stipendio di gente che sente di lavorare per un'impresa anche "sua", dunque davvero "nostra", per il bene di tutti e non a scapito del malessere sociale altrui (di chi resta "fuori" dall'esternalizzazione)...

Il terzo punto toccato dal nostro è una lamentela tipicamente italiana da padroncino post-tangentista: i cantieri e le infrastrutture che non crescono... ma come, se al primo punto avevi sparato la formuletta "per 1€ che entra, 1€ in meno di tasse", con cosa li fai crescere gli investimenti? Con la riduzione del debito pubblico? Qui ci vorrebbe davvero un economista, o qualcuno che in modo semplice spiegasse che non basta togliere da una parte (sbagliata) e dare a un'altra (ancora più sbagliata) per ottenere ciò che la prima non sa realizzare. La formuletta "meno tasse=meno spesa pubblica=più investimenti" funziona solo se quegli investimenti li gestisce chi gestisce le tasse, ovvero lo Stato, che deve sapere dove è meglio (per tutti i cittadini) e non più conveniente (per pochi industriali) investire. Altrimenti altro che "regalo ai ricchi", saremmo al cannibalismo di stato!
Seguono poi i soliti rosari: meno burocrazia (quale? come?), federalismo fiscale (e qua mi vengono i brividi pensando alla Triplice Alleanza Veltroni-Bossi-Montezumolo), amministrazione più efficiente (ovvero più snella). Ora, a parte la solita filosofia anoressica che "(Stato) magro è bello", perché non spiegare meglio cosa si intende con amministrazione più snella? E' forse quella che permetterebbe ai padroni d'industria di fare quel cazzo che gli pare (secondo l'antico slogan della Casa delle Libertà di guzzantiana memoria)?
Guarda caso subito dopo ecco il diktat per la politica (ormai dépendance dell'industria e della finanza), dello stesso tono (meno regole per chi comanda): riforma elettorale (chi vince governa "davvero" e non per finta come finora, coi governi costretti a mediare con leggi, Costituzione, opposizione, magistratura) e scelta diretta dei candidati (senza passare dai partiti, ormai superflui nella Vallettopoli dove candidati alla Camera e nominati del Grande Fratello si mischiano nel calderone televisivo dunque mentale degli italiani)...

In conclusione, i totem del Merito e della Concorrenza, già sconfitti dalla Storia, riesumati senza pudore: bisogna "smontare i monopoli pubblici (locali)". Per esempio si potrebbe privatizzare l'acqua come si fa in certe zone della Sicilia dove è gestita direttamente dalla mafia? La formuletta "più concorrenza=servizi meno cari" è una balla che non regge più da vent'anni (dalle privatizzazioni dell'epoca Prodi-IRI) nella repubblica dei monopoli privati (Telecom, gruppo Fiat, Fininvest, Barilla & co.), ma questo signore la tira fuori come una novità. Ci vorrebbe una di quelle belle vecchie prime pagine di Cuore per dire che "ci ha la faccia come il culo", sto Lucagnello...

Soprattutto perché la vera bomba terrorista è tra le (pen)ultime righe: legare i salari (degli operai) ai risultati (dell'impresa) e abbassare il costo (per l'industria) degli straordinari (degli operai).
Dunque, la vecchissima guerra frontale ai lavoratori, per abbassarne il valore umano a merce inerte: tu lavoratore che ti fai un culo come una casa lavorando di notte e di domenica per mantenere il figlio all'Università che costa palate di soldi perché privatizzata e la moglie cassintegrata o che aspetta il prossimo co.co.pro di merda in un callcenter, non vorrai mica essere pagato di più! Accontentati di quello che diamo a un cinese o a un ungherese a casa loro (giorno e notte, domeniche e festivi) sennò poi l'industria non guadagna abbastanza e dunque dovremo abbassarti ancora lo stipendio, accorciarti i contratti e toglierti straordinari, ferie, congedi per malattie e gravidanza... e se ancora non basterà, andremo all'Est dove in sostanza rompono meno i coglioni. E non ti lamentare se non hai più un soldo per comprarti ciò che produci: a noi che siano i tuoi soldi a far girare il mercato non interessa, meglio gli investimenti dello Stato che ti toglie i soldi in tasse che usa non per gli ospedali per i tuoi vecchi o per gli asili per i tuoi figli, ma per sovvenzionare noi che minacciamo di traslocare in Ungheria...

Mi ricordo che c'era una volta qualcuno che rapiva figli di industriali per chiedere il ricatto. Poi li lasciavano andare, o qualche disgraziato gli sparava, a loro o ai loro padri, padroni o padrini politici. Li chiamavano terroristi, banditi...
A gente come Lucagnello, che rapisce i lavoratori per chiedere il ricatto degli investimenti pubblici con la minaccia di portare sequestrati e covo all'estero (dove non pagherebbero le tasse che non pagano qua), e ogni tanto ne uccide qualcuno nei cantieri o nelle fabbriche (la sicurezza è un costo per l'industria e un risultato per i lavoratori), si dà spazio per sparare in prima pagina i loro comunicati-pizzini. Son proprio cambiati i tempi...


*Per chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, lascio un commento finale a un'immagine. Che, come si dice spesso, può dire più di molte parole...


P.S. Vi ricorda qualcosa? Rispondete nei commenti a questo quizzino, con dei link. Grazie. :-)

mercoledì 16 maggio 2007

materassi a (ende)mol


Leggo in un articolo su Liberazione che riporta un comunicato di tale Uni.rai, composta, come dice l'articolo da professionisti (autori, conduttori, registi eccetera) (...) un'associazione costituita nel 2005 all'interno del servizio pubblico radiotelevisivo.:

"Quando è stato nominato presidente, Flavio Cattaneo ha aiutato lo "svoltone" della Rai. A gestire la pubblicità è arrivata la Bergamini, che è una segretaria di Silvio Berlusconi, tutti i vertici sono stati occupati da persone di fiducia di quell'entourage ed è stato firmato il fantastico contratto con la Endemol che si è accaparrata tutta la programmazione importante ed è entrata trasversalmente in tutte le reti.".

Non fa una grinza.

Però...di Uni.rai non sapevo nulla fino a questo articolo: dove c...o eravate finora?!
Eppoi magari ora Mediaset si (ri)prenderà anche un pò di quelle belle professionalità di Viale Mazzini: dirigenti, markettari (quelli del marketing), impiegati, sottovicedirettori e stuoli di incapaci, ammuffiti, raccomandati, fancazzisti, eccetera...
lasciando spazio alle meravigliose idee che non vi hanno lasciato produrre in questi anni... sì, ma QUALI?

Ecco, una cosa che manca sempre a una certa sinistra italiana: la part construens,
oltre la lamentela e l'autocommiserazione incorporate...sempre lì, ad assorbire qualunque colpo,
ad assecondare la forma di qualunque bacino...